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Netanyahu criticizes the Nobel Committee, accusing it of losing its moral compass and demonizing the Jews, while the article celebrates the Italian excellences represented by Vespucci and the Barcolana. #Netanyahu #ComitatoNobel #Pillay (translated)

"Vespucci e Barcolana sono due eccellenze italiane"

Inter described itself and Canali as two Italian excellences united by a shared idea of style, stating that every detail became a story. https://t.co/4D5cBuser4 #Inter #MadeInItaly #Stile (translated)

“MARINA” DAL “GIO FESTIVAL (FOGGIA)" CONQUISTA HOLLYWOOD, SI CANDIDA AGLI OSCAR DELLA LIRICA (MIGLIOR REGISTRAZIONE PER GRAMOPHONE UK) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/marina-dal-gio-festival-foggia-conquista-hollywood-si-sardella-ph-d--4fjve/ SOURCE 1: https://hollywoodbeatmagazine.com/.../giordanos-marina.../ SOURCE 2: https://www.instagram.com/p/DcWc0dfjBr4/ C’è un momento, nella vita culturale di un Paese, in cui la tradizione smette di essere memoria e torna ad essere avvenimento. È ciò che sta accadendo con “Marina” di Umberto Giordano, l’opera perduta e finalmente rinata grazie al GIO Festival di Dino De Palma ,e Gianna Fratta, oggi ufficialmente candidata agli “International Opera Awards”, gli “Oscar della lirica” che ogni anno celebrano le eccellenze mondiali del teatro musicale. La notizia, rilanciata dalla prestigiosa rivista californiana “Hollywood Beat Magazine”, segna un passaggio storico: un titolo rimasto nell’ombra per oltre un secolo conquista la ribalta internazionale, proiettando la creatività italiana nel cuore dell’industria culturale globale. Non è solo un riconoscimento ma un segnale: il Teatro Umberto Giordano, tutta la macchina organizzativa del GIO Festival assieme a tutti gli altri enti pubblici e privati coinvolti, quando decide di valorizzare i suoi tesori, sa ancora stupire il mondo. “Marina” non è soltanto un’opera ritrovata ma un viaggio che parte dalle carte d’archivio della collezione “Frederick R. Koch” della “Beinecke Rare Book and Manuscript Library” della Yale University, attraversa la passione dei musicologi come Andreas Gies, si accende nella produzione del GIO Festival e, dopo aver attirato l’attenzione di “Broadway World” con i suoi 6 milioni divisite mondiali mensili, approda ora ad Hollywood, dove la critica internazionale ne celebra la forza drammatica, la scrittura vocale luminosa, la modernità sorprendente. In un panorama lirico spesso dominato dai grandi titoli di repertorio, la candidatura di “Marina” può ancora essere scoperta, reinventata, rilanciata. Può parlare al presente, e può farlo con voce di Foggia e dei foggianoi nel mondo. Per chi ama la cultura, la musica, la storia, questo è un momento da ricordare! Per chi crede nel valore della ricerca e della divulgazione, è una vittoria da celebrare! Per chi vive la lirica come missione, è un trionfo epocale! E ora, con la candidatura agli International Opera Awards, gli “Oscar mondiali della lirica”, il viaggio di “Marina” e di Umberto Giordano continua. Verso il mondo. Verso il futuro. Verso un nuovo capitolo della grande tradizione giordaniana. Finalmente possiamo dire: Bentornato, Umberto !!!

