BETA nonprofit public democratic european moderated

ElisabettaAldrovandi

20 posts
Profile compiled from news and social media. Claim profile

ElisabettaAldrovandi

Dubito che dietro l’omicidio di Chiara Poggi ci siano dinamiche criminali internazionali da nascondere, soggetti influenti da proteggere, storie oscure da non poter rivelare. Ma non vorrei neppure che ci fossero piccoli pezzi di singole reputazioni da proteggere, che hanno contribuito a costruire grandi reputazioni e l’accesso a opportunità, soprattutto professionali, molto importanti. Non penso a un piano a monte per tutelare aprioristicamente un indagato o per consolidare da qui all’eternità la condanna dell’unico colpevole processuale, e rifuggo all’idea che vi sia un interesse a difendere quella reputazione che, cascando il castello di carte, potrebbe risultarne scalfita. Ma vedo in giro tante lotte individuali, ripicche personali, vendette intestine. E il dubbio che ciò sia fatto non per amore della verità, ma per amor proprio, sale. Sempre più in alto. #garlasco #giustizia #verità #omcidio

L’ho già scritto ma evidentemente serve un ripasso. Non mettete “mi piace”, non condividete, non commentate, non inviate in chat private video e post che non gradite o che ritenete volgari, insensati, insultanti. Perché così fate un favore immenso a chi ha fatto quel video o scritto quel post, che spera proprio nella vostra condivisione o nel commento anche offensivo per diventare virale e aumentare la propria visibilità. Il detto “non importa che se ne parli male, purché se ne parli” vale sempre. Soprattutto per chi ha bocca grande e cervello piccolo. Non condividete. Non commentate. Lasciateli nel loro brodo. Finché non diventeranno oblio. #garlasco #SocialMedia #Viral #NonCondividere

Mai nella storia della cronaca nera un omicidio è stato strumentalizzato come quello di Chiara Poggi. Su questo feroce delitto e sul ricordo sempre più sbiadito della vittima stanno ballando iene assetate di fama e avvoltoi affamati di vendetta. Gente improbabile venuta fuori da chissà dove che passa le proprie giornate a insultare, minacciare, dileggiare, e gente che dovrebbe seguire un’etica professionale scaduta più in basso della Fossa delle Marianne. Quanto interessa, a costoro, di Chiara? Quanti si ricordano, tra costoro, di approfondire la verità storica dei fatti, oltre a quella processuale? Ho ribadito milioni di volte che, nonostante gli innumerevoli tentativi di coinvolgermi in queste squallide diatribe, non cado e non cadrò mai in un siffatto gioco malsano e puzzolente. Ma ciò non toglie che sia inaccettabile il livello di maleducazione e volgarità cui tanti sono arrivati quando parlano di questo caso. Che oltre a essere giudiziario, è prima di tutto un caso umano. Nel quale molte vite sono state segnate per sempre, e altre potrebbero esserlo. Rispetto non solo per le vittime, dirette e collaterali, ma anche per chi sta indagando. E soprattutto, per se stessi. Perché chi offende e deride, qualifica solo se stesso. E non è un bel leggere, né un bel sentire. #garlasco #giustizia #rispetto #cronaca

