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Leo Cuomo

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Leo Cuomo

Leo Cuomo Jul 16

Segnatevi questa data, fate uno screenshot e stampatelo, perché oggi è crollato ufficialmente il castello di carte del calcio italiano. La Corte di Giustizia Europea ha appena sganciato la bomba atomica definitiva, dando totalmente ragione ad Andrea Agnelli e Maurizio Arrivabene. Da questo preciso istante, la giustizia sportiva della FIGC (per come l'abbiamo conosciuta fino a oggi) smette di esistere. È morta, sepolta, rasa al suolo dal diritto europeo. 👋❌⚖️ Ecco perché questa sentenza è una pietra miliare storica che asfalta l'intero "Sistemone" italiano: 1) Fino a ieri, il tribunale di palazzo della FIGC poteva emettere sentenze politiche a targhe alterne senza che nessuno potesse realmente difendersi fuori dal loro recinto dorato. Oggi l'Europa stabilisce un principio sacrosanto e democratico: chi viene sanzionato dalla giustizia sportiva deve poter ricorrere a un giudice indipendente ordinario non solo per chiedere i danni, ma per farsi annullare la sanzione. 2) Questa sentenza toglie dalle mani di Chinè e dei burocrati federali il potere di vita e di morte sui club e sui dirigenti. Non potrete più inventarvi penalizzazioni a campionato in corso, processi farsa in 48 ore o archiviazioni chirurgiche "a tarallucci e vino" per gli amici degli amici, perché ora un giudice vero, terzo e indipendente, può prendere le vostre sentenze e usarle per accendere il caminetto, annullandole e costringendovi a pagare risarcimenti miliardari. 3) Lo hanno insultato, lo hanno processato sui giornali di regime, hanno cercato di radiarlo e di distruggere la Juventus pur di difendere lo status quo. E invece, ancora una volta, Andrea Agnelli ha guardato dieci anni avanti a tutti gli altri, andando a vincere la battaglia dove le minacce e le tessere di partito non contano nulla: nei tribunali europei. Hanno provato a governare il calcio italiano come se fosse la Corea del Nord, con regole ad personam e processi sommari scritti sotto dettatura. Oggi l'Europa gli ha ricordato che siamo nel 2026 e che il diritto alla difesa è inviolabile. La ricreazione è finita. Preparate i libretti degli assegni, perché adesso che tremano le poltrone, qualcuno dovrà pagare i danni per tutte le porcate fatte in questi anni. La storia ha finalmente presentato il conto. E c'è scritto: HA VINTO ANDREA AGNELLI. 👑🥂🔥 #Agnelli #Arrivabene #CorteDiGiustiziaEuropea #FIGC #GiustiziaSportiva #Superlega #FineDelRegime #Agnelli #GiustiziaSportiva #CorteDiGiustiziaEuropea

