L'Europa scelga la competitività, non il protezionismo La proposta europea di introdurre una fee sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-UE nasce dall'esigenza di correggere una distorsione del regime doganale che, attraverso l'esenzione della franchigia sui pacchi sotto i 150 euro, ha favorito l'esplosione dell'e-commerce low cost. Il punto è interrogarsi sul tipo di risposta che l’Europa vuole dare a questo fenomeno. Un conto è correggere una distorsione del regime doganale; un altro è affidarsi a strumenti che, pur formalmente a carico dell’importatore, rischiano poi di trasferirsi almeno in parte sui prezzi finali. La vera sfida non è proteggere le imprese europee dalla concorrenza, ma renderle abbastanza produttive e innovative da competere ad armi pari. Se ogni aumento della pressione competitiva viene affrontato con nuove barriere, il rischio è rallentare gli incentivi a innovare e ridurre i benefici per cittadini e imprese. L'Europa deve puntare su più mercato unico, più produttività, più accordi commerciali e regole uguali per tutti, non su un ritorno al protezionismo. Se vuole guidare il libero scambio con partner come Mercosur e India, non può oscillare tra apertura e chiusura a seconda della provenienza della concorrenza. #Competitività #MercatoUnico #Ecommerce
