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Marco Setaccioli

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Marco Setaccioli

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La Segretaria dei Giovani Democratici Virginia Libero è nata nel 1998, l’anno in cui nelle sale italiane usciva “Aprile”. In quel film Nanni Moretti, guardando in tv un dibattito con Berlusconi, urlava contro la tv chiedendo a D’Alema di dire “qualcosa di sinistra”. Sono certo che la capitana dei giocatori della primavera del PD, alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia, abbia pensato di dire qualcosa di sinistra nel momento in cui ha trasformato il trito e ritrito manifesto pacifista in un elogio della diserzione. E invece così facendo ha in realtà contribuito a dimostrare l’assunto per cui la pace e il pacifismo sono diventati strumenti che un pezzo della sinistra non riesce più a maneggiare senza provare imbarazzo, intrappolata com’è tra chi li brandisce ormai come fossero categorie dello spirito e chi pretende invece che vengano coniugati come un rifiuto delle sole guerre di aggressione. Di certo, chi confidava che dal laboratorio della futura classe dirigente Dem emergesse un pensiero articolato e nuovo, si è trovato davanti ad una semplificazione buona per un discorso da aspirante miss, che taglia argomenti complessi in linee rette, che non distingue le armi impugnate per opprimere i popoli da quelle utilizzate per resistere e difendere la propria famiglia o la propria nazione. Ho colto nel discorso della giovane Virginia soprattutto la scarsa consapevolezza del privilegio di appartenere ad una generazione che la guerra non l’ha mai vissuta sulla propria pelle in un paese che dalla guerra è uscito grazie proprio a chi ha combattuto anziché disertare. Il diritto di non impugnare un’arma lo deve a chi ottant’anni fa è morto perché non ha avuto la sua stessa possibilità di scegliere ed anche a chi, ad una manciata di chilometri da noi, alla sua stessa età, è, suo malgrado, immerso nella polvere e nel fango delle trincee, non solo per permettere alla propria nazione di continuare ad esistere, ma anche perché in Europa si possa ancora credere che democrazia e libertà crescano spontaneamente sugli alberi e persino che la diserzione sia un valore, anziché un gesto di arroganza ammantato di etica. L’Italia non può costruire un futuro di diritti e di libertà sulla presunzione di generazioni che non guardano indietro e non si guardano attorno. Cara Virginia, vieni anche tu in Ucraina e potrai fare entrambe le cose: abbracciare quelli che potrebbero essere tuoi fratelli che lottano per ciò per cui hanno combattuto i tuoi nonni, per dare un giorno anche ai loro figli e nipoti la possibilità, sbagliando, di rivendicare il tuo stesso diritto di disertare. #Politica #Sinistra #Pacifismo

Stanotte i droni ucraini hanno colpito la raffineria di Syzran. Gli accordi che Trump “ha fatto” con Mosca e Kyiv per evitare reciproci colpi alle infrastrutture energetiche somigliano tanto a quelli che l’Iran “muore dalla voglia di fare” da mesi mentre bombarda basi americane e paralizza Hormuz. Ci vorrà un milione di anni prima che nasca qualcuno più coglione di questo corrotto col cappellino. #Ucraina #Trump #Energia

Non capirò mai perché personaggi come Vannacci vengano definiti “sovranisti”. https://t.co/X9UYvSlfhG #sovranismo #politica #Italia

Stamattina su @Linkiesta racconto della prossima missione moscovita del prof. Angelo D’Orsi come “osservatore” - tutt’altro che indipendente - alle elezioni russe del 18-20 settembre. La cosa interessante è che l’organizzazione che lo ha invitato è stata fondata a Mosca ed è sostenuta dalle stesse figure che dovrebbe sorvegliare. Il progetto però è molto più ampio: costruire uno strumento al servizio di autocrazie e aspiranti tali per certificare la legittimità di elezioni tarocche in tutto il mondo. Tornato da Mosca - dove siamo certi che troverà le elezioni regolarissime ed anzi un esempio da seguire - magari ci spiegherà cosa si provi ad essere un ingranaggio di un meccanismo che mira a privare decine di milioni di persone nel mondo dei propri diritti politici. Link nel primo commento 👇 #Elezioni #Russia #Democrazia

