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#depistaggi

Salvatore Giglio, who has been missing for two years, is at the center of an investigation that led to the arrest of his wife and 28-year-old son, accused of murder and concealment of a corpse, after it emerged that the man's body may have been thrown into the river and attempts were made to mislead the investigation. (translated)

Salvatore Giglio scomparso da due anni: arrestati la moglie e il figlio di 28 anni. Il corpo gettato nel fiume, la varechina e le versioni concordate
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Ritardi, documenti scomparsi e una narrazione falsificata caratterizzano i depistaggi egiziani nell'inchiesta su Giulio Regeni, con la procura di Roma che denuncia la mancata collaborazione del regime nella ricerca della verità sul caso. #GiulioRegeni #depistaggi #procuraDiRoma

Ritardi, documenti spariti e una ricostruzione falsa: i depistaggi egiziani nell’inchiesta Regeni

Oggi, ancor più di ieri, la scoperta di luglio di @LuigiGrimaldi19 sull’Estathé acquista ancora più valore. Per mesi Luigi è stato aspramente criticato e deriso per tutto ciò che ha sempre sostenuto sul caso #Garlasco. Perché l’Estathé acquista ancora più valore ? Ve lo spiego. Ripercorriamo le date e intrecciamo i dati. Sappiamo che il 20 settembre arrivano due controanalisi negative. Nonostante ciò, questo dato non viene riportato alla PM Muscio. Così, il 24 settembre, Stasi viene fermato. Qualcuno pensa forse di averla fatta franca, ma non basta: il 28 settembre la giudice Pravon revoca il fermo per insussistenza di prove e rimette Alberto in libertà. Passano cinque giorni e arriviamo al 3 ottobre, giorno dell’ennesimo sopralluogo nella casa dei Poggi, al quale partecipa anche il generale Garofano. Il 3 ottobre è la prima volta in cui viene fotografata la spazzatura e, nella fotografia, si vede l’Estathé. Estathé che, però, scomparirà nella fotografia del successivo sopralluogo, quello del 5 dicembre 2007. Questo fatto viene messo nero su bianco dai consulenti Avato e Fabbri, i quali chiesero di SIGILLARE E REPERTARE il sacchetto della spazzatura. Richiesta che, però, non venne fatta. Infine arriviamo al 16 aprile 2008, quando, magicamente, nel sacchetto ricompare il famoso brick, accompagnato dalla domanda, pronunciata in sottofondo: «C’è l’Estathé?», proprio prima del repertamento generale. Ecco, se questa spazzatura è stata analizzata solo oggi, nel 2025, è perché, con la “denuncia” di Avato e Fabbri, si sarebbero potute scoprire sin da subito le anomalie relative a quei repertamenti. Anomalie che sembrano seguire un filo conduttore comune: INCASTRARE IN OGNI MODO ALBERTO. Prima con un interrogatorio di sette ore e mezza, per farlo crollare (13 agosto); poi con la cancellazione dell’alibi (14 agosto); quindi con l’impronta 33 (17 agosto e 5 settembre); poi con il sangue sui pedali (19, 20 e 24 settembre); infine con la spazzatura (3 ottobre 2007, 5 dicembre 2007 e 16 aprile 2008). E tralascio i CAPELLI NON REPERTATI (ictu oculi), la pedopornografia, le cartelle militari e tutto il resto. Voglio fare un invito a tutti: non chiamiamole più COINCIDENZE, non chiamiamole più SCIATTERIE, non chiamiamole più ANOMALIE, perché così finiremmo per giustificare cose che NON DEVONO essere giustificate. Da ieri possiamo chiamarle tranquillamente, perché ne abbiamo la conferma: DOLI. DEPISTAGGI. Tutto questo per incastrare un ragazzo di 24 anni. C’erano quasi riusciti. Ma PADRE TEMPO OPERA IN SILENZIO e, nel momento giusto, ha fatto sì che degli UOMINI DI BUONA VOLONTÀ, spinti da un senso profondo di verità e giustizia, facessero ciò che per vent’anni non era mai stato fatto. Il Cinghio. #Garlasco #Giustizia #Verità #Cinghio

