The one who tried harder than anyone else was Rob Bonta, the Attorney General of California, who, along with the attorneys general of 11 other states, opposed the acquisition. #Skydance #WarnerBros #Paramount (translated)
The one who tried harder than anyone else was Rob Bonta, the Attorney General of California, who, along with the attorneys general of 11 other states, opposed the acquisition. #Skydance #WarnerBros #Paramount (translated)
Simone Silvan commented on an article by Marco Travaglio published in Il Fatto Quotidiano on October 3, 2026, contesting Marina B.'s reaction to the statements made by Giuseppe Graviano. According to Silvan, the former boss of Porta Nuova, convicted for the massacres, had stated at the Baiardo trial that his grandfather was among the financiers of the first companies of Silvio Berlusconi and had invested 5 billion lire out of the 20 collected. Silvan reported that Marina B. had denounced a "reversed justice" and accused Graviano of having relaunched accusations without a counterargument. Silvan replied that the man was responding to the questions of prosecutors and lawyers and argued that Berlusconi had had years to clarify the origins of the capital. In the post, Silvan also recalled the ruling of the Court of Cassation that had sentenced Marcello Dell'Utri to 7 years for mafia. According to Silvan's reports, the ruling attributed to him a role in the protection pact of 1974 between mafia representatives and Berlusconi and in maintaining payments at least until 1992. Silvan also recalled Vittorio Mangano, who, he wrote, had lived in the villa in Arcore and accompanied Marina and Pier Silvio to school. #Giustizia #Mafia #Politica (translated)
Un gruppo di Stati americani, guidato dal procuratore generale della California, il democratico Rob Bonta, aveva fatto causa a Paramount a luglio, sostenendo che l’acquisizione avrebbe concentrato nelle mani di un’unica società un potere eccessivo nel settore della televisione via cavo e dei grandi film di Hollywood #Paramount #WarnerBros #Fusione
Un gruppo di Stati americani, guidato dal procuratore generale della California, il democratico Rob Bonta, aveva fatto causa a Paramount a luglio, sostenendo che l'acquisizione avrebbe concentrato nelle mani di un'unica società un potere eccessivo nel settore della televisione via cavo e dei grandi film di Hollywood. #Paramount #WarnerBros #Televisione
Oggi la Chiesa celebra la memoria liturgica di san Pio da Pietrelcina: la sua testimonianza di fede e di carità sia per ciascuno di voi un invito a confidare sempre nella bontà e nella misericordia di Dio. #SanPio #Fede #Misericordia
Szinte minden kultúrában léteznek régebbi szerzők modernizált kiadásai, és velük együtt viták a helyesírásról, a szókincsről, a szerkesztői jegyzetekről vagy arról, hogyan lehet a szöveget a mai olvasóhoz igazítani. Egy régiségkereskedő egyszer azt mondta nekem, hogy „az idő patinája értéket ad”, és különbséget tehet egy eredeti darab és egy olcsó másolat között. Kinyitom Constantin Noica „Vasárnapi esszék” című kötetét, eljutok a kiadó előszavához az 1992-es Humanitas-kiadásban, és azt olvasom, hogy „a helyesírást korszerűsítették”. Noicát olvasni akár séta is lehetett volna az 1930-as és 1940-es években. Ehelyett modern szemüvegben tesszük meg ezt a sétát, kényelmesen ülve egy Uberben, anélkül, hogy attól kellene tartanunk, hogy eltévedünk — vagyis hogy nem értjük meg a kor szavait, amelyeket egyszerűen „le lehetett volna fordítani” lábjegyzetekben. Mi lenne, ha a korabeli újságokat is elővennénk, és azokat is „frissítenénk”? És talán a korabeli reklámokat is át kellene márkázni, nehogy túlságosan megdolgoztassuk az idegsejtjeinket, mintha egy escape roomban lennénk. Miért állnánk meg itt? A történelemkönyveket is frissíthetnénk, és azt írhatnánk, hogy a szürakuszai Arkhimédészt egy római katona ölte meg, miközben matekozott a tabletjén. Az alapgondolat ugyanaz marad, nem? Csak a korszak tűnik el. És még valami: miért nem „frissítik” a matematikusok Püthagoraszt? Megváltoztathatják a jelölést. Másképp magyarázhatják el a bizonyítást. Még az ábrát is felépíthetik online, egy olyan animáció segítségével, amely a diákok szeme előtt bontakozik ki. De a Pitagorasz-tétel továbbra is a Pitagorasz-tétel marad. Ha tehát egy régebbi szerzőt olvasunk, miért ne őriznénk meg a korának nyelvét is — a modern magyarázatokat pedig miért ne tennénk jegyzetekbe? És még egy utolsó kérdés a Humanitashoz és az egyetemi irodalmi, illetve bölcsészkarok munkatársaihoz: ha néhány évtized múlva a mai iskolások # jelekkel és emojikkal „frissítenének” benneteket, örülnétek neki? #Humanitas #ConstantinNoica #Noica #VasárnapiEsszék #Arkhimédész #Püthagorasz #Hashtag #Emoji #MrStorywise #KorszerűsítettHelyesírás #Nyelvtörténet #20260920_1926 #Magyar #Irodalom #Történelem
Dél-Afrikában egy női áldozatokból álló, gyanúsan sorozatgyilkosságra utaló esetlánc bontakozik ki Ekurhuleniben, ahol az utóbbi hónapokban több meggyilkolt nő holttestét találták meg, miközben a hatóságok fokozottan figyelmeztetik a nőket a közbiztonságra. #DélAfrika #sorozatgyilkosság #nőiáldozatok

