BETA nonprofit public democratic european moderated

Search

#Resistenza

Buona idea, basso costo, a Monza Ferrari prova un FTM più leggero: una feritoia per ridurre carico e resistenza https://t.co/lllc66r0ax #Ferrari #Monza #Formula1

@CucchiRiccardo La guerra è la normalità se un nemico ti attacca. A quel punto o ti arrendi o combatti con le armi. Se i Partigiani nel 1943 avessero scelto la resa io e te probabilmente parleremmo tedesco. #guerra #lotta #resistenza

ANSA.it 20h

In Kiev, the 'Ivan Franko' theater presents a contemporary Odyssey written and performed by the soldiers of the Azov unit, addressing themes of nostalgia, resistance, and uncertain fate in the context of the current conflict, reflecting on their symbolic role in the fight for Ukraine. (translated)

Ulisse tra i droni, a Kiev in scena l'Odissea dei militari dell'Azov

Appena rientrato dall’Ucraina ho avuto il grandissimo piacere di essere ricevuto dall’Ambasciatore Ucraino a Roma @IgorBrusylo. Abbiamo avuto lungo e piacevole confronto sulle priorità dell’Ucraina ed ho avuto modo di manifestare la mia opinione sulle nuove sfide della disinformazione e la lotta contro la propaganda, ma anche di parlare della vasta rete di associazioni e cittadini che attualmente supportano in vario modo la resistenza Ucraina e di prospettare una serie di iniziative che sono in cantiere e che si potrebbero realizzare nei prossimi mesi. Ho anche donato all’Ambasciatore una delle stampe danneggiate, recuperate dal centro di distribuzione RNK Ranok a Kharkiv, come simbolo di una cultura e una identità sotto attacco, ma indistruttibile. E ha accettato anche lui di firmare la mia bandiera. #SlavaUkraïni #Ucraina #Solidarietà #Cultura

Pressing, resistenza, sacrificio costante, movimenti: in Napoli-Como partitona di Douvikas ben oltre il gol. https://t.co/2ue2irFycX #Calcio #Napoli #Douvikas

Report: solo 5 giornalisti su 60 si schierano con i due nuovi conduttori. Ranucci chiede il reintegro e il Pd si appella a Bruxelles: questa è resistenza Ad Agrigento FdI prova a togliere la concessione del teatro a Ranucci : questo è fascismo #giornalismo #politica #diritti

Nothing to Envy by Barbara Demick is a documentary essay that explores life in North Korea, analyzing the experiences of individuals who, amidst planned escapes and fear of betrayal, face the difficult dynamics of submission and resistance within an authoritarian regime. (translated)

Nulla da invidiare, un saggio sulla vita in Corea del Nord tra fughe pianificate e paura di delazione
L

In Saxony-Anhalt, the far-right AfD party aims to establish an identity culture through measures such as revising school curricula, cutting funding to museums and theaters, and creating separate classes for the children of asylum seekers, provoking resistance from artists and cultural institutions to defend freedom and cultural diversity. (translated)

Storia riscritta, classi separate e tagli ai musei. La rivoluzione culturale “neonazi” in Sassonia

The cousin of the girl who died in Palermo also tested positive for diphtheria, with analyses showing the same antibiotic resistance profile in both cases, but the child has a mild form of the disease thanks to vaccination. (translated)

Difterite a Palermo, positivo anche il cugino della bimba morta. Iss: “Stesso profilo di resistenza agli antibiotici nei due casi”

"Coi fascisti non si discute, ma con ogni mezzo li si combatte" (Sandro Pertini). Tornare alla sua casa-museo a Stella San Giovanni è sempre un dono, una necessità, un dovere civile. https://t.co/XRwXjaXuQW #Fascismo #Resistenza #Cultura

Today marks the day of Ukraine's independence, achieved 35 years ago after decades of Soviet oppression. Even today, after more than four years of invasion war and twelve years since the occupation of Crimea, Ukrainians are teaching us and the world that only the... (translated)

Andy Burnham compared Ukraine's resistance against Russia to Britain's fight against Nazi Germany and handed Zelensky declassified information to autonomously build long-range missiles capable of hitting deep into the enemy. (translated)

