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#Esperienze

Self-harm and suicide attempts: at the Meyer in Florence, 17 minors hospitalized over a weekend. In my years of hard work, I have accompanied countless of them to hospitalization. These are tragic experiences for the parents and also for us in the field. And no one does anything. (translated)

Il Post 4d

Pop stars, from Harry Styles to Shakira and Bad Bunny, are adopting the model of musical "residencies" to reduce travel costs and offer more immersive experiences to their fans, staying for long periods in the same city instead of doing traditional tours. (translated)

Il business delle “residency” musicali

From September 7 to 13, 2026, Rome will host the Arene Decoloniali festival, a showcase dedicated to feminisms beyond the Western gaze, which will explore experiences and perspectives of resistance in colonial and postcolonial contexts through cinema, meetings, and debates. (translated)

Arene Decoloniali, a Roma il festival sui femminismi oltre lo sguardo occidentale: cinema, memoria e resistenza

SciLight Global South Sustainable Development (GSSD) – Street Art as Participatory Infrastructure and Community Mental Health SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/scilight-global-south-sustainable-development-gssd-sardella-ph-d--grwaf/ È con grande soddisfazione che annuncio la pubblicazione del nostro contributo scientifico, realizzato in collaborazione con il Prof. Matteo Mantuano (Unitré, Università di Milano), con il supporto dello Stramurales International Street Art Festival di Stornara Life APS di Lino Lombardi e la Banda dei Fischietti di Stornara, Puglia, Italy: "Street Art as Participatory Infrastructure and Community Mental Health: The Case of the Stramurales Festival of Stornara Life APS" Global South & Sustainable Development, 2026, 1(1), 6 🔗 https://www.sciltp.com/journals/gssd/articles/2602003135 Pubbllicato dalla Casa Editrice SciLight, con sede presso la Suite 4002 Level 4, 447 Collins Street, Melbourne, Victoria 3000, Australia. Di cosa si occupa questa ricerca? Lo studio analizza il festival internazionale di street art Stramurales di Stornara (Puglia) come intervento innovativo di salute pubblica partecipativa, attraverso le lenti dell'psicologia ambientale, della teoria della resilienza e dell'"EnvironMental Health". Stornara rappresenta un caso paradigmatico di violenza strutturale che affligge il Mezzogiorno rurale italiano: emigrazione giovanile, deterioramento infrastrutturale e disperazione collettiva costituiscono crisi di salute pubblica interconnesse. Il modello Stramurales' fondato dal Maestro Lino Lombardi attraverso l'associazione Stornara Life APS, risponde a queste sfide mediante tre meccanismi democratici fondamentali: la partecipazione volontaria dei proprietari immobiliari, la selezione democratica dei contenuti murali attraverso assemblee comunitarie annuali, e una governance trasparente che impedisce l'appropriazione da parte delle élite politiche locali. Risultati principali I dati ISTAT documentano una riduzione del tasso annuo di emigrazione giovanile da circa 175 per 1000 giovani adulti (2014–2017) a circa 118 per 1000 (2018–2022): una diminuzione di circa il 33% coincidente con l'avvio del festival. Pur non attribuendo causalmente questa variazione al solo intervento, i dati quantitativi si integrano con una ricca evidenza qualitativa: partecipanti che descrivono la propria comunità non più come «un luogo da cui fuggire», ma come «un luogo impegnato nel diventare qualcosa». I meccanismi psicologici documentati (regolazione affettiva, coesione sociale, ricostruzione narrativa e autoefficacia collettiva) sono prodotti non dai murales in sé, ma dal processo democratico attraverso cui essi vengono realizzati. È la governance partecipativa il vero agente terapeutico. Perché importa a livello globale? Attraverso la comparazione con esperienze del Global South (Casa Kolacho a Medellín, progetti post-apartheid in Sudafrica, festival nei favela brasiliani), lo studio dimostra la trasferibilità del modello in contesti di marginalizzazione strutturale profondamente diversi. Il messaggio per le politiche pubbliche è chiaro: la governance democratica dello spazio urbano non è un optional procedurale, ma un intervento terapeutico a pieno titolo, economicamente sostenibile e replicabile. Questo lavoro si inserisce in un percorso di ricerca avviato con la pubblicazione "Street Art as Public Health Infrastructure" sull'Harvard Health and Human Rights Journal della Harvard University, contribuendo a fondare teoricamente e empiricamente l'integrazione tra politica culturale, design urbano e salute pubblica. Sono grato a tutti coloro che, a Stornara, hanno avuto il coraggio di dipingere il proprio futuro.

SciLight Global South Sustainable Development (GSSD) – Street Art as Participatory Infrastructure and Community Mental Health

