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#Generazioni

Guys awake, very likely capable, but so imbued with propaganda that instead of questioning where the money comes from, who creates money, what money is, who issues it, they build a portal to understand "Where our money goes." And so, perhaps without realizing it, they play the game of those who convinced them that money is a finite quantity, that the state is financed with "our money," and that the problem is therefore to monitor how it is spent. They will receive awards, be invited to caviar events, and be celebrated as examples of civic engagement. Every recognition will strengthen their conviction that they are right, that they have understood everything. And they will become even more upset with those who "waste," with those who incur "debt on the shoulders of future generations." Convinced of questioning the system, they will end up monitoring it in its name. "This country is irredeemable," someone I greatly respect told me. And, unfortunately, he was right. Best wishes to everyone. (translated)

The peaceful Russia in 2027 will further increase military spending while cutting school, pensions, and healthcare. While we are abundant with pseudo-intellectual politicians and "openly biased" journalists shouting against war-mongering Europe, solely responsible for the war that, according to them, Russia has suffered rather than declared, Moscow shows its willingness to dialogue by increasing military spending by an additional 27% year on year. This is reported by Reuters, which has seen a draft of the budget that will be presented to the Duma in the coming days. Defense spending is expected to rise to 17.1 trillion rubles (202 billion dollars) compared to the 13.5 trillion planned for 2026, an impressive figure in itself but even more chilling when considering the gap between projected and actual investments. This year, despite forecasts, the final defense budget could come close to 18 trillion, and the count may even be partial, as some expenses are classified and others are included in other chapters. In contrast, funding for social policies, which includes items such as pensions, payments to war veterans, and maternity allowances, will decrease by 7% in 2027. Education funding will decrease by 6% and healthcare by 6.8%, compared to the initial plan. Spending allocated to the "national economy" section, which includes road construction and other infrastructure projects as well as subsidies for agriculture and other sectors, will be reduced by 7.4%. Significant increases in taxes and public utility rates are also expected. The drastic worsening of the financial situation in recent years has forced the Kremlin to drain its financial reserves, increase the deficit, and raise public debt, which in 2027 will continue to grow to 21.7% of GDP - according to Moscow's optimistic forecasts - surpassing the 20% threshold considered "safe" for economic and financial stability. Debt poses a systemic danger given the crazy interest rates the Russian central bank has had to impose to curb runaway inflation. Indeed, 9.4% of the 2027 budget will be spent on debt service, rising to 10.6% by 2029. When someone tells us that peace is not being made because "Europe has not yet appointed its representative for negotiations" or that "Zelensky has banned talks by decree," instead of saying that Russia has so far rejected all ceasefire and truce proposals, that it spends on weapons, in purchasing power terms, as much as our entire continent, and that it already teaches young generations to hate us and how to fight us, we know they are mainly trying to hide from us that to the east there are those who see us and treat us as an enemy and have dedicated their entire economy to our destruction instead of the well-being of their people. (translated)

poi andrà fatta una seria indagine sulle ragazze delle nuove generazioni i social le intossicano facendole imitare abbigliamento e medicina estetica di donne con 20 anni di più finisce che appunto vedi ragazzine di 20 anni che sembrano 40enni, tutte omologate, fanno tenerezza #giovani #socialmedia #beauty

Elena Pero non c’è più: a 60 anni si è spenta la voce del tennis italiano, quella che per più di trentacinque anni da Tele+ nel 1991, quando la assunse Rino Tommasi, fino a Sky Sport ha raccontato slam, Coppa Davis e l’era Sinner con precisione, calore e senza un aggettivo di troppo. Non ha saltato una telecronaca, nemmeno durante la malattia; l’ultima volta l’abbiamo ascoltata a Wimbledon 2026, mentre celebrava la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner come aveva fatto per la prima, il 13 luglio 2025, in coppia con Paolo Bertolucci, il “doppio” televisivo durato oltre vent’anni. Ha attraversato generazioni di campioni senza mettersi mai davanti a loro, ha ereditato Tommasi e Clerici senza imitarli, ha pianto con noi quel giorno sull’erba di Londra. Il pensiero va alla figlia Martina e a Sergio, il produttore sempre al suo fianco anche sul campo. La sua voce resta: come il suono della palla di Federer, come una volée di Navratilova. Riposa in pace, Elena.❤️ #Tennis #RIP #Elena

