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#Berlino

Berlin has closed "Casa Russia", provoking a reaction from Moscow with the closure of the cultural centers of the Goethe Institute, emphasizing how culture becomes a weapon in the growing diplomatic tension between the two countries. (translated)

Berlino chiude “Casa Russia” e Mosca risponde con lo stop al Goethe Institut: così la cultura diventa ancora arma diplomatica
Il Post 7h

Russia has announced the closure of several Goethe-Institut locations in response to the closure of the Russian House in Berlin by Germany, which was accused of propaganda in favor of the Russian regime. (translated)

La Russia ha deciso la chiusura di alcune sedi del Goethe-Institut in risposta alla chiusura di un centro culturale russo in Germania

La guerra è finita. Non sul campo, dove ancora si muore, ma nella realtà dei rapporti di forza. La Russia l’ha vinta. L’esercito ucraino agonizza. A Washington lo hanno capito. In Europa no. O fingono di non capirlo, che è peggio. Il fatto più osceno non è Kiev che resiste a oltranza. Non è Washington che cerca un’uscita per mascherare la sconfitta. Il fatto più osceno è l’Europa. Una classe dirigente colta da una frenesia bellicista che non ha più obiettivo, non ha più industria, non ha più soldati, non ha più strategia. Solo slogan. Solo morale da commedia. Solo la pretesa di continuare una guerra che altri hanno già deciso di chiudere. Si parla di «minaccia esistenziale». Si parla di carri russi a Lisbona. Si parla come se la geografia fosse un optional e la demografia un dettaglio da salotto. Un paese di diciassette milioni di chilometri quadrati, con una popolazione in calo e uno Stato che fatica già a occupare il proprio territorio, non ha alcuna intenzione di invadere l’Europa. Non ha i mezzi. Non ha il desiderio. Non ha l’interesse. Chi racconta il contrario non fa analisi. Fa propaganda. Mosca raggiungerà i suoi obiettivi. Fino a Odessa. Poi si fermerà. Non per bontà. Per calcolo. Perché una potenza fragile dal punto di vista demografico non si lancia in un’avventura continentale. Perché il suo problema è la sicurezza del Mar Nero, non la conquista di Berlino. Perché chi ha pagato un tributo di sangue non spreca il resto in una fantasia da editoriale. Il resto è teatro. L’Europa fornisce armi e fatture. Non decide. Sogna di vincere una guerra che ha già perso al fianco di chi ora cerca di uscirne. Accusa di «capitolazione» chi guarda i numeri. Chiama «realismo» la propria cecità. Confonde la Nato con uno scudo, quando è prima di tutto un dispositivo di controllo. La questione è chi ha voluto questa guerra, chi l’ha condotta per procura, chi ha spezzato l’asse energetico europeo, e chi oggi pretende di continuare il massacro per non ammettere di aver sbagliato tutto. Quando la sconfitta sarà ufficiale, non basterà cambiare comunicato. Bisognerà spiegare perché un continente intero ha preferito l’isteria alla geografia, la predica al calcolo, e la guerra degli altri al proprio interesse. Fino ad allora, il coro continuerà. Più alto. Più vuoto. Più pericoloso. #Guerra #Europa #Realismo

ANSA.it 1d

Berlin accuses Putin of using drones in Leipzig, while the EU and NATO promise a united response to the intimidations, with Zelensky closing the Russian airspace. (translated)

Berlino accusa Putin per i droni di Lipsia. Ue-Nato, 'risponderemo'

There is no evidence of a Russian drone attack on Leipzig/Halle airport. And there is no reason why Russia would have done it. The closure of the Russian Consulate in Bonn and the Russian House in Berlin formally marks the beginning of hostilities between Germany and Russia. (translated)

