La differenza sostanziale tra il titolo e il contenuto dell’articolo odierno del Corriere è l’emblema di tutto ciò che il non-giornalismo italiano oramai è. Sì titola con accuse e insinuazioni per poi raccontare un qualcosa che, allo stato dei fatti, smentisce il titolo acchiappa consensi. Si titola con coinvolgimenti societari-verticistici tra Inter e arbitri e si culmina con la cronaca di una partita terminata con uno dei tantissimi scempi arbitrali in danno dell’Internazionale di Milano (che, va ricordato, ha smentito e riscritto il modo in cui il regolamento arbitrale sino ad allora era stato interpretato). Del resto nel 2026, in un’era in cui i peggiori criminali assurgono a vittime e riscrivono la propria personale narrazione cercando di contare, miseramente, sul deficit cognitivo (proprio, beninteso, in primis) e di memoria - storica e non - altrui, la ricostruzione faziosa, ove non del tutto artata, è all’ordine del giorno. Ed è proprio per questa ragione che, oggi più che mai, devono tornarci in mente le parole del padre costituente dell’Interismo, Papà Moratti: questi oggi fanno le vittime… ma la storia racconta altro! ❤️ Hasta l’Interismo siempre 🖤💙 #Giurnalismo #Inter #Calcio