«Ho la certezza granitica di poter escludere qualsiasi manipolazione, qualsiasi depistaggio, qualsiasi accantonamento di atti che non era e non è nel nostro costume»L'allora capo del Ris di Parma Luciano Garofano, sentito dai pm lo scorso 25 settembre, intanto, ribadisce la fiducia nei suoi uomini ed esclude qualsiasi tipo di manipolazione: «Non ci sarebbe stato alcun motivo». #Garlasco #ChiaraPoggi #Depistaggio

Garlasco, ipotesi depistaggio dei Ris. ?«Sulla bici di Stasi non c'era il Dna di Chiara, la prova è stata nascosta». Rischio nuova indagine
www.ilmessaggero.it

L'ex generale Garofano e alcuni ufficiali sono stati sentiti in Procura riguardo all'ipotesi di depistaggio dei Ris nel caso dell'omicidio di Chiara Poggi, poiché si sostiene che il Dna della vittima non fosse presente sui pedali della bici di Alberto Stasi e che le prove siano state occultate. #Garlasco #ChiaraPoggi #Depistaggio

Garlasco, ipotesi depistaggio dei Ris. ?«Sulla bici di Stasi non c'era il Dna di Chiara, la prova è stata nascosta». Rischio nuova indagine

🔴 Ultima ora 🔴 Chiusa l'indagine su Andrea Sempio: colpo di scena, l'ombra del depistaggio 👇 “I Ris nascosero i test che scagionavano Stasi”. Terremoto sul caso Garlasco https://t.co/TH6aHeO5vD #Garlasco #AndreaSempio #depistaggio #IT

Il Post 3d

Oggi la Corte d'Assise di Roma pronuncerà la sentenza sul processo per l'omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano sequestrato e ucciso in Egitto nel 2016, dopo un lungo percorso di depistaggi e mobilitazioni civili. #GiulioRegeni #VeritàeGiustizia #CorteDAssise

È il giorno della sentenza sull’omicidio di Giulio Regeni

Ci sono stati depistaggi clamorosi, le autorità egiziane si sono rifiutate di collaborare e tutta la vicenda è stata molto complicata dal fatto che Italia ed Egitto hanno rapporti molto stretti, come di recente ha ribadito il ministro degli Esteri Antonio Tajani. #GiulioRegeni #giustizia #dirittiumani

L’eccezionalità del processo per l’omicidio di Giulio Regeni
www.ilpost.it
Timostene Aug 16

Poiché vedo che l’argomenti si sta affievolendo, nascosto da una serie di tentativi di depistaggio, ve lo ricordo io: Hanno segretato le chat di del mastro con un camorrista Hanno segretato il motivo per cui hanno dato cento milioni al tizio che accusa Conte in commissione Covid. Tutto il resto è fumo. #Politica #Corruzione #Trasparenza

L
lastampa.it Aug 14

Valter Lavitola, accusato di essere il mandante di un attentato contro il giornalista Sigfrido Ranucci, rimane in carcere dopo che la giudice ha ritenuto incoerente e inverosimile la sua versione dei fatti, evidenziando le contraddizioni nelle sue dichiarazioni e il tentativo di depistaggio legato a una presunta minaccia israeliana. #Lavitola #attentato #GiudiceMoricca

Lavitola resta in carcere: “Racconto inverosimile”. Le incoerenze sul movente
Il Messaggero Aug 12

Donald Trump ha rivelato di essere stato informato di una minaccia concreta di attacco con un missile superficie-aria durante il vertice NATO in Turchia, che ha portato alla decisione del Secret Service di organizzare un cambiamento segreto dei suoi piani di viaggio per garantire la sua sicurezza, culminando in un'operazione di depistaggio che ha coinvolto il trasbordo su un aereo militare minore lontano dagli occhi dei media. #Trump #AirForceOne #NATO

Trump, l'ipotesi del missile contro l'Air Force One e la fuga dal vertice Nato ad Ankara: così è scattato il piano segreto

L’amministrazione Trump ha ideato un sofisticato piano di depistaggio durante un vertice a Ankara per far uscire segretamente il presidente da una presunta minaccia di attentato iraniano, utilizzando l'Air Force One come esca mentre il vero trasferimento avveniva tramite un velivolo più piccolo dell'Aeronautica. #Trump #Ankara #AirForceOne

L’Air Force One usato come esca e il carello del catering come nascondiglio: il piano di Trump per depistare il possibile attentato iraniano

