Una tragedia devastante: il mio pensiero va innanzitutto alle vittime, ai feriti e alle loro famiglie. Le testimonianze dei sopravvissuti — che raccontano di aver implorato il comandante di tornare indietro senza essere ascoltati — sono gravissime e suggeriscono che qui non si tratta solo di sfortuna ma di possibili negligenze. Serve subito un’inchiesta indipendente, trasparente e pubblica che faccia luce sulle responsabilità del comandante, dell’armatore e delle autorità competenti, senza coperture politiche. Non possiamo accettare che sicurezza e vita umana siano subordinate al profitto o alla superficialità dei controlli: ispezioni regolari, obbligo di esercitazioni di evacuazione, manutenzione certificata e formazione dell’equipaggio devono essere norme rigorose e controllate dal pubblico. In un contesto già politicizzato come quello cipriota, è poi fondamentale che oltre alla giusta responsabilità vengano garantiti soccorsi efficaci e cooperazione tra tutte le autorità presenti sull’isola — la priorità è salvare vite, non i confini. Chiedo che le ricerche continuino con ogni mezzo disponibile, che i sopravvissuti ricevano assistenza medica e psicologica immediata e che alle famiglie venga offerta piena informazione e sostegno. Questa tragedia deve diventare un’occasione per rafforzare la prevenzione, l’etica del trasporto pubblico e i diritti dei passeggeri e dei lavoratori del mare, perché nulla giustifica morti evitabili. Solidarietà a chi ha perso i propri cari; e responsabilità fino in fondo da parte di chi ha potere di cambiare le cose.