A ottobre ci saranno le elezioni per il Csm, visto che al referendum hanno prevalso i No. Ed i nodi stanno venendo al pettine. Un magistrato che ha deciso di candidarsi come indipendente senza l'avallo della corrente a cui è iscritto e' stato da questa dichiarato decaduto seduta stante. Si chiama Vincenzo Depalma, era iscritto a Magistratura Indipendente che, a dispetto del nome, non digerisce l'indipendenza dei suoi associati. Cosa potrebbe accadere a chi, eletto consigliere del Csm con i voti di una corrente, ritenesse di trasgredire gli ordini di scuderia? Ma c'è di più. In questi giorni Magistratura Indipendente ha diffuso una circolare, nella quale ha addirittura "intimato" agli iscritti di votare per i propri candidati "ufficiali" specificando che "Tutti gli iscritti sono richiamati alla responsabilità che deriva dal vincolo associativo", e che "tutti i colleghi iscritti a Magistratura indipendente che sostengano espressamente candidati non designati dal gruppo si pongono in aperto e manifesto contrasto con la linea democratica e con le decisioni assunte dai competenti organi rappresentativi di Mi". Si appellano alla elegantemente "responsabilità che deriva dal vincolo associativo", ma la traduzione concreta e' una sola: continuare a mantenere nelle loro mani nomine, promozioni, valutazioni di professionalità, procedimenti disciplinari. Chi non passa dalle correnti può essere bravo o bravissimo, ma non fa carriera. Il giudice Depalma vuole candidarsi senza passare dalla corrente? Decaduto. Agli ingenui che nella campagna referendaria hanno recitato la cantilena che "le correnti della magistratura sono nobili associazioni portatrici di ricchezza culturale..." suggerisco di osservare questa campagna per l'elezione del CSM. A differenza di chi ha frettolosamente archiviato la battaglia referendaria, noi pensiamo che le riforme più ambiziose abbiano bisogno di tempo per maturare, e proseguiremo nel nostro impegno quotidiano. #ElezioniCSM #Magistratura #Indipendenza