Nel #VangeloDiOggi (cfr Mt 18,21-35) Gesù ci ricorda che dono e perdono sono alla base della nostra esistenza. Tutto ci è dato da Dio per puro amore, e nessuno di noi può dirsi perfetto nel rispondere a tanta bontà. Per questo la gratuità, che è fonte della nostra stessa vita, è anche la regola migliore per il nostro stare insieme. #Perdono #Amore #Vangelo
Tízmilliárdos botrány bontakozott ki a Volánnál, ahol nyolc embert meggyanúsítottak túlárazott buszbeszerzések és ingatlanvásárlások miatt, amelyek során jelentős pénzmozgások és ingatlanprojektek valósultak meg. #korrupció #buszbeszerzés #Volán

LETTERA AL MIO PEGGIOR ALLIEVO Stamattina ho letto uno dei tanti straordinari post del mio amico Mattia Madonia, che si chiedeva cosa direbbe Indro Montanelli del suo allievo @marcotravaglio, e così, davanti alla mia vecchia Olivetti Lettera 22, ho pensato di somministrare il post all’AI come elemento di contesto e le ho chiesto di commentare il “lavoro” di Travaglio come se a scrivere fosse Montanelli. L’AI ha scelto autonomamente una lettera aperta, che riporto di seguito senza correzioni. —- Caro Marco, la chiamo per nome, come si fa con i figliocci e con i traditori: due categorie che, in una vita lunga e litigiosa, ho imparato a non tenere troppo distanti. Le batto queste righe sulla Lettera 22 - la verde - che qualcuno ha avuto la bontà di recapitarmi quassù, o quaggiù, non ho ancora capito in quale reparto mi abbiano sistemato. La macchina per scrivere ha un difetto che è la sua unica virtù: batte una lettera per volta, e ogni tasto è un fatto. Con una Lettera 22 non si bara. Con una linea editoriale, a quanto vedo, sì. Le devo un ringraziamento e una frustata, nell’ordine. Il ringraziamento è per avermi copiato la posa: il bastian contrario, l’uomo solo controvento, quello che dà del somaro a tutti. Bravo. Ha imparato la mia faccia. Peccato che della mia faccia lei abbia preso la smorfia e buttato via l’osso: perché controcorrente ci si va per amore dei fatti, non per amore della corrente contraria. Il contrarianismo senza i fatti non è coraggio, ma vanità con l’elmetto. Veniamo alla frustata, che è più istruttiva. Io, la guerra di un piccolo popolo aggredito da un colosso, l’ho vista con questi occhi, nel Quaranta, sugli sci, al gelo, tra i finlandesi. Non commentai una riga: raccontai. Raccontai la neve, i cecchini bianchi, i carri sovietici che si impantanavano nella loro stessa arroganza. E il lettore, senza che io glielo dicessi, diventava profinlandese. Perché la verità, quando la lasci in pace, cammina da sola. È il mestiere, caro Marco. Quello che lei ha smesso di fare. Perché quando un altro piccolo popolo - lo scriva pure, il nome, Ucraina, non morde - si è trovato sotto lo stesso colosso, con lo stesso pretesto delle minoranze da proteggere e delle zone cuscinetto da inventare, lei che ha fatto? Ha lasciato parlare i fatti? No. Ha lasciato parlare le veline. Ha preso il comunicato dell’aggressore e gli ha messo addosso la cravatta buona del dubbio: l’«eh, ma la NATO», l’«eh, ma non è tutto bianco e nero». Certo che non è tutto bianco e nero. Ma quando un carro armato entra in casa d’altri, il colore glielo do io: è del colore del torto. Lei mi dirà che pone domande, che dubita, che non si fa arruolare. Il dubbio, caro figliolo, è un arnese sacro, a patto di usarlo su tutti. Il suo lo tira fuori sempre e soltanto contro gli aggrediti. Un dubbio a senso unico non è giornalismo: è ufficio stampa con la puzza sotto il naso. Le confesso una cosa, ché quassù (o quaggiù) si diventa sinceri per noia. Di errori ne ho collezionati a bizzeffe, alcuni imperdonabili, e ho pagato anche con del piombo nelle gambe, regalatomi da gente che il dubbio non lo tollerava affatto. Non le do lezioni di virtù: sarei ridicolo. Le do una lezione di mestiere, l’unica cosa su cui posso ancora permettermi la superbia. Ed è vecchia come il piombo dei tipografi: i fatti prima, l’opinione dopo, e mai - mai - l’opinione travestita da fatto. Lei ha fatto l’esatto contrario. Ha preso il mio metodo, l’ha capovolto, e ci ha appiccicato sopra la mia foto come un santino. È l’unico plagio che non le perdono: non quello dei fatti, ma quello della faccia. La saluto. E le lascio, come si usa tra maestri e cattivi allievi, un compito per casa: un giorno solo, uno, provi a far parlare i fatti dell’aggredito con la stessa generosità con cui fa parlare i dubbi dell’aggressore. Vedrà che fatica. Il mestiere è tutto lì. Suo, con l’affetto ruvido che si deve ai figli sbagliati, I. M. #giornalismo #opinione #scrittura
Franco Isceri, il padre di Lorena uccisa dal suo ex compagno Federico Vella, denuncia la violenza subita dalla figlia e la sua riluttanza a denunciare il carnefice, sottolineando come la sua bontà abbia avuto un tragico costo. #ViolenzaDomestica #GiustiziaPerLorena #Femminicidio

