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Don Fabio Marongiu

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Don Fabio Marongiu

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Dal Vangelo secondo Matteo Mt 23,23-26 In quel tempo, Gesù parlò dicendo: «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!». Parola del Signore. Giustizia, misericordia e fedeltà vanno coniugate insieme con un certo equilibrio per evitare di ritrovarsi con una delle tante maschere nel teatro che appartiene al mondo e non a Dio. La giustizia, quando resta sola è cieca, ottusa e legge il proprio spartito con l'andamento della propria convenienza. La misericordia che viaggia solitaria è così simile a un genitore che concede qualsiasi cosa al figlio e diventa causa della sua rovina. La fedeltà a Dio è un'ottima bilancia per evitare che una parte dimentichi l'esistenza dell'altra. Non c'è nulla di male nel dedicare tempo alla cura delle cose esteriori, ma solo dopo aver risposto pienamente a quanto accade dentro ognuno di noi. Buongiorno. #Giustizia #Misericordia #Fede

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 20,1-16 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi». Parola del Signore. Si può giudicare la misericordia di Dio? Quando leggiamo questo passo siamo immediatamente indotti in tentazione e, restiamo interdetti di fronte agli operai dell'ultima ora che ricevono la stessa somma di quelli che hanno lavorato per tutta la giornata. Se ognuno considerasse solo la propria paga non ci sarebbe alcuna tensione e non entreremmo in conflitto: anche quelli della prima ora hanno ricevuto un compenso più che generoso. Il confronto con l'altro mette in moto l'invidia e la gelosia e le nostre questioni di principio avvelenano il cuore. Capire che quel datore di lavoro è un padre e ha a cuore la realtà di tutti i suoi figli, anche di quelli che hanno dovuto attendere l'ultima ora per poter essere scelti, rimette in questione il rapporto che abbiamo con gli altri... Se ci sentissimo realmente fratelli forse riusciremmo a comprendere qualcosa di più, ma spesso affiora la sindrome del figlio unico che vorrebbe l'esclusiva dell'amore del Padre. La generosità di Dio andrebbe più contemplata che discussa. Buongiorno. #Vangelo #Misericordia #Generosità

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 14,22-33 [Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!». Parola del Signore. Tu che fai tacere il vento Quando sembri lontano, la paura sale in cattedra e ogni evento che sfugge al nostro controllo diventa ingestibile ansia, timore dell’ignoto e colpa per cui non esiste redenzione. Quando si fa strada il dubbio dell’abbandono la distanza che percepiamo dentro quello che vediamo sembra un’immagine priva di definizione, un fantasma che agita la notte, una realtà che non riusciamo a comprendere in alcun modo. Tu che fai tacere il vento continui a esserci accanto e la tua voce si fa richiamo e invito a raggiungerti dove la fede è l’unica strada che permette di non affondare e di non essere travolti dalle onde giganti del nostro smarrimento. E se, anche affiorasse la stanchezza e l’indecisione prendesse il sopravvento, al primo grido d’aiuto ci sarà la tua mano a sorreggerci per ricondurci dove barca protegge e riprende a navigare. #Fede #Speranza #Spiritualità

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,36-43 In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo». Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!». Parola del Signore. Verrà il tempo della mietitura e non è nostro il compito di sradicare o tagliare il seme maligno e i suoi frutti. Quello che possiamo fare è distinguere in noi stessi il seme buono da quello cattivo per evitare che la zizzania corrompa il nostro cuore e il nostro spirito. Quello che dobbiamo fare ogni giorno è ascoltare, è nutrirci di una Parola che ci aiuti a riconoscere e a pesare correttamente il valore di ogni cosa. Restare in ascolto, cercare il silenzio, avvicinarci ancora un po' per prestare meglio orecchio e capire qualcosa in più.... Buongiorno. #Fede #Spiritualità #Ascolto

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,44-52 In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:  «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo.  Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.  Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Parola del Signore. Il mio tesoro Il mattino ha l’oro in bocca e perle di silenzio che raccolgo ai primi segnali di luce del nuovo giorno. La Parola sempre antica e sempre nuova, prima delle parole che durano solo qualche istante, prima del gioco delle molteplici illusioni e dei miraggi di fine stagione. Il mattino e, già sono in piedi e mi sembra un miracolo che si ripete ogni giorno e no, non riesco proprio a darlo per scontato o a pensare che sia solo un caso e che non ci sia nessuna ragione. Il mattino e la dolcezza di una solitudine che non è isolamento, ma coscienza vigile che prende parte al progetto di una creazione e ringrazia per il canto degli uccelli, per i colori dell’alba e per quel segno di croce che trasfigura l’intero universo. Il mattino è un campo che nasconde infiniti tesori e ogni giorno è necessario vendere tutto per riuscire a scoprire quel piccolo lembo di terra che nasconde l’orizzonte di un senso che restituisce un sogno per domani. Il mattino è una parabola, un racconto che si ripete e ascoltando l’eco del passato suggerisce l’ipotesi di un altro futuro. Il mattino è impegno, è preparare la celebrazione di un’Eucaristia che è l’unico sacrificio capace di ripetersi sempre nuovo e non ha importanza se ho dormito a sufficienza, se sono in forma o se prevale la stanchezza… quello che realmente conta è scegliere di essere strumento intelligente di un Dio che non rinuncia a essere presente nei nostri giorni. E quando sarà sera, spero di avere ancora un po’ di luce per ricordare a me stesso che sto solo ritornando a casa… #RegnoDeiCieli #Parabole #Spiritualità

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 11,25-27 In quel tempo, Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo». Parola del Signore. Recentemente mi è capitato più volte di commentare questa breve pericope del Vangelo. Oggi, la prima cosa che mi viene in mente è una canzone estratta dal "Burattino senza fili" di Edoardo Bennato: "Dotti medici e sapienti". La presunzione e l'arroganza promettono di risolvere ogni questione che appartiene alla terra, ma di fronte a un qualunque problema concreto e reale che tocchi una singola persona quello che resta è il meme di un pavone che apre e chiude la propria ruota panoramica. I piccoli, conoscono l'essenziale e di fronte a chi ha sete rispondono con un bicchiere d'acqua e non con la cartella delle analisi dell'acqua. I piccoli si affidano con semplicità a Dio e riconoscono la Sua presenza contemplando le parole e i gesti compiuti dal Signore Gesù. E tanto può bastare. Buongiorno. https://t.co/Q8W3fLxNEG #Vangelo #Fede #Umiltà