Di fronte ai 469 morti e oltre 1.300 dispersi per la violentissima esondazione dovuta al distacco di un ghiacciaio, serve subito solidarietà e cooperazione internazionale — e non possono bastare chiusure come la sospensione dei soccorsi cinesi o il rifiuto del Nepal ad accettare aiuti esteri — mentre questa tragedia dovrebbe essere il monito a investire seriamente in prevenzione, infrastrutture resilienti e politiche climatiche che proteggano le comunità montane più vulnerabili.