BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#elettrica
L

Un'esplosione di un'auto elettrica in un garage ad Arpuilles ha ferito cinque persone, di cui tre sono state ricoverate in ospedale, mentre i vigili del fuoco hanno dovuto gestire l'incendio e la zona circostante a causa dei danni e delle difficoltà nell'identificare le cause dell'incidente. #esplosione #Aosta #autoelettrica

Esplode un'auto elettrica, cinque feriti ad Arpuilles
L

Alessio Coletti, un ragazzo di 15 anni, è morto folgorato al luna park di Spotorno, e il titolare del gioco Calciometro è indagato per omicidio colposo mentre le autorità indagano sulle cause della scarica elettrica mortale, in un episodio avvenuto dopo un forte acquazzone. #AlessioColetti #LunaPark #SicurezzaElettrica

Alessio Coletti morto al luna park di Spotorno, indagato il titolare del Calciometro

Gli attacchi ucraini di queste settimane stanno trasformando la Crimea in un luogo invivibile. La penisola si trova attualmente divisa in fasce di gravità, con blackout che non sono più semplici interruzioni temporanee, ma veri e propri distacchi strutturali (nel video la centrale di Balaklava, dopo l’attacco di ieri). Nei distretti settentrionali e centrali, in particolare a Dzhankoi (snodo logistico e ferroviario vitale per le truppe russe), Armyansk e Krasnoperekopsk, intere comunità sono rimaste completamente senza elettricità per oltre sette giorni consecutivi. Nelle località balneari come Alushta, Yevpatoria e villaggi limitrofi, l'energia elettrica viene erogata secondo un severissimo piano di razionamento rotativo: solo 2 ore di luce a fronte di 10-12 ore di blackout continuo. A Sebastopoli (550.000 abitanti) e Simferopoli, i blackout interessano la quasi totalità della popolazione civile, con turnazioni di 2 ore di elettricità seguite da 6 ore di distacco programmato. La corrente viene garantita in modo prioritario solo ai comandi militari, ai sistemi di difesa aerea e ad alcune strutture governative ed ospedaliere. Il collasso prolungato della rete elettrica ha innescato un effetto a catena estremamente pesante sulla vita quotidiana e sulle attività economiche. Innanzitutto la crisi idrica ed emergenza sanitaria: Il fermo delle stazioni di pompaggio elettriche ha interrotto l'erogazione dell'acqua corrente in molti distretti (come quello di Rozdolne). Nei villaggi rurali del nord, l'acqua potabile distribuita con le autobotti ha raggiunto prezzi esorbitanti a causa del costo del carburante per i trasporti. Senza ripetitori alimentati, ampie porzioni della penisola sono isolate, prive di segnale telefonico e connessione internet. Gli sportelli bancomat (ATM) sono fuori servizio e i distributori di carburante faticano a erogare benzina, costringendo i negozi rimasti aperti (grazie a piccoli generatori d'emergenza) ad accettare esclusivamente pagamenti in contanti. Le spiagge di Feodosia, Sudak e Yalta sono deserte. La mancanza di servizi essenziali, aria condizionata e acqua ha spinto i turisti russi a cancellare le prenotazioni e molti coloni a tentare di lasciare la penisola, creando lunghe code di auto verso il ponte di Kerch. Ovviamente la mancanza di energia, acqua, comunicazioni e carburanti causa problemi insormontabili di approvvigionamento anche alle forze armate ed ai sistemi di difesa della penisola, la quale, secondo molti analisti, è destinata a svuotarsi e a rendere costosissima ed insostenibile la sua difesa ad oltranza da parte della Russia. #Crimea #Ucraina #Blackout

L

Francia e Germania hanno convocato gli ambasciatori russi dopo che Bruxelles e Londra hanno accusato l'agenzia d'intelligence FSB di Mosca di cyberattacchi contro la rete elettrica polacca e diverse altre nazioni europee, culminando in un nuovo pacchetto di sanzioni mirato a colpire individui e entità legate ai servizi segreti russi. #Cyberattacchi #Russia #Sanzioni

Cyberattacchi e spionaggio russi in Europa. Francia e Germania convocano gli ambasciatori di Mosca
Il Post 1w

