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#Eternità

Il tempo passa, le leggende restano. Oggi sarebbe stato il tuo compleanno, Giacinto. Capitano, Presidente, simbolo. Ma soprattutto, Interista. Ci sono uomini che appartengono alla storia. Tu appartieni all’eternità. 🖤💙 Buon compleanno, Cipe. Ovunque tu sia. https://t.co/Wd9VfPb0p1 #Interisti #Leggende #Compleanno

Nolan prende il mito, lo ingigantisce, lo fa rimbombare in sala. Sì, è un’americanata. Ma è un’americanata fatta come si deve, con una consapevolezza cinematografica che oggi si vede sempre più di rado. Se l’obiettivo era riportare sul grande schermo il senso dello spettacolo epico dei colossal come Ben-Hur o I dieci comandamenti, facendolo scoprire anche a chi quelle storie non le ha mai viste, allora la missione è centrata. La colonna sonora è monumentale: arcaica, vibrante, quasi tribale. Non accompagna semplicemente le immagini, ma sembra emergere dalla terra e dal mare insieme ai personaggi. E quando tace, lascia spazio ai rumori naturali e ai silenzi, che diventano altrettanto potenti. Una delle cose che mi ha fatto sorridere di più è Agamennone: la cui figura nera, imponente, geometrica, ricorda quasi Darth Vader. E funziona. Quell’armatura smisurata, quasi disumana, trasforma il re in una figura tragica ancora prima che pronunci una parola, come se fosse già prigioniero del destino che lo aspetta. Le sequenze dedicate a Circe e Polifemo sono tra le più riuscite. Nolan le porta al limite dell’horror senza perdere il sapore del mito: inquietanti, disturbanti, memorabili. Charlize Theron, diciamolo, non la si manda via tanto facilmente. La sua Calipso è molto diversa da quella omerica: meno seduttrice, più adulta, riflessiva e malinconica. Una donna immortale che sembra aver già vissuto troppe eternità. Anne Hathaway, invece, probabilmente offre la miglior interpretazione del film. La sua Penelope non è solo la moglie che aspetta: è il vero centro emotivo della storia, una presenza forte, intelligente, che tiene insieme Itaca mentre tutto il resto si sgretola. Anche l’Ulisse di Nolan si discosta da quello di Omero. L’eroe astuto “dal multiforme ingegno” lascia spazio a un uomo già segnato prima ancora che inizi il viaggio. La trasformazione non nasce dopo Troia: sembra cominciare nel momento dell’addio a Penelope, a Telemaco e alla sua casa, quando capisce che la guerra gli porterà via qualcosa che non potrà più recuperare. E poi ci sono Eumeo e Argo. Ogni loro scena è un colpo al cuore. Impossibile non amarli. E impossibile non commuoversi. Non è un adattamento filologico, né pretende di esserlo. È Nolan che prende un poema di quasi tremila anni fa e lo traduce nel linguaggio del grande cinema contemporaneo: enorme, spettacolare, a tratti persino eccessivo. Ma quando le luci si riaccendono, viene voglia di tornare a leggere Omero. E forse è proprio questo il complimento più grande che si possa fare a un film del genere. #recensioniabombetta #nolan #odissea #Nolan #Odissea #Cinema

Come ci siamo conosciuti e perché desideriamo trascorrere insieme l'eternità fondendo in una sola le nostre amatissime famiglie e impegnandoci a costruire insieme la nostra nuova vita.

Taylor Swift e Travis Kelce sposi, Trump tenta di rubare la scena
www.ansa.it

Vi invito a essere fili nuovi per tessere reti nuove che armonizzino tutti gli ambiti della vita, per intrecciare una società rinnovata in cui il tempo si impregni di eternità, la cultura custodisca la memoria e favorisca il dialogo, l’educazione promuova la ricerca della verità con spirito critico, l’arte susciti stupore e generi emozioni nobili, l’impresa riconosca la dignità della persona e il lavoro continui a essere motore di speranza. #ViaggioApostolico https://t.co/wwO8tufDBE #Dialogo #Cultura #Educazione

