The race for António Guterres' succession as UN Secretary-General is intensifying, with Rebeca Grynspan, former Vice President of Costa Rica, as the favorite candidate, while the electoral process is complicated by the vetoes of the permanent members of the Security Council and the geopolitical dynamics at play. (translated)

Capra c’è un messaggio per te: Ricci: “cercherò di mettergliela semplice: quei dati sono immodificabili e recano la data e l’ora della corsa con cui sono stati analizzati” Più trasparente di così carissimi #IgnotoX #garlasco https://t.co/3ysdLI4gKm #Trasparenza #Dati #Garlasco
«Con un tendine in quelle condizioni, non so come abbia fatto a portare a termine la gara. Guardando le immagini, si vede che correva con una gamba sola, mentre l’altra si limitava ad appoggiarla per terra, senza esercitare alcuna spinta»Demadonna ha detto all’agenzia di stampa francese AFP che il tendine d’Achille di Assefa ha subìto «una rottura completa», e che ne ha influenzato la corsa dal 31esimo chilometro, peggiorando molto dopo il 40esimo. #MaratonaBerlino #TigstAssefa #TendineDAchille
L'etiope Tigst Assefa ha vinto la maratona di Berlino il 27 settembre 2026, registrando il terzo miglior tempo di sempre per una donna, nonostante un grave infortunio al tendine d'Achille durante la corsa. #MaratonaBerlino #TigstAssefa #TendineDAchille

“Una vittoria storica”“Una vittoria storica”, ha rivendicato la leader Rn, Marine Le Pen, data favorita nella corsa all’Eliseo. #ElezioniFrancia #MarineLePen #RassemblementNational
‼️🟨🟥 STADIO ROMA, ARRIVA IL VIA LIBERA | Massimo Sessa ha annunciato il rilascio dell'autorizzazione unica per il nuovo impianto della #ASRoma. Si chiude il grande iter amministrativo, ora parte la corsa verso i cantieri. #StadiodellaRoma 🔥🔥🔥 ➡️ https://t.co/kJZLpuuZ35 https://t.co/iu1sVPS823 #ASRoma #StadiodellaRoma #Roma
siamo sempre di corsa nel fandom, tra obiettivi, eventi, votazioni, cose da organizzare e supporto a zeudi.. sempre a pensare a cosa fare dopo.. però dovremmo anche fermarci ad apprezzare quello che già abbiamo.. nelle prossime settimane e mesi ci saranno tante cose che accadranno e che vivremo, ma è già bello tutto quello che abbiamo come fandom e i rapporti che si sono creati nel tempo.. mentre viviamo tutto questo dobbiamo ricordarci di apprezzarlo.. a volte mi rendo conto che quello che stiamo vivendo è davvero unico, almeno per me.. non ci sarà un altro fandom, un’altra zeudi, un’altra mariarosaria o un’altra annie..🥹 e lo dico nel senso più bello possibile, perché una cosa come quella che si è creata con zeudi e la sua famiglia non si ripeterà mai più..💖 #Fandom #Apprezzare #Gratitudine
Le partite di Nations dovrebbero servire per vedere all'opera giocatori come Inacio, Ahanor, Doumbia, Kayode. Non certo per guardare chi è arrivato a fine corsa o il Raspadori di turno che in Nazionale non doveva nemmeno essere convocato. Non sto capendo diverse scelte di Mancini #NationsLeague #Calcio #Mancini
Non era lavabile la vernice gettata contro Palazzo Vecchio a Firenze dagli ecogretini. Per restaurare la pietra trecentesca, serviranno 40mila euro. Vi ricordate la surreale corsa dell’allora sindaco @DarioNardella? https://t.co/q8kxW8y7AD #Firenze #PalazzoVecchio #Restauro
Non avrà vinto il titolo mondiale, ma Elisa Longo Borghini - anche oggi - ha dimostrato perchè è un'atleta 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐨𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐫𝐢𝐚! 🇮🇹💫 Ha fatto una corsa tutto cuore che le è valso il quarto bronzo mondiale in carriera: ha chiuso il primo attacco di Vollering, è scattata ai -14km e, dopo essere stata ripresa, ha dovuto resistere al ritorno di Reusser per difendere il terzo posto. Sei ispirazione pura 🌍🥉 #Montreal2026 #Ciclismo #Sportiva #Atleta
Corsa della stampa e del campo largo a giustificare la circolare con cui il capo dello Stato, da ministro, definiva gli stranieri a scuola un «problema». E proponeva ciò che ora vuole fare la Meloni. https://t.co/LfhDIdlvXY #CorsaDellaStampa #Meloni #StranieriAScuola #IT