PUTIN FA COSE Di Marco Travaglio A leggere i media che la sanno lunga, nei tre mesi estivi Putin è riuscito in una serie di misfatti che uno normale faticherebbe a perpetrare in 30 anni (anche perché intanto devasta l’Ucraina e avanza in quel che resta del Donbass). L’ultima è stata truccare il referendum islandese sull’Ue (Riotta su Rep: “Spot e notizie false sui social: l’ombra lunga del Cremlino sul trionfo dei No”). Ma questo è niente. Ha spedito droni in tutto il Nord Europa, camuffandoli così bene che non s’è trovata mezza prova, ma si sa che erano russi, specie quelli ucraini. Ha piazzato un drone esplosivo che però non è esploso all’aeroporto di Lipsia e Merz dice che è suo, anche se pure oggi le prove le porta domani (invece per i gasdotti fatti esplodere per davvero dagli ucraini, Kiev va premiata con più soldi e più armi). E chi ha lasciato lì “un deposito d’armi in un bosco vicino Berlino”? “Sospetti sugli 007 di Mosca” (Rep). Ha incendiato “fabbriche d’armi tra Estonia, Bulgaria e Italia”, a Colleferro, dove Crosetto esclude i russi, ma Iacoboni li sgama: “Il Cremlino assolda gang locali per non lasciare impronte” (Stampa). E ha pure scatenato la “disinformazione per influenzare le elezioni in Sassonia-Anhalt con l’Operazione Matrioska” e screditare “Glucksmann, candidato in Francia” (Foglio), che crolla nei sondaggi non perché è una pippa al sugo detestata dai francesi, ma perché non piace a Putin. Ha infiltrato in Slovenia una tal “Viktorija Krivolucka, nata in Russia e amica della presidente Musar”. Ha fatto una capatina a Vagli di Sotto (Garfagnana, 843 abitanti) per apporre una “targa in memoria di Daria Dugina”, simpaticamente assassinata a Mosca dagli ucraini, fra le proteste di Filippo Sensi per lo “scempio” (non l’omicidio: la targa). Ora prepara “attacchi ibridi” su “Isole Svalbard, Isole Aland, Estonia, Gotland e Corridoio di Suwalki” (Corriere), l’invasione dei “Paesi Baltici, la preda più facile per lo Zar”, della Norvegia “cruciale per Putin” (Domani) e della Gran Bretagna (“Londra si prepara a un attacco russo: ‘Lo faranno, è inevitabile’. Scorte d’acqua e cibo in scatola, in arrivo nuovo ‘manuale’, Corriere). Lì, per portarsi avanti, ha già “rubato i dati di 9 milioni di passeggeri” (Rep). Nei ritagli di tempo, “arruola spie-escort da Hollywood alla rete di Epstein” (Iacoboni), senza dimenticare “le falle del sistema Infantino e la rete dai sauditi a Putin per impadronirsi del calcio” (Rep) dopo aver fallito d’un soffio l’operazione Pirlo. Last but not least, ha riempito Ceuta di marocchini coi “canali russi e la macchina delle fake” (Foglio), ma senza avvisare Calenda, che accusa Meloni di “perder tempo su cinque migranti invece di capire cosa fare se Putin attacca l’Europa”. A proposito: ma non era moribondo? #Putin #Ucraina #Disinformazione

ANSA.it 2d

Tensions between Berlin and Moscow are intensifying after Germany accused Russia of being behind the recent drone attacks in Leipzig, leading to retaliatory measures and a firm response from the European Union and NATO. (translated)

Berlino attacca Mosca per i droni di Lipsia. Europa e Nato: 'Risponderemo'

Germany closes the Russian consulate and intensifies checks on individuals in response to an alleged hybrid attack by Russia at Leipzig airport, provoking threats from Moscow and full support from the European Union and NATO for Berlin. (translated)

È scontro tra Berlino e Mosca. La Germania chiude il consolato russo e inasprisce i controlli sulle persone. Zakharova: “Risponderemo”

The measures of Germany after the Russian attack on Leipzig: closure of the Russian consulate general in Bonn on September 18 and termination of the contract for the Russian House in Berlin. A real blitzkrieg, Putin is already trembling. 🤣 (translated)

ANSA.it 2d

The German Interior Minister stated in Berlin that Russia is responsible for the hybrid attack in Leipzig on August 4, announcing severe measures against Moscow and receiving full solidarity from the Presidency of the EU Commission and NATO. (translated)

Berlino: 'La Russia responsabile dell'attacco ibrido a Lipsia'. Von der Leyen e Rutte sentono Merz

Berlin is preparing to formally accuse Russia of an attempted drone attack at the Leipzig/Halle airport and is developing severe sanctions against Russian entities, in coordination with European partners. (translated)

Bild: «Russia responsabile del drone-bomba di Lipsia». Berlino pronta a rafforzare le sanzioni

