BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#stilistica

Oggi Stefano Lorenzetto del @ilfoglio_it Foglio smentisce e smaschera tutte le menzogne statistiche dette da #Belpietro e della Verità su #difterite e #tubercolosi. Ecco qui il pezzo: “Maurizio Belpietro, direttore della Verità, in un editoriale attacca l’infettivologo genovese Matteo Bassetti. Argomento: la difterite. Belpietro sostiene che la portano gli extracomunitari e, per dimostrarlo, si rifà a uno “studio del New England Journal of medicine, e non a un articolo della Gazzetta dei caruggi, in cui si documenta che la malattia infettiva ha visto crescere i casi in tutta Europa a causa dell’aumento dei flussi migratori”. Poco oltre aggiunge: “Per non dire di un altro studio rintracciabile sul sito dell’Istituto Pasteur”. Peccato che non si tratti affatto di “un altro studio”, bensì del resoconto di quello pubblicato sul New England Journal of Medicine appena citato da Belpietro. Dopodiché, a proposito della tubercolosi, egli scrive: “Noi le statistiche le abbiamo guardate e dicono l’opposto di quel che sostiene l’illustre luminare del polpo alla brace. Nel 2024, ultimi dati disponibili, in Italia sono stati registrati 3.150 casi, corrispondenti a un tasso del 5,3% ogni 100.000 abitanti, con un incremento dell’8,9% rispetto all’anno precedente”. Deve averle guardate male, le statistiche, perché un tasso “del 5,3% ogni 100.000 abitanti” è palesemente sbagliato. Il dato corretto è 5,3 casi ogni 100.000 abitanti, non il 5,3 per cento, quindi lo 0,0053 per cento, come specifica l’Istituto superiore di sanità: “Nel 2024 sono stati notificati 3.150 casi” di Tbc, che corrispondono “a un tasso di notifica di 5,3 casi per 100.000 abitanti”. Belpietro aggiunge: “Scrive Sanità informazione: la quota dei casi tra i nati all’estero è arrivata al 63,2% su 100.000 abitanti, circa 13 volte superiore rispetto ai nati in Italia”. Ma il 63,2 per cento è la quota dei casi verificatisi fra persone nate all’estero: 1.991 su 3.150. Il tasso calcolato sugli stranieri è invece di 29,8 casi ogni 100.000 abitanti, pari allo 0,0298 per cento. Belpietro ha soppresso le parole “con un tasso di notifica di 29,8 per 100.000 abitanti”, presenti su Sanità informazione, saldando così due dati distinti e attribuendo alla fonte un nonsenso statistico. E fin qui siamo ai numeri a capocchia. Poi ci sarebbe la sintassi: “Bassetti è tornato perciò ai suoi vecchi amori e dunque, vista l’apertura del nostro giornale sulla difterite arrivata in Italia con i migranti, ha deciso di sproloquiare, smentendo la tesi che certe malattie infettive giungano nel nostro Paese sui barconi, nella speranza di guadagnare qualche titolo e magari anche un passaggio tv”. Il soggetto sottinteso di “nella speranza di guadagnare” è correttamente Bassetti, ma la sua distanza dall’espressione e la vicinanza di “malattie infettive” si traducono in una costruzione stilisticamente maldestra, quasi che fossero le malattie a sperare di guadagnare titoli di giornale e passaggi in tv.” L’ennesima figura di m. della Verità che tarocca i numeri della statistica e cita articoli inesistenti per confermare le proprie tesi di razzismo sanitario. Un consiglio? Oltre che un corso accelerato di malattie infettive, Belpietro farebbe bene a farne uno di statistica e uno di etica professionale https://t.co/kdSMwbxYoh #Sanità #Statistiche #Salute

Vecernji.hr Jul 14

Preminula je Snježana Vego, istaknuta slikarica, kostimografkinja i prva hrvatska stilistica, koja je ostavila značajan trag u hrvatskoj likovnoj i modnoj sceni te obrazovanju generacija studenata. #SnježanaVego #stilistica #moda

Preminula istaknuta slikarica, kostimografkinja i prva hrvatska stilistica Snježana Vego

