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#carburanti

Mentre gli italiani si preparano per le vacanze estive, i prezzi dei carburanti continuano a salire, superando i 2 euro al litro, a causa del recente termine dello sconto sulle accise e dell'instabilità dei mercati internazionali legata al conflitto in Medio Oriente. #Carburanti #Benzina #Rincari

Italiani verso le vacanze mentre i carburanti continuano a rincarare: pieno sopra i 2 euro al litro
ANSA.it 2d

Il prezzo del gasolio in Italia ha raggiunto nuovi record, sfiorando 2,7 euro al litro in alcune aree, mentre il Codacons mette in guardia sugli effetti di questi aumenti sui viaggi estivi delle famiglie, chiedendo misure urgenti del governo per ridurre le accise. #carburanti #prezziallapompa #Codacons

Caro-carburanti, il gasolio sfiora 2,7 euro al litro

Tensiunile din Orientul Mijlociu au determinat creșterea prețurilor la carburanți în România, cu un plus de 10-14 bani pe litru la motorină și aproximativ 10 bani la benzină, iar acestea au fost influențate de scăderea traficului maritim prin Strâmtoarea Ormuz, ceea ce alimentează temerile privind aprovizionarea cu petrol. #scumpiri #carburanti #OrientulMijlociu

Tensiunile din Orientul Mijlociu au scumpit carburanții și în România. Cât costă benzina și motorina în marile orașe
ANSA.it 3d

A causa delle crescenti tensioni tra Iran e Stati Uniti e delle conseguenti fluttuazioni nel mercato energetico, i prezzi della benzina e del gas sono tornati a salire, superando i due euro al litro in autostrada e spingendo le associazioni dei consumatori a chiedere al governo di ripristinare il taglio delle accise sui carburanti. #Iran #PrezzideiCarburanti #Inflazione

La benzina torna sopra i due euro in autostrada

Motorina ar putea ajunge la 10 lei pe litru până în septembrie, dacă conflictele din Golf se agravează, conform unei analize a Asociației Energia Inteligentă, care precizează că prețul petrolului ar putea depăși 110 dolari pe baril dacă Strâmtoarea Ormuz va fi blocată. #carburanți #prețuri #conflict

Motorina se va scumpi din nou la 10 lei pe litru până în septembrie, dacă conflictul din Golf escaladează

Criza carburanților din Rusia, declanșată de atacurile ucrainene asupra infrastructurii energetice, atinge noi cote, determinând guvernul de la Moscova să prioritizeze aprovizionarea cu combustibil pentru vehiculele care transportă alimente, în contextul unei producții de benzină scăzute la 65% din consumul mediu sezonier și a raționalizărilor impuse în diferite regiuni. #CrizaCarburantilor #Rusia #Ucraina

Criza carburanților pe care a provocat-o Ucraina în Rusia atinge noi cote. Măsura anunțată de guvernul de la Moscova

Gli attacchi ucraini di queste settimane stanno trasformando la Crimea in un luogo invivibile. La penisola si trova attualmente divisa in fasce di gravità, con blackout che non sono più semplici interruzioni temporanee, ma veri e propri distacchi strutturali (nel video la centrale di Balaklava, dopo l’attacco di ieri). Nei distretti settentrionali e centrali, in particolare a Dzhankoi (snodo logistico e ferroviario vitale per le truppe russe), Armyansk e Krasnoperekopsk, intere comunità sono rimaste completamente senza elettricità per oltre sette giorni consecutivi. Nelle località balneari come Alushta, Yevpatoria e villaggi limitrofi, l'energia elettrica viene erogata secondo un severissimo piano di razionamento rotativo: solo 2 ore di luce a fronte di 10-12 ore di blackout continuo. A Sebastopoli (550.000 abitanti) e Simferopoli, i blackout interessano la quasi totalità della popolazione civile, con turnazioni di 2 ore di elettricità seguite da 6 ore di distacco programmato. La corrente viene garantita in modo prioritario solo ai comandi militari, ai sistemi di difesa aerea e ad alcune strutture governative ed ospedaliere. Il collasso prolungato della rete elettrica ha innescato un effetto a catena estremamente pesante sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Innanzitutto la crisi idrica ed emergenza sanitaria: Il fermo delle stazioni di pompaggio elettriche ha interrotto l'erogazione dell'acqua corrente in molti distretti (come quello di Rozdolne). Nei villaggi rurali del nord, l'acqua potabile distribuita con le autobotti ha raggiunto prezzi esorbitanti a causa del costo del carburante per i trasporti. Senza ripetitori alimentati, ampie porzioni della penisola sono isolate, prive di segnale telefonico e connessione internet. Gli sportelli bancomat (ATM) sono fuori servizio e i distributori di carburante faticano a erogare benzina, costringendo i negozi rimasti aperti (grazie a piccoli generatori d'emergenza) ad accettare esclusivamente pagamenti in contanti. Le spiagge di Feodosia, Sudak e Yalta sono deserte. La mancanza di servizi essenziali, aria condizionata e acqua ha spinto i turisti russi a cancellare le prenotazioni e molti coloni a tentare di lasciare la penisola, creando lunghe code di auto verso il ponte di Kerch. Ovviamente la mancanza di energia, acqua, comunicazioni e carburanti causa problemi insormontabili di approvvigionamento anche alle forze armate ed ai sistemi di difesa della penisola, la quale, secondo molti analisti, è destinata a svuotarsi e a rendere costosissima ed insostenibile la sua difesa ad oltranza da parte della Russia. #Crimea #Ucraina #Blackout

