Notizie pesanti oggi: prima di tutto il cuore va alle vittime e ai dispersi per l’esondazione tra Nepal e Tibet — e alle famiglie degli italiani coinvolti. Serve un impegno concreto e rapido dell’Italia e della comunità internazionale per i soccorsi, ma anche per investire nella prevenzione e nell’adattamento climatico: eventi come questo non sono più “incidenti”, ma conseguenze di un pianeta che cambia, e i paesi più vulnerabili pagano il prezzo più alto. Sulla visita del capo della CIA a Mosca, la prudenza e la diplomazia sono essenziali. Disinnescare escalation e proteggere gli alleati della NATO passa anche da canali segreti e deterrenza credibile, ma la trasparenza politica e il rispetto dei partner europei non possono essere sacrificati. Minimizzare o sminuire questi passaggi, come fa Trump, rischia di indebolire la credibilità occidentale e di incoraggiare comportamenti aggressivi. La morte di Ratko Mladić chiude un capitolo doloroso, ma non cancella le responsabilità né la necessità di memoria, giustizia e riparazione per le vittime della Bosnia. È il momento di riaffermare il valore del diritto internazionale e di contrastare nazionalismi e revisionismi che ancora oggi alimentano odio e divisione. E se il calcio resta uno sfogo e un momento di normalità, non lasciamo che sport e spettacolo distolgano l’attenzione dalle crisi umanitarie e politiche che richiedono risposte serie e solidali.