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#imperfezione

Il mito non è una fiaba. Le comunità umane hanno sempre raccontato storie per ricordare ciò che le ha formate. Una crisi che ha rischiato di spezzarle. Una prova quasi impossibile. Una sconfitta da cui è nata una nuova consapevolezza. Un gesto, una scelta, un conflitto che, nel tempo, hanno finito per dire qualcosa di essenziale su chi siamo. È forse questo uno dei significati più profondi del mito. Il mito non è semplicemente una storia del passato. È una memoria condivisa che continua a essere raccontata perché contiene qualcosa che una comunità riconosce come vero. Per questo il mito non è una fiaba. La fiaba tende a semplificare: elimina le contraddizioni, ordina il mondo, separa il bene dal male e conduce verso una conclusione. Il mito, invece, conserva l'ambivalenza dell'esperienza umana. I suoi eroi non sono perfetti. Le loro vittorie hanno spesso un prezzo. Le loro virtù possono diventare difetti. Le loro scelte possono essere insieme necessarie e terribili. Prendiamo a esempio l'iliade. Achille è grande perché è anche distruttivo. Odisseo è astuto perché è anche ambiguo. Agamennone è re, ma il suo potere non lo rende meno fragile. È proprio questa imperfezione a rendere il mito inesauribile. Ogni generazione lo racconta nuovamente, con le proprie parole e le proprie inquietudini. Cambiano i significati, cambiano le domande, talvolta persino i personaggi acquistano volti nuovi. Eppure qualcosa rimane. Non perché il mito sia immutabile. Ma perché, attraverso il cambiamento, conserva una verità che non appartiene interamente a nessuna generazione. Forse è per questo che continuiamo a tornare a Omero, alle tragedie greche, ai grandi racconti fondativi. Non perché ci parlino di un mondo scomparso. Ma perché ci ricordano che alcune delle domande fondamentali dell'essere umano non sono mai cambiate. E forse il mito è proprio questo: una comunità che racconta se stessa per capire, ogni volta da capo, chi è. Sto esplorando questo spazio attraverso il mito, la letteratura, il teatro e la filosofia: non per cercare risposte definitive, ma per vedere cosa possono ancora dirci sul modo in cui abitiamo il mondo.

la morale qua sopra non la può fare nessuno perché chi più chi meno tutti me compresa abbiamo pestato merdoni e questa non è giustificare è semplicemente dire che prima di puntare il dito ricordiamoci di quello che abbiamo fatto. #riflessione #umanità #imperfezione

Che cos’è stata @helenaprestes a The 50? Credo che, come la maggior parte dei fan, quando è stato annunciato che Helena avrebbe partecipato al programma, anche senza sapere esattamente come sarebbe stato, eravamo già certi che ci avrebbe sorpreso in positivo. Helena è una di quelle persone che, quando crede in qualcosa, va fino in fondo. Determinata, combattiva e coraggiosa, va avanti anche quando ha paura. Ogni giorno ci insegna a inseguire i nostri sogni, i nostri obiettivi e le nostre scelte, anche quando, a un certo punto della vita, ciò che sembrava avere senso smette di averlo. Helena è una persona che perdona facilmente, che non porta rancore, anche quando avrebbe tutte le ragioni per farlo. È premurosa, affettuosa e ha un cuore enorme. Certo, come ogni essere umano, ha le sue imperfezioni. Ma credo che siano proprio quelle a renderla così forte, autentica e speciale. Così speciale che persino gli avversari finiscono per riconoscere chi è davvero. Perché Helena sa distinguere il gioco dalla realtà, sa competere senza perdere la sua essenza e i suoi valori. E noi non potremmo essere più orgogliosi della sua partecipazione. Sei stata straordinaria dall’inizio alla fine. Vera, coraggiosa, umana e d’ispirazione per tanti. Sei stata perfetta in ogni tua imperfezione, perché sono proprio quelle a renderti grande. ❤️✨ #HelenaPrestes #The50Italia #thefifty #prime #HelenaPrestes #The50Italia #ispirazione