Città blindata e soprattutto due notti senza allarmi. Perché in questi giorni Kyiv è la capitale d’Europa e non solo, con decine di capi di Stato e diplomatici, ma anche senatori USA pronti a supportare la resistenza Ucraina e le sanzioni contro Mosca ideate da @LindseyGrahamSC. E le bombe che di solito mafiosamente cercano di costringere il popolo alla resa, ora altrettanto mafiosamente tacciono, perché i prestigiosi ospiti non ne escano impressionati al punto di aumentare ulteriormente il supporto all’aggredito. Qui ne approfittano per godersi questa parentesi di normalità, sapendo già che la prossima notte o quella dopo la Russia tornerà ad uccidere con gli interessi. Perché quello russo è un regime nato con la violenza, costruito con la guerra e preservato con la forza ed ha quindi generato una nazione incapace di coesistere pacificamente col resto del mondo. Buona festa dell’Indipendenza a chi ha scelto di stare dalla parte giusta della storia 🇺🇦 #Kyiv #Ucraina #Indipendenza

Liliana Cavani, a director and screenwriter, recalls the traumatic memory of her childhood between fascism and Resistance, describing scenes of violence and death, and reflecting on her film career and her approach to power and desire, marked by personal and family experiences. (translated)

“Il mio primo ricordo? Una piazza di 16 cadaveri ammonticchiati, sangue rappreso ovunque. A un prigioniero tedesco volevano tagliare la pancia e mettere le budella intorno al collo”: così Liliana Cavani

Il caldo arretra in Europa, ma l’Italia resta divisa. La tendenza per il periodo 21-28 agosto è interessante perché racconta bene il cambio di fase che dovremmo vivere nella terza decade. Non stiamo parlando di fresco generalizzato e non stiamo parlando di fine dell’estate per quanto riguarda l'Italia ma la mappa mostra però una cosa importante, l’Europa occidentale e centro-settentrionale entrerebbe in una fase con temperature in media o sotto media, mentre il caldo più anomalo tenderebbe a concentrarsi tra Balcani, Italia centro-meridionale, Grecia, Turchia e Mediterraneo orientale. L’Italia sarebbe esattamente divisa a metà dalla linea di confine delle due masse d'aria. Il Nord sarebbe più vicino all’influenza atlantica, quindi con temperature normali per il periodo, localmente anche leggermente inferiori alla media. Dal prossimo fine settimane le regioni settentrionali saranno libere, in modo definitivo, dal rovente abbraccio dell'anticiclone subtropicale continentale. Il Centro vivrebbe una fase di transizione con periodi meno caldi alternati a momenti in cui l'anticiclone riuscirà ancora a far sentire la sua resistenza. Sud e Isole, invece, resterebbero più vicini al bordo caldo della struttura subtropicale, con anomalie ancora positive e un ridimensionamento che probabilmente avverrà non prima degli ultimi giorni del mese. Il caldo non sparisce, ma arretra. Non domina più tutta la scena europea come nelle fasi più bloccate, ma tende a ritirarsi verso latitudini più basse e verso il Mediterraneo orientale. Vi ricordo che siamo ancora su una tendenza media settimanale, non su una previsione di dettaglio. Non ci dice il tempo giorno per giorno, né dove pioverà o quanto farà fresco in una singola città, ci dice però che l’assetto barico in Europa sta cambiando. A livello atmosferico l'Italia sta per dividersi, l'estate comincia a perdere il suo dominio assoluto ma resisterà in modo tenace al Centro-Sud, ed in particolare a partire da Lazio ed Abruzzo in giù. #meteo #estate #Europa

Amala 2w

FabrizioRomano - La #Roma ha già l'ok dell'#Inter per #LuisHenrique. Se i giallorossi arrivano, i nerazzurri lo vendono e non fanno resistenza: anzi l'Inter sta cercando soluzioni in uscita per il brasiliano. Ora devono decidere se insistere per Fofana o andare sul brasiliano. https://t.co/8vJr8maCOu #Calciomercato #SerieA #Trasferimenti

Il Post 2w

The United States, through special envoy Jared Kushner, are trying to revive a plan for Gaza by discussing it with Hamas leaders, but the implementation of the agreements remains uncertain due to Israel's resistance and the upcoming political elections in the country. (translated)

Gli Stati Uniti stanno provando a smuovere il piano per Gaza, con scarso successo

