Basta aver letto la sentenza della Corte d'Appello, confermata dalla Cassazione, per comprendere quanto una grazia a Roggero sarebbe difficilmente giustificabile. Lo stato emotivo del gioielliere non ha reso legittima la sua difesa. A maggior ragione, quello stesso stato emotivo non può giustificare la grazia. Anche l’assenza di qualsiasi segno di pentimento, confermata dalle parole del gioielliere nelle interviste, pesa inevitabilmente sulla valutazione. La mobilitazione degli esponenti del Governo per un provvedimento di clemenza del Presidente della Repubblica e certi titoli di alcuni giornali amici rendono palese che, più che una richiesta di grazia, si tratta di una vera e propria sfida al Colle. Ed è una china pericolosa. #giustizia #legge #politica