La Forza Invisibile: Perché il Rispetto e la Dignità sono le Nuove Forme di Coraggio Introduzione: Il Paradosso della Debolezza Vi siete mai chiesti perché, nella frenesia della modernità, l’atto di portare rispetto sia finito per essere declassato a sintomo di fragilità? In un’epoca che sembra aver eletto la sfrontatezza a virtù e il rumore a prova di esistenza, l’eleganza interiore viene spesso guardata con il sospetto che si riserva a un reperto anacronistico. Eppure, attraverso le riflessioni intime di L. B., scopriamo che questa presunta debolezza è, in realtà, l'unica vera forma di resistenza rimasta. La gentilezza non è una resa, ma una postura dell'anima che richiede una forza di gran lunga superiore al cieco impeto dell'ego.Punto 1: Il Rispetto è un Sentimento "Demodé"?Oggi assistiamo a un paradosso logorante: il rispetto è un valore preteso a gran voce da tutti, ma praticato con una parsimonia quasi ascetica. L. B. ne traccia un profilo lucido, definendolo l'antitesi di quella "sfrontatezza" che sta diventando la cifra stilistica del nostro tempo. Questa sfrontatezza non è altro che un'ineleganza dell'essere, una rinuncia sistematica a dare peso e valore alla propria e altrui dignità. Quando smettiamo di rispettare, non stiamo semplicemente ignorando l'altro; stiamo dichiarando la nostra bancarotta spirituale, rinunciando alla nobiltà d'animo per abbracciare una volgarità esistenziale priva di bussola."Il rispetto: preteso sempre, praticato sempre meno — come tutto quello che viene percepito come debolezza. "Punto 2: La Dignità come "Ingessatura" Necessaria Per chi ha il coraggio di guardarsi dentro, la dignità appare come una "bella ingessatura". Non lasciatevi ingannare dal termine: lungi dall'essere un limite che imprigiona, l'ingessatura è ciò che permette a un corpo fratturato di guarire e di stare di nuovo eretto. In un mondo che esalta una libertà scomposta e spesso distruttiva, la dignità funge da impalcatura morale. È il controllo razionale che decidiamo di imporci per nobilitare ogni nostro gesto. Scegliere questa struttura non significa ridursi, ma darsi una forma, trasformando il disordine istintivo in una presenza solida e consapevole. Punto 3: Occupare lo Spazio Senza Sopraffare Vivere con dignità significa saper stare al mondo con una consapevolezza geometrica: occupare il proprio spazio necessario senza mai invadere o calpestare quello altrui. È qui che il Life Strategist riconosce il valore della "firma della sensibilità". Non si tratta solo di empatia, ma di uno stile personale nel farsi carico delle necessità del prossimo senza avvertire il bisogno puerile di rivendicare meriti o cercare il palcoscenico. È una sorta di branding silenzioso dell'anima: agire con valore perché è nella nostra natura farlo, lasciando che la nostra integrità sia l'unico testimone necessario."Dignità è saper porre un controllo razionale a come ci si muove. Occupare il proprio spazio senza sopraffare. "Punto 4: La Bellezza che Ritorna e il Coraggio Quieto È fondamentale non confondere la dignità con la rigidità. Se la rigidità è un muro che respinge, la dignità è un "coraggio quieto" che accoglie. Esiste una bellezza struggente che ci ritorna soltanto quando, nel silenzio della riflessione, guardiamo indietro ai percorsi faticosi che abbiamo attraversato. La vera vittoria non è l'aver raggiunto la meta, ma l'essere riusciti a percorrere sentieri impervi senza aver svenduto i propri valori lungo il cammino. È la nostalgia radiosa di chi si guarda allo specchio dopo la tempesta e riconosce ancora lo sguardo di chi è partito."La dignità non è rigidità. È il coraggio quieto di chi ha percorso una strada difficile senza perdersi lungo il cammino."Conclusione: Un Viaggio senza SmarrirsiScegliere la dignità e il rispetto oggi è un atto di ribellione silenziosa. Non è un retaggio del passato, ma una strategia vitale per chiunque desideri che il proprio passaggio sulla terra lasci una traccia dotata di senso. È la decisione quotidiana di rivestire di significato ogni interazione, di essere padroni dei propri movimenti e custodi della propria sensibilità. Solo mantenendo intatta questa "ingessatura" interiore potremo navigare la sfrontatezza del mondo senza che essa ci contagi.In una società che urla costantemente per attirare l'attenzione, avete voi il coraggio di lasciare che la vostra dignità sia l'unico, silenzioso testimone della vostra grandezza?

Il Post Jun 19

Nel trailer di Toy Story 5 si possono notare sequenze di animazione che sembrano disegnate a mano, evidenziando l'intenzione di Pixar di esplorare un look 2D pur mantenendo l'animazione in computer grafica, mentre la compagnia si prepara a introdurre questa innovazione stilistica in un contesto di crescente necessità di novità e successo dopo diversi insuccessi di film originali. #ToyStory5 #Pixar #Animazione2D

C’è una cosa vecchia e nuova insieme in “Toy Story 5”