Oggi, ancor più di ieri, la scoperta di luglio di @LuigiGrimaldi19 sull’Estathé acquista ancora più valore. Per mesi Luigi è stato aspramente criticato e deriso per tutto ciò che ha sempre sostenuto sul caso #Garlasco. Perché l’Estathé acquista ancora più valore ? Ve lo spiego. Ripercorriamo le date e intrecciamo i dati. Sappiamo che il 20 settembre arrivano due controanalisi negative. Nonostante ciò, questo dato non viene riportato alla PM Muscio. Così, il 24 settembre, Stasi viene fermato. Qualcuno pensa forse di averla fatta franca, ma non basta: il 28 settembre la giudice Pravon revoca il fermo per insussistenza di prove e rimette Alberto in libertà. Passano cinque giorni e arriviamo al 3 ottobre, giorno dell’ennesimo sopralluogo nella casa dei Poggi, al quale partecipa anche il generale Garofano. Il 3 ottobre è la prima volta in cui viene fotografata la spazzatura e, nella fotografia, si vede l’Estathé. Estathé che, però, scomparirà nella fotografia del successivo sopralluogo, quello del 5 dicembre 2007. Questo fatto viene messo nero su bianco dai consulenti Avato e Fabbri, i quali chiesero di SIGILLARE E REPERTARE il sacchetto della spazzatura. Richiesta che, però, non venne fatta. Infine arriviamo al 16 aprile 2008, quando, magicamente, nel sacchetto ricompare il famoso brick, accompagnato dalla domanda, pronunciata in sottofondo: «C’è l’Estathé?», proprio prima del repertamento generale. Ecco, se questa spazzatura è stata analizzata solo oggi, nel 2025, è perché, con la “denuncia” di Avato e Fabbri, si sarebbero potute scoprire sin da subito le anomalie relative a quei repertamenti. Anomalie che sembrano seguire un filo conduttore comune: INCASTRARE IN OGNI MODO ALBERTO. Prima con un interrogatorio di sette ore e mezza, per farlo crollare (13 agosto); poi con la cancellazione dell’alibi (14 agosto); quindi con l’impronta 33 (17 agosto e 5 settembre); poi con il sangue sui pedali (19, 20 e 24 settembre); infine con la spazzatura (3 ottobre 2007, 5 dicembre 2007 e 16 aprile 2008). E tralascio i CAPELLI NON REPERTATI (ictu oculi), la pedopornografia, le cartelle militari e tutto il resto. Voglio fare un invito a tutti: non chiamiamole più COINCIDENZE, non chiamiamole più SCIATTERIE, non chiamiamole più ANOMALIE, perché così finiremmo per giustificare cose che NON DEVONO essere giustificate. Da ieri possiamo chiamarle tranquillamente, perché ne abbiamo la conferma: DOLI. DEPISTAGGI. Tutto questo per incastrare un ragazzo di 24 anni. C’erano quasi riusciti. Ma PADRE TEMPO OPERA IN SILENZIO e, nel momento giusto, ha fatto sì che degli UOMINI DI BUONA VOLONTÀ, spinti da un senso profondo di verità e giustizia, facessero ciò che per vent’anni non era mai stato fatto. Il Cinghio. #Garlasco #Giustizia #Verità #Cinghio