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#DirittiSociali

Dopo la clamorosa batosta al referendum, è arrivata ieri anche quella in Aula. Due sconfitte diverse, ma altrettanto significative, che segnano un passaggio politico cruciale. Da un lato, questo Governo non può più rivendicare alcuna maggioranza sociale – ammesso che l’abbia mai avuta, visto che è arrivato al potere soprattutto grazie alle divisioni del campo progressista. Dall’altro, non sembra più poter contare nemmeno su una solida maggioranza parlamentare: sono tantissimi i franchi tiratori che ieri hanno impallinato Meloni🏹 In un Paese democratico, la conseguenza dovrebbe essere una sola: prendere atto di aver perso la fiducia del Paese e della stessa maggioranza, rassegnare le dimissioni e restituire la parola alle cittadine e ai cittadini. Per quanto ci riguarda, è il momento di accelerare la costruzione dell’alternativa progressista: l’unica oggi in grado di sconfiggere la destra post-fascista, che, se non viene mandata a casa, rischia di trascinare l’Italia – e con essa l’Europa – in un baratro ancor più profondo di nazionalismo e capitalismo autoritario. Per questo dobbiamo far pesare fino in fondo le nostre idee e le nostre priorità all’interno della coalizione: diritti sociali e diritti civili, insieme e inseparabili; casa, lavoro, sanità e istruzione pubbliche; una vera tassazione e redistribuzione della ricchezza; giustizia climatica e adattamento ai cambiamenti climatici; cura del territorio; pace e una politica estera finalmente autonoma e con la schiena dritta. Avanti tutta, con l’ottimismo della volontà e la convinzione che un’altra Italia sia possibile. Vogliamo vincere. Per costruire un Paese più giusto e felice, migliorando concretamente, sin da subito, le condizioni materiali di vita della maggioranza delle persone. #Italia #Politica #DirittiSociali