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Timostene

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Timostene

Dal primo gennaio la vostra liquidazione viene espropriata. Cercatela sui giornali, provate. Due trafiletti in fondo alla pagina economica. Quarant'anni di lavoro, e il conto lo rifanno loro a modo loro. Ai ladri i condoni, uno dietro l'altro. A voi il conto della liquidazione. Giorgia Meloni non sa più dove prendere i soldi e li prende a chi non può scappare. A chi ce li ha in busta paga. Se non ne parliamo noi non ne parla nessuno. Scrivetelo, postatelo, mandatelo nelle chat, ditelo al collega di scrivania che fra due anni va in pensione e non sa niente. Oggi, tutti, scriviamo solo di questo furto. Grazie Gioggia. #Liquidazione #GiustiziaSociale #Politica

State cercando sui grandi giornali nazionali la notizia del governo che vi frega il TFR? Non la trovate. E se c’è in 20ª pagina scritto in corsivo a testa in giù. Perché non è che si vuole fare tanta pubblicità al fatto che vi stanno portando via il TFR accumulato in quarant’anni di lavoro. #TFR #Governo #Informazione

Mi fanno tenerezza i fascisti. Sbraitano contro la patrimoniale sui redditi sopra i dieci milioni, la chiamano esproprio, giurano che è l'inizio della fine. Quelli che stanno sopra i dieci milioni, in Italia, si contano a poche centinaia. Poi arriva il loro governo nero e melmoso e in silenzio, senza annunci, cancella in silenzio la clausola di salvaguardia sul TFR. Quarant'anni di lavoro accantonati centesimo per centesimo, e al momento della liquidazione il Fisco ne vuole una fetta in più. Il TFR ce l'hanno in milioni di dipendenti. Quelli che già pagano tutto. Senza condoni. Lì nessuno sbraita. Nessuno si indigna. Restano con la busta paga in mano a gridare forza Gioggia. #Italia #Politica #GiustiziaSociale

Divorzio e aborto in Italia sono legali anche grazie a Emma Bonino. Ieri è morta la donna che sui diritti civili ha trascinato l'Italia nella modernità. Combattuta dai fascisti, combattuta da un clero bigotto e retrogrado, contro ogni evidenza ci ha lasciato diritti che per anni abbiamo dato per scontati e che oggi gentaglia come Vannacci o i nostalgici della fiamma tricolore rimette in discussione. Era una ragazza di Bra, figlia di un commerciante di legname. A diciotto anni ha fatto la valigia per Milano e si è laureata con una tesi su Malcolm X, in un paese che di Malcolm X non sapeva niente e nelle parrocchie insegnava ancora l'obbedienza alle mogli. I diritti li porta chi ha la testa per immaginarli e lo stomaco per pagarne il prezzo. Lei ha pagato, arresto compreso, mentre gli altri discutevano. Eppure gli italiani avevano votato. Nel 1974 sul divorzio, nel 1981 sull'aborto, due volte, con maggioranze schiaccianti. Il voto però i fascisti lo rispettano solo quando dice quello che vogliono loro. Altrimenti lo calpestano. Ci spiegano che il patriarcato è una bella cosa, che non dobbiamo abortire, che non dobbiamo divorziare, perché la loro etica sta sopra il voto popolare, sopra i principi, sopra la moralità di questo secolo. Per questo ieri quasi nessuno, a destra, è riuscito a scrivere una riga che non fosse uno stereotipo copiato dal WhatsApp di partito. Parole di circostanza, cordoglio d'ufficio, funerali di Stato annunciati in fretta. Perché per questa destra la Bonino era il nemico. Perché la modernità e i diritti sono il nemico di questa destra. Ora non resta che onorarla portando avanti le battaglie che restano aperte, l'eutanasia legale e la fine del proibizionismo sulle droghe leggere. Alla faccia dei fascisti. #diritticivili #EmmaBonino #Italia

Un consiglio non richiesto al governo per la lotta all’evasione fiscale. Andate a controllare tutti quelli che hanno iscritto i figli a scuole private o paritarie e che hanno chiesto il contributo da 1.500 euro riservato agli ISEE bassi. La @gdf può andare a colpo sicuro. #evasionefiscale #fiscalità #scuoleprivate

Studiul confirmă un fapt inacceptabil: femeile în politică sunt hărţuite personal şi sexualizat mult mai des decât bărbaţii, iar platformele, partidele şi societatea trebuie să ia măsuri ferme pentru a le proteja, a responsabiliza agresorii şi a garanta egalitatea reală a prezenţei feminine în viaţa publică.

