Dal Vangelo secondo Matteo Mt 13,44-52 In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto nel campo; un uomo lo trova e lo nasconde; poi va, pieno di gioia, vende tutti i suoi averi e compra quel campo. Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra. Ancora, il regno dei cieli è simile a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. Quando è piena, i pescatori la tirano a riva, si mettono a sedere, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Avete compreso tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba, divenuto discepolo del regno dei cieli, è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche». Parola del Signore. Il mio tesoro Il mattino ha l’oro in bocca e perle di silenzio che raccolgo ai primi segnali di luce del nuovo giorno. La Parola sempre antica e sempre nuova, prima delle parole che durano solo qualche istante, prima del gioco delle molteplici illusioni e dei miraggi di fine stagione. Il mattino e, già sono in piedi e mi sembra un miracolo che si ripete ogni giorno e no, non riesco proprio a darlo per scontato o a pensare che sia solo un caso e che non ci sia nessuna ragione. Il mattino e la dolcezza di una solitudine che non è isolamento, ma coscienza vigile che prende parte al progetto di una creazione e ringrazia per il canto degli uccelli, per i colori dell’alba e per quel segno di croce che trasfigura l’intero universo. Il mattino è un campo che nasconde infiniti tesori e ogni giorno è necessario vendere tutto per riuscire a scoprire quel piccolo lembo di terra che nasconde l’orizzonte di un senso che restituisce un sogno per domani. Il mattino è una parabola, un racconto che si ripete e ascoltando l’eco del passato suggerisce l’ipotesi di un altro futuro. Il mattino è impegno, è preparare la celebrazione di un’Eucaristia che è l’unico sacrificio capace di ripetersi sempre nuovo e non ha importanza se ho dormito a sufficienza, se sono in forma o se prevale la stanchezza… quello che realmente conta è scegliere di essere strumento intelligente di un Dio che non rinuncia a essere presente nei nostri giorni. E quando sarà sera, spero di avere ancora un po’ di luce per ricordare a me stesso che sto solo ritornando a casa… #RegnoDeiCieli #Parabole #Spiritualità