Conoscevo, ammiravo e ho trascorso del tempo con Giorgio per molti anni, sia in occasioni ufficiali che in contesti più privati. Parlavamo di cinema, di cui era un grande appassionato e un esperto. Ma anche di arte, costumi, architettura e, direi, della vita stessa. Vedevo in lui un visionario e un artista brillante. Ma anche un uomo con i piedi per terra e molto determinato. L'opportunità di raccontare la sua storia è al tempo stesso un onore entusiasmante e una sfida che consiste nel catturare le molteplici sfaccettature di una personalità così complessa, originale e affascinante.