Prețul petrolului a crescut alarmant ca urmare a intensificării conflictelor din Orientul Mijlociu și a temerilor legate de aprovizionarea cu țiței prin Strâmtoarea Ormuz, generând îngrijorări cu privire la scumpirea carburanților și la o posibilă creștere a inflației globale. #petrol #OrientulMijlociu #prețulcarburanților

Piața petrolului în alertă după noile atacuri din Orientul Mijlociu. Ce urmează pentru prețul carburanților

A causa degli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe, il prezzo della benzina in Crimea ha superato i 5 euro al litro, rivelando una grave crisi dei carburanti che colpisce circa 50 milioni di russi e induce il governo a introdurre misure di razionamento. #Benzina #Russia #Ucraina

Russia, la benzina vola a oltre 5 euro al litro: lo scontrino choc in Crimea, ecco l'effetto degli attacchi con i droni di Kiev

Autoritățile ruse au mobilizat profesori și alți „voluntari” pentru a supraveghea cozile de la benzinării în contextul unei crize severe a carburanților, cauzată de atacurile ucrainene asupra infrastructurii petroliere, fiind implementate măsuri de raționalizare a vânzărilor și restricții asupra aprovizionării în diverse regiuni ale țării. #crizacarburanti #Rusie #benzinarii

Profesori trimiși să supravegheze cozile de la benzinării, pe fondul crizei de carburanți din Rusia
Digi24 1w

În contextul crizei de carburanți din Rusia, autoritățile din regiunea Krasnodar au cerut profesorilor să supravegheze cozile de la benzinării pentru a menține ordinea, iar compensația oferită constă doar în cafea și ceai gratuite, măsura fiind contestată de cadrele didactice afectate de amenințări cu concedierea în cazul refuzului. #crizacombustibil #Rusia #educatie

În Rusia, profesorii sunt trimiși să supravegheze cozile de la benzinării, pe fondul crizei de carburanți. Cum sunt recompensați

A conferma della volontà dell’Ucraina di azzerare il trasporto di petrolio e carburanti nel Mar d’Azov, stanotte è stato preso di mira il terminal di Taganrog, l’infrastruttura portuale dove le navi colpite in questi giorni vengono caricate. In Kuban (Krasnodar Krai) è stata inoltre attaccata nuovamente la raffineria di Il'sk. Questa raffineria è stata già colpita molte volte, l'ultima il 2 giugno. La raffineria di Il'sk si trova nel villaggio di Il'sk, nel distretto di Severskij del Territorio di Krasnodar, a 50 chilometri da Krasnodar. La raffineria fa parte del gruppo delle grandi aziende di raffinazione del petrolio del Distretto Federale del Sud. Produce olio combustibile, carburante diesel, benzina, gas stabilizzato, carburante a basso punto di congelamento e distillato di condensato di gas. La capacità produttiva nel 2022 era di 6,6 milioni di tonnellate di petrolio all'anno. Dopo questo è stata effettuata una modernizzazione e la capacità è stata aumentata. #Ucraina #Petrolio #Conflitto

