Emma Bonino è stata. Non pensavo, davvero, che avrei mai dovuto scrivere queste parole. Forse perché, nonostante negli ultimi anni la sua salute fosse diventata sempre più fragile e il suo corpo portasse evidenti i segni del tempo e della lunga malattia che l’aveva accompagnata, nella mia testa Emma Bonino aveva raggiunto una sorta di intoccabilità. Come se fosse riuscita, in qualche modo, a sottrarsi persino a quelle cose, come la morte, che fanno paura a tutti noi. È difficile immaginare la fine di chi, per tutta la vita, ha incarnato qualcosa che sembra non poter finire. E difficilmente, nelle nostre esistenze, riusciremo a essere un esempio di libertà tanto radicale, ostinato e assoluto quanto lo è stata lei. Non posso dire di averla conosciuta come avrei voluto. Ma in questi anni, nei quali ho avuto l’onore di militare in un’area politica segnata profondamente dalla sua vita e dal suo impegno, ho avuto il privilegio di ammirarla. Di ascoltarne le parole, di apprezzarne le battaglie e le scelte quando le condividevo, e anche di discuterle quando non le condividevo. Una cosa, però, la so con certezza: la mia vita non sarebbe quella che è oggi se, un giorno, quasi per caso, non mi fossi imbattuto in un vecchio video di una direzione di partito. C’era Emma che, con quella forza che le apparteneva e con qualche parola irresistibilmente tagliente, rimetteva tutti in riga. Grazie, Emma. Per le battaglie, per l’esempio, per la libertà. #EmmaBonino #Libertà #ImpegnoPolitico