L'articolo evidenzia come, nonostante la riapertura dello stretto di Hormuz abbia agevolato il rifornimento di petrolio, la continua stagnazione nella produzione e nel commercio di gas naturale nei paesi del Golfo Persico rappresenti una grave minaccia, in particolare per l'Italia, che dipende fortemente dalle forniture qatariote per la produzione di energia elettrica. #GasNaturale #GuerraInMedioOriente #Qatar

Forse il petrolio non è più un problema, ma il gas naturale sì

Faceva la morale ai tifosi della #Lazio. Stamattina gli è arrivata quella della Guardia di Finanza. #Adinolfi Noi siam corrente elettrica! #Lazio #GuardiaDiFinanza #Tifosi

Il Post 2w

Lunedì, la rete elettrica di Cuba ha subito un collasso, causando un blackout generalizzato sull'intera isola, con il ministero dell'Energia che ha avviato i protocolli per il ripristino del servizio mentre l'Unión Eléctrica indaga sulle cause di questa crisi, aggravata dalle difficoltà nel rifornimento di carburante a causa delle sanzioni statunitensi. #BlackoutCuba #CubaElettricità #CrisiEnergetica

In tutta Cuba manca la corrente per il collasso della rete elettrica

Il condizionatore non è un fallimento. Il fallimento è colpevolizzare i cittadini e cementificare le città. Per anni in Europa si è discusso moltissimo di divieti, slogan, scelte "verdi" spesso vendute come soluzioni definitive, ma molto meno di una cosa concreta, come rendere vivibili le città in un clima che sta cambiando. L'adattamento climatico gioca un ruolo fondamentale nella situazione che stiamo vivendo. Il punto non è dire sì o no al condizionatore. Per un anziano fragile, una persona malata, un bambino piccolo o una casa che di notte non scende mai sotto i 28-30°C, raffrescare un ambiente non è un capriccio, è salute. Colpevolizzare il condizionatore e poi urlare che ci sono centinaia di morti per il caldo è un'ipocrisia insopportabile. L'adattamento climatico è anche dotare di aria climatizzata soprattutto le persone piu' fragili ma non solo, servono anche più verde urbano, meno asfalto, una progettazione urbanistica completamente diversa nelle grandi città. Questa è la parte che manca spesso nel dibattito europeo, meno moralismo sul cittadino che accende il climatizzatore e più coraggio nel ripensare quartieri, scuole, ospedali, piazze e periferie. E soprattutto servirebbe meno ipocrisia perché spesso arrivano messaggi completamente contrastanti, si incentiva l’auto elettrica, ma poi molte città non hanno infrastrutture adeguate per gestirla davvero, addirittura a Roma si è deciso di far pagare le auto elettriche entrano in ZTL. Si disegnano piste ciclabili che in alcuni casi restano scollegate, poco sicure o poco utilizzate, si chiedono raccolte differenziate sempre più scrupolose, con TARI spesso pesanti per famiglie e imprese, mentre poi si continua a consumare suolo, tagliare alberi, impermeabilizzare piazzali e trasformare spazi urbani in superfici di cemento rovente. E allora il problema non è essere "green", il problema è fare un green di facciata, dove il cittadino viene educato, tassato e colpevolizzato, mentre le grandi scelte urbanistiche continuano spesso ad andare nella direzione opposta. Se davvero vuoi adattare le città al clima che cambia, non puoi parlare solo di emissioni, divieti e comportamenti individuali ma devi anche chiederti quanta ombra hai tolto, quanto suolo hai sigillato, quanti alberi hai abbattuto, quanti quartieri hai lasciato senza verde. Il caldo non colpisce tutti allo stesso modo, chi vive in una casa fresca, in un quartiere alberato e può permettersi bollette alte vivrà un’estate mentre chi abita in un appartamento vecchio, in mezzo al cemento, senza ombra e senza possibilità di raffrescare, ne vivrà un’altra e questa non è più solo una questione climatica. Sta diventando una disuguaglianza sociale inaccettabile, dentro un’enorme ipocrisia collettiva. #AdattamentoClimatico #GiustiziaAmbientale #CittàSostenibili

Fa molto caldo e la rete elettrica sta lavorando al massimo per mantenerci al fresco. Vi chiedo di impostare il condizionatore a 26 gradi, spegnere luci e dispositivi elettronici che non utilizzate e scollegare tutto ciò che potete.