“MARINA” DAL “GIO FESTIVAL (FOGGIA)" CONQUISTA HOLLYWOOD, SI CANDIDA AGLI OSCAR DELLA LIRICA (MIGLIOR REGISTRAZIONE PER GRAMOPHONE UK)

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra) SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/la-rivincita-del-gio-festival-broadway-world-celebra-e-asgue/ SOURCE: https://www.letteremeridiane.org/2026/08/la-rivincita-del-gio-festival-broadwayworld-celebra-marina-e-foggia/ Il GIO Festival è stato a dir poco snobbato da Rai3 Puglia e da altre testate regionali. Ma il festival dedicato a Umberto Giordano, promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia e della Fondazione Monti Uniti, si è preso una bella rivincita, finendo nella home page di BroadwayWorld grazie alla prima mondiale dell’opera Marina, andata in scena il 5 giugno scorso al Teatro Umberto Giordano di Foggia. Non è poco, visto che BroadwayWorld è tra i più importanti siti statunitensi dedicati al teatro e allo spettacolo. Lo sbarco oltreoceano dell’opera del grande compositore foggiano non è sfuggito a Luciano Magaldi Sardella, che ha inviato alla redazione di Lettere Meridiane un approfondito e interessante contributo che potete leggere di seguito. Nell’articolo, l’autore ricostruisce con maestria la straordinaria vicenda della prima opera di Giordano, composta nel 1888 e rimasta per 138 anni senza un allestimento scenico, fino alla storica rappresentazione del 5 giugno scorso al Teatro Giordano. Ma soprattutto racconta come la prima edizione del GIO Festival abbia riportato Foggia al centro della scena lirica internazionale, attraverso il ritrovamento e la valorizzazione di Marina, il coinvolgimento di importanti istituzioni musicali e l’attenzione della stampa americana. Una stimolante riflessione sul riscatto culturale e identitario di una città che troppo a lungo ha portato il nome di Giordano sul frontone del proprio teatro senza riuscire a farne leva di visibilità internazionale. (g.i.) + + + + + Ci sono momenti nella storia di una città in cui il passato e il futuro si stringono la mano sul palcoscenico del presente. Foggia ha vissuto uno di questi momenti la sera del 5 giugno 2026, quando il sipario del Teatro Umberto Giordano si è alzato su Marina, un’opera composta nel lontano 1888 da un pressappoco ventunenne di nome Umberto Giordano, ancora studente al Conservatorio di Musica San Pietro a Majella di Napoli. E quella partitura ha finalmente trovato, dopo centotrentotto anni di silenzio, il suo primo respiro scenico nel mondo. “Non è un evento ordinario. È una svolta. Un vuoto colmato. Una storia riscritta.” Umberto Giordano, uno dei più celebri compositori veristi della fin-de-siècle, nato a Foggia, autore di capolavori come Andrea Chénier, Fedora, Siberia, era rimasto fino ad oggi l’unico grande operista italiano senza un festival interamente dedicato alla sua opera. Un paradosso che pesava come un’ingiustizia storica su una città che porta il suo nome inciso sul frontone del proprio teatro più bello. È il viaggio incredibile di Marina, la prima opera di Umberto Giordano, che dopo 138 anni di oblio ha avuto la sua prima mondiale in forma scenica il 5 giugno 2026 al Teatro Umberto Giordano di Foggia, come evento di apertura del GIO Festival, durante la prima edizione del Giordano International Opera Festival. Il manoscritto, custodito nella Frederick R. Koch Collection della Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale, ha compiuto un viaggio straordinario: dalle biblioteche d’élite della costa est americana al cuore pulsante della Daunia. Nella notte del 5 giugno 2026, al Teatro Umberto Giordano di Foggia, quel silenzio si è finalmente spezzato. Il GIO Festival è nato a Foggia come un grande nuovo progetto culturale promosso dalla Camera di Commercio di Foggia insieme al Comune e alla Provincia, con il sostegno della Regione Puglia, con l’obiettivo di trasformare l’eredità artistica del compositore verista in un motore di valorizzazione territoriale e turismo culturale. Sotto la direzione artistica della direttrice d’orchestra Gianna Fratta e del violinista Dino De Palma, l’evento colma finalmente un vuoto storico. Il modello di riferimento è esplicito e ambizioso: un progetto ispirato ai grandi festival dedicati ai compositori italiani come il Verdi Festival, il Puccini Festival, il Rossini Opera Festival (e così via…) , pur mantenendo una forte dimensione territoriale e partecipativa. Foggia, in altri termini, si candida ufficialmente al tavolo dei grandi. E lo fa con le credenziali che servono: una prima mondiale scenica irripetibile (parallela a quella concertistica del teatro milanese Dal Verme registrata dalla prestigiosa casa discografica lirica Decca Classics), una produzione operistica di qualità (tutta la macchina organizzativa), istituzioni culturali di primo piano al suo fianco (Teatro dell’Opera di Milano, Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari). Il festival si è avvalso della collaborazione dell’Orchestra del Conservatorio e del Coro della Fondazione Teatro Petruzzelli di Bari, del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia, della Fondazione dei