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Istituto Liberale

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Sanchez è offeso dalla sospensione di Schengen da parte dell'Italia, e fa finta di non capire che Ceuta c'entra poco in tutto questo. Il problema è sorto quando ha iniziato a regolarizzare massivamente 1,3 milioni di irregolari. L’Italia gli sta dicendo una cosa semplice e scomoda: ogni decisione che prendi sulle politiche migratorie non riguarda più solo la Spagna. Ha conseguenze sull’intera Unione Europea. Se regolarizzi in massa 1,3 milioni di immigrati irregolari, quei migranti possono liberamente spostarsi in Italia, Francia, Germania o in qualsiasi altro Paese Schengen. Non sono solo un problema spagnolo: diventano un problema europeo. Per questo la Spagna deve farsi carico fino in fondo delle sue scelte. Non può decidere unilateralmente di aprire le porte e poi pretendere che gli altri Paesi assorbano le conseguenze. Lo sanno tutti che Ceuta è in Africa, ormai Google e ChatGPT ce l'hanno tutti (non facciamo finta che nessuno li usi), ma qui il problema non è Ceuta, il problema è un governo di sinistra regressista che non vuole trattare il problema dell'immigrazione di massa con la serietà che meriterebbe, e ne subisce giustamente le conseguenze. #Immigrazione #Schengen #UnioneEuropea

Oggi la Cassazione deciderà se confermare o meno la condanna a 14 anni e 9 mesi di carcere per il gioielliere Mario Roggero. Difendere la proprietà privata equivale a difendere la propria vita. Non è il gioielliere che valuta i suoi beni più della vita dei ladri, ma i ladri che valutano la loro vita meno della refurtiva che hanno tra le mani. Speriamo in un esito favorevole per Mario Roggero. (In foto, il volto del gioielliere dopo una delle cinque rapine che già aveva subito in passato). #Giustizia #ProprietàPrivata #Sicurezza

La cosa più bella di questa mappa è il potersi soffermare sulla Sicilia. Nonostante non sia tra le regioni più colorate di verde, conta nella realtà la metà di tutti gli addetti forestali d’Italia (circa 1 forestale ogni 300 abitanti). È per un’infinità di scelte di questo tipo che il sud continua a rimanere indietro rispetto al nord italia. #Sicilia #Foreste #SudItalia

Stamattina su La7 Caporali, giornalista del Fatto, ha posto l'annosa questione: con la remigrazione chi raccoglierà i pomodori a tre euro l'ora? Questo pensiero piace così tanto alla sinistra che viene riproposto su base quotidiana come se fosse il silver bullet per fermare i licantropi fascisti. Al di là dell'aspetto umano di queste affermazioni (quindi il miglior argomento per tenere persone in Italia senza titolo è che possiamo farle lavorare a basso prezzo nei campi?) io mi domando se veramente questa gente pensa che, se domani dovessero magicamente sparire tutti gli immigrati, improvvisamente lasceremmo i pomodori a marcire nei campi. Come spesso accade, chi frequenta i salotti bene di sinistra non ha idea di come funzioni il mondo e magari non ha mai messo piede in un'attività agricola, tranne forse qualche cantina nel Chianti, e non si rende conto del cambiamento avvenuto nella composizione demografica del lavoro stagionale agricolo negli ultimi vent'anni. Fino ai primi anni 2000 il lavoro stagionale era sostanzialmente rivolto a chi aveva bisogno di un po' di pocket money per potersi pagare le vacanze: principalmente studenti delle superiori e studenti universitari. C'erano anche tante altre persone in situazioni di difficoltà che lavoravano per arrotondare, ma era pacifico a tutti che quello non era un lavoro fatto per mantenere una famiglia, bensì un lavoretto estivo per mettersi 2000 euro in tasca a fine stagione. Ovviamente non era legale, ma l'industria agricola poggiava su questo, e vi poggia tutt'ora. L'agricoltura non è esattamente un settore redditizio per gli imprenditori agricoli, e lo è ancora meno per chi passa le ore nei campi: tuttavia, la barriera all'ingresso era bassa, e per chi ama stare all'aria aperta l'idea di guadagnare 4/5 euro l'ora per raccogliere un po' di frutta non era male. Poi sono arrivati gli immigrati, i quali hanno accettato di fare lo stesso lavoro a prezzi inferiori. Il costo del lavoro si è praticamente dimezzato e i primi imprenditori ad assumere manovalanza a basso costo hanno potuto "tagliare" la concorrenza, che nel frattempo si è adeguata, spingendo fuori mercato quelle attività agricole tradizionali che cercavano di mantenere manodopera italiana pagata ai prezzi pre-immigrazione. Quegli studenti che trovavano conveniente lavorare per 4-5 euro l'ora hanno ritenuto non valesse la pena faticare per la metà dei soldi, e così sono stati di fatto "sostituiti" dai nuovi arrivati. Quindi, per rispondere alla domanda molto intelligente ma troppo borghese di Caporali, se domani sparissero gli immigrati clandestini quei pomodori non marciranno nei campi ma verranno raccolti da italiani disposti a lavorare a condizioni migliori di quelle attualmente offerte dal mercato. E perché mai si dovrebbe alzare magicamente il prezzo del lavoro, chiederà Caporali? Per lo stesso motivo per cui salgono tutti i prezzi: legge di domanda e offerta. L'arrivo di milioni di braccianti a basso costo ha inevitabilmente avuto un effetto distorsivo sul sistema dei salari, in un Paese la cui situazione salariale è già ferma al palo a causa della contrattazione collettiva, e i populisti di sinistra non si rendono conto (o fanno finta di non rendersi conto) di come l'immigrazione di massa abbia tolto opportunità proprio agli ultimi della società. Purtroppo il dibattito politico è distorto: la paura dell'ultradestra impedisce di ragionare su ciò che si dice. Per i conduttori dei talk-show bisogna tirare everything in the kitchen sink al Vannacci di turno, e quindi non c'è tempo di pensare alle idiozie che vengono fuori dalla parte dei "buoni" (a nulla). #Immigrazione #Agricoltura #Lavoro