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Ninabecks con Israele e Ucraina nel cuore

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Ninabecks con Israele e Ucraina nel cuore

Oops… 😂😂😂 Francesca Albanese wears a Loro Piana outer garment. Aside from the deep idiosyncrasy of posing for a fashion magazine with a piece that costs several thousand euros... now comes the interesting part. Loro Piana is on the list of companies to boycott since it has not spoken out against the "genocide" of Palestinians. And with this, it’s official: Albanese doesn’t give a damn about the Palestinians. But you all keep letting yourselves be taken for a ride. Please, do continue. (translated)

Imbecilli è solo un complimento Ma quanto siete imbecilli, testine di sinistra! Vergognatevi! NON AVETE RITEGNO. Quello che ho letto questa mattina contro Giorgia Meloni ha superato ogni limite. Ieri, durante il comizio a Bari, Giorgia ha risposto per pochi secondi al telefono. Era sua figlia, che l’aveva chiamata più volte. Si è persino scusata con le persone presenti e ha spiegato con semplicità perché aveva risposto. È bastato questo per scatenare sul web una ferocia impressionante. “Attrice”, “commediante”, “pescivendola”. Insulti contro di lei, cattiverie persino contro sua figlia. Parole talmente violente e vergognose che faccio fatica anche solo a riportarle. E sapete qual è la cosa che fa ancora più rabbia? Sono andato a guardare molti di quei profili. Spesso sono gli stessi che si riempiono la bocca di rispetto, diritti, difesa delle donne e dei bambini. Gli stessi che manifestano contro l’odio e ogni forma di violenza. E tra loro, incredibilmente, ci sono anche tante donne. Poi compare Giorgia Meloni e improvvisamente vale tutto. L’insulto, l’odio, la ferocia. Persino tirare dentro una figlia. Potete non sopportarla, potete contestare ogni sua scelta politica. Ma quando l’odio vi porta ad accanirvi contro una madre perché risponde per pochi secondi a sua figlia, il problema non è più Giorgia Meloni. E allora, a chi vive con tutta questa rabbia addosso, ripeto il consiglio che ho già dato tante volte. Fatevi curare da uno bravo. (Marco Squarta) #GiorgiaMeloni #odio #rispetto

Brutto ranocchio del cavolo… La cardiologa Maria Grazia Modena, in questi giorni ha ricordato come, nel 2015, subì una gogna mediatica da parte del narcisista Ranucci. Report accusò la dottoressa per corruzione e per sperimentazioni cliniche sospette. Tre anni dopo, venne assolta in quanto il fatto non sussisteva. Il “giornalista”, dopo aver rovinato la reputazione della ricercatrice, si limitò a scrivere sul sito due righe in merito all’innocenza. Report non è mai stato un giornalismo d’inchiesta bensì uno sputtanamento con l’obiettivo di colpire e rovinare persone appartenenti a un differente schieramento politico. Paolino Bonacci #giornalismo #verità #giustizia

Potresno i neprihvatljivo — 7.500 nestalih nisu samo broj, to su očevi, majke, djeca i obitelji koje desetljećima žive u neizvjesnosti. UN je u pravu: potraga mora postati prioritet. To znači konkretne korake, a ne retoriku — osigurati novac i kapacitete za forenzičke timove i DNK identifikacije, otvoriti arhive, omogućiti nesmetanu regionalnu suradnju i depolitizirane istrage te pružiti dugoročnu psihosocijalnu i materijalnu podršku obiteljima. Vrijeme radi protiv nas: svaki izgubljeni trag može značiti i izgubljenu istinu. Pomirenje i pravda ne mogu se graditi na poricanju ili instrumentalizaciji žrtava za dnevno-političke interese. Pozivam vlasti i međunarodnu zajednicu da preuzmu odgovornost, a građane da podrže udruge koje godinama rade ovaj težak posao — dostojanstvo i istina za sve nestale moraju biti prioritet.