Monti Uniti e della Fondazione Apulia Felix. Una rete di eccellenze che ha conferito alla manifestazione spessore e risonanza nazionale. Il Teatro Umberto Giordano è uno scrigno ottocentesco di rara bellezza, il più antico teatro funzionante storico a ferro di cavallo in Puglia. Eppure per decenni ha vissuto in una sorta di semiclandestinità culturale, relegato ai margini delle rotte liriche che contano, condannato anche da ritari di lavorazioni che ne hanno bloccato l’utilizzo dal 2007 al 2014, inclusa la recente richiesta di adeguamento antincendio. Inoltre, Qualcuno lo chiamava, con quel misto di condiscendenza e rassegnazione tutta provinciale, “teatro di provincia”, destinato solo a raccogliere la denominazione storica di Umberto Giordano. Quell’etichetta è ora destinata a cadere. È proprio a Foggia che questo piccolo capolavoro giovanile ha visto il suo primo allestimento scenico, inserendo la città nella toponomastica internazionale dell’opera lirica. Un posizionamento che non ha precedenti nella storia recente della città. Il Teatro Giordano ha registrato il tutto esaurito nella storica prima in formato scenico della Marina giordaniana, accogliendo centinaia di spettatori, mentre altrettanti hanno seguito lo spettacolo dall’esterno grazie a un maxi schermo allestito per l’occasione. La produzione ha risposto con piena dignità artistica alle aspettative: l’allestimento ha trasportato la vicenda nel periodo della Prima Guerra Mondiale, accentuando il carattere drammatico e realistico dell’opera. Sul podio, l’Orchestra Sinfonica del Conservatorio Umberto Giordano di Foggia diretta da Matteo Dal Maso. Scene e costumi affidati ad Alfredo Troisi, luci curate da Massimo Russo. Un ensemble di talenti che ha reso onore al nome che il teatro porta con orgoglio. Il sigillo definitivo dell’importanza storica di questo momento è arrivato dall’altra parte dell’Atlantico. Broadway World, la più influente testata mondiale di critica e informazione sullo spettacolo dal vivo, arricchito dalle sue oltre 5,5 visualizzazioni mensili nel mondo, ha dedicato all’evento una copertura esclusiva, pubblicando una galleria fotografica integrale della première mondiale scenica a cura di Chloe Rabinowitz e un approfondimento critico di notevole spessore a cura di Rachel Stone. L’articolo della testata americana ha sottolineato il valore storico dell’operazione e il legame tra il compositore e la sua città natale, evidenziando la qualità musicale della partitura, definita sorprendentemente matura rispetto all’età del compositore. Il Teatro Umberto Giordano è così approdato per la prima volta sul sito newyorchese affiancandosi a leggendo comer Los Angeles Opera House, Houston Opera, BBC Classical Music at Royal Opera House, e via dicendo. È lì il suo posto naturale. Doveva esserci già da almeno diversi decenni. Ma finora il mondo conosceva Umberto Giordano, ricordandosi i suoi successi milanesi e non l’opera giovanile scritta tra Foggia e il conservatorio di Napoli, la perduta (e poi ritrovata) Marina (1888). Ma sottolineiamolo: non è un dettaglio secondario. Broadway World non dedica gallerie esclusive ai teatri di provincia. Lo fa per gli eventi che spostano le coordinate della storia della musica, dell’opera, del teatro nei circuiti che contano. E questa volta, quelle coordinate si sono spostate su Foggia grazie al GIO Festival, in nome di Umberto Giordano. Ricordiamo per onor di cronaca, o per chi ancora non lo sapesse, che Il GIO Festival è un nuovo e ambizioso evento a cadenza biennale ideato dalla Camera di Commercio di Foggia, con l’obiettivo di celebrare il genio del compositore foggiano Umberto Giordano e trasformarlo in un potente volano di sviluppo per l’intera Capitanata. Biennale significa continuità, progettualità, visione. Significa che Foggia non vuole essere una meteora nel firmamento operistico, ma una presenza stabile e riconoscibile nel panorama dei festival lirici del circuito internazionale. Andrea Chénier, Siberia e Fedora avevano già portato da almeno un secolo il nome di Giordano al Metropolitan Opera House di New York, dove l’opera viene eseguita ancora oggi con grande partecipazione di pubblico. Ora è Foggia stessa, non solo le sue opere sparse per il mondo, a reclamare il proprio “posto al sole”. Il compositore che la sua città aveva faticato a riconoscere in vita, e di cui conserva il nome sul teatro, sulla piazza e sul conservatorio, può diventare finalmente leva di un riscatto culturale, economico e identitario senza precedenti. Il GIO Festival 2026 non è un punto d’arrivo, spero. Dovrebbe essere il primo capitolo di una storia nuova per Foggia, per la Capitanata, per il Mezzogiorno culturale italiano. Il Teatro Umberto Giordano non è più soltanto un gioiello architettonico da preservare: è diventato ora un luogo di creazione e di ispirazione, capace di attrarre l’attenzione della stampa internazionale e di ospitare eventi che entrano nei libri della lirica mondiale. A chi ancora sussurra che Foggia è una città di provincia, la risposta ora è scritta sui palchi del mondo: la sera del 5 giugno 2026, la periferia è diventata centro.

