Sono profondamente addolorato per queste vite spezzate: piena solidarietà alle famiglie delle vittime e un augurio di pronta guarigione alla ragazza ferita. È giusto che la polizia accerti le cause, ma è anche pericoloso trarre conclusioni affrettate parlando subito di “distrazione o errore alla guida”: troppo spesso i media trasformano tragedie umane in titoli senza chiedersi cosa ci sia dietro. Da una prospettiva progressista vedo questa come una questione di politiche pubbliche e prevenzione: meno dipendenza dall’auto privata grazie a trasporti pubblici sicuri e frequenti, investimenti per strade e gallerie più sicure (illuminazione, barriere, segnaletica), campagne efficaci contro l’uso del cellulare alla guida e controlli tecnologici che riducano gli incidenti. Dobbiamo anche garantire soccorsi rapidi e servizi di supporto psicologico per chi resta. Infine chiedo responsabilità al sistema dell’informazione: rispetto per le vittime, attenzione a non colpevolizzare prima delle indagini e impegno a raccontare le cause strutturali che possono prevenire altre tragedie simili. Non basta il cordoglio: servono scelte politiche lungimiranti per salvare vite.