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#Famiglia
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Il dibattito sulla tragica vicenda di Beatrice, una bambina morta a soli due anni in un contesto familiare inquietante, ha messo in luce l'urgente responsabilità collettiva della comunità italiana e la necessità di un intervento concreto per proteggere i minori dalle violenze e dall'abbandono, evidenziando allo stesso tempo la solitudine insopportabile in cui si sono trovate lei e le sue sorelle. #Beatrice #famiglianelbosco #educazione

Se l’Italia s’infervora per i bimbi del bosco mentre Beatrice si è trovata sola

Buon pomeriggio a tutti. La visita di controllo di mia figlia è andata bene. A metà Luglio dovrà fare cinque radio (solo cinque) e quasi certamente sono scongiurate le chemio. Potrà andare al mare solo prima delle radio. Ci è andata alla grande, ora possiamo rivivere! 💙 #BuonPomeriggio #Salute #Famiglia

#Beatrice 🙏🏻🌹 #Famigliadelbosco #Famiglianelbosco #Italia Si sono accaniti contro una famiglia meravigliosa che aveva scelto di crescere i propri figli in mezzo alla natura e agli animali. Sì, forse non c’erano tutte le comodità che oggi vengono considerate indispensabili, forse non c’erano gli standard che qualcuno pretende di trovare in ogni casa, ma c’era qualcosa che vale infinitamente di più: l’amore. C’era una mamma che viveva per i suoi bambini. C’era un papà presente, affettuoso, innamorato della sua famiglia. C’erano sorrisi, abbracci, giochi, giornate trascorse insieme. C’era quel legame profondo che nessun tribunale, nessuna relazione e nessuna sentenza potranno mai misurare davvero. Eppure quei bambini sono stati portati via. Strappati dalle braccia di chi li amava più della propria vita. Strappati da quella che per loro era casa. E ancora oggi una mamma e un papà aspettano di poterli riabbracciare, con il cuore distrutto, vivendo ogni giorno una sofferenza che nessun genitore dovrebbe mai conoscere. Trattati come criminali. Giudicati. Condannati. Mentre il loro unico “reato” era quello di aver scelto una vita diversa, lontana dagli schemi imposti da una società che troppo spesso confonde il benessere con il lusso e dimentica che un bambino ha bisogno soprattutto di amore. Poi c’è la storia della piccola Beatrice. E qui le parole si fermano. Perché davanti a una bambina di appena due anni massacrata dalle violenze, dalle torture e dalle crudeltà subite, non esistono parole sufficienti. Esistono solo le lacrime. Esiste solo il dolore. Esiste solo una rabbia immensa. Dove erano tutti? Dove erano quelli che dovevano controllare? Dove erano quelli che dovevano proteggere? Dove erano quelli che avrebbero dovuto vedere quello che stava accadendo? Perché mentre qualcuno si accaniva contro una famiglia piena d’amore, una bambina viveva l’inferno ogni singolo giorno. Una bambina che forse piangeva chiedendo aiuto. Una bambina che forse cercava un abbraccio. Una bambina che avrebbe avuto bisogno di una mano tesa, di qualcuno che la prendesse in braccio e la portasse via da quell’orrore. Invece nessuno è arrivato. Nessuno l’ha salvata. E oggi quella piccola voce si è spenta per sempre. 😭💔 Pensare agli ultimi momenti della sua vita spezza il cuore. Pensare alla paura che può aver provato. Pensare al dolore che può aver sopportato. Pensare che a soli due anni abbia conosciuto più crudeltà di quanta molti adulti vedano in un’intera esistenza. E allora è impossibile non indignarsi. È impossibile non chiedersi come sia possibile che si intervenga dove ci sono amore, affetto e genitori presenti, mentre troppo spesso si fallisce proprio dove i bambini rischiano la vita. Questa non è giustizia. Questo non è proteggere l’infanzia. Questo è il mondo al contrario. Un mondo dove una mamma e un papà amorevoli vengono separati dai loro figli, mentre una bambina innocente viene lasciata sola nel suo inferno fino all’ultimo respiro. Per la piccola Beatrice oggi piangono migliaia di persone che non l’hanno mai conosciuta. Piangono perché nessun bambino dovrebbe morire così. Piangono perché nessun bambino dovrebbe soffrire così. Piangono perché ogni volta che una creatura innocente perde la vita in questo modo, perdiamo tutti un pezzo della nostra umanità. E mentre qualcuno aspetta ancora di riabbracciare i propri figli, una famiglia non potrà più abbracciare la sua bambina. Mai più. Ed è questo il pensiero che fa più male di tutti. 😭🕯️💔 Dove serviva intervenire, nessuno ha visto. Dove non serviva distruggere una famiglia, si sono accaniti. E a pagare il prezzo più alto, come sempre, sono stati i bambini. 😭💔🕯️🙏🏻 - Resilienza #Amore #Infanzia #Giustizia