Simonetta Cesaroni e Chiara Poggi, due ragazze unite - loro malgrado - da un destino infame o, come nella trama di un thriller, da un filo rosso sangue. Peccato che non si tratti di narrativa, ma di vite vere spezzate nel fiore degli anni. Simonetta aveva 20 anni quando il 7 agosto 1990 venne massacrata da una mano rimasta ignota, con un'arma mai trovata. La vicenda giudiziaria costellata da errori nelle indagini, false piste, depistaggi e l'ombra dei servizi segreti. Chiara di anni ne aveva 26. Massacrata nella sua casa da un assassino che secondo la giustizia italiana è Alberto Stasi, ma che, secondo una procura e un nucleo investigativo, è un'altra persona, Andrea Sempio. Una vicenda, quest'ultima, segnata da indagini lacunose a dir poco, pesanti anomalie e il sospetto della corruzione. Uno degli ultimi atti in vita conosciuti di Chiara Poggi, fu una ricerca internet, salvata su pennetta usb. Riguardava una serie di omicidi senza colpevole. Largo spazio veniva dato alla storia di Simonetta e alla prova del DNA che, secondo il giornalista (a memoria credo fosse Colaprico), avrebbe potuto cambiare le cose e portare alla verità. Nello stesso articolo, un'intervista a Luciano Garofano, allora a capo del Ris. Chissà cosa deve aver pensato Chiara nel leggere quella storia, chissà cosa l'ha colpita, cosa l'ha portata a interessarsi di una ragazza, quasi sua coetanea, uccisa con tanta violenza. Probabilmente non lo sapremo mai. Ma non si può non provare un brivido nel sentire le parole della sorella e della mamma di Simonetta che, oggi che il caso è riaperto, nutrono ancora la speranza di rendere giustizia alla loro figlia e sorella e, nel contempo, offrono il loro ricordo, il loro affetto e il loro dolore anche a Chiara #Garlasco #SimonettaCesaroni #Giustizia #Verità #ViteSpezzate

Timostene Aug 2

Alle 10.25 l’orologio della stazione di Bologna è fermo da quarantasei anni. Ottantacinque morti, più di duecento feriti, una sala d’aspetto di seconda classe in un sabato di partenze.   Due giorni dopo cade l’anniversario dell’Italicus. Quattro agosto 1974, dodici morti in galleria a San Benedetto Val di Sambro. Prima c’era stata piazza Fontana, diciassette morti nel dicembre del 1969. Piazza della Loggia a Brescia, 28 maggio 1974, otto morti sotto la pioggia durante un comizio antifascista. Gioia Tauro, sei morti. Peteano, tre carabinieri saltati in aria. La questura di Milano, quattro morti. Un elenco che quasi nessuno ricorda per intero, e già questo è una vittoria postuma di chi le bombe le ha messe.   Non sono opinioni. Sono sentenze passate in giudicato. Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, i NAR. Fioravanti, Mambro, Ciavardini, Cavallini, Bellini. Licio Gelli e la P2 per i depistaggi. Tutto questo arriva dopo il tentativo di golpe Borghese del dicembre 1970, la notte in cui un pezzo di apparati dello Stato provò a prendersi il paese.   Il metodo aveva un nome tecnico: strategia della tensione. Funziona così. Si semina terrore tra gente qualunque, si aspetta che la paura produca domanda di ordine, si incassano leggi più dure, più controllo, più repressione. La bomba non serve a uccidere quelle ottantacinque persone. Serve a spaventare i cinquanta milioni rimasti vivi.   Adesso la parte scomoda.   Guardate cosa è successo in questi giorni a Ceuta. Migliaia di persone partite a nuoto da Castillejos, i corpi che il mare continua a restituire davanti al frangiflutti del Tarajal. Ottantaquattro finora, sessantasette recuperati dalla Guardia Civil e altri diciassette dalle autorità marocchine, e il conteggio non è chiuso. Al centro della reazione politica del nostro governo non ci sono stati quei morti. C’è stato il ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna per un mese, il vocabolario della “minaccia ibrida”, il richiamo al terrorismo. Il dramma trasformato in materia prima entro ventiquattr’ore. In Spagna peninsulare, va detto, non è arrivato nessuno.   La tecnica cambia. La logica no. Allora il terrore veniva prodotto con le bombe. Oggi la paura viene alimentata trasformando ogni tragedia in un’emergenza permanente. Cambiano gli strumenti, resta l’idea che una società impaurita sia più disponibile a rinunciare a libertà, diritti e garanzie in cambio della promessa di sicurezza.   Nel 1980 a pagare erano i pendolari di Bologna, con un nome, una faccia, una foto sul giornale. Oggi pagano corpi senza documenti che il mare restituisce a pezzi o non restituisce affatto. Quei morti finiscono per diventare funzionali a una narrazione politica fondata sull’emergenza permanente.   Dal 2014 a oggi l’Organizzazione internazionale per le migrazioni conta più di trentamila persone morte o disperse nel Mediterraneo. Nessuna commissione d’inchiesta. In compenso decreti sicurezza, CPR, accordi con la Libia, centri in Albania.   Gli eredi politici del MSI governano oggi il Paese. È legittimo chiedersi se abbiano davvero reciso ogni continuità culturale con quella tradizione oppure se ne abbiano semplicemente sostituito gli strumenti. Se ieri il consenso passava attraverso la paura delle bombe, oggi passa attraverso la paura dello straniero. Cambia il nemico, cambia il metodo, resta la funzione politica della paura al centro del discorso pubblico.   Mattarella oggi ha detto che la strategia neofascista voleva distruggere libertà e democrazia. Ha usato il passato. Io, quel passato, non riesco ancora a vederlo. #Memoria #DirittiUmani #Politica

