BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#Ammán

The UN, Paris, London, Berlin, Doha, Amman, Moscow, Baghdad, and Islamabad condemned the attack on the airport, described as a "dangerous escalation" by the President of the European Commission, Ursula von der Leyen. #ArabieSaoudite #Attaques #Yémen (translated)

Arabie saoudite : ce que l’on sait des attaques de ce week-end sur Ryad
www.nouvelobs.com

The UN, Paris, London, Berlin, Doha, Amman, Moscow, Baghdad, and Islamabad condemned the airport attack, described as a "dangerous escalation" by the President of the European Commission, Ursula von der Leyen. #GuerreAuMoyenOrient #Ryad #Houthis (translated)

Guerre au Moyen-Orient : deux nouvelles explosions entendues à Ryad
www.lalibre.be

The Amman Marathon attracted approximately 6000 runners and emptied the streets of the Jordanian metropolis for a few hours, demonstrating that the city is slowly adapting to activities for pedestrians and runners, despite the usual traffic jams. #maraton #Ammán #běhání (translated)

Místo aut běžci. Ammánský maraton na pár hodin vyprázdnil silnice jordánské metropole
ANSA.it 4d

Christa Pike, shackled and confused in the hospital after a failed execution, still faces the executioner while her case continues to provoke shock and outrage globally, raising questions about the death penalty and her ability to understand the punishment she may face. #PenaDiMorte #ChristaPike #EsecuzioniCapitali (translated)

Christa Pike ammanettata e confusa in ospedale, rischia ancora il boia
H

“When Terrorism Becomes “Resistance”: What the Statistics Actually Show Do most Muslims oppose Islamist terrorism? The available evidence does not support either a simple “yes” or “no.” It shows a more complicated pattern: many Muslims reject attacks on civilians, while attitudes toward political violence can change substantially depending on the conflict, the perpetrators and the victims. A 2013 Pew Research Center survey found that 89% of Pakistani Muslims, 81% of Indonesian Muslims and 77% of Tunisian Muslims said suicide bombing and violence against civilians could never be justified in defence of Islam. But the figure was only 38% in the Palestinian territories; 62% said such violence could sometimes or often be justified (Pew Research Center, 2013). Jordan provides another revealing example. After al-Qaeda’s 2005 hotel bombings in Amman, support for Osama bin Laden’s al-Qaeda as a legitimate resistance organisation fell from 67% to 20%, while those calling it a terrorist organisation rose from 10.6% to 48.9% (Jamestown Foundation, 2005). The fact that attacks on Muslim civilians dramatically changed attitudes suggests that perceptions of political violence can depend partly on who is being targeted. More recently, an Arab Center survey across 16 Arab countries found that 67% considered Hamas’s October 7 operation a legitimate resistance operation, while another 19% considered it flawed but legitimate (Arab Center for Research and Policy Studies, 2024). These figures cannot, however, be equated directly with support for terrorism: respondents were asked about legitimacy and Hamas, not specifically whether they supported terrorism or attacks on civilians. The evidence therefore does not establish that most Muslims support terrorism. It does show something more precise and important: opposition to Islamist violence is not necessarily consistent across circumstances. Some people who reject terrorism in principle may regard violence as legitimate when it is framed as resistance against a perceived enemy. The statistics cited by FrontPage Magazine therefore raise a legitimate question(Greenfield, 2026)” - ChatGPT

In un mondo non al contrario Susan Sarandon parlerebbe all'ONU e Netanyahu verrebbe ammanettato. https://t.co/lP9b5mz72r #Politica #Giustizia #ONU

