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#Capogruppo

“Esprimo cordoglio e vicinanza a nome mio e dei deputati di Fratelli d’Italia alla famiglia di Andrea Tempestini. La sua scomparsa lascia un vuoto nella comunità giornalistica e tra quanti hanno avuto modo di conoscerne la professionalità, l’impegno e la passione per il lavoro”È il messaggio del capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami. #AndreaTempestini #Libero #Milano

Trovato morto in casa il vicedirettore di Libero Andrea Tempestini: aveva 40 anni
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@napolettano Si si, vai a chiedere a Vannacci se è soddisfatto di questo risultato... Non ha fatto vincere il PD (primo obiettivo) e ha preso meno voti di quanti avrebbe preso costui da solo (era il capogruppo di FI in Regione). Finito lo spin, si torna a lavorare (e c'è molto da fare). #politica #votazioni #Lavoro

“La manipolazione racconta il mondo al contrario di Vannacci. SDa Licia Ronzulli, secondo cui “Vannacci è l’involuzione della specie”, alla ministra per le Riforme, Maria Elisabetta Alberti Casellati, secondo la quale “episodi del genere rivelano un livello culturale e morale davvero misero”; fino alla capogruppo in Senato, Stefania Craxi: “La manipolazione racconta il mondo al contrario di Vannacci. S #BullismoDigitale #Sessismo #IntelligenzaArtificiale

Foto fake di Siracusano, il centrodestra contro Vannacci: “Bullismo digitale che offende le donne”. Solidarietà dal centrosinistra alla sottosegretaria
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“Se l’Italia viene attaccata dalla Russia e c’è un bel drone russo che da noi fa vittime civili, voi come reagite?”.Tocci chiede a Vignarca e a Riccardo Ricciardi, vicepresidente del M5s e capogruppo del Movimento alla Camera: “Se l’Italia viene attaccata dalla Russia e c’è un bel drone russo che da noi fa vittime civili, voi come reagite?”. #Ucraina #Russia #Pace

Vignarca: “L’Europa ha comprato più gas russo di quanto abbia dato all’Ucraina per difendersi”. Scontro con Tocci e Caprarica su La7
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“Registriamo una ingiustificabile aggressività e parole usate come manganelli da parte di forze politiche che umiliano le persone sulla base di pregiudizi – ha dichiarato Stefano Graziano, già capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai -.“Registriamo una ingiustificabile aggressività e parole usate come manganelli da parte di forze politiche che umiliano le persone sulla base di pregiudizi – ha dichiarato Stefano Graziano, già capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai -. #DirittiLGBTQ+ #Omosessualità #EducazioneInfantile

“Vedere due uomini che si sposano può essere scioccante per i bambini?”: Diaco racconta le nozze con il collega Orsingher, il vannacciano Sasso attacca sui “contenuti che influenzano i bambini”. Il Cda Rai esprime solidarietà al conduttore
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«Un testo pieno di sanzioni e minacce: multe ai genitori che non frequentano i corsi obbligatori di italiano, multe per chi entra a scuola con il volto coperto, tetti per i bambini stranieri».Picchia duro il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia: «Un testo pieno di sanzioni e minacce: multe ai genitori che non frequentano i corsi obbligatori di italiano, multe per chi entra a scuola con il volto coperto, tetti per i bambini stranieri». #DecretoScuola #Integrazione #PoliticaItaliana

Decreto scuola, cosa cambia: tutte le misure. Multe ai genitori su burqa e corsi di lingua. Minori, la mano del Colle
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«Un testo pieno di sanzioni e minacce: multe ai genitori che non frequentano i corsi obbligatori di italiano, multe per chi entra a scuola con il volto coperto, tetti per i bambini stranieri»Picchia duro il capogruppo Pd al Senato Francesco Boccia: «Un testo pieno di sanzioni e minacce: multe ai genitori che non frequentano i corsi obbligatori di italiano, multe per chi entra a scuola con il volto coperto, tetti per i bambini stranieri». #DecretoScuola #Integrazione #LinguaItaliano

Decreto scuola, multe ai genitori su burqa e corsi di lingua: cosa prevede. Minori, la mano del Colle
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Luigi #Zanda, ex capogruppo del #Pd, chiede le dimissioni di #Ranucci. Sa qualcosa che noi non sappiamo? È forse in arrivo un avviso di garanzia? #Report #15agosto https://t.co/Xlymeh3n0s #Politica #Italia #Notizie