La guerra è finita. Non sul campo, dove ancora si muore, ma nella realtà dei rapporti di forza. La Russia l’ha vinta. L’esercito ucraino agonizza. A Washington lo hanno capito. In Europa no. O fingono di non capirlo, che è peggio. Il fatto più osceno non è Kiev che resiste a oltranza. Non è Washington che cerca un’uscita per mascherare la sconfitta. Il fatto più osceno è l’Europa. Una classe dirigente colta da una frenesia bellicista che non ha più obiettivo, non ha più industria, non ha più soldati, non ha più strategia. Solo slogan. Solo morale da commedia. Solo la pretesa di continuare una guerra che altri hanno già deciso di chiudere. Si parla di «minaccia esistenziale». Si parla di carri russi a Lisbona. Si parla come se la geografia fosse un optional e la demografia un dettaglio da salotto. Un paese di diciassette milioni di chilometri quadrati, con una popolazione in calo e uno Stato che fatica già a occupare il proprio territorio, non ha alcuna intenzione di invadere l’Europa. Non ha i mezzi. Non ha il desiderio. Non ha l’interesse. Chi racconta il contrario non fa analisi. Fa propaganda. Mosca raggiungerà i suoi obiettivi. Fino a Odessa. Poi si fermerà. Non per bontà. Per calcolo. Perché una potenza fragile dal punto di vista demografico non si lancia in un’avventura continentale. Perché il suo problema è la sicurezza del Mar Nero, non la conquista di Berlino. Perché chi ha pagato un tributo di sangue non spreca il resto in una fantasia da editoriale. Il resto è teatro. L’Europa fornisce armi e fatture. Non decide. Sogna di vincere una guerra che ha già perso al fianco di chi ora cerca di uscirne. Accusa di «capitolazione» chi guarda i numeri. Chiama «realismo» la propria cecità. Confonde la Nato con uno scudo, quando è prima di tutto un dispositivo di controllo. La questione è chi ha voluto questa guerra, chi l’ha condotta per procura, chi ha spezzato l’asse energetico europeo, e chi oggi pretende di continuare il massacro per non ammettere di aver sbagliato tutto. Quando la sconfitta sarà ufficiale, non basterà cambiare comunicato. Bisognerà spiegare perché un continente intero ha preferito l’isteria alla geografia, la predica al calcolo, e la guerra degli altri al proprio interesse. Fino ad allora, il coro continuerà. Più alto. Più vuoto. Più pericoloso. #Guerra #Europa #Realismo
Meta a trouvé un accord amiable avec 29 États américains pour mettre fin à un procès concernant l'accusation d'avoir contribué à l'addiction des mineurs à ses réseaux sociaux, une décision saluée comme une victoire par le procureur général de Californie, Rob Bonta. #AddictionRéseauxSociaux #Meta #ÉtatsUnis

