Un uomo di 67 anni ha riacquistato la vista dopo cinque anni di cecità grazie a un innovativo trapianto completo del segmento anteriore dell'occhio e della macula da un occhio all'altro, un intervento pionieristico condotto dal professor Michele Reibaldi e dal suo team all'ospedale Molinette, che ha permesso di superare ostacoli considerati insormontabili nella chirurgia oculistica. #TrapiantoOculare #ChirurgiaOculistica #InnovazioneMedica

Un’équipe di medici dell’ospedale Molinette di Torino ha eseguito un pionieristico autotrapianto che ha permesso a una donna di 67 anni, precedentemente cieca, di recuperare la vista dopo cinquemila anni di cecità. #chirurgiaoculistica #trapiantooculare #salute

L'équipe della Clinica Oculistica universitaria delle Molinette a Torino ha effettuato con successo il primo autotrapianto al mondo della retina, permettendo a Elena, 67 anni, di recuperare la vista persa a causa di un grave incidente stradale dopo oltre 5 anni di cecità. #ChirurgiaOculistica #Innovazione #TrapiantoRetina

Dopo cinque anni di cecità totale, una donna di 67 anni ha riacquistato la vista grazie a un innovativo trapianto completo del segmento anteriore dell'occhio e della macula da un occhio all'altro, un intervento pionieristico realizzato presso l'ospedale Molinette di Torino che segna una nuova frontiera nella chirurgia oculistica. #TrapiantoOculare #ChirurgiaInnovativa #RitornoAllaVista

A Torino si è svolto per la prima volta al mondo un eccezionale intervento di autotrapianto della retina da un occhio all'altro, che ha permesso a Elena, una donna di 67 anni, di riacquistare la vista dopo oltre cinque anni di cecità totale, grazie alla rimozione e al trasferimento di tessuti oculari sani dall'occhio sinistro a quello destro. #TrapiantoRetina #ChirurgiaOculistica #Cecità

Annalisa Minetti, cantante e atleta paralimpica, condivide nel podcast We Are Freaks le sue difficoltà nel non poter vedere la figlia, descrivendo la sua cecità, sviluppatasi in 30 anni, e la sua più grande paura: dimenticare i ricordi visivi del passato. #AnnalisaMinetti #disabilità #memoria

Se qualcuno ti ferisce, Dio ti ordina di perdonarlo all'istante, ma non ti dice di dimenticare il suo volto e di tornare a dargli fiducia. Distinguiamo tra il perdono – che dobbiamo imparare a dare – e la cecità di fronte ai torti subiti. Ti perdono, ma ti denuncio. Ti perdono, ma smetto di darti credito. #perdono #fiducia #giustizia
Continuano i colpi ucraini per paralizzare la logistica del sud occupato e della Crimea. Tra i colpi messi a segno stanotte ci sono, come nei giorni scorsi, varie stazioni e depositi di gas e petrolio. Una di quelle colpite è la stazione di distribuzione del gas nel villaggio di Lokhovka, nel distretto di Sovetsky. La dislocazione degli attacchi mostra che gli ucraini starebbero prediligendo depositi e catena di distribuzione lungo la via ferroviaria e questo per un motivo ben preciso. Nelle zone remote e critiche della Crimea orientale, la rete elettrica principale (quella che alimenta i locomotori) è spesso inaffidabile o insufficiente per coprire le esigenze di tutti i sistemi sussidiari. Molte stazioni ferroviarie e postazioni di scambio lungo la tratta orientale sono dotate di gruppi elettrogeni di emergenza o di supporto alimentati a gas naturale. La stazione di Lokhovka fornisce il combustibile per questi generatori, che garantiscono l'elettricità non solo alle strutture della stazione ma, soprattutto, all'elettronica che gestisce la logistica ferroviaria. Bloccare i sistemi di scambio e segnalamento paralizza il trasporto ferroviario, in questo caso quello proveniente da Kerch, contribuendo all’isolamento dell’hub di Dzhankoi. Colpita stanotte anche la zona di Genichesk. Il ponte stradale sull'Arabat Spit era probabilmente l'ultima rotta stradale secondaria e "sicura" rimasta per spostare rifornimenti d'urgenza dalla Crimea verso Kherson, dopo il danneggiamento dei ponti principali di Chongar e Razdolnoye. Ora anche questa via è interrotta o compromessa. Colpito anche il raccordo ferroviario del grande impianto Titan, con il danneggiamento delle tratta ad Armiansk, altro snodo strategico di collegamento con Kherson, quasi del tutto compromesso nei giorni scorsi. Interessante che stanotte sia stata colpita anche la centrale termoelettrica di Tavricheskaya. L’impianto è vitale per alimentare non solo l’hub di Dzhankoi, ma soprattutto la rete radar di Tarkhankut e i posti di comando centrali dell'FSB e del comando flotta che sono stati in parte trasferiti nell'entroterra per sfuggire ai droni marini. Colpire la centrale elettrica significa lasciare il comando russo in Crimea senza energia affidabile e mandare in tilt le loro comunicazioni in un momento critico. L'Ucraina sta scientificamente togliendo energia e infligge cecità radar ai difensori, alimentando il timore di uno sbarco che sarebbe impossibile da prevenire e sempre più difficile da respingere. A rendere ancora più complicata la difesa della Crimea c’è il sempre più vasto malcontento della popolazione, che sta vivendo disagi ogni giorno maggiori (tra i quali anche esplosioni continue in vari punti della penisola) cui, in queste ore, si stanno aggiungendo migliaia di lettere per la mobilitazione forzata, vista la necessità di Putin di rimpiazzare le perdite al fronte senza toccare le grandi città russe. Una situazione questa che alimenta le file della resistenza e crea un clima di crescente avversione verso le autorità di occupazione. La situazione evolve di ora in ora in tutte le aree occupate, inclusa la fascia costiera sud. L'intelligence britannica ha ad esempio confermato l'annientamento di due ponti stradali vitali lungo la rotta M14 (la cosiddetta "autostrada di terra" Rostov-Melitopol) nel settore di Berdiansk, strike che costringe i convogli russi a una deviazione di ore. Altri dettagli potrebbero emergere nelle prossime ore, per cui STAY TUNED! #Ucraina #Crimea #Guerra