The Psychologist – The British Psychological Society – Quando i Muri Diventano Benessere SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/psychologist-british-psychological-society-when-sardella-ph-d--jl9df/ Dr Luciano Magaldi Sardella e il Professor Matteo Mantuano parlano di come lo "Stramurales International Street Art Festival" e l'arte di strada partecipativa transforma la salute mentale urbana. Link: https://www.bps.org.uk/psychologist/when-walls-become-wellness The Psychologist, The British Psychological Society by esteemed Dr. Joe Sutton, Head of Science Communication at BPS. Contenuto dell’articolo In un torrido pomeriggio del giugno 2018, ci trovavamo nella piazza centrale di Stornara, una piccola città agricola della Puglia, nel Sud Italia, ad assistere a qualcosa di straordinario. L'artista locale Lino Lombardi stava facilitando un acceso dibattito tra i residenti su quali progetti murali avrebbero dovuto ornare i muri fatiscenti della loro città. Ciò che ci colpì non fu l'arte in sé, bensì la trasformazione che vedemmo negli occhi di persone che, solo pochi mesi prima, avevano descritto la loro città natale come un luogo da cui fuggire. Erano individui che reclamavano la propria narrazione, votavano sul proprio futuro, dipingendo letteralmente sopra decenni di declino. Siamo psicologi ambientali e di comunità che hanno trascorso oltre un decennio a studiare come gli ambienti costruiti plasmino i risultati in termini di salute mentale. La ricerca del Dottor Luciano Magaldi Sardella si concentra sugli interventi artistici partecipativi nelle comunità rurali in declino, mentre il Professor Matteo Mantuano è specializzato nei meccanismi psicologici dell'empowerment comunitario e dell'agentività collettiva. Quando venimmo a conoscenza del festival Stramurales all'inizio del 2018, riconoscemmo in esso una rara opportunità di osservare l'arte urbana partecipativa come potenziale strumento per affrontare la crisi della salute mentale che affligge le città in via di spopolamento del Sud Italia. Nel corso degli ultimi sette anni abbiamo condotto un'ampia ricerca sul campo a Stornara — intervistando i residenti, documentando l'evoluzione del festival e analizzando i suoi impatti psicologici e sociali. Ciò che abbiamo trovato a Stornara era qualcosa di ben più significativo di un'innovativa iniziativa artistica guidata dalla comunità. Era la psicologia ambientale in azione — che ridefiniva la nostra comprensione del rapporto tra ambienti costruiti, arti partecipative e salute mentale. La Crisi Nascosta alla Vista di Tutti Ricerche recenti rivelano un'allarmante convergenza di crisi ambientali e della salute mentale che rimane curiosamente poco esaminata nel discorso psicologico. La ricerca sulla salute mentale riceve appena il 2,3 per cento dei finanziamenti complessivi del National Institute of Health. Non possiamo sapere quanta parte di questi riguardi i nostri ambienti — sia naturali che costruiti — che plasmano in modo fondamentale il nostro benessere psicologico. Il campo di recente proposta denominato "EnvironMental Health" sottolinea che il deterioramento degli ambienti costruiti correla significativamente con stress elevato, isolamento sociale e peggioramento dei risultati in termini di salute mentale. Le comunità rurali del Sud Italia incarnano questa crisi. Tra il 2002 e il 2017, la regione del Sud Italia ha perso circa due milioni di residenti a causa della migrazione, prevalentemente giovani adulti tra i 15 e i 34 anni. Questo esodo ha creato ciò che Johan Galtung ha descritto come "violenza strutturale" — assetti sistematici che impediscono alle comunità di realizzare il proprio potenziale. Il tributo in termini di salute mentale si manifesta non solo in diagnosi individuali, ma nella disperazione collettiva, nell'erosione del capitale sociale e in comunità che guardano il proprio futuro emigrare letteralmente. Stornara esemplificava questa traiettoria. Nel 2017, questo comune di 6.000 abitanti affrontava la familiare spirale: la contrazione economica che precipitava l'emigrazione giovanile, accelerando il deterioramento delle infrastrutture e alimentando un ulteriore declino. I muri crollavano. Le attività commerciali chiudevano. La speranza evaporava. Poi qualcosa cambiò. La Rivoluzione Stramurales: Democrazia attraverso l'Arte Ciò che è emerso a Stornara trascende il convenzionale turismo culturale. Il Festival Internazionale di Street Art Stramurales opera attraverso tre meccanismi democratici fondamentali che lo distinguono dai superficiali progetti di abbellimento urbano. Organizzato attraverso Stornara Life APS — un'associazione a iscrizione aperta fondata dal Maestro Lino Lombardi — il festival previene la cattura elitaria attraverso la partecipazione volontaria dei proprietari degli immobili, garantendo l'assenza di coercizione; la selezione democratica dei contenuti attraverso la votazione annuale della comunità sui temi del festival e sulle proposte di murales; e una governance trasparente e inclusiva che dà a tutti i residenti voce in capitolo nella direzione del festival. Questa architettura partecipativa facilita ciò che l'Organizzazione Mondiale della Sanità descrive come "empowerment comunitario" — processi che consentono alle comunità di aumentare il controllo sui fattori determinanti che influenzano la loro salute. Recenti studi sul campo a Vienna dimostrano che gli interventi di arte urbana riducono stress e ansia migliorando al contempo gli stati d'umore, ma Stramurales va oltre, incorporando la creazione artistica all'interno di strutture decisionali democratiche. Quando i residenti offrono volontariamente i propri muri e votano sui contenuti, compiono atti di investimento materiale e psicologico. Questo ripristino dell'agentività collettiva — la convinzione che i residenti possano plasmare il futuro della propria città natale anziché limitarsi ad assistere al suo declino — affronta direttamente la violenza strutturale che erode la salute mentale. Tra il 2020 e il 2025, Stornara ha registrato un notevole incremento delle entrate turistiche nonostante le perturbazioni causate dalla pandemia. Nuove attività commerciali hanno aperto i battenti. Un emigrato originario di Stornara, tornato a malincuore nel 2017 per assistere i genitori anziani, lavora ora come guida turistica e descrive Stornara come "la città più bella d'Italia". Non si tratta semplicemente di indicatori economici. Sono risultati in termini di salute mentale. La Scienza alla Base della Trasformazione La ricerca contemporanea in molteplici discipline valida ciò che i residenti di Stornara sperimentano visceralmente. Una revisione sistematica del 2024, che ha esaminato 79 articoli sottoposti a revisione paritaria, ha identificato come i luoghi dell'arte — dai musei permanenti alle installazioni pubbliche temporanee — stimolino il coinvolgimento della comunità, rafforzino l'identità culturale e favoriscano la coesione sociale. I progetti murali guidati dalla comunità rafforzano specificamente l'identità e l'orgoglio locali, creando nuove routine che incoraggiano le persone a interagire e costruire relazioni. Una recente ricerca sperimentale condotta a Berlino ha rilevato che le mostre d'arte