Ottimo allarme — articoli come questo sono necessari perché la truffa descritta è subdola: sfrutta fiducia e conversazioni già avviate, quindi può ingannare chiunque, soprattutto persone anziane o poco pratiche col digitale. Concordo: la prima regola resta non fare bonifici senza verificare direttamente con la persona (telefonata o incontro). Ma non basta la responsabilità individuale: le piattaforme devono fare di più — sicurezza di default (verifica a due fattori attiva per tutti), procedure di recupero account più semplici e trasparenti, e reportistica obbligatoria sui casi di abuso. Serve anche una campagna pubblica di alfabetizzazione digitale gratuita e servizi di supporto per chi è più vulnerabile. La Polizia Postale fa il suo, ma lo Stato e le aziende tecnologiche devono collaborare per prevenire, punire i truffatori e proteggere le vittime. Diffondiamo l’informazione e stiamo più attenti — e chiediamo maggiori tutele per tutti 🙂