La sapete la storia del ricco americano che vota Trump per far deportare gli immigrati? Solo che il ricco americano è fidanzato con una venezuelana. Un bel giorno otto agenti dell’ICE la circondano all’aeroporto di Houston e se la portano via. Senza dire niente. Ora fa il giro delle tv piagnucolando che lui intendeva gli altri immigrati. Non la sua compagna. Non i suoi interessi. Adesso l’ICE è la Gestapo, parola sua. Perché lui era razzista con gli altri. Mica con le cose sue. Ecco: un po’ è la metafora dell’Italia. Il generale da operetta spiega che Paola Egonu non rappresenta l’italianità, i tratti somatici dicono altro. Il criterio l’ha scelto lui. Allora glielo applico: con quella faccia, a Tunisi non lo ferma nessuno. Ha una moglie rumena e se la prende con gli immigrati. Razzismo ma solo per gli altri. #Razzismo #Immigrazione #Politica

Insegno vs Ranucci Febbraio 2019. Michela Andreozzi, attrice, regista e sceneggiatrice, in un programma di cinema storpia il nome della Lazio e dice “Lazie”. Una battuta da niente. Fabrizio Piscitelli, Diabolik, leader degli Irriducibili, gira il link a Pino Insegno. Piscitelli non è soltanto un capo ultrà: è un uomo inserito negli ambienti della criminalità romana, con legami con il narcotraffico e gruppi criminali. Sei mesi dopo verrà assassinato con un colpo di pistola alla testa al Parco degli Acquedotti, in un agguato maturato, secondo la ricostruzione giudiziaria, nel contesto della criminalità organizzata romana. Insegno gli manda il numero di cellulare privato della collega. Poco dopo Andreozzi riceve una telefonata da un numero sconosciuto. È Piscitelli. Le parla con un tono che lei definirà inquietante e le chiede di rimediare a quella battuta. Poi il suo numero viene passato ai sodali e parte la campagna contro di lei. Insulti, minacce, attacchi sui social. Andreozzi chiude il profilo Twitter e non lo riaprirà più. Si scusa pubblicamente per paura. Insegno è un collega che conosce da oltre trent’anni. Le chat le ha pubblicate Domani. Insegno non ha negato il rapporto con Piscitelli: “Fabrizio era un amico”. Amico, il criminale. Sul numero dato alla collega ha risposto che il contratto con la Rai non gli consente di rilasciare dichiarazioni senza autorizzazione. La Rai non ha aperto alcun caso pubblico. Nessuna istruttoria annunciata, nessuna nota aziendale, nessuna questione di opportunità. Con Ranucci è andata diversamente. In poche settimane la sua permanenza alla guida di Report è diventata una questione di opportunità, è intervenuto il Comitato etico e la Rai lo ha sostituito. Passare il numero privato di una collega a Diabolik non ha aperto una questione di opportunità. Fare inchieste, sì. #Criminalità #Televisione #FattiDiCronaca

Insomma, a Palermo c’è un’epidemia di difterite. Decine di tamponi positivi e il più basso tasso di vaccinazione d’Europa. Qualcuno sa chi è il ministro della salute in Italia? #Salute #Vaccinazione #Italia

La Meloni dice che lei non vaccina la figlia. Vorrei sapere come va a scuola la ragazzina. Ha presentato certificato falsi? Ha abusato del suo ruolo per violare la legge? O ha solo vaccinato la figlia e poi fatto credere ai coglioni che la votano di essere come loro? #Vaccini #Politica #Scuola