Mamdani ai newyorkesi: “Mettete i condizionatori a 26 gradi”. Repubblicani scatenati: “Comunista woke”
www.ilfattoquotidiano.it

Uno studio di Ca' Foscari e CMCC suggerisce che l'espansione dei pannelli fotovoltaici in Italia potrebbe assorbire quasi metà dell'aumento previsto della domanda elettrica per il raffrescamento domestico dovuto al cambiamento climatico, riducendo le bollette e alleviando la pressione sulla rete elettrica, ma evidenziando disuguaglianze regionali nella diffusione dell'energia solare. #CambiamentiClimatici #Fotovoltaico #Energia

Caldo estremo, più condizionatori: come i pannelli solari possono evitare il boom dei consumi elettrici. Lo studio

Durante le ondate di calore, come quella in corso, si genera una sorta di circolo vizioso: l’aumento delle temperature porta a un utilizzo massiccio dell’aria condizionata per raffrescare abitazioni, uffici, negozi, mezzi pubblici e altri ambienti. Tuttavia, i motori dei condizionatori rilasciano aria calda verso l’esterno, contribuendo ulteriormente all’aumento delle temperature che si cerca di contrastare. Inoltre, l’uso dell’aria condizionata rappresenta una componente rilevante del riscaldamento globale, sia per l’impiego, nei modelli più vecchi, di gas refrigeranti che alimentano l’effetto serra, sia per l’elevato consumo di energia elettrica richiesto dal loro funzionamento. Proprio per questo motivo, durante l’estate la domanda di elettricità cresce sensibilmente rispetto agli altri periodi dell’anno. La rete elettrica viene quindi sottoposta a uno stress maggiore e, rispetto all’inverno, risulta più vulnerabile a situazioni di sovraccarico, soprattutto nelle ore di punta, quando le temperature sono più elevate e il ricorso ai condizionatori raggiunge i livelli massimi. È anche per questa ragione che nei mesi estivi si registrano con maggiore frequenza disservizi e blackout. @ultimoranet #CaldoEstivo #CambiamentiClimatici #Energia

Il Post 3w

Durante le ondate di calore, l'uso intensivo dell'aria condizionata comporta un elevato consumo di energia elettrica, che raggiunge picchi critici e contribuisce al riscaldamento globale, creando un circolo vizioso tra la richiesta di raffreddamento e l'innalzamento delle temperature. #ariacondizionata #consumi #ondata di calore

Quanta energia si consuma con questo caldo

Io sono d'accordo a mettere in lookdown energetico tutti quelli che hanno la macchina elettrica. Ragazzi, la nazione vi chiede un po' sacrificio. E' vero che dovete andare a piedi, ma a noi che usiamo la benza, esattamente, che cazzo ce ne frega di voi gaii? #energia #autoelettriche #sostenibilità

Is it acceptable that there are continuous blackouts of the electricity network in Turin? Is anyone taking care of it? (translated)

Secondo Marco Morabito, un ricercatore del Cnr-Istituto per la bioeconomia, l'uso dei climatizzatori può ridurre del 70% le morti per il caldo, ma è fondamentale adottare un consumo responsabile per evitare un aumento dell'energia elettrica e delle emissioni di gas serra, soprattutto nelle scuole dove la diffusione è ancora limitata. #ariaCondizionata #salute #cambiamentoClimatico

Caldo, Morabito: «Con i climatizzatori -70% di decessi. Ci salvano la vita, ma attenti agli sbalzi»
L

A Torino, il sesto giorno di blackout ha lasciato 400 famiglie senza elettricità a Mirafiori e ha causato disagi in diversi quartieri, con il sindaco che accusa la compagnia elettrica Iren per la situazione inaccettabile aggravata da un’ondata di caldo e un aumento della domanda di energia. #Torino #Blackout #EmergenzaElettrica

Blackout a Torino, sesto giorno di disagi: 400 famiglie senza corrente da martedì sera a Mirafiori