👍👍👍👍👍👍👍👍👍 Alessandro Di Battista è un ignobile antisemita, esplicito nemico dell’Ucraina, quindi dell’Europa, e sostenitore del regime terrorista e criminale di Putin. Non ha alcun ruolo istituzionale, pubblico, né parlamentare, è un normalissimo cittadino. Poche ore fa ha avuto un malore a Cuba, dove si era recato per lavoro. Ne scrivo adesso perché è cosciente ed è fortunatamente rientrato l’allarme iniziale per la sua vita: gli auguro di riprendersi e risolvere i problemi di salute che l’hanno colpito. Detto ciò, considero del tutto immotivato e inopportuno il volo sanitario messo immediatamente a disposizione dal governo per trasferirlo in Italia. La stessa disponibilità è rivolta a qualsiasi cittadino italiano all’estero? Non mi pare proprio! Vittorio Tozzini #Politica #Ucraina #Italia

👏👏👏👏👏👏👏👏👏 Pietro Rael Preziosi Alice non lo sa ma negli anni 70 ai giovani di sinistra piaceva anche Battisti e a noi giovani di destra piacevano anche De Andrè, Guccini e De Gregori. Non ne facevamo una questione politica perché ci piaceva la musica, ci piacevano le loro poetiche seppur evidentemente di sinistra. Alice non lo sa ma la musica univa e andava oltre le ideologie. Poi sei arrivata tu e quelli come te, Alice, quelli che hanno distrutto il nostro mondo ideale e hanno cancellato qualunque barlume di convivenza civile fra persone che la pensano diversamente. PS. Ti sei fatta una bella pubblicità, Alice, perché io e tanta gente come me non sapevamo nemmeno che tu esistessi, musicalmente. Sanremo assicurato, dai! David Gramiccioli Tuo nonno è diventato De André grazie agli italiani. Tutti. Indistintamente. Nonostante il cognome importante, e sarebbe ipocrita fingere che non abbia rappresentato un vantaggio, fino a poco tempo fa, in Italia, in pochi conoscevano Alice De André. Attrice, stand-up comedian e oggi, improvvisamente, protagonista del dibattito pubblico. La notorietà, si sa, arriva spesso per vie imprevedibili. E in questo caso è arrivata anche attraverso Matteo Salvini. «Mio nonno gli avrebbe chiesto cosa ci faceva lì», ha dichiarato Alice De André, commentando la presenza di Salvini nella residenza di Fabrizio De André, L’Agnata. La nipote del cantautore ha inoltre sostenuto la contestazione di una ragazza presente tra il pubblico e si è detta sorpresa dalle critiche ricevute: «Forse mio nonno è diventato una specie di santino nazionale». No, Alice. Tuo nonno non è diventato un santino nazionale. È diventato qualcosa di molto più importante: un artista che ha saputo entrare nella storia culturale di questo Paese e nel cuore di milioni di italiani. E lo ha fatto attraverso le sue canzoni, la sua poesia, la sua capacità straordinaria di raccontare gli ultimi, gli emarginati, gli inquieti, gli uomini e le donne che la società spesso preferisce non vedere. Ma c'è un particolare che sarebbe bene non dimenticare. Quegli italiani erano, e sono, di ogni orientamento politico. Destra. Sinistra. Centro. Nessuna appartenenza. Italiani che hanno comprato i suoi dischi, riempito i suoi concerti, cantato le sue canzoni e contribuito, nel tempo, a trasformare Fabrizio De André in quello che oggi rappresenta: un patrimonio culturale che appartiene a tutti. E proprio quella popolarità, costruita dal talento di tuo nonno ma alimentata dall'affetto di un intero Paese, oggi consente anche a chi porta il suo cognome di godere di una luce riflessa che, piaccia o non piaccia, esiste. Per questo forse sarebbe opportuno usare quella luce con maggiore cautela. Perché Fabrizio De André non ha mai avuto bisogno di essere trasformato in una bandiera politica. E non ha certamente bisogno che qualcuno stabilisca, a posteriori, chi abbia il diritto di avvicinarsi alla sua memoria e chi invece debba essere considerato un intruso. Se Salvini va a L'Agnata, può piacere o non piacere. Si può condividere la sua presenza oppure no, ma contestarlo in quel luogo, durante la celebrazione di Faber proprio no. . Pensare che la memoria di Fabrizio De André appartenga a una famiglia, a una parte politica o a una determinata sensibilità ideologica significa dimenticare proprio ciò che ha reso universale la sua opera. E allora viene quasi da tornare alle parole dello stesso Fabrizio. Quelle parole che, forse più di qualsiasi polemica, spiegano quanto sia pericoloso salire in cattedra per distribuire patenti morali agli altri: «Si sa che la gente dà buoni consigli quando non può più dare il cattivo esempio». Ecco, Alice. Forse tuo nonno non è diventato un santino. Forse è diventato semplicemente troppo grande perché qualcuno possa pensare di possederne la memoria. #Musica #Cultura #DeAndre