Dice Bersani che, siccome gli italiani non hanno capito quale capolavoro politico fosse il Conte II, ci si deve provare di nuovo, magari spalmando ben bene il PD sulle posizioni putiniane dell’avvocato del popolo. Con strateghi di questa portata, cosa potrebbe mai andare storto? #politica #Italia #Bersani

Dunque, ricapitolando: dell'Ucraina ce ne dovremmo fregare, della famiglia della Kallas trucitada dai sovietici pure, dei droni russi che cadono in giro per l'Europa non ne parliamo nemmeno. Del riarmo e del gas russo, invece... di quelli sì che ci deve importare! #Ucraina #politica #guerra

Le è bastato aprire un canale e fingersi pro-Russia per essere reclutata dai servizi di Mosca. Quindi in proporzione chi usa giornali nazionali o interi partiti per supportare il Cremlino cosa può ottenere? #Russia #Disinformazione #Geopolitica

Mamma e figlia escono dal rifugio nel quale hanno trascorso la notte per salvarsi dall’ennesimo attacco russo e osservano la distruzione attorno a loro. È così che dovrebbero crescere i bambini di ogni nazione che la Russia intende opprimere e sopprimere? La Russia è un cancro. https://t.co/kW5D9bOAsU #Russia #Pace #DirittiUmani

LETTERA AL MIO PEGGIOR ALLIEVO Stamattina ho letto uno dei tanti straordinari post del mio amico Mattia Madonia, che si chiedeva cosa direbbe Indro Montanelli del suo allievo @marcotravaglio, e così, davanti alla mia vecchia Olivetti Lettera 22, ho pensato di somministrare il post all’AI come elemento di contesto e le ho chiesto di commentare il “lavoro” di Travaglio come se a scrivere fosse Montanelli. L’AI ha scelto autonomamente una lettera aperta, che riporto di seguito senza correzioni. —- Caro Marco, la chiamo per nome, come si fa con i figliocci e con i traditori: due categorie che, in una vita lunga e litigiosa, ho imparato a non tenere troppo distanti. Le batto queste righe sulla Lettera 22 - la verde - che qualcuno ha avuto la bontà di recapitarmi quassù, o quaggiù, non ho ancora capito in quale reparto mi abbiano sistemato. La macchina per scrivere ha un difetto che è la sua unica virtù: batte una lettera per volta, e ogni tasto è un fatto. Con una Lettera 22 non si bara. Con una linea editoriale, a quanto vedo, sì. Le devo un ringraziamento e una frustata, nell’ordine. Il ringraziamento è per avermi copiato la posa: il bastian contrario, l’uomo solo controvento, quello che dà del somaro a tutti. Bravo. Ha imparato la mia faccia. Peccato che della mia faccia lei abbia preso la smorfia e buttato via l’osso: perché controcorrente ci si va per amore dei fatti, non per amore della corrente contraria. Il contrarianismo senza i fatti non è coraggio, ma vanità con l’elmetto. Veniamo alla frustata, che è più istruttiva. Io, la guerra di un piccolo popolo aggredito da un colosso, l’ho vista con questi occhi, nel Quaranta, sugli sci, al gelo, tra i finlandesi. Non commentai una riga: raccontai. Raccontai la neve, i cecchini bianchi, i carri sovietici che si impantanavano nella loro stessa arroganza. E il lettore, senza che io glielo dicessi, diventava profinlandese. Perché la verità, quando la lasci in pace, cammina da sola. È il mestiere, caro Marco. Quello che lei ha smesso di fare. Perché quando un altro piccolo popolo - lo scriva pure, il nome, Ucraina, non morde - si è trovato sotto lo stesso colosso, con lo stesso pretesto delle minoranze da proteggere e delle zone cuscinetto da inventare, lei che ha fatto? Ha lasciato parlare i fatti? No. Ha lasciato parlare le veline. Ha preso il comunicato dell’aggressore e gli ha messo addosso la cravatta buona del dubbio: l’«eh, ma la NATO», l’«eh, ma non è tutto bianco e nero». Certo che non è tutto bianco e nero. Ma quando un carro armato entra in casa d’altri, il colore glielo do io: è del colore del torto. Lei mi dirà che pone domande, che dubita, che non si fa arruolare. Il dubbio, caro figliolo, è un arnese sacro, a patto di usarlo su tutti. Il suo lo tira fuori sempre e soltanto contro gli aggrediti. Un dubbio a senso unico non è giornalismo: è ufficio stampa con la puzza sotto il naso. Le confesso una cosa, ché quassù (o quaggiù) si diventa sinceri per noia. Di errori ne ho collezionati a bizzeffe, alcuni imperdonabili, e ho pagato anche con del piombo nelle gambe, regalatomi da gente che il dubbio non lo tollerava affatto. Non le do lezioni di virtù: sarei ridicolo. Le do una lezione di mestiere, l’unica cosa su cui posso ancora permettermi la superbia. Ed è vecchia come il piombo dei tipografi: i fatti prima, l’opinione dopo, e mai - mai - l’opinione travestita da fatto. Lei ha fatto l’esatto contrario. Ha preso il mio metodo, l’ha capovolto, e ci ha appiccicato sopra la mia foto come un santino. È l’unico plagio che non le perdono: non quello dei fatti, ma quello della faccia. La saluto. E le lascio, come si usa tra maestri e cattivi allievi, un compito per casa: un giorno solo, uno, provi a far parlare i fatti dell’aggredito con la stessa generosità con cui fa parlare i dubbi dell’aggressore. Vedrà che fatica. Il mestiere è tutto lì. Suo, con l’affetto ruvido che si deve ai figli sbagliati, I. M. #giornalismo #opinione #scrittura