Continuano i colpi ucraini per paralizzare la logistica del sud occupato e della Crimea. Tra i colpi messi a segno stanotte ci sono, come nei giorni scorsi, varie stazioni e depositi di gas e petrolio. Una di quelle colpite è la stazione di distribuzione del gas nel villaggio di Lokhovka, nel distretto di Sovetsky. La dislocazione degli attacchi mostra che gli ucraini starebbero prediligendo depositi e catena di distribuzione lungo la via ferroviaria e questo per un motivo ben preciso. Nelle zone remote e critiche della Crimea orientale, la rete elettrica principale (quella che alimenta i locomotori) è spesso inaffidabile o insufficiente per coprire le esigenze di tutti i sistemi sussidiari. Molte stazioni ferroviarie e postazioni di scambio lungo la tratta orientale sono dotate di gruppi elettrogeni di emergenza o di supporto alimentati a gas naturale. La stazione di Lokhovka fornisce il combustibile per questi generatori, che garantiscono l'elettricità non solo alle strutture della stazione ma, soprattutto, all'elettronica che gestisce la logistica ferroviaria. Bloccare i sistemi di scambio e segnalamento paralizza il trasporto ferroviario, in questo caso quello proveniente da Kerch, contribuendo all’isolamento dell’hub di Dzhankoi. Colpita stanotte anche la zona di Genichesk. Il ponte stradale sull'Arabat Spit era probabilmente l'ultima rotta stradale secondaria e "sicura" rimasta per spostare rifornimenti d'urgenza dalla Crimea verso Kherson, dopo il danneggiamento dei ponti principali di Chongar e Razdolnoye. Ora anche questa via è interrotta o compromessa. Colpito anche il raccordo ferroviario del grande impianto Titan, con il danneggiamento delle tratta ad Armiansk, altro snodo strategico di collegamento con Kherson, quasi del tutto compromesso nei giorni scorsi. Interessante che stanotte sia stata colpita anche la centrale termoelettrica di Tavricheskaya. L’impianto è vitale per alimentare non solo l’hub di Dzhankoi, ma soprattutto la rete radar di Tarkhankut e i posti di comando centrali dell'FSB e del comando flotta che sono stati in parte trasferiti nell'entroterra per sfuggire ai droni marini. Colpire la centrale elettrica significa lasciare il comando russo in Crimea senza energia affidabile e mandare in tilt le loro comunicazioni in un momento critico. L'Ucraina sta scientificamente togliendo energia e infligge cecità radar ai difensori, alimentando il timore di uno sbarco che sarebbe impossibile da prevenire e sempre più difficile da respingere. A rendere ancora più complicata la difesa della Crimea c’è il sempre più vasto malcontento della popolazione, che sta vivendo disagi ogni giorno maggiori (tra i quali anche esplosioni continue in vari punti della penisola) cui, in queste ore, si stanno aggiungendo migliaia di lettere per la mobilitazione forzata, vista la necessità di Putin di rimpiazzare le perdite al fronte senza toccare le grandi città russe. Una situazione questa che alimenta le file della resistenza e crea un clima di crescente avversione verso le autorità di occupazione. La situazione evolve di ora in ora in tutte le aree occupate, inclusa la fascia costiera sud. L'intelligence britannica ha ad esempio confermato l'annientamento di due ponti stradali vitali lungo la rotta M14 (la cosiddetta "autostrada di terra" Rostov-Melitopol) nel settore di Berdiansk, strike che costringe i convogli russi a una deviazione di ore. Altri dettagli potrebbero emergere nelle prossime ore, per cui STAY TUNED! #Ucraina #Crimea #Guerra

At 10:20 on Wednesday, the high-speed line between Milan Rogoredo and Piacenza went down due to a fault in the electrical line, complete with a fire of brushwood on the tracks. Just to not miss anything. Seven trains canceled, cascading delays: the Frecciarossa 9311. (translated)

