✍️ Appunti di viaggio Sono passate ventiquattro ore dalla sconfitta di Sinner. Il velo di tristezza è ancora presente. Sì, presente e pure tanto. Nessuna vergogna ad ammetterlo. Si vince con Jannik. Si perde con Jannik. Ormai è così. Aggiungo solo qualche riflessione, prima di guardare avanti. Ho letto critiche esagerate su Sinner. Definito troppo vulnerabile, poco resistente al caldo, troppi infortuni e crampi, fantasmi, ansie e via a ruota libera. Qualcuno non vedeva l'ora di tirar fuori il file ammuffito dopo 6 Masters 1000 vinti e 30 match vinti di fila. La faziosità di chi riesce a esultare vedendo Jannik in difficoltà fisica sul campo evidenzia invidie recondite. Non perdo tempo a smontare questi teoremi fake. Meglio l'indifferenza, ce lo insegna Jannik. Non ti curar di loro ma guarda e passa. C'è qualcosa di più serio su cui riflettere. La cultura della sconfitta. Ha perso da eroe Jannik. È riuscito a rimanere in piedi di fronte a una sconfitta dolorissima. Una spada addosso ma non è crollato. Ha sbandato ma è rimasto lì. Stordito, ma senza cadere in quella dannata polvere rossa. In quell'inferno infuocato di un cratere chiamato Philippe Chatrier. Zero alibi a cui aggrapparsi, eppure ne aveva tantissimi. Zero scuse per giustificare una sconfitta. Poteva andare negli spogliatoi e rimanerci. Avrebbe perso per ritiro, non per l'avversario. È invece rimasto piegato in due ma ha voluto arrivare alla fine per stringere la mano ad un avversario che aveva dominato 6-3 6-2 5-1. Prima che il malore spazzasse via tutto. Questa sconfitta vale come i 30 match vinti. Perché Jannik ci ha mostrato come perde un fenomeno. Con dignità. Con rispetto. Con dolore al cuore, ma senza piangersi addosso. Sinner non ci ha insegnato solo la cultura della vittoria che nel tennis italiano conoscevamo poco. Ma ci ha insegnato anche questa cultura della sconfitta che forse non conoscevamo per niente. Quella più difficile da accettare. Senza scuse e senza alibi. Un diamante raro anche su questo. Un eroe anche nelle sconfitte. ✍️ Angelo #Sinner #Tennis #CulturaDellaSconfitta