Per chi non si beve tutto. Mentre gran parte del giornalismo italiano si esercita nell’antica arte del copia-incolla da agenzie ONU e comunicati di Hamas, c’è un giornalista in Rai che ha deciso di non farsi dettare la linea da Ramallah. Si chiama Giovan Battista Brunori, e oggi è una rarità: uno che ha ancora la schiena dritta. Capo della sede RAI a Gerusalemme, Brunori ha fatto qualcosa che nel 2025 equivale a un atto di insubordinazione: ha mostrato Gaza da un altro angolo, quello scomodo, quello che smentisce le lacrime facili e la propaganda prefabbricata. Quando il Tg1 ha disturbato la narrazione La settimana scorsa, il suo servizio per il Tg1 ha fatto tremare più tastiere che razzi. Le immagini? Scorte di aiuti umanitari marcite al sole perché “nessuno andava a ritirarle”. La frase? Tagliente come un referto: «Il cibo a Gaza sta avariando perché non ci sono organizzazioni che lo vanno a prendere.» Apriti cielo. Le ONG si sono stracciate le vesti. La sinistra ha invocato la gogna. La Rai? È corsa ai ripari con una replica del Tg3, in pieno stile “scusate il giornalismo”. Ma Brunori non ha indietreggiato. Perché il giornalismo, quello vero, non chiede il permesso prima di disturbare. Sul campo, non su Zoom Giovan Battista Brunori non racconta Gaza da un bar di Ramallah o da un attico romano. Nel 2024 era tra i pochi a documentare l’attacco del 7 ottobre, le infiltrazioni di Hamas, le case distrutte degli israeliani di Netiv HaAsara, a due passi dal confine. Mentre altri parlavano di “resistenza”, lui mostrava famiglie sgozzate, villaggi assaltati, bambini presi in ostaggio. Un crimine? No. Un servizio pubblico. Ma questo oggi basta per finire nella lista nera degli “squilibrati filo-israeliani” (copyright collettivi studenteschi). La colpa di raccontare tutto Brunori non si limita a un copione. Non chiude gli occhi dove serve. Nel caos informativo della guerra Israele-Gaza, è uno dei pochi a non affidarsi alle infografiche dell’UNRWA e ai pianti in slow motion rilanciati da Al Jazeera. E questo lo rende pericoloso. Perché chi racconta tutto, rompe l’incantesimo. Non c’è spazio per i “Mr. Fafo”, i martiri ricorrenti da Instagram, quando si mostra la realtà nuda: tunnel sotto gli ospedali, miliziani travestiti da soccorritori, aiuti bloccati da Hamas per esigenze belliche. Il problema? È difficile smentirlo Brunori ha un curriculum da campo: Afghanistan, Iraq, Libano, Ucraina. Ha vinto il premio Ilaria Alpi (1998), il Premio Feniks (2021) e quello Delio Costanzo (2024). Ma il suo vero trofeo è l’indipendenza. Non lavora per far contenti i partiti. Né le ambasciate. Né le piazze. Parla arabo. Conosce la storia. E quando va in onda, non ha bisogno di urlare per dire cose gravi. In un mondo dove la verità è soggetta al sentiment, Brunori è rimasto fedele alla sostanza. Non piacerà a chi cerca eroi prefabbricati e vittime su commissione. Ma è l’unico in Rai che ancora ti fa cambiare canale perché dice troppo, non perché dice poco. E oggi, questo, è rivoluzionario. Chi non si inginocchia alla propaganda, chi ha ancora fame di giustizia, ti guarda e ti dice: vai avanti. Perché oggi, raccontare la verità è un atto di coraggio. @LuigiGiliberti2 #Giornalismo #Verità #LibertàDiStampa

L

The article describes the resistance of Afghan women on the day of Taliban celebrations, highlighting their pain and the loss of happiness since 2021, as they refrain from joining the celebrations due to the dramatic situation they have faced since the Taliban's return to power, relegating them to a life of deprivation and limitations. (translated)

La resistenza delle donne afghane nel giorno delle celebrazioni taleban:“Nel 2021 abbiamo perso la felicità”
Il Post 3w

The Iranian regime has undergone a significant military restructuring under the guidance of Mojtaba Khamenei, favoring the more hardline faction close to the Revolutionary Guards, with key appointments such as those of Mohsen Rezai and Hossein Taeb, further fueling resistance and the refusal to compromise with the United States. (translated)

Il regime iraniano è ancora più oltranzista