I prezzi del petrolio sono in calo nonostante l'escalation della situazione nel Golfo, mentre i costi dei carburanti rimangono elevati, alimentando le preoccupazioni per l'inflazione e le difficoltà di approvvigionamento in Europa e altrove. #petrolio #inflazione #carburanti

I prezzi del petrolio ignorano l?escalation, ma i carburanti rimangono in zona rossa

Rusia a instituit o interdicție temporară asupra exporturilor de motorină până la sfârșitul lunii iulie, ca răspuns la atacurile ucrainene asupra rafinăriilor sale, în încercarea de a stabiliza piața internă de carburanți, care se confruntă cu o aprovizionare dificilă și cozi lungi la benzinării. #Rusia #motorină #ucraina

Rusia interzice exporturile de motorină până la sfârșitul lunii iulie, după atacurile ucrainene asupra rafinăriilor

Ogni notte le navi che tentano di scaricare i carburanti in Crimea vengono sbaragliate dai droni ucraini. Sono già 21 le navi messe fuori gioco negli ultimi tempi. https://t.co/f6ThPPLaBT #Ucraina #Crimea #Droni

Oggi il buongiorno ce lo dà il Polo petrolchimico di Nizhnekamsk in Tatarstan. Qui si trovano due complessi distinti principali. Il complesso TANECO (Tatneft) è una delle raffinerie più grandi e moderne di tutta la Federazione Russa. La sua capacità di raffinazione nominale è di oltre 16 milioni di tonnellate di petrolio greggio all'anno. Produce un'ampia gamma di prodotti che include diesel, carburante per l'aviazione (jet fuel), oli lubrificanti e altre frazioni petrolifere. Il complesso TAIF-NK è un altro impianto industriale strategico, adiacente al polo chimico della città. Processa 7,3 - 8 milioni di tonnellate di greggio e condensati di gas all'anno. Si distingue per un tasso di profondità di raffinazione (refining depth) estremamente elevato (dichiarato superiore al 95%) grazie all'entrata in funzione del complesso di conversione profonda dei residui pesanti (HRCC), che riduce al minimo la produzione di olio combustibile a basso valore (mazut) a favore di carburanti leggeri. Entrambi gli impianti erano stati già attaccati a metà giugno. #Petrolchimico #Raffinazione #Tatarstan

În regiunea rusă Kuban, o amplă criză a carburanților a dus la haos și revolte la benzinării, șoferii formând cozi kilometrice, strigând „Rușine!” și astfel generând altercații, motiv pentru care autoritățile iau măsuri de securitate suplimentare. #Rusia #benzină #revoltă

„Rușine!”. Haos și revoltă la benzinăriile din Rusia: șoferii strigă, cozile se întind pe kilometri, iar în unele stații au izbucnit altercații
Digi24 2w

Romania se confruntă cu scumpiri la carburanți, iar mulți români din zonele de frontieră aleg să alimenteze în Ungaria și Bulgaria pentru a economisi, având în vedere că prețul motorinei în România ar putea depăși 9,5 lei pe litru, în timp ce în țările vecine este semnificativ mai ieftin. #carburanți #Ungaria #Bulgaria

Cât pot economisi românii de lângă graniță alimentând cu carburanți din Ungaria și Bulgaria. Experiment Digi24