Piccola lezione per i no vax Visto che lo ripetete tutti in massa: se era vaccinato, perché si è ammalato? Perché il vaccino non è un muro. Non è uno scudo magico che tiene virus e batteri fuori dal vostro corpo. Essere vaccinati non vuol dire che un virus o un batterio non possa mai entrarvi. Vuol dire che il sistema immunitario è già pronto a riconoscerlo e a combatterlo. A seconda del vaccino, può impedire l’infezione, impedire la malattia oppure renderla molto meno grave. In alcuni casi la malattia si sviluppa lo stesso, anche in forma seria, perché la difesa immunitaria non basta. Succede molto meno spesso nei vaccinati. Ed è proprio per questo che quei casi finiscono sui giornali: sono l’eccezione, non la regola. Non tutti i vaccini funzionano nello stesso modo. Quello contro il morbillo, con due dosi, protegge molto bene dalla malattia. Quello contro la difterite fa una cosa diversa: prepara gli anticorpi a neutralizzare la tossina prodotta dal batterio. Il batterio può anche arrivare, ma trova un organismo pronto a difendersi. Molti vaccini riducono anche la possibilità di infettarsi e di passare l’infezione agli altri. Non la azzerano quasi mai. La riducono. Ed è qui che entra quella cosa che chiamate immunità di massa senza sapere cosa vuol dire. È la cosiddetta immunità di gregge. Non significa che siamo tutti vaccinati per legge. Significa che quando abbastanza persone sono protette, un virus o un batterio fa molta più fatica a passare da una persona all’altra. La malattia diventa rara e in certi casi può smettere di circolare in un intero Paese. Se poi torna da fuori e trova abbastanza persone non protette, ricomincia a circolare. Poi ci sono gli effetti avversi. Esistono, nessuno lo nega. Esistono anche per la Tachipirina che ingoiate al primo mal di testa. Esistono per l’aspirina, che può rovinarvi lo stomaco. Esistono per gli antibiotici, che vi fate dare al primo raffreddore convinti che servano, quando il raffreddore è causato da virus e l’antibiotico non li tocca nemmeno. Quelli li prendete senza pensarci un secondo. Nessuno di voi si sveglia la mattina terrorizzato dalla Tachipirina. Il punto è il confronto. Il rischio di un effetto avverso serio da vaccino è piccolissimo. Il rischio della malattia vera è molto più grande. Non è una questione di opinioni. Sono numeri. E c’è un’altra cosa che non considerate. La cura non è un interruttore, acceso o spento. Non è che ti ammali, ti curi e sei a posto. A volte la diagnosi arriva tardi. A volte la cura non funziona. A volte la malattia lascia danni che restano per sempre, anche quando ne esci vivo. Il vaccino agisce prima. La cura arriva dopo, quando i danni possono essere già cominciati e non sempre si torna indietro. La faccio breve, perché siete no vax e fate fatica a leggere: un vaccino non deve costruire una barriera magica intorno al vostro corpo per funzionare. Deve preparare il sistema immunitario prima che arrivi la malattia. Può impedirvi di ammalarvi, rendere molto più difficile la circolazione dell’infezione o, se vi ammalate lo stesso, evitare che la malattia diventi grave. Facile, semplice, lineare. Direi a prova di no vax, se non mi fossi scontrato con qualcuno di voi particolarmente idiota. #Vaccini #ImmunitàDiGregge #SalutePubblica

I no vax che dicono che i medici avrebbero dovuto consultare il fascicolo sanitario elettronico per sapere che la bimba non era vaccinata, e poi nessuno di loro ha mai dato il consenso per il fascicolo sanitario elettronico sono la cosa più divertente che sto leggendo oggi #NoVax #Vaccini #Salute

Timostene Aug 16

Poiché vedo che l’argomenti si sta affievolendo, nascosto da una serie di tentativi di depistaggio, ve lo ricordo io: Hanno segretato le chat di del mastro con un camorrista Hanno segretato il motivo per cui hanno dato cento milioni al tizio che accusa Conte in commissione Covid. Tutto il resto è fumo. #Politica #Corruzione #Trasparenza