Elena Pero non c’è più. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre. Aveva 60 anni. Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, come aveva fatto per la storica prima volta – il 13 luglio 2025 - in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera. In questi giorni disperati, l’unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava. Naturalmente la migliore. Senza crederlo di sé, e senza avere mai fatto pesare a nessuno di esserlo. Elena ha illustrato questa testata, Sky Sport, per più di trentacinque anni, da quando si chiamava Telepiù, dove è entrata fin dalla sua fondazione, come giornalista praticante nel 1991, assunta da Rino Tommasi, il suo grande maestro, del quale ha raccolto – unica a poterlo fare – l’eredità più pesante. La sua voce è, e sempre sarà, un codice di pura bellezza. Come il suono della palla colpita da Roger Federer, come una volée di Martina Navratilova. Sarebbe necessaria l’essenzialità del suo racconto - così ricco, preciso, caldo e intenso, ma senza concedere nulla alla retorica, all’eccesso, e senza sprecare un aggettivo - per elencare tutti i successi, tutte le qualità di questa straordinaria professionista. Di questa donna giornalista, così lontana dal modello svenduto oggi soprattutto sui social, e per questo così attuale e così esemplare, ci auguriamo, per le prossime generazioni di ragazzi e soprattutto di ragazze. Tanto, tantissimo, ha dato al suo lavoro e tanto, tantissimo ha ricevuto. Tutto ha dato alla sua famiglia e tutto ha ricevuto, alla figlia Martina, al suo (e nostro) Sergio, grande produttore recentemente premiato dal Club a Wimbledon per la sua rimarcabile carriera, sempre al fianco di Elena anche sul campo. Oggi non possiamo che rivolgere il nostro pensiero a loro. Elena ha amato lo sport e i suoi valori, e ha adorato e onorato il tennis, ricambiata dagli appassionati, quelli che lo sono da sempre e quelli che lo sono diventati grazie a Sinner e compagni. Ha attraversato con le sue cronache generazioni di campioni e campionesse, accompagnando le loro imprese senza mettersi mai davanti a loro. Ha imposto il suo stile e la sua preparazione enciclopedica, senza abusarne, non ha mai barattato il rispetto con il tifo, ha sorvolato sulla cattiveria con la leggerezza delle sue parole, sempre quelle giuste. Ha pianto quel giorno per Jannik a Wimbledon, e noi con lei. Appartiene al pantheon dove stanno, ne citiamo alcuni, Nicolò Carosio, Nando Martellini, Paolo Rosi, Alfredo Pigna, Adriano De Zan, coloro che hanno raccontato a milioni di italiani le imprese leggendarie del nostro sport, come quelle di Sinner e di quest’epoca d’oro del tennis italiano. Se n’è andata, come Rino Tommasi e Gianni Clerici. Non smetteremo di ascoltarti. E non smetteremo di ricordarti, cara Elena. Anche se noi di Sky Sport non saremo più gli stessi, ti promettiamo che faremo di tutto per essere degni di quello che ci hai lasciato, del tuo esempio. E di te. Anima pura, persona perbene, specchiata giornalista, meravigliosa collega. Grande, indimenticabile voce di Federico Ferri, direttore di Sky Sport #Elena #Tennis #SkySport

Modena, dopo la scuola che si fa? Tutti insieme si assalta un supermercato. E, in un attimo, tutta la retorica della sinistra sulla scuola che integra stranieri e seconde generazioni va in frantumi. https://t.co/k3cGEyCZhq #Modena #Scuola #Immigrazione

Lula 1w

“Intere generazioni di palestinesi porteranno con sé il dolore e il trauma causati dal genocidio di donne e bambini perpetrato dal governo Netanyahu” #Palestina #FrancescaAlbanese #Lula

Onu, il presidente brasiliano Lula difende Francesca Albanese: “Non deve essere messa a tacere per aver detto la verità”
www.ilfattoquotidiano.it

Donatella Versace ha annunciato il lancio di un nuovo brand in collaborazione con Revolve, mirato a coinvolgere le nuove generazioni attraverso un modello innovativo che unisce bellezza, moda, musica e community digitale. #DonatellaVersace #Moda #Beauty