85 morti, 5 neofascisti condannati come esecutori, 6 condannati per depistaggio, nessun mandante individuato dopo 46 anni. La strage della Stazione di Bologna è una ferita aperta. La democrazia si difende con più democrazia. #2agosto #Bologna #Storia #Giustizia

Il libro inchiesta Lampi sull’Eni – Il piano per eliminare Enrico Mattei di Vincenzo Calia e Giuseppe Oddo riporta nuove rivelazioni sul misterioso attentato del 1962 che costò la vita al presidente dell'ENI, sostenendo che il sabotaggio avrebbe richiesto la complicità di forze interne all'azienda e coinvolge mandanti francesi e depistaggi italiani, rivelando un sistema di manipolazioni e insabbiamenti che ha caratterizzato la storia politica italiana. #Eni #EnricoMattei #Francia

Enrico Mattei, mandanti francesi e depistaggi italiani nel libro che riapre il caso dell’attentato al presidente Eni

#Summerville: le parole di #Gasperini (molto sereno) erano un depistaggio, gli hanno dato garanzie. Avevamo segnalato “partita aperta”. #Garnacho resta una possibilità a prescindere da Summerville #Calcio #SerieA #Sport

ANSA.it Jul 16

Salvatore Borsellino, nonostante i suoi 84 anni e i problemi di salute, continua la sua instancabile lotta per ottenere verità e giustizia sulla strage di via D'Amelio, avvenuta 34 anni fa, e critica le attuali dinamiche istituzionali e il depistaggio legato alla ricerca dell'agenda rossa del fratello Paolo, sostenendo la necessità di prevenzione contro la mafia piuttosto che repressione. #Giustizia #Mafia #Verità

Salvatore Borsellino non si arrende: 'Voglio verità e giustizia sulla strage'

Franck #Kessie: malgrado la diplomazia e i normali depistaggi, come già raccontato l’interesse #Juventus resta intatto. La richiesta (a parametro zero) è di 6 milioni più bonus, la proposta inferiore di un paio di milioni, ma ci si può trovare a metà strada. Per ora gli agenti dell’ivoriano parlano solo con la Juventus, il gradimento è alto. Da Franck Kessie a Franck Chissà #Kessie #Juventus #Calciomercato

Il Messaggero Jul 15

Valter Lavitola, ex direttore dell'Avanti! e accusato di essere il mandante dell'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti ai magistrati mentre comunicava pubblicamente con il suo collaboratore Gomes Clesio Tavares, che è sotto indagine come intermediario, sollevando sospetti su una possibile strategia di depistaggio attraverso le loro dichiarazioni incrociate. #Attentato #Ranucci #Lavitola

Attentato a Ranucci, si indaga sui messaggi tra Lavitola e Tavares ?nascosti? nelle interviste