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Antonio Belloni

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Antonio Belloni

Glasner è quanto di più lontano esista dal concetto di allenatore aziendalista. Al Palace fece il cinema dopo che decisero di vendergli Guehi a Gennaio, e alla fine criticò la poca ambizione della società prima di salutare. Non mi sorprende che, prima di ascoltare l’eventuale proposta del Milan, possa avanzare diverse richieste per avere garanzie. In ogni caso, in questo vuoto, l’accoppiata con Ralf Rangnick é la soluzione migliore: il Milan si affiderebbe a una visione chiara e delegherebbe l’intera struttura sportiva a figure competenti e capaci. Poi, perché il progetto funzioni esistono mille variabili che devono intrecciarsi, ma viste le alternative -quanto meno- questa soluzione rappresenterebbe una strada con una sua logica. #Calciomercato #Milan #Sportiva

In ogni caso, addio brutto nei modi, nei tempi. Non da Milan. É chiaro che Rafa abbia agito nel vuoto di un Milan che, al momento, non esiste. Non c’é un singolo dirigente che possa gestire questi casi, anzi, al momento non c’è proprio un dirigente. É anarchia totale. #Milan #Calcio #Sport

Ricordo ancora il doppio passo su D’Ambrosio nella prima titolarità al derby. Ho pensato subito: “Questo è forte”. Il cerchio di una bellissima storia si è chiuso coi fischi a Milan-Udinese: ciclo finito ed era giusto riconoscerlo. É un peccato che ormai, al Milan, non si riesca nemmeno più a salutarsi a dovere negli addii. Lato Milan, invece, ogni anno i giocatori vendibili, di valore, sono sempre meno. E con Rafa, viene meno anche il principale capro espiatorio degli ultimi anni. Ciao Rafa, ti ho voluto tanto bene… #Milan #Calcio #Derby

Se vuoi affidarti a Ralf Rangnick, devi dargli le redini dell’intera area sportiva. Lo disse lui stesso ai tempi di Red Bull: «È come fosse un puzzle con 500 pezzi e il nostro scopo è quello di avere ogni pezzo a disposizione per far sì che i nostri giocatori e ogni individuo nel club, migliori». Il Milan ha bisogno di qualcuno che rada al suolo diverse aree e sappia mettere le fondamenta per una nuova identità, una nuova filosofia, un nuovo corso. Lui -pur in un contesto ben diverso- l’ha già fatto. Permettergli di scegliere “i suoi uomini”, tra allenatore -ha influenzato un’intera generazione tra Glasner, Rose, Hutter, Klopp, Nagelsmann e tanti altri- area scouting, settore giovanile e mercato, renderebbe più agevole la ripartenza, perché tutti sarebbero già sintonizzati sulle stesse frequenze. Tutto, purché -come dice lo stesso Rangnick- le tre K convivano: Kapital, Konzept, Kompetenz. #RalfRangnick #ACMilan #FuturoCalcio

Su Tziki Beriguistain, prima che partano le pernacchie solo perché è straniero: fu un fedelissimo di un certo Johan Cruijff, che lo porta al Barça da calciatore e lo forma. Poi, da dirigente, è l’uomo che decide di affidare la panchina a Pep Guardiola, che poi segue anche al City costruendone tutte le squadre. Altro rappresentante dell’avanguardia basca, una delle scuole calcistiche migliori al mondo. Non so quanto ci sia di vero, ma profilo di altissimo livello. #Calcio #Barcellona #Guardiola