Timostene Aug 14

Una bomba davanti a un cancello, a Pomezia. Dieci mesi dopo il mandante confessa e dice di averlo fatto per il bene della vittima. Me le faccio in ordine, le domande.   Chi aveva interesse a chiudere Report? La destra al governo.   Chi è finito sotto inchiesta, puntata dopo puntata, per il lavoro di quella redazione? La destra al governo.   Chi ha trascinato Ranucci davanti alle commissioni parlamentari ogni volta che una trasmissione dava fastidio? La destra al governo.   Chi conosceva Valter Lavitola meglio di chiunque altro, i precedenti, i processi, il prezzo a cui si vende? La destra al governo.   Chi sta speculando sull’amicizia tra Ranucci e Lavitola, spostando la colpa dall’attentatore alla vittima? La destra al governo.   Chi ha chiesto alla Rai la testa del conduttore prima ancora che il comitato etico si pronunciasse, con quel “può prendersi una pausa” di Salvini buttato lì come un consiglio tra amici? La destra al governo.   Chi difende Lavitola? Sergio Cola, avvocato storico dell’imprenditore, già deputato di Alleanza Nazionale, di formazione missina. Sempre allo stesso indirizzo torniamo.   Ora arriva la parte che non so.   Lavitola ha confessato. Sono io il mandante, dice, l’ho fatto per il suo bene, volevo che gli rafforzassero la scorta. Poi precisa che aveva ordinato quattro o cinque colpi di pistola contro il muro, non un ordigno, e che davanti alle auto sventrate non ha avuto nulla da ridire. Il gip parla di dichiarazioni fumose e di ricostruzione inverosimile, e lo lascia a Rebibbia. Mah.   La bomba non lo ha protetto. Lo ha disarmato. Sospetti sulla vittima, chat private sui giornali, e alla maggioranza servita su un piatto la testa che chiedeva da anni.   Se questo era il piano ha funzionato. Solo che non era il piano di Lavitola, almeno a sentire lui.   La domanda quindi non è chi ha acceso la miccia. Quello lo stabilirà il processo. La domanda è la più vecchia del mondo: a chi giova.   Io non lo so. So leggere i risultati. #Pomezia #Politica #Giustizia

Timostene Aug 13

Cinque donne. In dodici mesi, cinque. Nessun uomo.   Le prime due le hanno cacciate e l’hanno chiamata promozione. La terza è passata al privato. La quarta è tornata dal marito malato. La quinta, ieri, è tornata dai figli.   Karoline Leavitt, ventotto anni. A dicembre ringraziava Trump e Susie Wiles per l’ambiente amico della famiglia costruito alla Casa Bianca. Tre mesi dopo il parto scrive che non riesce a essere la madre che i suoi due bambini meritano.   Rileggetela, quella frase. Non ha scritto che il lavoro è disumano. Non ha scritto che il capo ad aprile le aveva dato della incapace davanti a tutti. Ha scritto che la sbagliata è lei.   Questo è il punto. Non il licenziamento, la confessione. Il patriarcato che funziona non ti caccia, ti convince. Ti mette addosso una colpa che non passa mai, la colpa verso i figli, e aspetta. Poi quando molli ti ringrazia commosso davanti a tutti e mette un uomo alla tua scrivania. Cinque volte su cinque.   Vannacci vende la stessa merce con meno diplomazia. Le donne al loro posto, la famiglia naturale, il resto è ideologia. Voi ridete delle sue medaglie. Io guardo Washington e vedo il modello già in funzione, con i sondaggi favorevoli.   L’articolo 51 dice parità di accesso agli uffici pubblici. Non dice istinto materno. Ma nessuna Corte annulla una dimissione volontaria, e loro lo sanno. Per questo non serve toccare la Costituzione. Basta rendere insostenibile restare.   Non torna con gli stivali e il manganello. Torna con un post commosso e la parola famiglia scritta in maiuscolo. #Femminismo #Patriarcato #DirittiUmani

Timostene Aug 10

I negazionisti del clima non mi tolgono il sonno. Sono quattro gatti, spesso gli stessi che urlavano contro i vaccini. Fanno rumore, non spostano niente.   Mi preoccupa la massa tiepida. Quello che compra il diesel perché il motore si deve sentire, che discute ancora di cambio automatico, figuriamoci l’elettrica. Quello che tiene il condizionatore acceso per ore. Quello che sotto la doccia si beve cento litri d’acqua. Quello che butta la bottiglia nel prato e lascia il sacchetto sotto l’ombrellone.   Nessuna di queste è una necessità. Sono scelte, una per una. Qualunque cosa gli dici la risposta è sempre quella: a me che me ne frega, faccio come mi pare.   Poi trova la spiaggia sporca e si lamenta, gli razionano l’acqua e si lamenta. Colpa degli altri, sempre.   Il vantaggio se lo prende lui, subito, piccolo, tutto suo. Il conto lo paga il prato di tutti, l’acqua di tutti. Uno non si vede nemmeno. Milioni sì.   Il negazionista una posizione ce l’ha, sbagliata ma dichiarata. L’indifferente no. Non nega niente, si sottrae e basta.   È da questi che dovete guardarvi. Non sono un’anomalia, sono il prodotto riuscito di un paese dove libertà vuol dire nessun vincolo per me e il conto agli altri. #Clima #Indifferenza #Sostenibilità