Donatella Versace lancia un nuovo brand con Revolve: “Voglio parlare alle nuove generazioni attraverso la bellezza e la moda, in un modo completamente nuovo”

Una leggenda che ha ispirato generazioni ed è entrata nella storia dell’Inter. L’eredità di Sandro Mazzola vivrà per sempre 🖤💙 https://t.co/N02iergySr #Inter #Mazzola #Leggenda

Con la scomparsa di Sandro Mazzola, perdiamo un grande campione e una delle figure più amate nella storia del calcio italiano. Leggenda dell’Inter e degli Azzurri campioni d’Europa nel 1968, ha fatto gioire e appassionare generazioni di italiani, lasciando un segno indelebile https://t.co/4MnZCFbOS1 #SandroMazzola #Calcio #Inter #IT #EU

ANSA.it 2w

Otto giovani su dieci partecipano attivamente alla vita pubblica, ma le istituzioni non riescono a riconoscere e valorizzare le loro opinioni, con un significativo gap di fiducia che evidenzia la necessità di un maggiore coinvolgimento delle nuove generazioni nei processi decisionali. #GiovaniInPolitica #RappresentanzaGiovanile #DemocraziaAttiva

8 giovani su 10 si impegnano nella vita pubblica ma le istituzioni non li ascoltano

Quel lungo abbraccio interrotto a Superga e finalmente ritrovato. Oggi, mentre il calcio saluta Sandro Mazzola, il pensiero torna inevitabilmente al 4 maggio 1949. Alla collina di Superga, al Grande Torino e a un bambino di appena sei anni rimasto senza suo padre, con un cognome enorme da portare sulle spalle. Quel bambino è diventato leggenda. Sandro prese quel cognome — Mazzola — e gli costruì accanto una storia tutta sua. L’Inter, la Nazionale, i gol, le vittorie, l’eleganza e l’intelligenza di uno dei grandi interpreti del calcio italiano. Non visse semplicemente all’ombra di Valentino. Diventò Sandro Mazzola. Eppure quel filo invisibile con suo padre non si spezzò mai. Dietro ogni fotografia, ogni racconto, ogni pagina dedicata ai Mazzola rimaneva quella storia incompiuta: un padre scomparso troppo presto e un figlio diventato uomo custodendone il ricordo. Oggi Sandro ha posato il pallone. E allora vogliamo immaginarli così: Valentino e Sandro, finalmente uno accanto all’altro. Non più separati da Superga, dagli anni o dal destino. Due capitani. Due generazioni. Due leggende del nostro calcio. E, finalmente, di nuovo padre e figlio. Buon viaggio, Sandrino. Salutaci il Capitano. #Calcio #Superga #Mazzola

C’è chi entra nella storia. E poi c’è chi diventa la storia stessa dell’Inter. Da ragazzo nerazzurro a simbolo eterno, Sandro Mazzola ha attraversato generazioni, vincendo, emozionando e tramandando l’amore per questi colori. Brillava in campo, brilla anche ora, la stella del baffo. Che, come spesso ha raccontato, aveva un solo, ultimo, desiderio: “Essere ricordato come un bravo uomo, che se la gioca sempre, anche quando sembra impossibile” Il cordoglio di FC Internazionale Milano: https://t.co/n4c4gO8DYg #Inter #SandroMazzola #Calcio