Un palazzinaro ed un finanziere spediti da un truffatore e bancarottiere per convincere un assassino e criminale internazionale a far cessare la più grande guerra del secolo. Il palazzinaro ed il finanziere - nove volte a Mosca il primo e tre il secondo - ringraziano il criminale per aver reso sicuro il loro viaggio, mentre lui bombarda gli aeroporti del paese aggredito per impedire loro di andarci per la prima volta dopo quasi due anni. Mi pare una fotografia straordinaria della politica estera della più grande potenza del pianeta. #PoliticaEstera #Criminalità #Guerra

Dopo l’editoriale di oggi, è chiaro che chi continua a leggere il Fatto Quotidiano ha problemi che necessitano di essere indagati a fondo. Scrive @marcotravaglio che Putin è tra coloro che stanno cercando di evitare la terza guerra mondiale. Perché notoriamente invadere paesi sovrani, torturare civili e militari, disseminare le aree occupate di fosse comuni, rapire migliaia di bambini, cancellare intere città, arrestare o ammazzare chiunque anche in patria si opponga alla guerra sono tutti chiari segnali di uno slancio pacifista. E il drone in Germania? Dopo la figuraccia inanellata ieri con l’altro editoriale in cui derideva Merz per aver accusato la Russia proprio mentre il cancelliere tedesco presentava le prove che i due che avevano piazzato il mezzo esplosivo erano russi, oggi ipotizza un po’ di tutto, cioè che comunque potessero essere pagati dalla NATO per giustificare l’escalation oppure mandati dai falchi russi che si oppongono a Putin (il pacifista) per arrivare allo scontro nucleare. Poverino, il dittatore innocente, troppe ne ha dovute sopportare: dopo il golpe di Maidan (l’unico colpo di stato nella storia conclusosi con libere elezioni, ma vabbè), col conseguente governo fantoccio (eletto dal popolo, ma pure questo a quanto pare non importa) e il cruento allargamento della NATO avvenuto, pensate, per decisione libera degli Stati (assurdo, vero?), se pure alla fine fosse stato Putin a piazzare il drone a Lipsia, sarebbe la prova che non vuole alzare il tiro, ma solo giocare. E quando poi pensi di aver letto abbastanza, lo sguardo ti cade a centro pagina, dove trovi tutti i leader europei con l’elmetto pronti a fare la guerra alla Russia “senza prove”, per poter spendere tutto in armi. Meloni, Merz, Macron e la Kallas, quindi si attrezzino: prima di sparare un sol colpo si trovino anche loro una massaggiatrice uruguaiana pronta a confermare che Putin ha invaso l’Ucraina, altrimenti non se ne fa nulla. #politica #Russia #guerra