La Procura di Pavia sta portando a termine le quattro consulenze disposte per controbattere a quelle della difesa Sempio. Stando a quanto affermato in un servizio del Tg1 che ci ha abituato ad anticipazioni poi ratificate dagli atti, confermerebbero: 1) la compatibilità dell’impronta 33 con la mano dell’indagato e con quella di scarpa posta al di sotto dell’impronta stessa; 2) la rimessa in discussione dell’impronta a pallini, decisiva per la condanna di Stasi, che non corrisponderebbe a una Frau numero 42; 2) il DNA sulle unghie di Chiara come appartenente alla linea maschile della famiglia Sempio; 3) la consulenza psichiatrica su Sempio, evidentemente fattibile nonostante tante perplessità espresse da più parti. A fine settembre si chiuderanno, con ogni probabilità, le indagini preliminari. E la stessa Procura Generale presso la Corte d’Appello di Milano, anche alla luce dei nuovi elementi di indagine, potrà decidere se fare istanza di revisione per Stasi. Ho sempre pensato che Stasi fosse stato condannato NON oltre ogni ragionevole dubbio. Da quando mi sono addentrata nelle carte dei suoi processi, i dubbi sulla sua effettiva colpevolezza sono diventati pagina dopo pagina, documento dopo documento, sempre più forti, intensi, irreversibili. Oggi sono fermamente convinta della sua innocenza. Processuale e sostanziale. Non so se Andrea Sempio sarà rinviato a giudizio, se sarà condannato in via definitiva, e soprattutto credo che l’aspetto più complicato sarà far combaciare perfettamente la responsabilità processuale con quella sostanziale. Non foss’altro perché Chiara merita, una volta per tutte, Giustizia. Anche se va sempre ricordato che la revisione per il vecchio condannato non passa (necessariamente) attraverso la condanna del nuovo indagato. #garlasco #Giustizia #Processo #Innocenza

Sono avvocato da tanti anni, quasi ventisei. Ho seguito innumerevoli processi in tanti tribunali italiani. E sì, mi sono imbattuta in sentenze sbagliate, e lo dico con certezza perché poi sono state ribaltate in sede di appello, diventando poi definitive e cristallizzando una verità processuale. L’unica legalmente valida, anche se i fatti, nella realtà, potevano essere andati diversamente. Perche questa è una delle prime regole che si impara addentrandosi in questo mestiere: che un conto è ciò che accade, un conto è ciò che si può dimostrare. E visto che l’onere della prova incombe su chi deve far valere l’ingiustizia, se quella prova non viene raggiunta, si può non avere giustizia. O una giustizia diversa da quella che ci si sarebbe aspettati. Per questo, non comprendo perché ci si ostini a bollare come fantasiose, infondate, vuote le nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Perché qui, è chiaro anche a una talpa con una forte miopia che sono emersi elementi che mettono in dubbio la ricostruzione processuale che ha portato alla condanna di Alberto Stasi. Sennò, non ci sarebbero una Procura, degli inquirenti, dei carabinieri e dei poliziotti, dei consulenti di varia natura, a lavorare su indizi vecchi e nuovi da oltre un anno. Nessuno è così folle da sperperare denaro pubblico per riaprire un’indagine su un caso che, attenzione, non è un “cold case”, perché il caso Garlasco un colpevole ce l’ha. È che, a quanto pare ogni giorno di più, è il colpevole solo processuale. E non reale. #garlasco #giustizia #procura #diritto

ATTENZIONE ‼️ A proposito di diffamazione a mezzo web/social. Il gestore di un blog non è tenuto a controllare preventivamente ogni commento pubblicato dagli utenti, ma può essere chiamato a rispondere quando viene a conoscenza di contenuti diffamatori e non interviene per rimuoverli tempestivamente. È il principio ribadito dalla Corte di Cassazione, Prima sezione civile, con l’ordinanza n. 22999 del 10 luglio 2026, che ha confermato la condanna al risarcimento del danno nei confronti del titolare di un blog sul quale erano comparsi commenti lesivi della reputazione professionale di un giornalista. #Diffamazione #LibertàDiEspressione #Blog

Il caso Garlasco fa acqua fa tutte le parti. Ma non nel senso che la riapertura delle indagini si basa su suggestioni o fantasie, come ancora oggi si sente dire in giro, nonostante centinaia di pagine di informative, di consulenze e una perizia. Bensì nel senso che le informazioni, le trascrizioni delle intercettazioni telefoniche o delle captazioni ambientali, i video delle deposizioni delle persone informate sui fatti e il non interrogatorio dell’indagato sono usciti e continuano a uscire ovunque. Alcuni si stupiscono indignati che tutto ciò accada. Tranne, poi, partecipare a contenuti su YouTube o altre piattaforme o a trasmissioni televisive in cui vengono continuamente lanciati “scoop” esclusivi. Attenzione alla coerenza a corrente alternata, che non fa saltare solo la luce. Ma anche la credibilità. #garlasco #Garlasco #giustizia #verità

