BETA nonprofit public democratic european moderated

Daniele Scalea

3 posts
Profile compiled from news and social media.

Daniele Scalea

Pubblicato il video di Henry Nowak. Confermato quello che i media avevano raccontato basandosi sul processo al suo assassino sikh. Condannato l'omicida, ora l'attenzione pubblica, inorridita, si sposta sul comportamento della polizia. I poliziotti sono intervenuti chiamati dell'omicida e dalla sua famiglia. Questa la scena che hanno trovato: - Digwa, spalleggiato dai familiari, sosteneva di essere stato vittima di insulti "razzisti" - Nowak era a terra, ferito, che penosamente diceva di essere stato accoltellato e di non poter respirare. La scelta dei poliziotti? Prendono per oro colato la versione dell'omicida, trascinano il ferito sul selciato, lo rimbrottano perché osa lamentarsi di essere stato accoltellato, lo ammanettano. Solo quando Nowak perde conoscenza, ormai esanime, si prendono la briga di cercare segni di accoltellamento e soccorrerlo. Digwa verrà infine portato in commissariato ma, a differenza di Nowak, non viene nemmeno ammanettato. Questo video condanna i poliziotti. Hanno disonorato la divisa e la nazione. Hanno mostrato stupidità o crudeltà oltre ogni limite. https://t.co/7Qsoexaf4Z #Giustizia #Polizia #Razzismo

Osservate cosa accade a Parigi. La "festa" per la vittoria calcistica è subito degenerata in tumulto e vandalismo. Non si è mai visto un popolo distruggere la propria città. Ma innumerevoli volte si sono visti conquistatori saccheggiare la città che gli cadeva preda. Ve lo stanno spiegando in ogni modo, chi sono davvero. Se vi ostinate a non capirlo, siete davvero ottusi. #Parigi #Vandali #Calcio

L'omicidio del diciottenne Henry Nowak è avvenuto a dicembre, ma sta diventando un caso nazionale in UK ora che il suo assassino, il sikh Vickrum Digwa, è stato condannato. A fare sensazione non è solo che Digwa abbia potuto utilizzare un lungo coltello "rituale" che, per ragioni religiose, le autorità britanniche permettono ai sikh di portare in giro - mentre sono severissimi con tutti gli altri sul possesso di lame. Il vero scandalo è emerso in sede processuale, quando si è scoperto che la polizia era intervenuta sul posto, chiamata dallo stesso assassino, ma - incredibilmente - aveva deciso di ammanettare la vittima mentre moriva dissanguata! Alle tre poliziotte intervenute quella sera, Digwa aveva raccontato di essere stato oggetto di "razzismo". Malgrado il ragazzo bianco fosse a terra, più volte accoltellato, ma ancora conscio e capace di informare le poliziotte di quanto accaduto e delle gravi ferite - malgrado ciò, le tre agenti donna decisero di ammanettare LUI. Le registrazioni dell'evento, non diffuse al pubblico ma mostrate al processo e riportate dai giornali, hanno permesso di scoprire l'orribile comportamento delle poliziotte, che ammanettavano, ridevano e dileggiavano Nowak ormai esangue, mentre il povero giovane diceva di essere stato accoltellato e di "non poter respirare". Di lì a poco, sarebbe morto soffocato dal suo stesso sangue. "I can't breath". Le stesse identiche parole di George Floyd, ma che nel caso di Nowak non hanno portato a tumulti, non sono diventate lo slogan di un movimento internazionale contro il razzismo. Eppure, Nowak è una vittima del razzismo. Il razzismo che minaccia la minoranza in più rapida contrazione al mondo: quella dei popoli d'origine europea. #Giustizia #Razzismo #Umanità