a livello del marciapiede hanno alterato significativamente il legame dei visitatori con il proprio quartiere e la loro soddisfazione nei suoi confronti, migliorando il benessere complessivo. Ciò si allinea con le teorie emergenti sull'impatto della fruizione artistica sulla salute mentale, che individua cinque meccanismi chiave: processi affettivi che regolano le emozioni e lo stress; processi cognitivi che forniscono stimolazione sensoriale e apprendimento; processi sociali che creano esperienze condivise; auto-trasformazione attraverso la riflessione; e costruzione della resilienza per affrontare le sfide. La ricerca in psicologia ambientale dimostra che gli ambienti costruiti operano come interventi terapeutici. Studi sulle strutture di degenza psichiatrica rivelano che gli elementi progettuali che influenzano privacy, controllo, accesso alla luce naturale e, in particolare, l'inclusione di opere d'arte hanno un impatto significativo sui risultati dei pazienti. Se i muri degli ospedali hanno importanza terapeutica, quanto più lo avranno i muri che incontriamo quotidianamente nelle nostre comunità? Il modello Stramurales sfrutta questi meccanismi attraverso il recente concetto di "visual health activism". Diversi murales affrontano esplicitamente temi legati alla salute e ai diritti umani: "Refuge for All Migrants" di Alaniz Niz rappresenta i lavoratori agricoli africani sfruttati; "Turning Our Backs on Migration" di Sabotaje al Montaje sfida le politiche escludenti; "African Child at Sunset" di Devil Art Design ritrae giovani migranti in cerca di un futuro dignitoso. Queste opere affrontano i determinanti sociali della salute attraverso la difesa dei diritti umani. Le politiche migratorie che negano i diritti fondamentali creano vulnerabilità sanitarie — tra cui accesso limitato all'assistenza sanitaria, condizioni di lavoro pericolose e trauma psicologico derivante dalla discriminazione. I murales svolgono una duplice funzione di salute pubblica: affrontano la salute mentale dei residenti, advocando al contempo per le popolazioni i cui diritti alla salute sono sistematicamente violati. Attaccamento alla Terra e Resilienza Comunitaria Il rapporto tra percezione ambientale, identità culturale e resilienza comunitaria ha ricevuto notevole attenzione accademica nel 2024-2025. Ricerche condotte nelle aree rurali della Cina dimostrano che la percezione ambientale degli spazi pubblici influenza la resilienza comunitaria attraverso gli effetti di mediazione concatenati dell'identità culturale e dell'attaccamento ai luoghi. Quando le comunità trasformano i propri ambienti fisici attraverso processi partecipativi, rafforzano simultaneamente i legami psicologici che costituiscono il fondamento della resilienza. Questo spiega perché Stramurales riesce laddove i tradizionali approcci allo sviluppo economico falliscono. Il festival non si limita a creare valore economico — sebbene oltre 150 murales di artisti internazionali attirino ormai migliaia di visitatori ogni anno. Ridefinisce fondamentalmente il rapporto dei residenti con il proprio ambiente, trasformando le narrative del declino in prove di vitalità. Ogni murale democraticamente selezionato diventa ciò che i ricercatori sulla resilienza chiamano un "ancora di speranza" — una prova tangibile che contraddice la disperazione. La teoria contemporanea della resilienza sottolinea che la forza risiede non soltanto nelle infrastrutture fisiche, ma nella coesione sociale. Una recente analisi del design urbano resiliente nei quartieri emarginati americani ha rilevato che il messaggio dei residenti — "Ci piacciono i nostri vicini, ci piace il carattere del luogo in cui viviamo" — rivelava che la resilienza riguarda fondamentalmente le persone e la comunità. Gli interventi progettuali hanno successo quando preservano e rafforzano questi legami sociali, anziché imporre visioni esterne. Stramurales incarna questo principio. I meccanismi di votazione democratica assicurano che l'arte rifletta i valori autentici della comunità, piuttosto che le preferenze degli artisti o dei curatori. Questo previene lo spostamento culturale che spesso accompagna la rigenerazione urbana, in cui i miglioramenti avvantaggiano i nuovi arrivati alienando al contempo i residenti preesistenti. Centrando l'agentività dei residenti, Stramurales costruisce quella che i ricercatori descrivono come "resilienza critica" — una capacità che affronta le disuguaglianze sottostanti anziché limitarsi ad adattarsi ad esse. Il Divario della Partecipazione e l'Accesso Universale Questi risultati risuonano profondamente con le preoccupazioni di lunga data riguardanti l'accessibilità alle arti. La Commissione Warwick del 2015 ha documentato che l'8 per cento più ricco e più istruito della popolazione britannica rappresentava il 44 per cento delle presenze ai concerti di musica dal vivo e il 28 per cento delle visite alle mostre di arte visiva. Questo divario nella partecipazione colpisce in modo particolare le comunità che trarrebbero il massimo beneficio dall'impegno artistico per la salute e il benessere. Ma Stramurales sfida questa narrativa. La street art come infrastruttura di salute pubblica non richiede biglietti d'ingresso, prenotazioni anticipate né capitale culturale per essere apprezzata. Esiste nei luoghi in cui le persone vivono, trasformando i tragitti quotidiani in incontri con la bellezza e il significato. Il processo di selezione democratica garantisce che l'accessibilità si estenda oltre la fruizione alla co-creazione — i residenti non si limitano a guardare l'arte, ma determinano ciò che appare sui propri muri. Ricerche recenti sulle arti partecipative e sulla coesione sociale sottolineano che gli interventi di successo condividono caratteristiche comuni: erogazione nelle comunità locali, approcci non stigmatizzanti, flessibilità, promozione del coinvolgimento sociale, coinvolgimento di mostre ed erogazione entro specifici archi temporali. Stramurales incorpora tutti questi elementi aggiungendo al contempo una genuine governance democratica. Questo è urgentemente rilevante. Le condizioni di salute mentale tra i giovani a livello mondiale sono in aumento, e i servizi tradizionali di salute mentale rimangono cronicamente sottofinanziati. Se non riusciamo a scalare gli interventi clinici per soddisfare la domanda, dobbiamo investire in approcci preventivi di salute pubblica che mirino ai determinanti sociali. Da Stornara al Mondo: Implicazioni per la Pratica Il modello Stramurales offre un modello replicabile che richiede un modesto investimento finanziario ma una sostanziale partecipazione comunitaria. Gli elementi essenziali includono: coinvolgimento volontario, processo decisionale democratico, uso strategico dei social media per il marketing e integrazione delle narrative locali con le pratiche artistiche globali. Diverse città hanno implementato varianti con risultati promettenti. La ricerca sugli interventi artistici negli spazi urbani in Europa e in Asia dimostra che i progetti d'arte partecipativa possono fungere da "social prescribing", migliorando la resilienza psicologica e potenziando il coinvolgimento pubblico. Gli approcci di "tactical urbanism" — interventi su