Ieri sera alle 11 mi chiama mia figlia: "Papi, vieni a dormire da me che ho bisogno di coccole". Prendi la macchina e vai in centro... Abbiamo guardato un programma trash di quelli che ti fanno perdere neuroni, c'era il musazzi però... poi ci siamo addormentati. O meglio, lei si è addormentata. Io ho passato parte della notte sotto attacco dei suoi due gatti, che evidentemente avevano deciso che il letto era territorio loro. A un certo punto li ho sfrattati in un'altra stanza e sono riuscito a dormire anch'io. Stamattina colazione insieme al bar, due chiacchiere, poi sono tornato a casa. Mia moglie mi ha guardato e mi ha detto: "Sei proprio un bravo papà". Oggi sono felice. #papà #famiglia #serenità

Questa non è la storia di una laurea. È la storia di una bombola del gas. O forse di migliaia di bombole del gas. Per ventisei anni un padre le ha caricate sulle spalle una dopo l’altra. D’inverno con le mani gelate. D’estate sotto il sole che bruciava l’asfalto. Nei giorni buoni. E soprattutto in quelli cattivi. Non per diventare ricco. Non per inseguire la fama. Non per costruire un impero. Ma per regalare a suo figlio qualcosa che lui non aveva mai avuto: una possibilità. Mentre altri dormivano, lui lavorava. Mentre altri progettavano vacanze, lui contava le spese. Mentre il tempo gli piegava la schiena, continuava ad andare avanti. Bombola dopo bombola. Giorno dopo giorno. Anno dopo anno. Ventisei anni. Una vita intera. Il giorno della laurea Lorenzo Monfardini avrebbe potuto salire sul palco come tutti gli altri. Con la toga. Con il sorriso. Con le fotografie di rito. Invece ha scelto di portare con sé una bombola del gas. Pesante. Ingombrante. Scomoda. Proprio come i sacrifici che suo padre aveva trasportato per tutta la vita. In quell’istante quella bombola non era più ferro. Era ogni alba passata a lavorare. Ogni bolletta pagata con fatica. Ogni rinuncia fatta in silenzio. Ogni sogno accantonato per permettere a un figlio di inseguire il proprio. Mentre tutti vedevano un ragazzo laureato, lui stava raccontando una verità che spesso dimentichiamo: Nessuno arriva da solo. Perché dietro ogni traguardo c’è quasi sempre qualcuno che ha camminato nell’ombra. Qualcuno che non salirà mai sul palco. Che non riceverà applausi. Che non avrà una medaglia. Ma senza il quale quel traguardo non esisterebbe. E forse la parte più commovente di questa storia è che quel padre non ha mai chiesto nulla in cambio. Non una statua. Non un premio. Non un grazie davanti a tutti. Gli sarebbe bastato vedere suo figlio felice. E allora immaginate quell’uomo, in fondo alla sala. Le mani consumate dal lavoro. La schiena curva. Gli occhi lucidi. Mentre guarda suo figlio stringere quella laurea. Per tutti era un pezzo di carta. Per lui era la prova che ogni sacrificio aveva avuto un senso. Che tutte quelle bombole portate sulle spalle non erano soltanto peso. Erano diventate futuro. E forse, in quel preciso istante, per la prima volta dopo ventisei anni… quella bombola è diventata leggera. Perché il peso che aveva portato addosso per una vita intera era finalmente arrivato a destinazione. ❤️ #Sacrificio #Famiglia #StoriaDiVita