Appena rientrato dall’Ucraina ho avuto il grandissimo piacere di essere ricevuto dall’Ambasciatore Ucraino a Roma @IgorBrusylo. Abbiamo avuto lungo e piacevole confronto sulle priorità dell’Ucraina ed ho avuto modo di manifestare la mia opinione sulle nuove sfide della disinformazione e la lotta contro la propaganda, ma anche di parlare della vasta rete di associazioni e cittadini che attualmente supportano in vario modo la resistenza Ucraina e di prospettare una serie di iniziative che sono in cantiere e che si potrebbero realizzare nei prossimi mesi. Ho anche donato all’Ambasciatore una delle stampe danneggiate, recuperate dal centro di distribuzione RNK Ranok a Kharkiv, come simbolo di una cultura e una identità sotto attacco, ma indistruttibile. E ha accettato anche lui di firmare la mia bandiera. #SlavaUkraïni #Ucraina #Solidarietà #Cultura

Caro @marcotravaglio, dopo un migliaio di editoriali, infiniti articoli denigratori sull’Ucraina, due libri, decine di spettacoli teatrali, migliaia di monologhi televisivi dalla Gruber e sul Nove, gli italiani rifiutano di farsi prendere per il culo da te. Invece di predicare la resa dell’Ucraina non è ora di dichiarare la tua? #Ucraina #Libertà #Giornalismo

Chissà perché parla solo di armi americane e non di altro. Solo con le truffe del superbonus ci saremmo comprati direttamente la De Havilland Aircraft of Canada Limited, cioè la società che i canadair li produce, circa 13 volte https://t.co/SvXi1ClaKa #armi #superbonus #Canada

Personalmente mi fido di più dei consigli di un ex Ministro della Difesa che ha reso il proprio paese una potenza tecnologica e militare, che di quelli di un ex generale che, stando a Mosca non si è nemmeno accorto (diciamo così) che gli stavano preparando sotto il naso la più grande guerra del secolo. Tra chi combatte la Russia per difendere i valori europei e chi combatte l’Europa mettendo nel proprio programma elettorale i valori russi, tanti dubbi non li avrei. #Difesa #Tecnologia #Europa

A Kharkiv parte del trasporto pubblico viene effettuato con bus donati dal Comune di Torino, città di D’Orsi, Barbero e Travaglio. La banalità del male che questi personaggi incarnano non è riuscita a far marcire l’umanità della quale siamo ancora capaci. Grazie Torino ❤️ https://t.co/LnY5N8X5Hd #Kharkiv #Torino #Solidarietà

Tutto mi separa da @ale_dibattista. E scrivo solo “tutto” perché non esiste un concetto più vasto. Ma non riesco ad essere contento per i suoi problemi di salute, soprattutto se seri come sembra dalle notizie di stampa. Al Fatto hanno dichiarato che era andato a Cuba per fare dei reportage per il giornale e per TV Loft. Mi auguro che abbiano previsto per questo lavoro una copertura assicurativa, che gli permetta di essere curato in una clinica privata (una di quelle a cui accedono solo turisti e membri del regime), perché non mi pare il contesto migliore per scoprire che il mito della straordinaria sanità pubblica cubana è in realtà una balla colossale alimentata dalla propaganda castrista. Un appello sento di farlo pure ai suoi supporter, sapendo già di chiedere probabilmente troppo: lanciarvi in ipotesi di complotti sionisti, della CIA o degli immancabili “poteri forti”, prima ancora di saperne di più è sicuramente in linea con la gara per voi sempre aperta a chi la spara più grossa, ma non ne uscite benissimo. Vi scioccherà sapere che alle persone normalmente capita di stare male per cause naturali e che l’attentato da parte di servizi segreti occidentali statisticamente non è in cima alla lista delle cause di ospedalizzazione. Sorvolo poi sui deliri novax, perché se delle macumbe contro i plurisierati resta vittima proprio uno che di disagiati antivaccinisti ne ha imbarcati a migliaia, qualcosa nelle care vecchie profezie delle date di morte non ha funzionato come doveva. Insomma, evitiamo per una volta il solito circo di beatificazioni, mostrificazioni, complotti e X-Files. Aspettiamo notizie confermate e, semmai, commentiamo quelle. No? #Cuba #Salute #Informazione