piccola scala e a basso costo per migliorare gli spazi pubblici — incorporano sempre più l'arte come elemento centrale piuttosto che supplementare. Le implicazioni si estendono oltre le singole comunità. I quadri internazionali, tra cui il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, sanciscono i diritti alla salute e alla partecipazione culturale. Gli obblighi degli Stati di conservare, sviluppare e diffondere la cultura dovrebbero sostenere le iniziative culturali guidate dalla comunità che hanno un impatto dimostrabile sui risultati in termini di salute. Come sottolineano le analisi della governance pandemica, le future riforme della politica sanitaria devono affrontare non solo la preparazione biomedica, ma anche le vulnerabilità sottostanti nella resilienza comunitaria e nella coesione sociale. La street art che opera attraverso strutture partecipative rafforza direttamente queste dimensioni. Cosa gli Psicologi Possono Fare Abbiamo un ruolo da svolgere a molteplici livelli. In primo luogo, dobbiamo condurre ricerche che documentino gli impatti sulla salute mentale degli interventi artistici partecipativi. Sebbene esistano prove promettenti, studi metodologicamente rigorosi con campioni adeguati e follow-up a lungo termine rimangono scarsi. Abbiamo bisogno di disegni sperimentali, non solo di studi osservazionali, che esaminino i meccanismi attraverso i quali le trasformazioni ambientali influenzano i risultati psicologici. In secondo luogo, dovremmo sostenere politiche che riconoscano il coinvolgimento artistico come intervento sanitario. Ciò significa supportare il finanziamento della salute pubblica per le iniziative artistiche comunitarie, in particolare nelle aree economicamente depresse dove i tradizionali approcci allo sviluppo hanno fallito. Dovremmo collaborare con urbanisti, architetti e artisti per integrare le arti partecipative nella rigenerazione dei quartieri fin dall'inizio, non come ripensamenti successivi. In terzo luogo, dobbiamo garantire che gli interventi incarnino una partecipazione genuina piuttosto che una consultazione di facciata. Il modello Stramurales ha successo perché i residenti detengono un potere reale. Senza questo, gli interventi artistici rischiano di replicare le strutture di potere esistenti e di accelerare potenzialmente la gentrificazione che allontana le comunità che si propongono di servire. In quarto luogo, dovremmo adottare metodi di ricerca basati sulle arti che mettano al centro le voci della comunità. Approcci collaborativi come il teatro partecipativo, il photovoice e la poetica collaborativa permettono alle comunità di articolare le proprie esperienze e aspirazioni in modi che le tradizionali valutazioni psicologiche non riescono a cogliere. Questi metodi riconoscono che le comunità possiedono una competenza propria riguardo ai propri bisogni e alle potenziali soluzioni. Infine, dobbiamo collocare gli interventi artistici all'interno di quadri più ampi che affrontino la giustizia sociale. L'arte non dovrebbe funzionare come un "cerotto" che maschera le disuguaglianze sottostanti. Dovremmo invece sfruttare il potenziale dirompente delle arti per promuovere quella che i ricercatori definiscono "resilienza critica" — una capacità che sfida le ingiustizie sistemiche anziché limitarsi ad aiutare le persone ad adattarsi ad esse. Ciò significa affrontare non solo i sintomi (il disagio mentale) ma le cause (la violenza strutturale, l'abbandono economico, i fallimenti politici). Ripensare le Infrastrutture Sanitarie Pubbliche Il caso Stramurales impone una riconsiderazione fondamentale di cosa costituisca un'infrastruttura sanitaria. Immaginiamo tipicamente cliniche, ospedali, farmacie — istituzioni biomediche che erogano trattamenti per condizioni diagnosticate. Ma cosa succederebbe se l'intervento di salute mentale più efficace per una comunità in declino non fosse una nuova struttura psichiatrica, bensì processi democratici che consentano ai residenti di trasformare il proprio ambiente visivo? I muri ricoperti di arte selezionata democraticamente, creata attraverso una genuina partecipazione comunitaria, migliorano in modo dimostrabile la salute mentale della comunità operando al contempo i diritti culturali sanciti dal diritto internazionale. Il modesto investimento finanziario richiesto impallidisce di fronte ai costi dei servizi clinici che trattano il disagio prevenibile. Per le comunità che vivono il declino in cui i tradizionali approcci allo sviluppo economico hanno fallito, la street art partecipativa può offrire l'intervento di salute mentale più conveniente, accessibile e sostenibile disponibile. Non si tratta di romanticizzare l'arte o di sminuire le gravi malattie mentali che richiedono cure cliniche. Si tratta di riconoscere che la salute mentale della popolazione richiede di affrontare i determinanti sociali — e che le arti partecipative che prendono di mira gli ambienti costruiti, il capitale sociale e l'agentività collettiva affrontano direttamente questi determinanti. La domanda che la psicologia deve porsi non è se l'arte possa funzionare come intervento sanitario — Stramurales e le prove crescenti dimostrano che può farlo. Piuttosto, la domanda è se possediamo l'immaginazione per ripensare le infrastrutture sanitarie, riconoscendo che una promozione efficace della salute mentale può richiedere tanto il processo decisionale democratico e la partecipazione comunitaria quanto la competenza clinica. Mentre guardavamo i residenti di Stornara votare sui murales in quel pomeriggio di giugno, assistevamo a persone che esercitavano una capacità umana fondamentale troppo spesso negata nel nostro campo: il potere di plasmare il proprio ambiente e, attraverso quella creazione, di guarire. Forse questa è la lezione più vitale che Stramurales offre alla psicologia — che a volte l'intervento più terapeutico non è somministrato da professionisti, ma creato da comunità che reclamano la propria agentività… un muro selezionato democraticamente alla volta. Dr Luciano Magaldi Sardella holds a PhD in Cognitive Leadership at Aspire Institute, Harvard Business School. Professor Matteo Mantuano is Professor of Social Sciences and Psychoeducational Health, Unitré University of Milan, Italy. Photo: 'Kid trapped in a box' mural by Leticia Mandragora References: All-Party Parliamentary Group on Arts, Health and Wellbeing (2017). Creative Health: The Arts for Health and Wellbeing (2nd ed.). Belfiore, E. & Bennett, O. (2024). The social impact of the arts: An intellectual history. London: Palgrave Macmillan. Bone, J.K., Bu, F., Fluharty, M.E., Paul, E., Sonke, J.K. & Fancourt, D. (2024). Who engages in the arts in the United States? A comparison of several types of engagement using data from The General Social Survey. PLOS ONE, 19(1), e0296743. doi:10.1371/journal.pone.0296743 Chatterjee, H.J. & Noble, G. (2024). Museums, health and well-being: A preliminary report for Phase I. UCL Museums & Public Health Research Group. Cohen, G.D., Perlstein, S., Chapline, J., Kelly, J., Firth, K.M. & Simmens, S. (2006). 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The Psychologist – The British Psychological Society – Quando i Muri Diventano Benessere