Le procureur général de Californie, Rob Bonta, accuse le groupe Meta d'avoir sciemment conçu des fonctionnalités de Facebook et Instagram pour les rendre addictives chez les enfants, ouvrant ainsi les débats d'un procès à Oakland. #Meta #Procès #AddictionEnfants

Le procureur général de Californie, Rob Bonta, accuse Paramount de faire chanter l'État après que le studio a menacé de quitter Hollywood si sa fusion avec Warner Bros n'était pas approuvée, tandis que douze États, dont la Californie, tentent d'arrêter ce rachat pour des raisons antitrust. #Paramount #WarnerBros #Californie

Le procureur général de Californie, Rob Bonta, a accusé Paramount de chantage après que le studio a suggéré quitter Hollywood si un accord pour racheter Warner Bros n'était pas atteint, une fusion controversée de 111 milliards de dollars qui suscite des inquiétudes quant à des suppressions d'emplois massives dans l'industrie cinématographique. #Paramount #Californie #FusionHollywood

Lo sai quanto costa un Piaggio Ciao usato? 200 euro. 300, se hai la fortuna di trovarlo con una marmitta decente e le ruote non del tutto consumate. 200 euro sono niente. Sono una cena fuori. Sono la bolletta della luce. Sono due pieni. Ma se hai 13 anni e i soldi non li vuoi chiedere a tuo padre, beh quei 200 euro non sono niente: sono tutto ciò di cui hai bisogno. E allora? Beh, allora sogni. Allora speri nella bontà dei nonni a Natale. O, se hai coraggio, ti inventi qualcosa. Dipende dalla tua fibra. Dalla tua forza di volontà. Tre ragazzini di Udine, di forza di volontà, ne avevano eccome. Perché pensa un po', in un paese dove c'è la cultura della "dipendenza a tutti i costi" (dallo stato, dall'azienda, dai politici) quei tre si sono messi in testa di comprarselo da soli! Come nei film americani si sono dati da fare: hanno tirato fuori un tavolino pieghevole e lo hanno piazzato nel cortile di casa, dove passa la gente. Ci hanno messo sopra una caraffa di limonata. I bicchieri. L'anguria a fette. I krapfen. I muffin. Il termos del caffè. Hanno scritto il menù su una lavagnetta e l'hanno appoggiata per terra. E hanno dato persino un nome alla ditta: "Ai tre amici". Poi hanno tirato fuori una cassaforte. Una cassaforte giocattolo, azzurra, di plastica, con la chiave. Perché a tredici anni una cosa seria deve avere una cassaforte. "Offerta libera, minimo un euro e cinquanta". Ma soprattutto LORO SI ALZAVANO ALLE 5 DEL MATTINO PER QUEL LAVORO. Alle cinque. D'estate. A 12 anni. Senza scuola. Al buio, in cucina, a spremere limoni e fare il caffè per gente che sarebbe passata tre ore dopo. E sai cosa? Stava funzionando! La gente si fermava, beveva, chiacchierava. Tre ragazzini che al posto di rincoglionirsi negli smartphone si rimboccano si mettono in gioco. Ci sarebbe da fargli un applauso. Ci sarebbe da mostrarli a scuola. Ci sarebbe da premiarli come incoraggiamento. E invece è arrivata la polizia locale e gli ha chiuso tutto: "somministrazione di alimenti e bevande in assenza di autorizzazione" Ora dimmi: secondo te quale sarà la reazione di questi tre amici la prossima volta che penseranno "Mettiamoci in gioco"? Hanno imparato a 12 anni la lezione che migliaia di imprenditori italiani conoscono benissimo: questo paese è bravissimo a tappare le ali a chi vuole sognare. A chi prova a spiccare il volo. Perché in Italia le regole non servono a proteggere qualcuno. Servono a fermare qualcuno. E si vanno a cercare sempre nella stessa direzione: verso il basso. Verso chi, quando gli suoni al campanello, apre la porta e ti dice buongiorno. Non contro chi ti risponde male. Mai contro chi ti risponde male. Mai contro chi se ne fotte. Quel tavolino adesso è piegato in garage. La cassaforte azzurra è chiusa a chiave, con dentro le monete di quattro mattine alzati al buio. La cassaforte azzurra è chiusa a chiave, con dentro le monete di quattro mattine alzati al buio. Le hanno contate. Non bastavano. E adesso non basteranno mai. - Adamo Romano #ImprenditoriaGiovanile #Sogni #Coraggio
Domenica pessima per Ferrari. 1) Ritmo SF-26 lontanissimo da prima forza. Primo e più importante problema. Da verificare evoluzione setup e se presente PU con ADUO. 2) valutazione errata a monte della bontà mescole. Soft era da fine gara, Media migliore del previsto, lenti su H #Ferrari #F1 #Motorsport