Leo Cuomo Jul 16

🎪📉🔥 Tenetevi forte, perché qui siamo al cortocircuito totale! Il colpo di spugna che doveva cancellare #Arbitropoli e salvare l'Inter si è appena trasformato in un vero e proprio boomerang. Nel firmare la richiesta di archiviazione penale, lo stesso capo della Procura Marcello Viola (sì, proprio lui) ha dovuto mettere nero su bianco una dichiarazione che suona come una condanna morale e sportiva senza appello (vedi allegato di @MarcoCento38849 ): «La richiesta di archiviazione ricostruisce, nei limiti del materiale probatorio acquisito, la sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati, attraverso l’esame analitico dei risultati delle intercettazioni telefoniche e della loro tempistica, in taluni casi comparato con gli esiti dei servizi di pedinamento.» Traduzione dal legalese al mondo reale? Viola ha appena confermato ufficialmente che le interferenze sulle designazioni arbitrali ipotizzate dal pm Ascione ci sono state eccome. Sono fatti storicamente accaduti, provati da intercettazioni analitiche, tempistiche sospette e persino dai pedinamenti degli investigatori! Andiamo a smontare questa follia tutta italiana: 1) ARCHIVIANO MA CONFERMANO IL FATTO: Siamo alla follia pura. Ti dicono: "Sì, è vero, i dirigenti nerazzurri telefonavano, facevano pressioni, incontravano persone e interferivano sulle designazioni degli arbitri. Però per noi penalmente non è abbastanza, quindi archiviamo". È come trovare il ladro con le mani nella cassaforte grazie a un pedinamento e dire: "Sì, il fatto sussiste storicamente, ma non possiamo processarlo per furto perché la serratura era già mezza aperta". 2) LE PROVE SONO SCHIACCANTI: Non stiamo parlando di semplici chiacchiere da bar o suggestioni dei tifosi. Qui si parla di un "esame analitico", di incroci di telefonate e addirittura di "servizi di pedinamento" degli inquirenti. Il sistema di pressione c'era, era scientifico e opprimente. Altro che "nessun riscontro"! 3) E ORA CHINÈ NON HA PIÙ SCUSE: LA PALLA PASSA ALLA GIUSTIZIA SPORTIVA ⚖️🐍 Questo esposto di Viola è una bomba atomica confezionata su un piatto d'argento per la giustizia sportiva. Se il capo della Procura ordinaria scrive che le interferenze sulle designazioni arbitrali hanno una "sussistenza storica", il Procuratore Federale Giuseppe Chinè non può più girarsi dall'altra parte. Per la giustizia sportiva e per violare l'Articolo 4 sulla lealtà non serve il reato penale: basta e avanza la prova che si sia tentato di interferire con i designatori. E Viola ha appena certificato che quelle interferenze sono reali, storiche e documentate. Potete pure scappare dal processo penale grazie alla scadenza dei termini e alle acrobazie dei capi di procura, ma la verità storica è scritta sui vostri stessi atti di archiviazione. Siete stati blindati dai tribunali ordinari, ma il fango di questa vicenda vi rimarrà incollato addosso per sempre. Vediamo se adesso il "Sistemone" avrà il coraggio di insabbiare anche l'evidenza storica certificata dai suoi stessi magistrati! 🚪🤫👋 #Arbitropoli #Interopoli #MarcelloViola #Chine #GiustiziaSportiva #IlFattoSussiste #Arbitropoli #GiustiziaSportiva #Calcio

Leo Cuomo Jul 15

Se pensavate che il peggio fosse la farsa delle intercettazioni insabbiate dai media, tenetevi forti: oggi assistiamo in diretta alla morte dello stato di diritto e della giustizia sportiva in questo Paese. Un colpo di spugna chirurgico, apparecchiato nei minimi dettagli per salvare l’Inter e l'intero baraccone federale dal processo per #Arbitropoli. I dettagli di quello che sta accadendo alla Procura di Milano sono talmente scandalosi da sembrare un copione scritto per un film di quart'ordine, ma è tutto drammaticamente vero: ⚠️ IL PM HA LE PROVE, MA IL TEMPO SCADE: Il pm Ascione, titolare dell'inchiesta, ha elementi sufficienti per mandare a processo Gianluca Rocchi per aver condizionato le designazioni su pressione dell'Inter e della Federazione. Ma c'è una scadenza: domani è il suo ultimo giorno in Procura. Se non firma l'archiviazione rinnegando il suo stesso lavoro, dal giorno dopo ci penseranno i suoi superiori. 🔵 IL FATTORE VIOLA (IL CAPO TIFOSO): A orchestrare la ritirata e pretendere l'archiviazione c'è il capo della Procura Marcello Viola (noto e dichiaratamente interista) insieme al pm Ielo. Una staffetta temporale perfetta: aspettare che scada il turno del magistrato che vuole fare il suo lavoro per mettere la firma sul "nulla di fatto" penale. Tutto in famiglia, tutto regolare! 🍷 LA "GARANZIA" CHINÈ ALLA GIUSTIZIA SPORTIVA: "La palla passa alla giustizia sportiva", dicono. Sì, certo, peccato che lì ad aspettarla ci sia il Procuratore Federale Giuseppe Chinè. Lo stesso Chinè che quando si tratta di scovare plusvalenze o irregolarità altrove si trasforma in uno sceriffo implacabile in 48 ore, ma che davanti a #Interopoli e alle pressioni documentate sui designatori improvvisamente indossa la benda. Finirà tutto a tarallucci e vino, con la solita melina burocratica per salvare la baracca. IL DOPPIO PESISMO È DIVENTATO LEGGE ⚖️❌ La narrazione è già scritta: useranno l'archiviazione penale firmata d'ufficio da Viola e Ielo come uno scudo per dire "visto? Non c'era niente!". E Chinè userà quell'archiviazione come scusa perfetta per girarsi dall'altra parte, ignorando la violazione dell'Articolo 4 sulla lealtà sportiva che, in un Paese normale, comporterebbe la retrocessione diretta per illecito sportivo. Hanno creato una cupola mediatica e giuridica indistruttibile, dove chi indaga viene neutralizzato dalle gerarchie interne e chi dovrebbe vigilare sullo sport risponde al telefono degli amici di palazzo. Potete archiviare le carte, potete scambiarvi i favori nei corridoi dei tribunali e potete brindare a tarallucci e vino. Ma lo schifo di questa operazione rimarrà stampato nella storia del calcio italiano. La vostra "onestà" non è mai stata così palesemente di cartone. 🚪🤫👋 #Arbitropoli #Interopoli #MarcelloViola #Chine #GiustiziaSportiva #TarallucciEVino #GiustiziaSportiva #Arbitropoli #Calcio