COMUNICAZIONE IMPORTANTE📌📌📌📌 Ho bisogno del vostro prezioso aiuto! La giornalista @Rita_Cavallaro mi ha incaricato di assisterla in merito alle numerose presunte diffamazioni e minacce che riceve sui social. Vi chiedo di inviarmi le segnalazioni via mail a [email protected] Grazie, come sempre. 🙏🏻 #Aiuto #Diffamazione #SocialMedia

Caso Garlasco. Il video della deposizione, quale persona informata sui fatti obbligata a rispondere e a dire la verità, del Luogotenente Sapone, è tutto ciò che, da cittadina, non vorrei mai vedere. Non mi soffermo sull’opportunità o meno della sua diffusione mediatica, e neppure sul contenuto della deposizione in merito alle singole domande cui il Luogotenente ha risposto o non ha saputo rispondere. Ma sulle modalità espressive, sull’atteggiamento, sulle evidenti contraddizioni che sollecitano a qualunque profano in materia di indagini investigative un unico pensiero: in quella deposizione c’è un atteggiamento quasi sfidante e superficiale, come se ci si trovasse al bar a fare quattro chiacchiere. Oltre che una evidente ignoranza lessicale. Oltre che un modo di atteggiarsi incline all’arroganza e alla presunzione. Pensare che ci sono, tra le nostre forze dell’ordine, appartenenti di alto grado che, intervistati come persone informate sui fatti per reati molto gravi come la corruzione, assumono un simile comportamento, è sconfortante, avvilente, in poche parole, fa cascare le braccia. Per rendere bene l’idea dello stato d’animo. #garlasco #giustizia #corruzione #investigazioni

Ho sempre cercato e cerco di arginare ogni sorta di tentativo di fomentare l’odio verso l’altro indirizzando la discussione nel merito e mai contro le persone. Tanti non lo fanno e non lo hanno fatto. Un esame di coscienza collettivo è ciò che serve. Tanto quanto servono verità e giustizia. #garlasco #giustizia #verità #dialogo

Ricevo molti messaggi e commenti in cui mi si chiede se come avvocato di Alberto Stasi per le diffamazioni ho querelato questo o quell’altra, visto che persevera nello scrivere o dire cose molto gravi sul suo conto. Alcune precisazioni: 1. Non sono tenuta a riferire pubblicamente dei soggetti nei cui confronti stiamo procedendo in sede civile e/o penale; 2. Un’azione civile e/o penale ha tempi lunghi e nulla vieta a un soggetto nei cui confronti tali azioni sono state intraprese di perseverare in tali condotte, almeno fino a che non viene emessa una sentenza di condanna o si raggiunge un accordo risarcitorio. 3. La cosiddetta “strategia difensiva” impone di valutare volta per volta e caso per caso quali azioni avviare, nel rispetto, comunque, dei tempi di prescrizione civile e/o penale. Un’azione non intrapresa oggi non significa che non sarà intrapresa domani. Per questo, è inutile che mi si chieda se ho querelato questo o quello nello specifico, perché non risponderò. Ma sappiate che coloro che tengono condotte diffamatorie (con particolare riferimento alla detenzione e/o diffusione di materiale pedopornografico mai detenuto e/o diffuso da Stasi) saranno, coi dovuti tempi, destinatari delle relative azioni. Ciò posto, ringrazio per le segnalazioni che mi inviate via mail a [email protected], che vengono lette, tutte. Anche se non ricevono risposta. Grazie, a tutti. #garlasco #diffamazione #legge #giustizia