L’operazione speciale procede spedita. Di questo passo infatti la Russia completerà la conquista del Donbas nel marzo del 2040 al modico costo di 6.574.000 perdite tra morti e feriti. Trovo sempre interessante leggere dai commenti e dai post dei vari fan del regime fascista russo (dicevano i latini che de gustibus non disputandum est) tanto trionfalismo per la conquista, peraltro non vera, di Kostiantynivka, come se l’umanità intera dovesse trarre un vantaggio collettivo dal fatto che una dittatura assassina causi milioni di morti e commetta crimini indicibili pur di sottrarre illegalmente territorio ad uno stato sovrano. Le dissonanze cognitive ed i traumi psicologici di questa frustrata porzione della società non sono il mio campo. Lo è invece capire cosa non sia chiaro di quello che sta realmente avvenendo in Ucraina. Il Cremlino ha infatti diffuso un video senza data e senza luogo di un briefing tra un Putin dall’espressione torva ed evidentemente preoccupato ed i vertici militari. Un incontro spacciato per una visita al fronte, ma che a giudicare dall’allestimento impeccabile, dalle luci cinematografiche, l’audio pulito e la strumentazione utilizzata si è svolto in uno dei vari teatri di posa che, secondo varie inchieste giornalistiche, sono stati allestiti nelle residenze dello zar o alla periferia di Mosca proprio per queste scenette. Il capo di Stato maggiore Gerasimov durante il briefing mostra le mappe del “progressi” delle truppe russe, illustrando una linea del fronte irrealistica e derisa dagli stessi Z-blogger russi. Le differenze rispetto alla linea reale sono macroscopiche, discostandosi talvolta anche di decine di km (alcune immagini le ho prese da un post di @Parabel66836534), ma tracciate utilizzando la tecnica degli sbandieratori, fotografando cioè dei poveracci spediti di nascosto dietro la linea del fronte a sventolare una bandiera russa per far credere che il tale villaggio sia stato preso, salvo poi essere eliminati o catturati dagli ucraini. A Kostiantynivka le battaglie sono in realtà ancora in corso e secondo i milblogger russi continueranno per settimane. Perché da un lato il Cremlino ha bisogno di una vittoria anche di Pirro che provi l’inarrestabile avanzata del secondo esercito più forte in Ucraina. Dall’altro l’esigenza di Kyiv non è quella di difendere macerie ma di dissanguare l’avversario, facendo pagare a caro prezzo ogni passo. Prova ne è il fatto che la conquista di Kostiantynivka sia in realtà un ripiego rispetto ai progetti originali. Sebbene ora venga spacciata come obiettivo, doveva essere semplicemente la tappa intermedia di una cavalcata. Nelle direttive strategiche dello Stato Maggiore russo, la città doveva essere presa di slancio attraverso una massiccia manovra a tenaglia da nord, con una spinta che doveva arrivare da Izjum e Lyman, scendendo verso Sloviansk e Kramatorsk. Da sud l'avanzata doveva risalire da Avdiivka e Marinka per tagliare le linee di rifornimento ucraine. Puntare tutto su Kostiantynivka è la prova del fallimento di questi piani e non di una vittoria. Il fronte in quella zona peraltro avanza di 50 metri al giorno. Nell’area di Pokrovsk si arriva a 70. Nel mese di giugno il guadagno reale è stato, secondo i calcoli di ISW di 30,42 km quadrati, facendo quindi salire a 1.298 le perdite per ogni km quadrato occupato. Per completare la presa del Donetsk ne mancano ancora 5.065. A conti fatti, con questo ritmo ci vorranno 14 anni e il sacrificio di un terzo dell’intera popolazione russa compresa tra i 18 e i 40 anni. E parliamo, lo ribadisco, del costo di ciò che resta da conquistare di una sola regione. Sempre ammesso, ovviamente, che la situazione non peggiori. Perché la tecnologia dei droni ucraini corre assai più velocemente di quella russa, le catene logistiche compromesse ed enormemente allungate per non esporre depositi di munizioni e carburanti stanno causando un drammatico rallentamento della capacità offensiva delle forze di Mosca. Inoltre dopo Kostiantynivka ci sono le alture fortificate che proteggono l'agglomerato urbano di Kramatorsk e Sloviansk. Senza il controllo delle grandi arterie stradali che scendono da nord, una linea di rifornimento russa allungata fino a Kostiantynivka rimarrebbe costantemente esposta al fuoco dell'artiglieria e ai droni ucraini posizionati sulle colline circostanti. Continuare a mostrare ossessivamente piccole vittorie tattiche da parte dei soliti noti serve solo a nascondere un sempre più clamoroso fallimento strategico, che si aggiunge a quello economico, di credibilità internazionale e politico. Un fallimento che nemmeno le espressioni facciali di un bugiardo seriale come Putin possono più nascondere. #Ucraina #Russia #Guerra

Il Post 2w

Oggi i principali titoli dei giornali riguardano il viaggio di Papa Leone XIV a Lampedusa, i discorsi di Donald Trump per i 250 anni degli Stati Uniti, la fine degli sconti sulle accise dei carburanti, il concerto di Ultimo a Roma e un accoltellamento avvenuto in un bar a Milano. #PapaLeoneXIV #Trump #Ultimo

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