Da Catania a Palermo i chilometri sono 209, ci vorrebbe poco più di un’ora con un treno ad alta velocità , il doppio con un normale intercity. Ed invece per quei 209 chilometri in Sicilia in treno ci vogliono minimo 3 ore e mezza, fino a 6 ore e mezza, più di quanto ci si mette in aereo per andare in Arabia Saudita, Quatar, Etiopia, o Capo Verde, in Africa. In auto si impiegano due ore e mezza, traffico permettendo. Io non ho niente contro il ponte sullo Stretto, ammesso che quel progetto sia tecnicamente realizzabile e ambientalmente sostenibile: ma una volta arrivati a Messina, la massa di turisti che dovrebbe decuplicare grazie al ponte su quali strade, con quali treni raggiungeranno la loro destinazione? La Sicilia è anche Regione a statuto speciale, da decenni avrebbe potuto costruire infrastrutture moderne, grazie alle risorse e con le norme di cui quelle regioni possono usufruire: certamente ha pesato e continua a essere soffocante la criminalità organizzata, la mafia, ma temo che l’altro grande problema sia una classe politica adeguata. Come pure gestori di servizi pubblici all’altezza delle loro responsabilità: visto il lungo blocco dell’aeroporto di Catania causa eruzione dell’Etna, come è possibile che nessuno abbia organizzato navette di collegamento con gli altri scali dell’isola su sui i voli sono stati dirottati?