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano, nel concedere ad Alberto Stasi l’affidamento in prova al servizi sociali, scrive espressamente che l’accettazione della condanna da parte del medesimo rappresenta un elemento a favore della misura alternativa al carcere. Chi pensa che per ottenere permessi, semilibertà o altro serva ammettere la responsabilità, o non ha mai aperto un libro di diritto e parla a vanvera, o diffonde appositamente informazioni avvelenate. Non le raccogliete. Non diffondetele. #giustizia #diritto #SalutePubblica

Alberto Stasi non è un uomo libero nel senso comunemente inteso. Ma è un uomo condannato in via definitiva a sedici anni per omicidio che dopo dieci anni e sei mesi di carcere ha chiesto e ottenuto, con il parere favorevole della Procura generale di Milano, l’autorizzazione a fruire dell’affidamento in prova ai servizi sociali, una misura alternativa al carcere concessa quando il detenuto ha mostrato rispetto delle regole, ha intrapreso un percorso di reinserimento sociale e la pena residua non è superiore a quattro anni. Requisiti pienamente assolti da Alberto Stasi, il quale lavora al di fuori del carcere già da alcuni anni, ha un residuo pena di poco più di due anni e ha sempre rispettato pienamente ogni regola prevista dall’Ordinamento Penitenziario, al punto che il Tribunale di Sorveglianza, nel disporre l’affidamento ai servizi sociali, non ha previsto alcun obbligo di svolgere attività di volontariato, come invece spesso accade. Questa misura non ha nulla a che vedere con l’istanza di revisione che, unitamente o no a una richiesta di sospensione della pena, verrà depositata. È una misura che sarebbe stata disposta anche se non ci fosse alcun altro indagato per l’omicidio di Chiara Poggi. Ma il fatto che avvenga ora, mentre poteva avvenire anche mesi fa, mi fa pensare che questo sia un primo passo verso la libertà provvisoria che potrebbe arrivare con l’accoglimento di una istanza di sospensione della pena, e verso la libertà definitiva che potrebbe arrivare con l’accoglimento della domanda di revisione. Un passo alla volta. Verso a luce. #garlasco #giustizia #reinserimento #dirittiumani

Dopo il risultato della Cam3 che aveva escluso essere Dassilva l’uomo ripreso mentre usciva dal condominio di via Del Ciclamino la notte dell’omicidio di Pierina Paganelli, e dopo la ritrattazione anomala e oggettivamente “incredibile” di Manuela Bianchi, l’impianto accusatorio a carico dell’imputato si era notevolmente affievolito. E così l’assoluzione era tutt’altro che teorica. Resta una domanda, la più importante: chi ha ucciso Pierina? A distanza di quasi tre anni, con l’unico indagato/imputato assolto per non aver commesso il fatto, il rischio che rimanga un omicidio senza colpevole diventa concreto. Ogni giorno di più. #pierinapaganelli #omicidio #giustizia #crimine

In quale contesto familiare e sociale è cresciuto un giovane che spara a un disabile, rischiando di ridurlo sulla sedia a rotelle, perché ha messo un “like” a un post social della fidanzata? Che concetto ha questo giovane delle relazioni sentimentali e delle donne? Sono le prime domande che mi sono fatta nel leggere la notizia di questo fatto accaduto a Napoli. Ora il giovane è stato fermato, e spero che non gli siano concessi arresti domiciliari o misure diverse dalla detenzione in carcere. Perché qui, ciò che va rieducato non è solo lui, ma tutti quelli che gli stanno intorno da quando è nato. Fidanzata compresa, che forse non si è resa conto del tizio con cui stava, e soprattutto di come la considerava. Non certo una persona da amare, ma un oggetto da possedere. #Giustizia #Educazione #Violenza