"RadioText-RadioSoftware (1983–1989)": Il Primo Programma Radiofonico (dimenticato) della Divulgazione Informatica in Italia SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/radiotext-radiosoftware-19831989-il-primo-programma-sardella-ph-d--hkcpf/ Radiosoftware costituisce il pioniere italiano in assoluto della divulgazione via etere di alfabetizzazione digitale nel Belpaese Abstract Il presente contributo ricostruisce la storia di Radiosoftware, il prilo programma radiofonico italiano che ha anticipato di oltre un decennio la divulgazione della microtelematica, dell'informatica e del digitale, e le moderne modalità di distribuzione digitale del software. Nato nel 1983 presso Radio Popolare e successivamente sviluppato come iniziativa nazionale su Rai Radio 3 dal 1984 al 1989, Radiosoftware rappresenta il primo radioprogramma italiano con divulgazione e trasmissione via etere di software eseguibile per home computer. Attraverso l'analisi della sua evoluzione tecnica, dei contenuti didattici e dell'impatto culturale, questo articolo dimostra come l'iniziativa abbia costituito un precedente significativo nell'alfabetizzazione informatica nazionale, nella democratizzazione dell'accesso al software e nello sviluppo di comunità di programmatori amatoriali, ponendosi come capostipite di un ecosistema mediale dedicato alla divulgazione tecnologica che si è esteso fino all'era contemporanea. Keywords: storia dell'informatica italiana, divulgazione tecnologica, broadcasting digitale, alfabetizzazione informatica, Radio Popolare Introduzione: L'Alba della Divulgazione Informatica in Italia Nel panorama della storia dei media digitali italiani, un capitolo fondamentale rimane poco esplorato dalla letteratura accademica: quello della divulgazione informatica attraverso il mezzo radiofonico negli anni Ottanta. In un'epoca caratterizzata dall'assenza di connettività di rete e da barriere economiche e geografiche nell'accesso alle tecnologie informatiche, la radio si configurò come strumento democratico per la diffusione della cultura digitale nascente. Radiosoftware emerge in questo contesto come iniziativa pionieristica assoluta in Italia, anticipando non solo analoghe esperienze italiane, ma posizionandosi tra i primi esperimenti europei di trasmissione di software via etere. La sua genesi presso Radio Popolare nel 1983 e la successiva evoluzione come programma nazionale su Rai Radio 3 testimoniano un percorso di innovazione tecnica e pedagogica che merita un'analisi approfondita. Contenuto dell’articolo La Fase Originaria: Radio Popolare (1983) La nascita di Radiosoftware presso Radio Popolare nel 1983 costituisce il momento fondativo della divulgazione informatica radiofonica in Italia. In un periodo in cui i personal computer rappresentavano ancora oggetti di nicchia, il programma si propose di esplorare sistematicamente linguaggi di programmazione, architetture hardware e applicazioni pratiche dell'informatica domestica, rivolgendosi a un pubblico eterogeneo composto da studenti, insegnanti, hobbisti e professionisti. Questa prima incarnazione stabilì i paradigmi concettuali che avrebbero caratterizzato l'intera tradizione successiva: accessibilità linguistica, vocazione didattica, attenzione alle dimensioni sociali e culturali della tecnologia, promozione della partecipazione attiva degli ascoltatori. Contenuto dell’articolo L'Evoluzione Nazionale: da Radiotext a Radiosoftware (1984–1989) L'esperienza maturata presso Radio Popolare trovò sviluppo sistematico nell'iniziativa nazionale coordinata da Rai Radio 3. La fase pilota, denominata Radiotext, prese avvio l'11 maggio 1984 come segmento sperimentale all'interno del programma di attualità Un certo discorso, condotto da Pasquale Santoli. Otto episodi da 30 minuti, trasmessi il venerdì alle 16:00 con repliche domenicali, testarono la fattibilità tecnica e l'interesse del pubblico verso la trasmissione di software eseguibile attraverso segnali audio. Curata da Luigi Grimaldi e Giovanni Sighele della Lega Informatica di Firenze, in collaborazione con Arci Media, la fase pilota dimostrò la viabilità del concetto. Nell'autunno del 1984, il formato si consolidò con la denominazione definitiva Radiosoftware, espandendosi a episodi di un'ora e mantenendo la collocazione all'interno di Un certo discorso. Contenuto dell’articolo La terza stagione, inaugurata il 7 febbraio 1986, introdusse una strutturazione tematica articolata in tre segmenti distintivi: "Hard & soft news" (aggiornamenti e recensioni), "Studiare con il computer" (applicazioni didattiche) e "Radio + informatica" (intersecazioni sperimentali tra broadcasting e informatica). Questa fase evidenziò una crescente sofisticazione pedagogica e una maggiore attenzione alle applicazioni educative formali. Nel tardo 1986, il programma acquisì autonomia editoriale, trasformandosi in trasmissione indipendente con collocazione notturna nei weekend. Il 1987 segnò un'innovazione tecnica significativa con l'introduzione dell'interfaccia hardware a 4800 bit/s sviluppata dal Centro Ricerche RAI di Torino, che consentiva la connessione diretta alla porta seriale RS-232, superando i limiti del metodo audio-cassetta. La fase conclusiva, dal febbraio al giugno 1989, adottò un formato quotidiano breve (10 minuti, dal lunedì al venerdì alle 19:45), concentrandosi su software compatibile MS-DOS. Nonostante l'annuncio di un ciclo per il 1990, nessuna trasmissione nazionale è documentata oltre il giugno 1989. Contenuto dell’articolo Il Metodo Audio-Cassetta (1984–1987) La metodologia iniziale replicava i meccanismi di caricamento da cassetta tipici degli home computer degli anni Ottanta. I programmi venivano codificati come sequenze di impulsi audio—rumori elettronici incomprensibili all'orecchio umano—che gli ascoltatori registravano su audiocassette vergini collegando un registratore all'uscita audio della radio. La cassetta registrata veniva successivamente riprodotta attraverso l'interfaccia cassetta del computer, che decodificava i segnali caricando il software in memoria. Questo approccio, basato su tecniche di modulazione simili al frequency-shift keying (FSK), garantiva compatibilità con piattaforme eterogenee quali ZX Spectrum 48K, Commodore 64, Olivetti M10, successivamente estese ad Apple II, MSX, BBC Micro, Olivetti M24 e M28. Ogni episodio trasmetteva sequenzialmente versioni specifiche per ciascuna piattaforma. Sebbene accessibile e rivoluzionario per la distribuzione di massa nell'Italia pre-Internet, questo metodo presentava limitazioni significative: bassa velocità di trasmissione, suscettibilità agli errori indotti da interferenze radio o rumore ambientale, necessità di precise regolazioni di volume e timing. Contenuto dell’articolo L'Interfaccia Hardware RAI-Radiosoftware (1987) Nel 1987, il Centro Ricerche RAI di Torino sviluppò un'interfaccia avanzata documentata nei rapporti CCIR come sistema RAI-Radiosoftware. L'innovazione principale consisteva nella trasmissione diretta a 4800 bit/s utilizzando modulazione bifase organizzata in pacchetti, consentendo la connessione alla porta seriale RS-232 del computer senza intermediazione di cassette. L'interfaccia era progettata per l'indipendenza dal sistema operativo, con software di gestione adattabile per MS-DOS, CP/M e potenziali estensioni future a Macintosh. Per i computer Olivetti M24 e M28 era disponibile una versione con scheda interna. Il Centro Ricerche sviluppò inoltre software di gestione, cassette di test e manuali, considerando una commercializzazione iniziale a circa 90.000 lire. Questa evoluzione tecnica rappresentò un significativo avanzamento in termini di velocità, affidabilità e usabilità, pur mantenendo in parallelo il metodo audio-cassetta per garantire l'accesso universale. Contenuto dell’articolo Tipologie di Software Trasmesso Il catalogo di software distribuito attraverso Radiosoftware rifletteva un'ampia gamma di applicazioni: utilità pratiche (database tematici su moda, musica, itinerari, diete personalizzate), strumenti educativi (programmi didattici per scuole medie, superiori e conservatori), software ludico (giochi come il pentathlon olimpico per Commodore 64), dimostrazioni grafiche e strumenti creativi (basi per composizione musicale, fumetti digitali). Particolarmente significativa fu l'introduzione, dalla terza stagione, di software didattico sviluppato in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, progettato specificamente per l'utilizzo scolastico in diverse discipline, non limitato all'informatica. Contenuto dell’articolo Partecipazione Comunitaria: La Sezione ORSA L'Osservatorio Radiofonico del Software Autoprodotto (ORSA), riproposto nella terza stagione dal febbraio 1986, costituì uno spazio dedicato alla trasmissione di programmi creati dagli ascoltatori. Questa rubrica trasformò Radiosoftware in una piattaforma bidirezionale, anticipando logiche collaborative che caratterizzeranno decenni dopo le comunità open source e le culture partecipative digitali. La sezione "posta degli ascoltatori" in "Hard & soft news" facilitava inoltre un dialogo continuo con il pubblico, integrando feedback, domande e suggerimenti nella programmazione. Questionari distribuiti alla fine dei cicli e indagini condotte da riviste specializzate