Leo Cuomo Jul 9

Le intercettazioni bomba pubblicate da Il Fatto Quotidiano non sono una semplice notizia: sono la pietra tombale sulla finta onestà di chi si è auto-proclamato per vent'anni il "club degli onesti". La maschera è caduta, e sotto c'è il fango più totale. Altro che "stile", altro che "immunità diplomatica"! Gli inquirenti dell'indagine milanese fissano un punto di svolta clamoroso: contatti diretti e sistematici tra l'ex designatore Gianluca Rocchi e la società nerazzurra di Beppe Marotta. Andiamo a leggere la realtà dei fatti, quella che i media asserviti cercheranno di nascondere o minimizzare con i soliti grafici di carta velina: 1) NON UN CASO ISOLATO, MA UN SISTEMA SOCIETARIO: Gli inquirenti lo scrivono chiaramente. Non era un singolo dirigente che chiamava di nascosto. Erano "diversi soggetti della società" con nome e cognome che telefonavano a Rocchi per dettare i propri "desiderata" sulle designazioni arbitrali. 2) "QUELL'ARBITRO NON LO VOGLIAMO": Altro che accettare il verdetto del campo! Si andava dal folklore becero del "porta sfiga" fino a pressioni ben più serie e mirate: “Quell'arbitro non lo vogliamo”. Sceglievano i direttori di gara, facevano il bello e il cattivo tempo e decidevano chi doveva fischiare le loro partite. Per anni abbiamo assistito a un calcio in cui la Juventus veniva rivoltata come un calzino in 48 ore con processi sommari nel bel mezzo del campionato. Per anni ci hanno fatto la morale dai loro studi televisivi, godendosi una squisita immunità diplomatica su fideiussioni scadenze e passaggi societari fantasma all'ultimo secondo. Oggi scopriamo che mentre noi pagavamo dazio anche per colpe non nostre, nei palazzi milanesi si alzava il telefono per dettare la lista della spesa a Rocchi. Potete vincere tutti gli scudetti che volete in questo momento storico, potete continuare a nascondervi dietro i rifinanziamenti dell'ultimo secondo e i fondi speculativi, ma la storia non si cancella con le veline dei giornali amici. Siete e rimanete quelli salvati dai tribunali e protetti dal silenzio del sistema. E la cosa più bella? Siamo solo all'inizio. Preparate i pop-corn. Il castello di cartone sta venendo giù pezzo dopo pezzo. Tornate pure a nascondervi, ne avete un disperato bisogno. 👋🎪📉 #IntercettazioniInter #Marotta #Rocchi #Calciopoli #VeroCalcioItaliano #Calciopoli #VeroCalcioItaliano #IntercettazioniInter