È il periodo più caldo, e più bello, della stagione. Vorremmo godercelo anche noi ma puntualmente, come ogni anno, riceviamo anche alcuni (troppi) insulti frutto di ciò che volenti o nolenti è stato incentivato dall'uso dei social: la facilità di offendere chiunque, tanto chiunque resta sempre impunito. Ecco una piccola parte di ciò che ci è stato dedicato soltanto negli ultimi dieci giorni: - "Bast*rdi, perchè non dedicate un post a noi triestini e a quello che stiamo vivendo? Meritate di fallire" - "Tessitori fa schifo. Siete una pagina di me*da manovrata da Milano e godete se la Virtus perde" - "Perchè non fate battute anche sui Knicks invece di farle solo sugli Spurs branco di ritardati?" - "Scrivete solo post sulla Virtus figli di pu**ana? Non so se lo sapete ma l'Olimpia ha vinto GODOOOO" - "Ma adesso che Verona li ha spazzati via 3-0, siete in lutto? Godo!!! Fortitudini di m*rda!!!! AHAHAHAHAH" - "FATE SKIFO COGLI*ONI HA VINTO OKLAHOMA GODO SPERO CHE VI CHIUDANO STA PAGINA DA HANDICAPPATIIIIII" - "Mai una volta che pubblicate qualcosa sul basket femminile. Ma chi gestisce sto sito? Un bimbo di 15 anni misogino e ritardato?" - "Non scrivete nulla sullo scandalo della squalifica tolta ad Hackett??? Siete dei luridi vermi al soldo della Virtus. Speriamo che la Reyer vi mandi a casa!" Siamo nati nel 2012. Quattordici anni sono un'eternità sui social. Per me personalmente è stato finora un viaggio incredibile che mi ha permesso di coronare un sogno: parlare sui social del mio sport preferito, usando uno stile comunicativo diverso dal solito (allora), ed usando spesso l'ironia. Ironia che ho voluto sempre usare perchè credo sia possibile ridere a prescindere dalle dinamiche del tifo. Negli anni abbiamo e ho ricevuto centinaia e centinaia di insulti, minacce, qualcuno ha scritto l'indirizzo di casa dei miei genitori commentando un post, ci è stato detto che siamo una pagina pro-Venezia, pro-Milano, pro-Virtus, pro-Fortitudo, pro-Sassari, pro-Cremona, pro-Trento, pro-Treviso, pro-Lakers, pro-Golden State, pro-New York, pro-Boston, pro-Miami, pro-San Antonio (e non mi dilungo perchè ci sarebbero almeno altre dieci squadre). Da un lato è sintomatico di quando evidentemente siamo imparziali, dall'altro a quel "pro" sono sempre seguiti insulti. Dopo 14 anni, agli insulti, e al fatto che lo sport ogni tanto faccia uscire il lato peggiore di (quasi) tutti, dovremmo averci fatto l'abitudine. Ma questa minoranza rumorosa, non possiamo farci nulla, ci colpisce. E ci fa restare male. Come sempre chi insulta, e chi è incivile, viene bannato. Ma ci piacerebbe un giorno non doverlo più fare perchè tutti, come comunità legata ad uno sport meraviglioso, accettiamo una semplice regola: si ride e si scherza su tutto e tutti. E ci piacerebbe anche un po' più di rispetto per il lavoro che facciamo: se ci insultate perchè non parliamo di Milano nel giorno in cui abbiamo pubblicato un video-documentario su Quinn Ellis sul nostro canale YouTube, se ci insultate perchè non parliamo di basket femminile e due dei nostri ultimi video sono stati dedicati a Giorgia Sottana e Matilde Villa, ci cascano le palle. Criticate quello che facciamo, quello che scriviamo, una battuta che vi fa schifo, un video che non vi piace, uno stile che non apprezzate. Ricordandovi che non è obbligatorio seguirci, auspichiamo da tutti quelli che invece scelgono di seguirci quello che ormai è diventato utopistico: educazione e rispetto. Scusate lo sfogo. Grazie di cuore alla maggioranza a cui non è dedicato questo post. Da domani torniamo a parlare di basket. #sport #socialmedia #rispetto

Ludovica May 27

Non avrete vinto lo scudetto a Napoli, ma in compenso avete ottenuto l’eternità. Parleranno di voi pure fra cent’anni. 💙 https://t.co/pnzsWzctxh #Napoli #Calcio #Eternità