UOMINI E MAIALI Sono dei veri maiali. Sto parlando dei leader e semi-leader britannici ed europei. Adesso Burnham, il primo ministro britannico, un nuovo minus habens di una lunga serie di minus habentes britannici, dice che "la Russia attaccherà, è inevitabile", e che "è solo questione di quando, non di se". Quello che non dice è che il Regno Unito e l'Europa hanno fatto e stanno facendo tutto il possibile perché la Russia sia COSTRETTA ad attaccare per difendersi dal gigantesco riarmo antirusso in corso in tutta Europa. E affinché l'attacco preventivo sia efficace, Mosca dovrà attuarlo prima del 2030, quando, secondo i piani, dovrebbe essere completato il riarmo europeo. Un'altra cosa che non dicono, per non spaventare le popolazioni, è che l'attacco preventivo russo sarà (e non potrà essere altro che) un attacco con testate atomiche, insieme a centinaia di testate convenzionali. Solo un 'primo colpo' da knock out può mettere al riparo la Russia da un distruttivo contrattacco militare della Nato. Come ho scritto più volte, riportando anche la voce di uno dei principali consiglieri di Putin, Sergej Karaganov, è probabile che l'attacco preventivo russo nella primissima fase, a titolo di ammonimento per scoraggiare il resto dell'Europa, si concentrerà contro Polonia, Germania e Regno Unito. Dunque, Londra, Berlino, Parigi, Roma e le altre capitali sanno benissimo dove ci porta questa strada malaugurata intrapresa dall'Europa e nonostante questo continuano ad armare l'Ucraina e ad evitare l'unica mossa che potrebbe scongiurare la guerra, ossia l'inizio di un vero dialogo diplomatico con la Russia su basi realistiche, non sugli slogan tipo "il Donbass è Ucraina" e "a ottobre brinderemo in Crimea". E invece sul versante diplomatico vediamo uno zero assoluto di iniziative. E tutti, compresa l'ultima ruota del carro, cioè l'indescrivibile Tajani (nel senso che se lo descrivo finisco in galera) ripetono a pappagallo "Stiamo lavorando per una pace giusta e duratura", che non significa assolutamente nulla. Poi, Tajani che lavora sarebbe un inedito. Paolo Di Mizio #Russia #Diplomazia #Guerra

G

Tocca aiutarsi con una carta geografica per tenere il conto di chi rimanda indietro gli immigrati sbarcati in Italia dopo il 12 giugno us e poi trasferitisi altrove. Nel frattempo da Ceuta (territorio spagnolo in Africa a 1.669 km da Roma; p. es. Roma-Berlino 1.189 km!) non continua ad arrivare nessuno (e con la medesima norma, se arrivassero tornerebbero indietro). https://public.flourish.studio/visualisation/30028727/

Dublinanti

The summer heatwaves have caused an increase in mortality among elderly people in Italy, Germany, and Spain, with Italy experiencing less significant impacts compared to Berlin and Madrid, where heat-related deaths were significantly higher, particularly among those aged 75 and over. (translated)

Con le ondate di calore è aumentata la mortalità tra i più anziani: i dati di Italia, Germania e Spagna

The results of the Berlin laboratory confirmed that Gianni and Alice Di Vita were never exposed to ricin, while the investigation into the double murder of Antonella Di Ielsi and her daughter Sara Di Vita continues to determine the origin of the poison and its contact with the victims. (translated)

“Gianni e Alice Di Vita mai esposti alla ricina”, i risultati del laboratorio di Berlino nell’inchiesta su madre e figlia uccise dal veleno

Formello oggi sembra Berlino poco prima della caduta: abbandono, macerie ovunque e un piccolo dittatore che chiuso in un bunker non si rassegna nemmeno all’evidenza e rifiuta di “arrendersi”… https://t.co/YhJaiKfUOy #Lazio #Lotito #Formello #bunker #liberalalazio #millenovecento #Formello #bunker #liberalalazio

L

Italy and Germany are intensifying talks to resolve the issue of migrants that Berlin wishes to repatriate in accordance with the Dublin agreements, while tensions within European socialist parties emerge due to the alliance between Giorgia Meloni and Danish Prime Minister Mette Frederiksen, which has sparked criticism regarding the selectivity of European solidarity. (translated)

Migranti, Roma chiama Berlino: “Incontriamoci”. E i socialisti europei si spaccano
L

A woman was rescued after being trapped on the eleventh floor of a burning skyscraper in Berlin, where she had to jump into the rescue basket due to the fire truck ladder's inability to reach her, while the blaze caused injuries to thirteen people and the evacuation of over 130 residents. (translated)

Intrappolata tra le fiamme all’11° piano: il salvataggio al volo del vigile del fuoco
BFMTV 3w

The Berlin theater Volksbühne canceled an event for Black children due to threats of violence and racist speech, denouncing a campaign of racist hatred that surrounded the initiative aimed at supporting structurally disadvantaged groups. (translated)

Un théâtre allemand annule un événement en non-mixité, dénonçant une "campagne de haine raciste"

The Italian government, through a letter signed by Interior Minister Matteo Piantedosi, has informed the German government of Friedrich Merz that it will not accept the three designated Dublin migrants that Berlin intends to send back to Rome, citing current instability and excessive migratory pressure as reasons for its decision. (translated)

Migranti, l'Italia scrive al governo Merz: «I dublinanti non possono essere riaccolti»