La Rivincita del “GIO Festival”: “Broadway World” Celebra “Marina” e il Teatro Umberto Giordano di Foggia (Lettere Meridiane.org by Geppe Inserra)

SAN SEVERO CONQUISTA LONDRA: IL "TEATRO EDICOLA" DI FRANCESCO GRAVINO/FOYER'97 SUL PRESTIGIOSO "LONDON DAILY NEWS SOURCE: https://www.linkedin.com/pulse/san-severo-conquista-londra-il-teatro-edicola-di-sul-sardella-ph-d--0rlfe/ SOURCE: https://www.londondaily.news/why-londoners-should-discover-san-severo-where-a-disused-newsstand-became-teatro-edicola-the-worlds-smallest-theatre/ C’è un pezzo di San Severo che oggi parla al mondo: il Teatro Edicola sanseverese, guidato dalla visione artistica di Francesco Gravino e dalla storica compagnia Foyer ’97, è stato appena celebrato sulle pagine del prestigioso London Daily News, una testata con migliaia di visualizzazioni mensili e un pubblico internazionale sempre più attento alle eccellenze culturali europee. ISPIRATO ALLA GENIALE "EDICOLA FIORE" DI ROSARIO FIORELLO Un’edicola che diventa teatro: la magia di un’idea che ispira Il progetto sanseverese nasce nel solco di una tradizione speciale: quella del celebre EDICOLA FIORE appunto di Fiorello, che ha trasformato un luogo quotidiano in un palcoscenico di creatività pura. A San Severo, questa intuizione si è fatta comunità, arte, identità: un micro-teatro che racconta storie, accoglie persone, genera bellezza. SAN SEVERO NEL MONDO: LUCA E DANIELA SARDELLA Il London Daily News sottolinea anche come San Severo sia terra di talenti capaci di parlare all’Italia e al mondo. Tra questi, spiccano Luca e Daniela Sardella, volti noti della divulgazione ambientale e culturale, che da anni portano il nome della città oltre i confini nazionali. UN SUCCESSO DI TUTTI La pubblicazione su una testata internazionale non è solo un riconoscimento artistico: è un invito a scoprire San Severo, la sua energia creativa, la sua capacità di reinventarsi. È la prova che anche i luoghi più piccoli (come un’edicola in disuso) possono diventare giganti culturali quando dietro c’è passione, visione e comunità. Complimenti a Francesco Gravino, a Foyer ’97, e a tutti coloro che credono nel potere trasformativo del teatro! San Severo oggi brilla un po’ di più.