La Segretaria dei Giovani Democratici Virginia Libero è nata nel 1998, l’anno in cui nelle sale italiane usciva “Aprile”. In quel film Nanni Moretti, guardando in tv un dibattito con Berlusconi, urlava contro la tv chiedendo a D’Alema di dire “qualcosa di sinistra”. Sono certo che la capitana dei giocatori della primavera del PD, alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, abbia pensato di dire qualcosa di sinistra nel momento in cui ha trasformato il trito e ritrito manifesto pacifista in un elogio della diserzione. E invece così facendo ha in realtà contribuito a dimostrare l’assunto per cui la pace e il pacifismo sono diventati strumenti che un pezzo della sinistra non riesce più a maneggiare senza provare imbarazzo, intrappolata com’è tra chi li brandisce ormai come fossero categorie dello spirito e chi pretende invece che vengano coniugati come un rifiuto delle sole guerre di aggressione. Di certo, chi confidava che dal laboratorio della futura classe dirigente Dem emergesse un pensiero articolato e nuovo, si è trovato davanti ad una semplificazione buona per un discorso da aspirante miss, che taglia argomenti complessi in linee rette, che non distingue le armi impugnate per opprimere i popoli da quelle utilizzate per resistere e difendere la propria famiglia o la propria nazione. Ho colto nel discorso della giovane Virginia soprattutto la scarsa consapevolezza del privilegio di appartenere ad una generazione che la guerra non l’ha mai vissuta sulla propria pelle in un paese che dalla guerra è uscito grazie proprio a chi ha combattuto anziché disertare. Il diritto di non impugnare un’arma lo deve a chi ottant’anni fa è morto perché non ha avuto la sua stessa possibilità di scegliere ed anche a chi, ad una manciata di chilometri da noi, alla sua stessa età, è, suo malgrado, immerso nella polvere e nel fango delle trincee, non solo per permettere alla propria nazione di continuare ad esistere, ma anche perché in Europa si possa ancora credere che democrazia e libertà crescano spontaneamente sugli alberi e persino che la diserzione sia un valore, anziché un gesto di arroganza ammantato di etica. L’Italia non può costruire un futuro di diritti e di libertà sulla presunzione di generazioni che non guardano indietro e non si guardano attorno. Cara Virginia, vieni anche tu in Ucraina e potrai fare entrambe le cose: abbracciare quelli che potrebbero essere tuoi fratelli che lottano per ciò per cui hanno combattuto i tuoi nonni, per dare un giorno anche ai loro figli e nipoti la possibilità, sbagliando, di rivendicare il tuo stesso diritto di disertare. #Politica #Sinistra #Pacifismo

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Il saggio di Gianrico Carofiglio avverte contro il pericolo di cedere il nostro potere alle macchine e sottolinea l'importanza di mantenere abilità e competenze umane, affinché le future generazioni possano affrontare le sfide legate all'intelligenza artificiale senza diventare dipendenti da essa. #IntelligenzaArtificiale #SovranitàTecnologica #RischiTecnologici

Ai, non regaliamo il nostro potere a una macchina

L'articolo discute i rischi legati all'intelligenza artificiale fuori controllo, evidenziando preoccupazioni riguardo al deficit cognitivo nelle nuove generazioni, all'hackeraggio delle infrastrutture critiche e alla possibilità che agenti autonomi superino i controlli umani. #IntelligenzaArtificiale #RischiTecnologici #ControlloUmana

Intelligenza artificiale fuori controllo, cosa rischiamo davvero? Dal deficit cognitivo a l'hackeraggio di infrastrutture critiche

Volti, imprese e generazioni che hanno lasciato il segno. Dal passato che ci ha resi ciò che siamo, al presente che continua a scrivere la nostra storia, fino al futuro che prende forma ogni giorno. Perché ogni grande capitolo nasce da quello precedente. Questa è Inter Legacy! Seguiteci qui 👉 https://t.co/a0cXirEC2m #InterLegacy #Storia #Imprese

"Alle nuove generazioni di donne dico che per ottenere nuovi diritti serve l'impegno di voler andare avanti. Non è che ti metti lì e aspetti che qualcuno lo faccia per te. Io posso lottare con voi, non per voi" Emma Bonino Grazie #Diritti #Empowerment #Femminismo

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L'articolo racconta la storia di Caleigh Leiken, nata l'11 settembre 2001, il cui compleanno è sempre stato associato al ricordo degli attentati alle Torri Gemelle, e come oggi, a 25 anni di distanza, abbia scelto di diventare ambasciatrice del 9/11 Memorial per educare le nuove generazioni su quella tragedia. #911Memorial #11Settembre #CaleighLeiken

"Io, nata l'11 settembre"
Il Post 3w

L'articolo esplora come le battute e i meme sull'11 settembre, un tempo considerati tabù, siano diventati una forma di comicità ampiamente accettata, soprattutto tra le nuove generazioni cresciute senza memoria diretta degli eventi. #11settembre #meme #comicità

La memificazione dell’11 settembre