Travaglio che cita Sachs è tanta roba. Menzogne algebriche. Cazzate al quadrato https://t.co/U2HCnRZDKP #politica #verità #satira

Tre storie diverse per capire cosa sia la Russia e quanto poco di questo mostro il nostro sonnolento Occidente abbia capito. Nel primo video si vedono persone penzolare dalle finestre di un business center attaccato dalla Russia in pieno giorno a Lozova nel distretto di Kharkiv. Un luogo di nessun valore militare ed anzi a quell’ora pieno di civili. Nel secondo le conseguenze di uno dei tanti attacchi condotti a Kherson (oblast’ in parte occupato) da droni FPV russi contro semplici contadini intenti ad arare i campi. Nel terzo una donna ucraina di 70 anni condannata a 15 anni di carcere per aver effettuato bonifici alla forze armate ucraine per un totale di circa 33.000 grivne, pari a circa 633 euro. La donna vive nella parte occupata di Zaporizhzhia, e supporta le forze armate del paese del quale è cittadina per diritto internazionale. Per gli occupanti abusivi questo è reato. La Russia è un cancro che va estirpato alla radice. #Russia #Ucraina #Guerra

Il buongiorno di oggi ce lo danno l’hub di Wildberries di Kotovsk, nell’oblast’ di Tambov e la raffineria è a Kstovo, nell’oblast’ di Nižnij Novgorod. Il grande centro WB copre circa 108.000 mq, è entrato in funzione nel 2025 e, a pieno regime, era progettato per stoccare fino a 54 milioni di articoli. È pertanto un hub molto grande, soprattutto per la distribuzione nella Russia centrale. Fu già fatto oggetto di un attacco lo scorso 18 luglio. L’incendio però fu spento rapidamente (alle 04:08 ora di Mosca secondo Wildberries/RWB) e la struttura riportò danni, ma non “critici” secondo le informazioni rese pubbliche. Dal 23 luglio il centro aveva ripreso l’operatività in forma limitata, accettando nuovamente consegne e riattivando selezione e spedizione delle merci. Il rogo, stavolta, stando alle immagini, sembra molto vasto. La raffineria è invece la Lukoil-Nizhegorodnefteorgsintez (spesso abbreviata NORSI). Con una capacità di lavorazione di circa 17 milioni di tonnellate di greggio annue, è indicata come la quarta maggiore raffineria russa e il secondo produttore nazionale di benzina. Produce anche diesel e carburante per l’aviazione. La sua importanza non dipende soltanto dal volume: rifornisce un’ampia area della Russia centrale e produce derivati essenziali sia per il mercato civile sia, secondo lo Stato maggiore ucraino, per le esigenze delle forze armate russe. L’impianto era già stato colpito altre volte. Il 24 giugno 2026 era stata danneggiata l’unità primaria di distillazione CDU-5, pari a circa un quarto della capacità produttiva: 12.000 tonnellate al giorno. Secondo fonti industriali citate da Reuters, la raffineria aveva sospeso le attività; la borsa SPIMEX interruppe temporaneamente le vendite dei suoi prodotti diesel e benzina. Secondo quanto riportato nei canali Telegram, nella zona della raffineria si sono verificate numerose esplosioni. #Wildberries #Russia #Energie