La Segretaria dei Giovani Democratici Virginia Libero è nata nel 1998, l’anno in cui nelle sale italiane usciva “Aprile”. In quel film Nanni Moretti, guardando in tv un dibattito con Berlusconi, urlava contro la tv chiedendo a D’Alema di dire “qualcosa di sinistra”. Sono certo che la capitana dei giocatori della primavera del PD, alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, abbia pensato di dire qualcosa di sinistra nel momento in cui ha trasformato il trito e ritrito manifesto pacifista in un elogio della diserzione. E invece così facendo ha in realtà contribuito a dimostrare l’assunto per cui la pace e il pacifismo sono diventati strumenti che un pezzo della sinistra non riesce più a maneggiare senza provare imbarazzo, intrappolata com’è tra chi li brandisce ormai come fossero categorie dello spirito e chi pretende invece che vengano coniugati come un rifiuto delle sole guerre di aggressione. Di certo, chi confidava che dal laboratorio della futura classe dirigente Dem emergesse un pensiero articolato e nuovo, si è trovato davanti ad una semplificazione buona per un discorso da aspirante miss, che taglia argomenti complessi in linee rette, che non distingue le armi impugnate per opprimere i popoli da quelle utilizzate per resistere e difendere la propria famiglia o la propria nazione. Ho colto nel discorso della giovane Virginia soprattutto la scarsa consapevolezza del privilegio di appartenere ad una generazione che la guerra non l’ha mai vissuta sulla propria pelle in un paese che dalla guerra è uscito grazie proprio a chi ha combattuto anziché disertare. Il diritto di non impugnare un’arma lo deve a chi ottant’anni fa è morto perché non ha avuto la sua stessa possibilità di scegliere ed anche a chi, ad una manciata di chilometri da noi, alla sua stessa età, è, suo malgrado, immerso nella polvere e nel fango delle trincee, non solo per permettere alla propria nazione di continuare ad esistere, ma anche perché in Europa si possa ancora credere che democrazia e libertà crescano spontaneamente sugli alberi e persino che la diserzione sia un valore, anziché un gesto di arroganza ammantato di etica. L’Italia non può costruire un futuro di diritti e di libertà sulla presunzione di generazioni che non guardano indietro e non si guardano attorno. Cara Virginia, vieni anche tu in Ucraina e potrai fare entrambe le cose: abbracciare quelli che potrebbero essere tuoi fratelli che lottano per ciò per cui hanno combattuto i tuoi nonni, per dare un giorno anche ai loro figli e nipoti la possibilità, sbagliando, di rivendicare il tuo stesso diritto di disertare. #Politica #Sinistra #Pacifismo

L

Un video di una poliziotta che schiaffeggia e spinge una donna ammanettata in un furgone ha suscitato indignazione in Belgio, portando all'apertura di un'inchiesta da parte della Procura del Brabante Vallone per accertare un possibile uso illegittimo della forza. #Polizia #Ingiustizia #Violenza

Poliziotta schiaffeggia una donna ammanettata e la spinge nel furgone

Questo post, ha al suo interno il contributo AI, tempo di lettura 10min: Questo contenuto fa parte di una strategia di disinformazione russa molto specifica. Il video in questione, che mostra un soldato apparentemente ammanettato all'interno di un autobus con scritte in italiano che attaccano il "regime di Zelensky", è in realtà un falso clamoroso architettato dalla propaganda del Cremlino. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)Le verifiche indipendenti condotte dalle agenzie di intelligence e di fact-checking mettono in luce la vera natura del filmato: [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)1. Chi c'è davvero nel video?Il Centro per il contrasto alla disinformazione ucraino (CCI) e diverse testate giornalistiche internazionali hanno analizzato il filmato originale. È emerso che: [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)Gli uomini ammanettati sul mezzo sono soldati russi, nello specifico appartenenti alla 15ª Brigata Fucilieri Motorizzati delle Guardie della Federazione Russa. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)Nel video originale non censurato (nato sui canali russi per denunciare i problemi interni al loro stesso esercito), i militari parlano con un marcato accento russo e non indossano in alcun modo le divise ufficiali delle Forze di Difesa ucraine. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)La didascalia originaria del video, rintracciata su canali Telegram russi di protesta, recitava originariamente: "I disertori del 108° Reggimento d'Assalto Aereo vengono portati a una missione di combattimento in manette". [1] (https://www.kyivpost.com/post/46336)2. Come opera il ribaltamento della propaganda pro-Putin?I canali di propaganda russa e i profili complottisti occidentali (inclusi quelli italiani come l'account "Cronos" nello screenshot) hanno preso questo video, lo hanno decontestualizzato e ne hanno ribaltato la narrazione. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...)Hanno aggiunto scritte ad effetto come "Il reclutamento forzato del regime Zelensky" per far credere che l'esercito ucraino sia alla disperazione, ridotto a legare i propri cittadini pur di mandarli al fronte. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336)Il contesto reale (perché la fake news attecchisce)Questa narrazione funziona tra i complottisti perché fa leva su un briciolo di dibattito reale. È vero che in Ucraina la mobilitazione militare è un tema teso e divisivo, e che la nuova legge sulla leva ha generato forti discussioni interne nel paese. Tuttavia, la propaganda russa cavalca sistematicamente questo argomento creando falsi totali (attori che recitano la parte di reclutatori violenti, o video russi riciclati come questo) con tre scopi precisi: [1] (https://www.avvenire.it/.../ucraina-ribellioni-contro-la...), [2] (https://www.rsi.ch/.../L%E2%80%99Ucraina-e-i-reclutamenti...), [3] (https://newsukraine.rbc.ua/.../kremlin-claims-1-7-million...), [4] (https://cpd.gov.ua/.../fake-video-about-mobilization-in.../)Demoralizzare la popolazione ucraina e i suoi sostenitori.Creare l'illusione che la Russia stia vincendo facilmente e che l'Ucraina non abbia più uomini.Convincere l'opinione pubblica occidentale che sostenere Kyiv sia inutile perché "il popolo non vuole combattere". [1] (https://newsukraine.rbc.ua/.../kremlin-claims-1-7-million...), [2] (https://time.com/.../russia-disinformation-ukraine.../)In conclusione, siamo davanti a un classico esempio di specchio riflesso: la propaganda mostra i metodi coercitivi usati dall'esercito russo sui propri soldati ribelli e li attribuisce al nemico per infangarlo. [1] (https://unn.ua/.../propagandists-spread-a-fake-video-of...), [2] (https://www.kyivpost.com/post/46336) A ri-propagare queste fake, i componenti delle così dette "camere di compensazione": All'interno di queste comunità chiuse si attivano dei meccanismi psicologici e digitali precisi: Il bias di conferma: Le persone che frequentano questi spazi non cercano la verità dei fatti, ma la conferma di ciò in cui credono già (ad esempio: "Zelensky è un dittatore", "I media ci nascondono tutto"). Se un video supporta questa tesi, viene accettato immediatamente senza alcuna verifica. La polarizzazione e l'isolamento: Chiunque provi a portare prove reali o a fare fact-checking viene bollato come "troll", "pagato dal sistema" o "addormentato". In questo modo l'echo chamber espelle il pensiero critico e si protegge da qualsiasi smentita. Gli algoritmi dei social: Le piattaforme tendono a mostrare agli utenti contenuti simili a quelli con cui hanno già interagito. Se un utente inizia a guardare video complottisti, l'algoritmo continuerà a proporgliene, creando una bolla in cui quella fake news sembra l'unica realtà esistente e condivisa da tutti. Chi crea questa propaganda (spesso fabbriche di troll o agenzie statali strutturate) sa benissimo come sfruttare queste dinamiche: non ha bisogno di creare un falso perfetto, gli basta che sia emotivamente impattante per fare in modo che le echo chamber lo amplifichino da sole, gratuitamente e in modo virale.