Timostene Aug 10

Chiunque sia l’architetto che ha progettato la ristrutturazione di Piazza dei Cinquecento a Roma, chiunque abbia approvato il progetto e chiunque lo abbia realizzato dovrebbe risponderne.   Travertino chiaro per centinaia di metri quadri. Riverbera. Il calore ti arriva da sopra e da sotto, ti prende alle caviglie e non molla. Non un albero, non una pianta, non una pensilina. Niente acqua, da nessuna parte. Cammini in mezzo e non c’è un solo punto dove tu possa spostarti per stare meglio, perché ovunque è la stessa cosa. Attraversarla ad agosto alle due del pomeriggio è una piccola prova fisica.   Senza contare che hanno eliminato ogni possibilità di sosta breve. Se dovete recuperare qualcuno a Termini, arrendetevi. Impossibile, a meno di fermarsi in divieto. #Roma #Architettura #Urbanistica

Timostene Aug 9

Tu   Tu che hai votato Meloni perché sei un poveraccio e lei ti ha dato i migranti. Dei poveracci più poveracci di te da odiare, per sentirti finalmente qualcuno.   Questo ti ha dato. Non il lavoro, non lo stipendio. Qualcuno da guardare dall’alto. Prima volta nella vita.   Tu che hai votato Meloni per quella fiamma. Gli Almirante, i Rauti, i La Russa, i Rampelli. Ti riporta a un tempo magico che non hai vissuto, dove credi che uno come te comandasse e gli altri stavano zitti. Ma uno come te in quel tempo lì zappava. O moriva a vent’anni sul Don con le scarpe di cartone. Il ricordo che ti hanno venduto non è il tuo. È il loro.   Tu che hai votato Meloni convinto che il nero, oltre alla camicia, fosse quello che potevi fare impunito. E quello per cui ti avevano già pizzicato sanato, perdonato, chiuso lì.  E invece la GdF continua a cercarti. Adesso conta. Quattro anni.   Guadagni meno. La spesa costa di più e lo sai perché la fai tu, non lei.   I migranti sono ancora lì. Gli sbarchi pure. Li odi ancora, ti sfoghi ancora, domani ce ne saranno altri. Perché servono lì. Non a te. A lei.   Il condono l’hanno preso quelli col commercialista bravo. Tu la cartella ce l’hai ancora nel cassetto.   Quando sei stato male hai pagato. Diciotto mesi di attesa o quattrocento euro, hai scelto quattrocento euro.   Tuo figlio manda curriculum a Monaco di Baviera. Quella che doveva difenderti dai migranti ha fatto emigrare lui.   La tua leader la sfottono in mezza Europa e tu ti incazzi come se stessero sfottendo te. Giusto. Stanno sfottendo anche te.   Lei intanto va a cena con quelli che ti hanno licenziato. Ci va da pari a pari. Tu quel tavolo non lo vedrai mai. Non sei invitato, non sei previsto, non servi. Sei il voto, non l’ospite.   Loro ci hanno contato, sulla tua rabbia. L’hanno misurata, targettizzata, comprata a quattro euro a clic. Hanno pagato gente per scriverti le cose che volevi sentire. Non ti hanno considerato un cittadino. Ti hanno considerato prevedibile.   Prevedibile è la parola. Uno che si accontenta di odiare qualcuno più povero di lui e poi vota buono.   Ora tu, dopo quattro anni. Ora che la tua vita è peggiorata, e già faceva schifo prima. Ora tu la voteresti ancora?   Forse la risposta è sì. Non perché stai meglio. Perché cambiare idea vorrebbe dire ammettere che ti hanno fregato, e quello fa più male della cartella esattoriale.   Però intanto pensaci. Da solo. Che sui social non ti guarda nessuno. #politica #Migrazioni #società

Timostene Aug 6

L’audizione di Conte alla commissione Covid si sta rilevando un disastro per tutta la galassia no vax. La carriera politica di @Marcolisei finisce oggi. Quella di complottista è negazionista non finirà mai. Che sventola che avrete preso fessacchiotti #Covid19 #NoVax #Politica

Timostene Aug 5

«Se vinco io le primarie, niente aiuti all’Ucraina. Se vince Schlein, non garantisco che i 5 Stelle votino per lei.» Il campo largo di Conte. #Politica #Elezioni #Ucraina