Si ritira dal calcio giocato Diego Demme Nel 2020 decise di lasciare il Lipsia, di cui era capitano e primo in classifica, per venire di corsa nella sua squadra del cuore: il Napoli In pochi ricordano quanto fu importante quella stagione Per sempre Campione d’Italia..❤️ https://t.co/3NoP6JjILS #Calcio #Napoli #DiegoDemme
Pierre-Emmanuel Bourdeau (allenatore di Diouf nelle giovanili): "Era un box-to-box con una grande capacità di corsa, tanto volume, un ottimo sinistro, intelligente e con una mentalità eccellente. Gli piace tantissimo attaccare l’ultima linea, sia in conduzione sia senza palla. È un ragazzo che ascolta davvero molto e ha voglia di imparare ma ho la sensazione che, nonostante tutto, il suo ruolo ideale resti il centrocampo. Francamente, da terzino in una difesa a quattro non ce lo vedo" (So Foot) #calcio #giocatori #selezione
Una donna di 28 anni è rimasta semiparalizzata dopo aver subito convulsioni a seguito di una corsa sulle montagne russe in Brasile e ora la sua famiglia sta portando il parco divertimenti in tribunale. #MontagneRusse #Giustizia #Salute

I numeri dell’Istat mi preoccupano fortemente: confermano che 4 anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dal Governo lasciano l’Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione https://t.co/L7nKvBdTzl #Italia #austerità #economia #IT
I numeri dell’Istat mi preoccupano fortemente: confermano che 4 anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dal Governo lasciano l’Italia in gabbia e non ci permettono di uscire dalla procedura di infrazione https://t.co/uz4yXjBOtd #Istat #Austerità #Italia #IT
Nel giorno dei 100 anni di San Siro, lo stadio dedicato a Meazza che tenne a battesimo Sandrino al debutto nel 1961, Mazzola se ne va: una vita per l’Inter da campione eccelso Figlio di una leggenda vivente come papà Valentino scomparso a Superga, Mazzola è riuscito nell’impossibile impresa di arrampicarsi sul suo piedistallo. Un altro mito della Grande Inter che se ne va Sembra quasi che abbia voluto sceglierlo, il giorno della sua morte, Sandro Mazzola: che ci ha lasciato oggi, 19 settembre 2026, nel giorno in cui lo stadio di San Siro che negli anni 60 e 70 lo vide eccelso e inimitabile primattore compie 100 anni; lo stadio che porta il nome di Giuseppe Meazza, altra leggenda interista, l’uomo che - guarda caso - tenne a battesimo in Serie A come allenatore proprio lui, Sandrino Mazzola, il 10 giugno 1961 in un match passato alla storia del calcio italiano: quel Juventus-Inter 9-1 in cui Angelo Moratti, papà di Massimo, in segno di protesta contro la FIGC del presidente Umberto Agnelli - en passant anche presidente della Juventus - decise di schierare la formazione De Martino, cioè la Primavera di oggi, dopo l’annullamento della vittoria a tavolino data all’Inter per l’invasione di campo che il 16 aprile aveva costretto l’arbitro Gambarotta a sospendere al 30’ del primo tempo, sullo 0-0, la partita al Comunale di Torino. La FIGC del presidente Umberto Agnelli accolse il ricorso del presidente della Juventus Umberto Agnelli e in barba a ogni precedente in materia dispose la ripetizione della partita: che l’Inter, appunto, boicottò mandando in campo i ragazzi e spedendo in panchina non Helenio Herrera ma Giuseppe Meazza. L’uomo di cui San Siro che oggi compie 100 anni porta il nome. L’uomo che proprio in quell’occasione tenne a battesimo Mazzola al debutto in Serie A in cui Sandro mise la firma all’unico gol nerazzurro di una partita surreale - oggi diremmo distopica - entrata subito nella storia non proprio adamantina del nostro calcio borderline. Raccontare Mazzola a chi non ha avuto la fortuna di vederlo giocare, diciassette lunghe stagioni dal 1960 al 1977, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, quattro scudetti, il titolo di campione d’Europa con l’Italia nel 1968, capocannoniere sia in Serie A (1964-65, 17 gol) sia in Coppa dei Campioni (1963-64, 7 gol), una vita per l’Inter prima da giocatore e capitano (417 partite, 116 gol), poi da