A me è chiaro che c’è una Procura che da oltre un anno sta indagando su un’altra persona perché ritiene che sia l’assassino di Chiara Poggi. A me è chiaro che il Procuratore Capo di quella Procura è andato personalmente dalla Procuratrice Generale della CdA di Milano per chiarire gli elementi a favore di una revisione del condannato in via definitiva. A me è chiaro che nessun pubblico ministero degno di questo nome aprirebbe di nuovo le indagini su un chiuso e definito da dieci anni se non pensasse che ci sono elementi che depongono a favore di una diversa ricostruzione dei fatti. #Giustizia #Processo #Indagini

@MauroBelliX Ha sempre risposto a tutte le domande. Da indagato e da imputato. Se non si sanno le cose, meglio tacere. #Verità #Giustizia #Diritto

A proposito delle spese legali dovute da Alberto Stasi ai genitori e al fratello di Chiara Poggi. Da sentenza di condanna, il risarcimento ammontava a 1.000.000 di euro oltre 200.000 euro circa di spese legali. Si raggiunse un accordo in base al quale la famiglia concordò un risarcimento di euro 700.000 comprensivo di tutto, di cui 340.000 pagati subito tramite la vendita di beni dei genitori di Stasi e gli altri con la cessione di una parte del suo stipendio, che continua tuttora. In realtà, all’epoca della condanna Stasi era nullatenente ed essendo maggiorenne all’epoca dell’omicidio, i suoi genitori non erano assolutamente obbligati, per legge, a vendere alcunché per risarcire i genitori e il fratello di Chiara, i quali, sempre in base alla legge, rischiavano di non prendere neanche un euro, se non il quinto dello stipendio una volta che Stasi avesse iniziato a lavorare. Invece, i suoi genitori vendettero quasi tutto ciò che avevano per pagare circa la metà del risarcimento concordato. Quindi, se da un lato è vero che la famiglia di Chiara Poggi accettò di ridurre la cifra cui aveva diritto, è ugualmente vero che la maggior parte del risarcimento fu pagato da chi non aveva l’obbligo di farlo. Ciò, per amore di verità. Che è l’unica cosa che cerco, nel mio piccolo, di raccontare, viste le torbide interpretazioni e deviazioni che sento e leggo in giro, non so neanche più se per semplice ignoranza dei fatti o minuziosa faziosità. #garlasco #giustizia #legalità #verità

Nell’informativa dei Carabinieri così come in quella dei PM non sono trascritte tutte le intercettazioni. Ed è ovvio. Ma nelle numerose registrazioni di dialoghi e monologhi ci sono elementi che fanno capire perché secondo la Procura l’omicidio di Chiara Poggi va riscritto. Elementi che mi chiedo come possano essere spiegati, se non col fatto che qualcun altro, e non Alberto Stasi, ha tolto la vita a Chiara. Molta gente, millantando la lettura di centinaia di pagine in una manciata di ore, ha ritenuto, assai superficialmente, che le risultanze investigative fossero tutte lì, in quell’informativa che appena uscita ha vinto ogni record di diffusione. Ma la fretta è cattiva consigliera, e presa dall’ansia di essere i primi tra i primi a dare la propria opinione (a volte qualificata, a volte no), ha messo le mani avanti troppo presto bollando questa indagine come fuffa. Temo che qualcuno rischierà di spezzarsi più di qualche unghia. #garlasco #Giustizia #Omicidio #Investigazione

Attenzione. Il fatto che l’ex procuratore capo Venditti sia stato, di fatto, estromesso dalle indagini a suo carico per la corruzione che vede Giuseppe Sempio indagato per aver pagato allo scopo di far archiviare, nel 2017, le indagini a carico del figlio, non significa che quelle indagini siano prive di fondamento. Non significa che l’ipotesi di corruzione sia infondata. Probabilmente, cambieranno alcuni degli attori finora presenti in scena. E al protagonista Venditti, estraneo ai fatti, potrebbero subentrare comparse rimaste, finora, in ruoli marginali. Dall’informativa dei Carabinieri di Moscova credo che emergano elementi interessanti che depongono per questa ipotesi. Tempo al tempo. #garlasco #corruzione #giustizia #indagini