PEGGIORE DELLO SCHIFO CI SONO SOLTANTO LE RANCOROSE ACIDE PSEUDO-DONNE DI SINISTRA "Nana". "Caciottara a mollo". "È venuta a infestare il nostro mare, spero si sia disinfettata con l'amuchina". Il bersaglio: una madre in vacanza con la figlia di nove anni. Le firme, in gran parte: donne. Questo il trattamento riservato a Giorgia Meloni per tre giorni alla Maddalena. Tre giorni di volo di linea, traghetto, gommone a noleggio e panini nella borsa frigo. Niente yacht, niente voli di Stato: la fila all'imbarco come qualunque madre italiana d'agosto. Ed è proprio questa normalità che ha fatto impazzire la muta di cani rabbiosi. "Nullafacente da sempre", "le ferie le prende chi lavora": quasi quattro anni alla guida del governo, evidentemente, non contano come mestiere. Fino al capolavoro dell'amuchina. Infestare: il verbo che si riserva agli insetti. Quando l'avversario politico diventa un agente contaminante non siamo più nell'insulto, siamo nella disumanizzazione da manuale. Quella su cui si scrivono i saggi e si organizzano i convegni. Quando capita agli altri. E qui il dato che nessuno vuole vedere. Donne che danno della nana a una donna. Donne che deridono la maternità di una donna. Donne che evocano un disinfettante per una donna che fa il bagno con la figlia. La sorellanza, parola d'ordine di ogni piazza femminista degli ultimi dieci anni, si ferma al tornello della tessera politica. Di là dal tornello non ci sono sorelle: c'è una preda. Qualcuna, nel coro, ha pure fornito la teoria: "questa destra ha sdoganato la violenza verbale e ora vi meravigliate che qualcosina torni indietro". Eccola, l'assoluzione preventiva. Se l'è cercata. La stessa identica grammatica che il femminismo denuncia - giustamente - quando viene usata contro qualunque altra donna. La gonna troppo corta, il rientro troppo tardi, le idee troppo di destra: cambia il pretesto, la logica è quella. Ma applicata a Meloni diventa improvvisamente analisi politica. E la rabbia ha una radice precisa, che il vocabolario confessa da solo. Caciottara, borgatara, pescivendola: insulti di censo, non di politica. È il disprezzo del salotto per il mercato rionale, firmato da una sinistra che ormai vince ai Parioli e ha perso nelle borgate che furono sue. La prima donna al vertice di Palazzo Chigi doveva essere una di loro: laurea giusta, quartiere giusto, salotto giusto. Invece il soffitto di cristallo lo ha sfondato una madre della Garbatella che parla come il popolo che loro hanno smesso di frequentare. Non le perdonano le idee. Non le perdonano di essere arrivata prima, partendo da sotto. Né si può dire che manchi il contesto. Due mesi fa, alla Camera, il capogruppo grillino in commissione Esteri Francesco Silvestri ha spiegato che la premier "ha indossato delle ginocchiere per stare più comoda". Detto in aula, a verbale, dal pulpito della Repubblica. E nella stessa seduta si è consumata la scena che vale un trattato di sociologia: l'onorevole Boldrini indignata perché un collega aveva osato dire "signor presidente" - il maschile, che scandalo - e silente sull'allusione alle ginocchiere. La sentinella del linguaggio monta la guardia sull'articolo e dorme sulla sostanza. Risultato: nel giro di giorni, "ginocchiere" era l'argomento più gettonato sotto i post d'odio contro la premier. Il linguaggio non sale dalla fogna al palazzo. Scende dal palazzo alla fogna. E non è la prima volta. Quando Landini la definì "cortigiana", dalle piazze femministe. Quando la televisione di Stato russa la chiamò con epiteti da postribolo, sempre silenzio. Quando un professore augurò alla figlia di nove anni la fine di Martina Carbonaro e quando un camerunense davanti a una questura fece alla stessa bambina allusioni che non si trascrivono, le piazze che si riempiono per un asterisco rimasero vuote. Il copione non cambia mai: si cambia solo la vittima designata e la si toglie dall'elenco delle donne difendibili. Perché di questo si tratta. Il movimento che vede il patriarcato in una pubblicità, in una desinenza, in una ricetta di cucina, davanti alla prima donna presidente del Consiglio della storia repubblicana - coperta di insulti sessisti, minacciata, con la figlia minorenne nel mirino da tre anni - non ha mai trovato dieci minuti per un presidio. Non una fiaccolata. Non un corteo di Non Una di Meno. Non una riga delle firme che vivono di questo. Dov'era il patriarcato quando serviva davvero? Era in vacanza pure lui? La risposta la conosciamo ed è la stessa che spiega un altro silenzio: quello sulle donne musulmane. Sui matrimoni forzati, sulle mutilazioni, sui niqab imposti alle bambine nelle nostre città, il femminismo militante pratica da anni la medesima sordità selettiva. Le donne velate a forza e la premier detestata condividono lo stesso destino: sono donne sbagliate, la cui oppressione non porta consenso. E allora non esistono. Un femminismo che sceglie quali donne difendere in base alla convenienza non è un movimento di liberazione. È un ufficio stampa con la bandiera sbagliata. Il patriarcato lo vedono ovunque, tranne dove c'è una donna che non gli piace. E ogni giorno di questo silenzio, mentre una madre viene linciata per un traghetto e una bambina cresce sotto scorta digitale, quel silenzio firma. Con nome, cognome e sigla dell'associazione. #Femminismo #Sorellanza #Politica

Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia, difende Andrea Delmastro, minacciato dalla mafia e sotto scorta, sottolineando che grazie a Giorgia Meloni è stato ripristinato il regime del 41 bis e arrestato Matteo Messina Denaro, mentre critica l'opposizione per attaccare Delmastro per colpire Meloni stessa. #FratellidItalia #GaleazzoBignami #GiorgiaMeloni