come Sperimentare con l'elettronica e il computer fornivano ulteriori meccanismi di valutazione e orientamento editoriale. Contenuto dell’articolo Collaborazioni Istituzionali e Esperimenti Scolastici Nel 1987, Radiosoftware collaborò con l'ITIS Enrico Fermi di Roma per produrre una serie di trasmissioni dedicate allo sviluppo e all'applicazione di software didattico in contesti scolastici. L'iniziativa coinvolse centri di ricezione sperimentali in 60 scuole italiane, dove studenti e insegnanti utilizzavano le interfacce specializzate sviluppate dal Centro Ricerche RAI per catturare e caricare direttamente il software trasmesso. Questi esperimenti posizionarono Radiosoftware come strumento operativo di innovazione pedagogica, estendendo il suo impatto oltre l'utenza hobbistica verso l'integrazione formale nel sistema educativo nazionale. Contenuto dell’articolo Confronto con Esperienze Europee Sebbene Radiosoftware rappresenti la prima iniziativa nazionale italiana, non fu il primo esperimento europeo di trasmissione radiofonica di software. Nei Paesi Bassi, il programma Hobbyscoop dell'emittente pubblica NOS iniziò a trasmettere programmi informatici via radio intorno al 1979-1980, sviluppando successivamente lo standard Basicode (dal 1982). Questo formato standardizzato utilizzava un sottoinsieme ristretto di comandi BASIC e routine di traduzione specifiche per piattaforma, garantendo portabilità attraverso architetture eterogenee mediante modulazione FSK a 1200 bps. Contenuto dell’articolo Nel Regno Unito, The Chip Shop di BBC Radio 4, condotto da Barry Norman e lanciato nel 1984, includeva un servizio "takeaway" che trasmetteva programmi Basicode in orario notturno su VHF. Contenuto dell’articolo Differenziazione Tecnica e Culturale Diversamente dagli approcci basati su Basicode, che privilegiavano la portabilità a livello di linguaggio interpretato, Radiosoftware trasmetteva file eseguibili specifici per piattaforma, spesso in codice macchina, codificati come toni audio analoghi ai segnali di caricamento da cassetta. Questa scelta rifletteva priorità differenti: massimizzare le prestazioni e le capacità specifiche di ciascuna architettura piuttosto che garantire compatibilità universale attraverso un linguaggio standardizzato. L'introduzione successiva dell'interfaccia a 4800 bit/s con connessione RS-232 rappresentò un'ulteriore differenziazione, bypassando completamente la registrazione su cassetta. Queste specificità tecniche testimoniano un percorso di sviluppo autonomo, orientato alle caratteristiche del mercato e dell'ecosistema informatico italiano. Contenuto dell’articolo Transizione verso il Telesoftware Tra il 1988 e il 1989, Radiosoftware fu progressivamente affiancato e superato dal telesoftware trasmesso attraverso Televideo, il sistema teletext di RAI. Definito tecnicamente dal Centro Ricerche RAI in collaborazione con Olivetti, il sistema divenne operativo nel 1989 dopo esperimenti scolastici coordinati con il Ministero della Pubblica Istruzione e Seleco nel 1988. Il telesoftware rappresentava un'evoluzione naturale che spostava la distribuzione dalla radio alla televisione, offrendo vantaggi in termini di capacità di banda e infrastruttura di ricezione già diffusa. Questa transizione rifletteva tendenze più ampie nella convergenza mediale e nell'evoluzione delle tecnologie di broadcasting digitale. Contenuto dell’articolo Obsolescenza e Ascesa di Internet L'emergere di Internet negli anni Novanta rese obsoleti sia i metodi di distribuzione software basati su radio che quelli basati su teletext. Le reti digitali bidirezionali offrivano velocità, scalabilità e interattività incomparabili, trasformando radicalmente i paradigmi di accesso e distribuzione del software. Tuttavia, l'eredità concettuale di Radiosoftware persiste: l'idea di distribuzione massiva di contenuti digitali eseguibili attraverso canali di broadcasting anticipò logiche che riemergono nelle moderne distribuzioni over-the-air di firmware e aggiornamenti software per dispositivi mobili e IoT. Contenuto dell’articolo L'Ecosistema della Divulgazione Informatica Radiofonica Italiana 📻 TIMELINE COMPLETA Dalla nascita della divulgazione informatica in radio all'ecosistema digitale contemporaneo 🟦 1983 — L'ORIGINE Radiosoftware – Radio Popolare (1983) Il primo programma italiano interamente dedicato all'informatica, ai linguaggi di programmazione e ai personal computer. Capostipite assoluto della tradizione italiana di divulgazione tecnologica radiofonica. 🟦 ANNI '80 — I PRIMI EREDI 1984–1989 — Bit, Byte & Musica – Radio Popolare Tecnologia, elettronica, prime reti, cultura hacker. Prosegue lo spirito pionieristico di Radiosoftware, esplorando le dimensioni controculturali e comunitarie dell'informatica nascente. 11987–1990 — Decoder / Cyberpunk – Radio Popolare Prime discussioni sistematiche su BBS, crittografia, telematica alternativa, anticipando tematiche che diventeranno centrali nell'era Internet. 🟩 ANNI '90 — L'ERA INTERNET 1993 — Golem – Radio3 Riflessione critica su media e tecnologie digitali, inserendo la trasformazione tecnologica in un quadro culturale e filosofico più ampio. 1994 — Eta Beta – Radio1 Innovazione, società dell'informazione, trasformazione digitale. Divulgazione tecnologica per un pubblico generalista in fase di prima alfabetizzazione digitale. 1995 — Internetworkcity – Radio Deejay Condotto da Claudio Cecchetto e Marco Camisani Calzolari, rappresenta il primo programma pop-commerciale dedicato a Internet, introducendo email, siti web, chat e cultura cyber al grande pubblico con linguaggio accessibile e approccio divulgativo massificato. 1996–1999 — Mediamente (versione radiofonica) – RAI Divulgazione su Internet, reti, cultura digitale, con particolare attenzione alle implicazioni sociali e cognitive delle tecnologie emergenti. 1997–2000 — Cybernet / Tecnologie e Libertà – Radio Sherwood Software libero, diritti digitali, reti civiche. Prosecuzione della tradizione critica e comunitaria inaugurata da Radio Popolare, con focus su dimensioni politiche e libertarie della tecnologia. Questa timeline evidenzia come Radiosoftware non rappresenti un fenomeno isolato, ma il punto di origine di una tradizione continuativa che ha attraversato oltre quattro decenni. Dai linguaggi di programmazione e dalla trasmissione di software via etere degli anni Ottanta, attraverso le esplorazioni delle BBS e della telematica alternativa, fino all'alfabetizzazione di massa su Internet negli anni Novanta e alle riflessioni critiche su software libero e diritti digitali, si delinea un filo conduttore che testimonia il ruolo del mezzo radiofonico come spazio privilegiato per la mediazione culturale delle tecnologie emergenti. Contenuto dell’articolo Riconoscimento Contemporaneo e Preservazione Archivistica In anni recenti, Radiosoftware ha acquisito rinnovata attenzione come iniziativa pioneristica nella storia dell'informatica italiana. Nel 2024, contributi di studiosi come Andrea Fortuna hanno descritto il programma come capitolo affascinante nella diffusione del personal computing in Italia, sottolineando il suo approccio innovativo alla distribuzione di software eseguibile nell'era pre-Internet. La RAI ha preservato selezioni dalla fase iniziale del programma attraverso piattaforme digitali come RaiPlay Sound, dove una playlist dedicata nella serie "Via Asiago 10" include diversi episodi pilota del 1984, originariamente trasmessi su Rai Radio 3. Sforzi di preservazione da parte di appassionati hanno ulteriormente contribuito a mantenere accessibili porzioni dell'eredità del programma, con registrazioni audio parziali e interviste agli ascoltatori disponibili su siti dedicati. Radiosoftware costituisce un caso di studio significativo per molteplici prospettive disciplinari. Dal punto di vista della storia dei media, rappresenta un'innovazione nell'utilizzo del mezzo radiofonico, estendendo le sue funzionalità oltre la trasmissione di contenuti audio verso la distribuzione di codice eseguibile. Nella storia dell'informatica, testimonia strategie di democratizzazione dell'accesso al software in contesti caratterizzati da scarsità di risorse e infrastrutture. Dal punto di vista pedagogico, anticipa modelli di apprendimento distribuito e comunitario che riemergono nelle moderne piattaforme educative online. La dimensione partecipativa incarnata dalla sezione ORSA prefigura dinamiche collaborative che caratterizzeranno le culture open source. La sua posizione come capostipite di un ecosistema mediale continuativo dedicato alla divulgazione tecnologica—da Radio Popolare attraverso le emittenti pubbliche nazionali fino alle esperienze degli anni Novanta—sottolinea il ruolo del broadcasting radiofonico come infrastruttura culturale essenziale nei processi di alfabetizzazione digitale nazionale. In un'epoca in cui la distribuzione over-the-air di aggiornamenti software è divenuta pratica ordinaria per miliardi di dispositivi connessi, Radiosoftware emerge non come curiosità antiquaria, ma come antecedente concettuale che illumina genealogie tecnologiche spesso trascurate. La sua riscoperta e preservazione archivistica costituiscono operazioni essenziali per una comprensione completa delle radici della cultura digitale italiana.