dirigente prima con Fraizzoli e poi con Massimo Moratti, raccontare Mazzola a parole - dicevo - non è facile. Ma a fotografarne la grandezza tecnica basta forse una tabella, quella che vedete sotto: è tratta dall’Albo d’Oro del Pallone d’Oro e si riferisce al 1971. Un’edizione del Pallone d’Oro in cui Mazzola, a quel tempo 29enne, si piazza al secondo posto dietro Johan Cruyff e davanti a George Best: e anche se ai tempi non eravate ancora nati o eravate troppo piccoli per ricordare, che fuoriclasse immensi siano stati Cruyff dell’Ajax e Best del Manchetser United credo lo sappiate tutti. Erano, è vero, tempi d’oro per il calcio italiano: che due anni prima, nel 1969, aveva trionfato con Rivera Pallone d’Oro e Gigi Riva secondo e che di lì a due anni avrebbe portato nientemeno che un portiere, Dino Zoff, sul secondo gradino del podio tra Cruyff (vincitore) e Gerd Muller (terzo classificato). Sandro Mazzola è stato un campione unico. Numero 8 della leggendaria Grande Inter di Helenio Herrera, in cui il 9 era Peirò (e prima Di Giacomo) e il 10 Luisito Suarez, Mazzola era un ibrido unico nel suo genere capace com’era, grazie alla sue doti di tecnica e velocità, scatto e resistenza di essere al tempo stesso eccelso attaccante e eccelso centrocampista, all’occorrenza anche di fatica. Ma ancora una volta sono le immagini, più della parole, a raccontare tutto di lui. E anche se quelle in bianco e nero non rendono giustizia, riguardatevi il gol che l’8 dicembre 1966 Mazzola segnò in Coppa dei Campioni sul campo dell’allora fortissimo Vasas Budapest: gol dell’1-0 dopo imbeccata di Bedin a innescarne la corsa. https://t.co/e90SQPEyK2 Sarti, Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi; Jair, Mazzola, Peirò, Suarez, Corso. Emoziona rileggere i nomi della Grande Inter degli anni Sessanta; e rattrista e fa male sapere che con la scomparsa di Mazzola sono oggi soltanto due i sopravvissuti: Gianfranco Bedin, classe 1945, e Aristide Guarneri, classe 1938, che ho la fortuna di incrociare ogni tanto nella città dove vivo, Cremona, nei pressi di Piazza Marconi, in perfetta forma: tutto diresti tranne che di trovarti di fronte a un ottantottenne. A pochi giorni dal crudele addio a Franco Baresi, leggenda del Milan, il calcio italiano s’inchina e piange Sandro Mazzola. Campione d’Europa nel 1968, vicecampione del mondo nel 1970, campione per sempre nel cuore non solo dei tifosi dell’Inter e della nazionale ma di tutti gli sportivi italiani. Capace di compiere la più difficile e grande delle imprese: salire - e rimanervi - sul piedistallo di un papà, il Valentino Mazzola scomparso a Superga, per classe, bravura e carisma inarrivabile. P.S. Se l’articolo ti è piaciuto e ancora non conosci il mio profilo “Palla Avvelenata” su https://t.co/l4gP5JEXPE vieni a dargli un’occhiata; e valuta la possibilità di abbonarti (6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale) per avere ogni giorno una lettura di qualità e un giornalismo libero e indipendente. “Palla Avvelenata” è un bestseller di Substack con abbonati in USA, Francia, Inghilterra e altri Paesi del mondo #SanSiro #SandroMazzola #Inter
A questo si riferisce #Spalletti quando dice che #Conceicao ha potenzialità da #Salah: qui c'è #Woltemade che taglia verso il centro, basta lanciarlo in verticale con un filtrante e va in porta, invece prosegue la corsa in orizzontale e manda fuori tempo sia lui sia l'altro a sinistra; poco dopo, in una transizione positiva nei pressi dell'area avversaria, con Woltemade tutto solo a sinistra invece calcia addosso al difensore centralmente. Tiro e scelte, in questo l'allenatore gli chiede di migliorare #JuveNEC #Calcio #Sport #Tattica
L'articolo discute il concetto di una corsa all'intelligenza artificiale tra Stati Uniti e Cina, sollevando interrogativi sulla reale esistenza di questa competizione e sulle implicazioni di una possibile vittoria o sconfitta in un contesto caratterizzato da preoccupazioni sulla sicurezza e dominanza tecnologica. #CorsaAI #IntelligenzaArtificiale #CompetizioneGlobale