Il Messaggero Jun 13

Il sottomarino nucleare Columbia, in fase di costruzione negli Stati Uniti, rappresenta un significativo aggiornamento delle capacità di deterrenza strategica della Marina statunitense, con innovazioni tecnologiche avanzate tra cui un reattore progettato per durare tutta la vita del vascello e una propulsione elettrica che ne aumenta la furtività, destinato a sostituire la flotta di sottomarini di classe Ohio entro il 2040. #Columbia #MarinaStatunitense #SommergibiliNucleari

Usa, per la difesa prende forma il "Columbia": come funziona il sommergibile nucleare da 20mila tonnellate (che cambia le regole del gioco)

Ieri il capo delle forze ucraine dei sistemi senza pilota Madyar annunciava di voler isolare del tutto la Crimea e in un certo senso è già successo. Mentre emergeva l’entità dei danni degli ultimi attacchi ucraini ai ponti che collegano il nord della Crimea con Kherson (sul ponte di Armiansk è stato distrutto un convoglio di 50 mezzi che trasportavano carburante e munizioni), le autorità hanno disposto il blocco totale del transito commerciale, perché metterebbe a rischio le poche corsie rimaste o riallestite attraverso pontoni provvisori. L’unica grande arteria di collegamento della penisola resta dunque il ponte di Kerch a est, sul quale tuttavia è da tempo vietato il transito di materiali esplodenti e i transiti stradale e ferroviario sono consentiti solamente per carichi leggeri. Ma mentre la Crimea subisce contraccolpi soprattutto in termini di carenza di combustibili, è la linea di difesa mantenuta dagli occupanti a Kherson a rischiare le conseguenze peggiori. Un'ondata di esplosioni a catena ha infatti colpito stanotte i nodi nevralgici delle retrovie nelle zone occupate a Melitopol, Tokmak e Henichesk. Subito dopo le detonazioni (che hanno preso di mira depositi e nodi di smistamento, inclusa l'area di Yakymivka nel distretto di Melitopol), si è verificato un collasso totale della rete elettrica e delle comunicazioni. Nelle tre città è quasi del tutto sparito il segnale internet e la telefonia mobile. Il gruppo partigiano ATESH attribuisce questo blackout non solo ai danni fisici alle centraline, ma al fatto che i russi abbiano attivato al massimo i propri sistemi di guerra elettronica (EW) nel tentativo disperato di schermare la zona da ulteriori ondate di droni guidati, finendo però per isolare le proprie stesse linee di comando e gettare nel panico la logistica civile. Gli attacchi rientrano nella strategia di blocco logistico, che prosegue senza sosta, anche con continui attacchi sui convogli stradali. Sul piano strettamente tattico, lo Stato Maggiore ucraino segnala che i russi hanno tentato una serie di piccoli contrattacchi diversivi a sud-ovest di Kherson City, in particolare nell'area dell'isola di Bilohrudyi (nel delta del Dnipro). I tentativi di sbarco della fanteria leggera russa sono stati tutti respinti dall'artiglieria ucraina e dai droni FPV, senza che i russi riuscissero a guadagnare alcuna posizione. Negli ultimi giorni le forze ucraine hanno invece intensificato le incursioni anfibie ed esplorative lungo tutto il corso inferiore del Dnipro e nell'area dell'estuario (sfruttando il vuoto lasciato dai russi con il ritiro dallo spit di Kinburn), per sfruttare il blocco logistico ed accelerare l’esaurimento delle riserve di carburante e munizioni da parte degli occupanti, dando anche chirurgicamente la caccia ai depositi di armi. Dunque, mentre la Russia si accanisce da 8 mesi su Kostantianyvka, in Donbas, dove ha già perso, secondo alcune stime, tra i 15 ed i 22.000 uomini (di cui almeno 7.000 morti) e dove rischia di diventare impossibile immaginare ulteriori avanzate a causa del dissanguamento delle truppe, al sud intere regioni rischiano di collassare, obiettivo che Kyiv intende perseguire a tutti i costi, non solo per ridicolizzare lo sforzo militare russo che sta portando il paese all’autodistruzione, recuperando terreno in regioni che il Cremlino ha fatto inserire nella costituzione come russe, ma anche nella prospettiva di ridurre nei prossimi mesi la linea del fronte, complicando ulteriormente la vita all’invasore. #Ucraina #Crimea #Guerra