"RadioText-RadioSoftware (1983–1989)": Il Primo Programma Radiofonico (dimenticato) della Divulgazione Informatica in Italia
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Gisèle Pelicot, awarded in Venice with the Dvf Leadership Award, emphasizes that violence against women will persist as long as society does not recognize and listen to their experiences and voices. (translated)

Gisèle Pelicot a Venezia: “La violenza non smetterà finché non crederete alle donne”

Alessandro Di Battista ha vestito e veste molti panni: attivista, giornalista, scrittore e molto altro. Ma è soprattutto una persona straordinaria, che fa parte delle nostre vite e con cui abbiamo condiviso esperienze per noi assai significative. Passioni e idee forti, cui si accompagnano qualità umane oggi rare. Ci angoscia sapere cosa Alessandro stia passando in questi momenti e non possiamo fare altro che stringerci a lui, con sentimenti ancora più profondi di amicizia, vicinanza e gratitudine, nella speranza che possa uscirne il prima possibile. Ti aspettiamo, Ale. Non mollare! #AlessandroDiBattista #amicizia #solidarietà

Nothing to Envy by Barbara Demick is a documentary essay that explores life in North Korea, analyzing the experiences of individuals who, amidst planned escapes and fear of betrayal, face the difficult dynamics of submission and resistance within an authoritarian regime. (translated)