SAN SEVERO CONQUISTA LONDRA: IL "TEATRO EDICOLA" DI FRANCESCO GRAVINO/FOYER'97 SUL PRESTIGIOSO "LONDON DAILY NEWS"

✍️ Appunti di viaggio Abbiamo un n.1 al mondo italiano sul trono del Re del tennis da 84 settimane in totale (finora). Tra pochi giorni compirà 25 anni. Intorno a lui, un boom del tennis italiano che ora si avvicina a un altro record, aspettando Darderi, di avere per la prima volta nella storia quattro giocatori nei primi 15 al mondo. Siamo, per distacco, la superpotenza mondiale. Abbiamo contenuti tecnici e storie meravigliose da poter raccontare. Il macro problema non può essere la programmazione di Sinner, visto che intorno a sè ha eccellenze e i massimi esperti con cui condivide tutto. Non possono essere gli infortuni che hanno tutti, ripeto tutti, i tennisti. Non può neppure essere la comunicazione, in cui è sempre stato un esempio di educazione e contenuti. Ricordo solo qualche piccolo dato di Jannik. 30 titoli vinti, 10 Masters 1000, 5 Slam, 2 Atp Finals, 2 Coppe Davis. Il ragazzo tra l'altro è appena reduce da due Wimbledon di fila stravinti. A me Jannik va bene così. Anzi, va benissimo così. Anzi, spero rimanga sempre così. Non cambierei una virgola di chi è un fuoriclasse in campo e fuori. ✍️ Angelo #Tennis #JannikSinner #Sport

✍️ Appunti di viaggio Non è sempre necessario spiegare certe scelte, ma se non si capisce l'evidenza, diventa doverosa qualche precisazione. Da domani scattano gli Open del Canada, a Montreal, e le critiche, spesso velenose, per l'assenza di Sinner sono arrivate da più parti. Non solo da chi conosce poco il tennis, ma soprattutto da chi è spesso annebbiato da un pregiudizio su Jannik fondato sulla malafede. L'assenza in questo Masters 1000 era già stata decisa dopo il trionfo a Wimbledon. La programmazione deve prevedere tempi di recupero adeguati. Una gestione programmata per ricaricare testa e fisico, dopo lo sforzo immenso dei tanti tornei giocati nei mesi precedenti. Il n.1 si iscrive ai tornei per vincerli e inevitabilmente gioca ogni volta più partite di tutti. Dopo aver trionfato in cinque Masters 1000 di fila nel 2026, Jannik ha scelto di arrivare al top della condizione per provare a vincere anche lo Slam a Flushing Meadow nelle prime due settimane di settembre. Chi gli rimprovera la rinuncia a poter diventare, sempre potenzialmente, il primo giocatore nella storia in grado di vincere tutti i Masters 1000 in una stagione, tralascia un particolare. "I record non mi interessano" ha sempre sottolineato Jannik. La sostanza si chiama Slam, obiettivo primario. Per questo è sufficiente giocare sul cemento di Cincinnati, il 1000 che termina una settimana prima di New York, per preparare l'ultimo Slam dell'anno. L'attenzione massima è su come calibrare al meglio i carichi di lavoro e i recuperi fisico. Per questo non mi stupirei se il prossimo anno Jannik saltasse Madrid sulla terra, vinto per la prima volta quest'anno, per arrivare al Roland Garros con il serbatoio più pieno. Questa maggiore qualità della programmazione lo aiuterà anche a prevenire infortuni, sempre dietro l'angolo, vedi il brutto stop di Alcaraz, fuori da tre mesi e speriamo torni presto per farci vivere finali memorabili. Così come dopo New York, Jannik valuterà la situazione e verrà ristrutturato un nuovo schedule di tornei per poter arrivare al top alle Atp Finals di Torino, l'appuntamento indoor più prestigioso al mondo. Una gestione sempre condivisa con il suo formidabile Dream Team e il supporto di eccellenze del settore medico, come l'equipe guidata dal Prof Alberto Zangrillo all'Istituto Clinico San Raffaele di Milano come accaduto post Roland Garros. La foto sotto ci ricorda il trionfo di Jannik agli Open del Canada nel 2023. Ha già vinto lì. Ha già dato. Ora gli obiettivi da n.1 sono altri. Rimanere in cima al mondo selezionando calendario, tornei, obiettivi e attenzione massima alla cura fisica. "Il miglior Sinner lo vedremo tra i 28 e i 32 anni" ci ricorda spesso Darren Cahill. Per arrivare a questo serve programmazione, tanta qualità nel lavoro e saggezza. Già, saggezza. Come saltare gli Open del Canada. Lo impone la visione di rimanere a lungo n.1. Pazienza se qualcuno non lo abbia ancora capito. ✍️ Angelo #Tennis #JannikSinner #OpenCanada