Bignami fa la difesa del compagno di partito Delmastro: “Minacciato davvero dalla mafia”. E irride Ranucci. “Messina Denaro? Arrestato grazie a Meloni”
Davide Scifo Aug 5

Bignami (FdI) all’attacco di Conte in Aula: «Fuori le chat sugli affari delle mascherine». Poi la stoccata su Cospito. Alla Camera dei Deputati il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami ha attaccato frontalmente Giuseppe Conte e il Movimento 5 Stelle. «Fuori le tue chat sugli affari delle mascherine», ha tuonato Bignami, rientrando nelle polemiche sulla gestione degli appalti e delle forniture di mascherine durante l’emergenza Covid. Non è mancata la stoccata politica: rivolgendosi alla sinistra (e all’opposizione in generale), ha aggiunto che «voi andate a trovare i mafiosi in carcere», con chiaro riferimento alle visite legate al caso dell’anarchico Alfredo Cospito #Bignami #Conte #chat #DelMastro #mascherine #Covid #Cospito #destra #sinistra #camera #Bignami #Covid #politica

nomfup Aug 5

Le avevamo viste quasi tutte da questa gente, ma un galantuomo come il Presidente Scalfaro infamato in Parlamento da un capogruppo del partito di maggioranza di questo paese va molto al di là di ogni minimo decoro, di ogni decenza, di ogni vergogna possibile #Scalfaro #Parlamento #Decoro #IT

Il discorso del capogruppo #Ricciardi contro #Safe e contro qualsiasi euro a favore della difesa e’ un punto di non ritorno per il #campo largo. Non solo si nega qualsiasi necessità coordinata di partecipare alla difesa europea, ma si derubrica la minaccia russa a boutade inesistente e si fa il solito gioco populista della contrapposizione tra #welfare e #liberta’/sicurezza. Il #M5Stelle torna alle origini, per paura di una discesa in campo di #DiBattista, al pacifismo esibito, al legame privilegiato con #RussiaUnita e #Putin e alla battaglia dei puri contro i cattivi, peccato che ora il cattivo e’ la cultura occidentale, in una escalation di #rossobrunismo preoccupante. Come possa il #Pd accettare tutto questo ormai e’ totalmente incomprensibile. #M5Stelle #Europa #Welfare

ANSA.it Aug 3

Il capogruppo del M5S Riccardo Ricciardi ha accusato il governo Meloni di cercare di nascondere le chat tra il sottosegretario Delmastro e il pregiudicato Caroccia, evidenziando un attacco alle prerogative parlamentari e sollecitando la trasparenza, mentre i deputati del M5S hanno protestato in Aula chiedendo l'apertura delle chat. #Delmastro #Mafia #Trasparenza

Le chat di Delmastro al vaglio della Giunta
Il Messaggero Jul 28

Francesco Boccia, capogruppo del Pd in Senato, sostiene che il caro carburanti è il risultato di politiche sovraniste e propone l'adozione di accise mobili e un bonus per le famiglie più deboli, criticando le misure temporanee del governo Meloni come insufficienti per affrontare una crisi energetica strutturale. #carburanti #crisiEnergetica #bonusSociale

Decreto carburanti, Boccia: «Tra 10 giorni saremo daccapo. Servono le accise mobili e un bonus per i più deboli»
Paolo Becchi Jul 24

come mai ? Perchè il capogruppo repubblicano ha ricevuto più di 1 milione di dollari da AIPAC, la lobby di Israele. https://t.co/awGYzaEU4h #AIPAC #Israele #politica #IL #US

un girovago Jul 20

è diventato capogruppo perchè mancava il personale! La classe, lo stile e l'ironia di Carofiglio che sfancula Bignami🤣 #inonda https://t.co/oXPiUTfUt3 #politica #ironico #leadership

Il Post Jul 18

Il parlamentare tedesco Jens Spahn si è dimesso dall'incarico di capogruppo della CDU dopo aver annunciato di essere diventato padre tramite gestazione per altri, pratica vietata in Germania e criticata in passato dallo stesso Spahn, generando così controversie e accuse di incoerenza all'interno del suo partito. #CDU #MaternitàSurrogata #JensSpahn

In Germania un parlamentare conservatore si è dimesso dopo aver avuto un figlio con la gestazione per altri
Peter Gomez Jul 18

Il capogruppo della Cdu Spahn si dimette dopo le pressioni di Merz: ha avuto un figlio con la gestazione per altri che lui stesso osteggiava - leggi https://t.co/h5XD3ZaRXh #Cdu #Spahn #gestazioneprecedente #DE

L
lastampa.it Jul 17

Jens Spahn, capogruppo dei popolari tedeschi CDU-CSU e ex ministro della Salute, rischia la carriera dopo aver avuto un figlio tramite maternità surrogata negli Stati Uniti, pratica vietata in Germania, suscitando polemiche e richieste di dimissioni all'interno del suo partito e da parte dell'opposizione. #JensSpahn #maternitàsurrogata #CDU

Un figlio con la maternità surrogata, il capogruppo dei popolari tedeschi rischia la carriera