Nulla da invidiare, un saggio sulla vita in Corea del Nord tra fughe pianificate e paura di delazione
ANSA.it 2w

Giorgia Meloni responds to Stefano Bonaccini, accusing him of not respecting right-wing voters, arguing instead that they vote for values and lived experiences rather than for the level of education. (translated)

Meloni a Bonaccini: 'Sebbene sconfitta la sinistra non ha rispetto per chi vota a destra'
Il Post 2w

Paolo Budinich, a theoretical physicist and founder of research centers, lived an adventurous life that included experiences of war and shipwrecks, leaving a significant mark on the scientific community of Trieste, a city symbolizing dialogue between East and West during the Cold War. (translated)

«Ma voi lo sapete chi è Paolo Budinich?»

The housing crisis is now a European emergency and, as such, cannot be solved only with local tools. Today at @MeetingRimini I presented the work of the special commission for housing: data and experiences that can provide a model for the whole EU. #socdem (translated)

Liliana Cavani, a director and screenwriter, recalls the traumatic memory of her childhood between fascism and Resistance, describing scenes of violence and death, and reflecting on her film career and her approach to power and desire, marked by personal and family experiences. (translated)

“Il mio primo ricordo? Una piazza di 16 cadaveri ammonticchiati, sangue rappreso ovunque. A un prigioniero tedesco volevano tagliare la pancia e mettere le budella intorno al collo”: così Liliana Cavani
Il Post 3w

In her article, Marta Occhipinti reflects on how her life has changed after a diagnosis of Hodgkin lymphoma, describing the healing process and her attempt to reclaim her body and experiences, highlighting the urgency of living fully, which manifests in her falling in love and building a shared life. (translated)

Poi un giorno ho ricominciato a fare le cose

The death of Hayden Panettiere at 36 remains shrouded in mystery, with unclear circumstances regarding her final hours spent with boyfriend Brian Hickerson and no official news on the causes of death, in a context marked by personal struggles with addiction and dramatic family experiences. (translated)

Hayden Panettiere, come è morta? Le ultime ore con il fidanzato, il mistero sulle cause e una vita segnata da dipendenze e drammi

Djed Spence saluta il Tottenham: “Un capitolo speciale giunge al termine, È stato un viaggio incredibile, pieno di ricordi, momenti ed esperienze che porterò con me per sempre (….) È tempo di un nuovo capitolo ora, ma gli Spurs avranno sempre un posto nel mio cuore” 🔜 ⚫️🔵 https://t.co/uZLfzcBYa2 #Tottenham #DjedSpence #Calcio

Spence saluta il Tottenham: “Un capitolo speciale giunge al termine. È stato un viaggio incredibile, con tantissimi ricordi, momenti ed esperienze che porterò con me per sempre, soprattutto quella notte a Bilbao 🏆. Grazie a tutti i membri dello staff che mi hanno aiutato lungo il percorso, ai giocatori che sono diventati una famiglia e, soprattutto, grazie ai tifosi. Ora è tempo di un nuovo capitolo, ma gli Spurs avranno sempre un posto nel mio cuore. 🤍 COYS!!» #Tottenham #Spurs #Calcio

ANSA.it 4w

After Ferragosto, more and more Italians choose to travel in less crowded and expensive periods, discovering destinations that offer extraordinary experiences such as the Scottish Highlands, the Portuguese Alentejo, Dutch Zeeland, Mont-Saint-Michel in France, and Namaqualand in South Africa, highlighting a trend towards de-seasonalization in search of a mild climate and enchanting landscapes. (translated)

Vacanze, 6 mete dove il vero spettacolo comincia proprio dopo Ferragosto
ANSA.it 4w

Angelina Jolie presents her film Couture, described as her most cathartic and personal work, which tells the intertwined lives of three women during Paris Fashion Week, exploring themes of fragility, compromise, and the process of self-discovery through personal experiences related to health and beauty, in a context where fashion becomes a metaphor for the inner wounds to be stitched up. (translated)

Angelina Jolie, 'Couture' il mio film più catartico e personale
ANSA.it 4w

Childhood stress experiences leave permanent marks on the brain, as nerve cells retain a molecular memory of traumas through labels on DNA, making individuals more vulnerable to mood disorders in adulthood, but a study from Princeton University offers new insights for the development of future targeted therapies. (translated)

Lo stress vissuto nell'infanzia lascia cicatrici nel cervello