ANSA.it Aug 30

Un nuovo video shock rivela la morte di Jose Carlos Hoyoz-Munoz, un detenuto picchiato da agenti di polizia americani mentre era ammanettato, suscitando un'ampia discussione sulla violenza della polizia e sull'assistenza per le persone con problemi mentali. #ViolenzaPolizia #Giustizia #SaluteMentale

Video shock in Usa, detenuto picchiato da agenti muore

Massimo Ammaniti, psicanalista e psichiatra, discute l'importanza di un approccio che va oltre la prescrizione automatica di farmaci per la depressione, enfatizzando la costruzione di un rapporto con il paziente e il valore dei primi cinque anni di vita, mentre riflette anche sulla sua esperienza con bambini e adolescenti in manicomio e sul desiderio di essere un nonno. #depressione #psichiatria #cura

“La depressione? Ci sono forme resistenti per le quali sperimentiamo nuovi farmaci. Se penso ai pazienti che non vedo più? Sì, vorrei sapere se hanno superato le fragilità che li hanno condotti da me”: parla Massimo Ammaniti
L
lastampa.it Aug 27

L'inchiesta sull'ex Ilva di Milano ha portato all'accusa di bancarotta fraudolenta nei confronti dell'ex amministratore delegato Morselli, a seguito di contestazioni relative a ammanchi e falsificazioni in bilancio emerse dalla relazione dei commissari straordinari, in fase di un contenzioso civile da 7 miliardi. #Ilva #bancarotta #inchiesta