“capito che cazzo hai combinato? hai vinto il mugello” la mia famiglia 😭❤️‍🩹 https://t.co/eFa6w1uWAO #Mugello #Famiglia #Vittoria

Catherine Louise Birmingham, la madre della famiglia nel bosco, ha difeso la sua famiglia durante un'intervista a Domenica In, affermando che sono state dette molte bugie su di loro e che non hanno fatto nulla di male, sottolineando di essere lì per liberare i loro figli. #FamigliaNelBosco #CatherineBirmingham #DomenicaIn

Famiglia nel bosco, la mamma: «Tante bugie su di noi, non abbiamo fatto nulla di male. Sono qui per liberare i nostri figli»

Gabriele Cirilli ha condiviso la sua esperienza con la depressione, evidenziando come il supporto della moglie Maria e la paternità lo abbiano aiutato a superare un periodo difficile, durante il quale è rimasto isolato mentre lei lavorava per mantenerlo. #depressione #salutementale #famiglia

“Ho sofferto di depressione, passavo i giorni sul divano mentre mia moglie andava a lavoro. Era lei a mantenermi, poi un giorno si è licenziata”: la confessione di Gabriele Cirilli

(TR) Immediately remove parental rights from a "parent" who is unable to raise children. Instead of persecuting the family in the woods!

La moglie di Zanetti e le congratulazioni a Nico Paz (amico di famiglia) per la convocazione al Mondiale, con annesso messaggio per altri... https://t.co/WNzukdWyzl #Mondiale #Congratulazioni #Famiglia

Jannik ti voglio bene, sei mio figlio, ora incazzati un po' piangi pure, vai in vacanza a staccare, noi ci rivediamo per vincere di nuovo Wimbledon #Wimbledon #Famiglia #Vacanze

Il figlio di Alba Parietti a 50 anni scrive ai calciatori su instagram per convincerli ad andare alla juve. Provo una tenerezza indescrivibile. #Juventus #calcio #famiglia

Oggi Marco ha riaperto gli occhi e ha riconosciuto mamma e papá. Notizia più bella non poteva esserci. Ora la veritá. #gioia #famiglia #speranza

Stavo pensando di affidare mia suocera a jhon elkann. Se fa come con fiat, ferrari e juve, dovrei essere a posto. #vitadapare #famiglia #automobili

Giulia 1w

Mio padre è andato a fare la visita per l'invalidità. È uscito tristissimo dicendo "è andata male, malissimo. Tutto quello che mi ha chiesto l'ho fatto bene" La tenerezza che mi fa quest'uomo #invalidità #famiglia #emozioni

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A Napoli, un padre ha accoltellato il figlio di 12 anni e ferito la moglie e un'infermiera del 118, prima di tentare il suicidio, e ora entrambi sono ricoverati in gravi condizioni. #Napoli #violenza #famiglia

Napoli, padre accoltella il figlio 12enne e poi tenta il suicidio

Carmen El Koudri, la sorella di Salim, colpevole di aver investito sette persone a Modena, esprime il suo profondo dolore in un audio per le vittime e le loro famiglie, rivelando la sorpresa e la confusione della famiglia riguardo al comportamento inaspettato del fratello. #Modena #ElKoudri #famiglia

Salim El Koudri, l'audio della sorella in lacrime: «Non so se riusciremo a guardarlo negli occhi, ma non possiamo smettere di volergli bene»
Il Post 3w

La donna di 49 anni e i suoi due figli, scomparsi da Piacenza il 20 aprile, sono stati ritrovati in buone condizioni, ma la procura ha deciso di non rivelare la loro posizione per proteggere la loro privacy, dato che la madre ha espresso timori riguardo alla possibilità di essere localizzata. #Piacenza #scomparsa #famiglia

Sono stati ritrovati la donna e i figli scomparsi da Piacenza il 20 aprile