ANSA.it Aug 1

A Ferragosto si prevede l'arrivo di 17,5 milioni di turisti in Italia, con una spesa diretta superiore a 9 miliardi di euro, mentre l'impatto economico complessivo potrebbe superare i 15 miliardi, grazie all'interesse crescente per vacanze esperienziali e il richiamo delle eccellenze enogastronomiche e culturali. #Ferragosto #TurismoItaliano #Estate2026

A Ferragosto 17,5 milioni di turisti, spesa diretta superiore a 9 miliardi

Il problema non è nemmeno il modello dirigenziale in sé, ma il fatto che si tratti di una chiara soluzione di ripiego. Se le eccellenze di cui parlava Cardinale un mese fa fossero state davvero Almstadt e Bobby Gardiner, nulla gli vietava di promuoverli dopo Milan-Cagliari. E invece, in mezzo c’è un mese di casting, rifiuti, cambi di strategie. Infine, il riciclo di chi già c’era. Difficile rendere credibile una scelta maturata in queste condizioni. L’auspicio, a questo punto, è che si segua pedissequamente Amorim. #Calcio #Dirigenza #Eccellenze

Bladistic Jun 19

Gli attacchi che sta subendo il professore @Prof_FMGalassi da troll ma non solo troll, per il solo fatto di avere pubblicamente condiviso ( cioè ritenuto granitico ) il lavoro della professoressa Cattaneo è davvero qualcosa di inquietante. Solidarietà al professore e alla professoressa che sono eccellenze italiane nel mondo con oltre 300 pubblicazioni scientifiche. #Garlasco #Solidarietà #Eccellenza #Scienza

Praticamente, se Cardinale dovesse accettare le condizioni di Rangnick ( dovremmo esserci ), avremmo a casa @acmilan e a Milanello una struttura completamente nuova ad ogni livello, composta esclusivamente da figure scelte da lui tra le eccellenze tedesche. Sarebbe come un trapianto di teutonica competenza dentro il nostro club. Non so che pensare, speriamo che almeno una volta, una cosa, ci vada bene. #ACMilan #Rangnick #Calcio

ANSA.it May 12

La Giornata internazionale delle donne nella matematica, che celebra il crescente numero di laureate nel campo ma mette in evidenza le difficoltà delle donne nel raggiungere posizioni apicali, si svolgerà l'12 maggio e quest'anno segna la sua VIII edizione, con oltre 140 eventi in tutto il mondo dedicati a ispirare e riconoscere le eccellenze femminili nella matematica. #GiornataInternazionaledelleDonneNellaMatematica #MaryamMirzakhani #DonneInMatematica

Matematica, sempre più laureate ma le carriere ristagnano