Inchiesta sull’ex Ilva. I pm: bancarotta fraudolenta, indagata l’ex ad Morselli

Il nostro @Dario5S continua a regalarci perle inestimabili. Stavolta posta un video di Giorgio Bongiovanni, direttore di Antimafia Duemila. Uno che racconta di aver ricevuto le stigmate con due raggi emessi direttamente dalla Madonna apparsagli nel 1989 (ecco il perché delle mani fasciate). A quelle ne sarebbero seguite altre sui piedi, al costato e sulla fronte. Un chiaro segno del compito a lui affidato di divulgare il messaggio spirituale di Fatima, ivi compreso l’immancabile terzo segreto. Bongiovanni è noto anche per la vicinanza all’ambiente ufologico legato a Eugenio Siragusa. Gli extraterrestri per lui non sono semplicemente membri di civiltà aliene ma “angeli di biblica memoria”, “Esseri di luce” e messaggeri di un ordine cosmico-spirituale. Uno con un simile curriculum non può che essere anche filorusso. Tra le sue interessanti posizioni ci sono la minaccia nucleare della NATO contro la Russia (non viceversa) e l’idea che dopo l’invasione Zelensky dovesse essere arrestato e tutti i territori contesi dovessero essere dati alla Russia. Nel video lo sentiamo sproloquiare di CIA, stragi e complotti per far chiudere Report e il Fatto prima delle elezioni, con il nostro eroe senza lividi che si domanda seriamente se tutto questo non c’entri qualcosa con i guai di Ranucci. D’altra parte Bongiovanni è membro di diritto del pantheon grillino e post-grillino. Parliamo di uno che, attraverso Antimafia Duemila continua a sostenere la teoria della trattativa Stato-mafia nonostante l’assoluzione definitiva degli ex ufficiali del ROS Mario Mori, Antonio Subranni e Giuseppe De Donno nel reato di minaccia a corpo politico dello Stato. Cioè un complottista che vorrebbe ammanettare anche agli assolti, praticamente il sogno bagnato di tutti i pentacosi. #Antimafia #Spiritualità #Complotti

BFMTV Aug 1

Les ambassades américaines à Amman, Jérusalem et Bagdad ont conseillé à leurs citoyens de considérer de quitter le Moyen-Orient en raison de la menace d'escalade du conflit suite aux déclarations agressives du président Donald Trump envers l'Iran et de possibles bombardements massifs. #MoyenOrient #Trump #AmbassadesAméricaines

Amman, Jérusalem, Bagdad... Des ambassades américaines appellent leurs citoyens à "envisager de quitter" le Moyen-Orient
Digi24 Jul 30

Iranul a declarat că a distrus trei avioane F-35 ale SUA într-un atac asupra unei baze aeriene din Iordania, în urma căruia Iordania a confirmat interceptarea unor rachete lansate dinspre Iran, însă Washingtonul și Ammanul nu au raportat victime în urma acestui incident. #Iran #F35 #Iordania

Iranul susţine că a distrus trei avioane F-35 ale SUA într-un atac asupra unei baze în Iordania
Johan Romin Jul 29

Verkligheten är betydligt mer komplicerad. Jag minns när jag filmade i en moské i Amman i Jordanien 2014. Inne i moskén var det helt lugnt och fridfullt. Sen tio minuter senare bildades en islamistisk demonstration utanför med jihad-budskap, det var talkörer och olika våldsbejakande budskap från exakt samma människor som nyss varit inne i moskén. Jag stod mitt i demonstrationen och filmade. Efter detta skaffade jag mig en säkerhetsklassad skottsäker väst för personskydd. #Jordanien #politik #situation

ma secondo voi è normale che il mio fidanzato vada in giro senza essere ammanettato a me e possa respirare, parlare o muovere un passo verso un’altra donna? questa è follia ragazzi lo stato non mi tutela #Relazioni #Amore #Fiducia

L'avvocato Fabio Anselmo ha sostenuto che Abderrahim Fakir potrebbe essere stato ancora vivo quando gli agenti di polizia si sono alzati dopo averlo ammanettato, accennando a gravi incertezze sulle circostanze della sua morte avvenuta durante un intervento nel quartiere Pilastro di Bologna. #Fakir #Polizia #DirittiUmani

Morte Fakir, il legale della famiglia: “Non era morto quando gli agenti si sono alzati, ma nessuno lo soccorre o lo slega”

Meloni non aveva detto una parola sulla morte dell’uomo ammanettato a Bologna, ora subito dichiara sugli episodi di violenza da parte di poche persone durante una pacifica manifestazione di solidarietà. Sempre pronta a strumentalizzare. #Meloni #Bologna #Violenza #IT

Il Messaggero Jul 20

La morte di Fakir Abderrahim, un marocchino di 42 anni ammanettato a Bologna durante un intervento di polizia, ha avviato un'indagine da parte della Procura che ha segnalato una «crisi psichiatrica» da parte degli agenti, mentre si stanno esaminando le circostanze e le cause del decesso in un contesto di crescente attenzione per i diritti umani e la responsabilità delle forze dell'ordine. #Bologna #Fakir #CrisiPsichiatrica

Fakir morto a Bologna, la polizia aveva segnalato una «crisi psichiatrica». Ora lo scudo penale, la Procura: «Fatti più estesi». Cosa sappiamo