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#2Agosto1980

#2agosto di 46 anni fa, #2Agosto1980 Non avevo ancora 11 anni, mancavano pochi giorni al mio compleanno ma io me ne sentivo già 11, anzi di più. Quartiere Barca, stavo giocando con gli amici sotto casa, sulle nostre biciclette con la carta fissata tra i raggi per fare quel “tatatatata”… Successe quel boom. L’onda d’urto arrivò subito benché lontani qualche km. Dalle finestre dei palazzi sopra noi spuntarono volti di mamme e nonne: “cos’è stato?” Decidemmo di avventurarci in centro, in bici, verso quel sordo e curioso boato. E arrivammo. Non avevamo mai visto una cosa del genere in TV, al cinema e neanche alle macchinette delle sale giochi a 200 Lire alla volta. Eravamo più candidi. Oltre Topolino non si leggeva, e lì quelle tragedie non accadevano. Impietriti, sul viale proprio davanti alla stazione, ad assorbire le urla, la disperazione, la polvere, le sirene, l’odore, il caos e l’apocalisse. E scappammo via. Vergognandoci. Sì, con le gambe tremolanti d’angoscia, ricordo bene la sensazione di vergogna che mi e ci avvolse. La vergogna per essere scappati via invece di rimanere di fronte a quella “cosa” troppo più grande di noi. Quella “vergogna” di quella fuga la provo ancora oggi e, per preservare il ricordo, trovo giusto rispolverarla ogni anno. Dai ricordi di un undicenne, 2 agosto 1980 Bologna. #Memoria #Storia #Bologna