In the podcast Pacifism and Kalashnikov, Artem Chapeye discusses the dilemma of a pacifist who enlists in the volunteer army after the invasion of his nation by Russia. (translated)

In the podcast Pacifism and Kalashnikov, Artem Chapeye discusses the dilemma of a pacifist who enlists in the volunteer army after the invasion of his nation by Russia. (translated)

Lo scrittore ucraino pacifista Artem Chapeye, arruolatosi all’inizio dell’invasione russa, risponde alla segretaria dei Giovani Democratici, Virginia Libero: «Fanno bene i giovani a rifiutare le guerre di aggressione mosse dai loro governi. Ma la resistenza a un’invasione non è “la vostra guerra di destra”. È la stessa guerra che fecero i vostri partigiani. Onestamente, ne ho abbastanza di rispondere a formule astratte di persone privilegiate, che non si rendono nemmeno conto di quanto lo siano a non dover prendere decisioni così difficili come le nostre e a potersi limitare a fare retorica teorica. Spero davvero che gli italiani non si ritrovino mai più nella stessa situazione in cui siamo noi. Solo ora comprendo il significato profondo di quest’espressione, e da una città in guerra ve lo auguro sinceramente: la pace sia con voi». (La Repubblica) #Pace #Ucraina #DirittiUmani
L'INVASIONE E' GIA' INIZIATA, MA NON QUELLA RUSSA. L'invasione di Ceuta ha decretato il fallimento delle politiche dei porti aperti, ora lo stesso Sànchez applica la REMIGRAZIONE. Oggi ho portato i dati in plenaria : l'immigrazione clandestina è la vera emergenza dell'UE. https://t.co/sPCJFvSiah #Immigrazione #Europa #Politica
The spokesperson for the PP in Congress, Ester Muñoz, has accused the Government of Spain of encouraging invasions in Ceuta and of failing to act in the face of the risk of a migration crisis, insisting that its inaction could destabilize Spain and the European Union. (translated)

Kids, nu blir det söndagsskola med farbror Sfeir. Idag ska det handla om att rösta i ett val. Den 15 september 2002 var det riksdagsval hemma i Sverige. För oss som befann oss med det svenska specialförbandet i Afghanistan såg valdagen något annorlunda ut. Talibanregimen hade nyligen fallit. Kabul var fortfarande en spökstad präglad av krig, vägspärrar och beväpnade män. Flyktingarna i Peshawar började sakta återvända. Sverige hade bara några månader tidigare återupptagit de diplomatiska förbindelserna med Afghanistan och den svenska närvaron i huvudstaden höll på att byggas upp igen. Men rösta skulle vi. Så tog vi oss genom Kabul i snabb konvoj till den svenska representationen, iförda full stridsmundering: kroppsskydd, hjälm, AK5 och Glock 19, båda med patron i loppet, samt förstärkningsvapen. Allt i några soft-skin Land Rover Defenders. Väl innanför murarna väntade däremot något närmast demonstrativt vardagligt: Ambassadör Peter Tejler tog emot, svenska valsedlar, kuvert och den välbekanta proceduren. Vi turades om att vakta medan kamraterna gick in och gjorde samma sak som miljoner svenskar gjorde hemma den dagen. Kontrasten har stannat kvar hos mig. Utanför fanns ett Afghanistan där makt under årtionden hade avgjorts med invasioner, kupper, inbördeskrig och gevär. Innanför stod ett antal tungt beväpnade svenska soldater och avgjorde vem som skulle styra deras land genom att stoppa ett papper i ett kuvert. Jag har röstat i många svenska val före och efter, men ingen vallokal har riktigt kunnat konkurrera med Kabul 2002. Det måste åtminstone ha varit en av Sveriges mest tungt beväpnade köer till valurnan. Kids, gör som jag, rösta! #Sverige #Val #Rösta
The Ukrainian Attorney General's Office and the SBU have investigated the Russian Orthodox Metropolitan Georgy Shevkunov, known as Tikhon, accusing him of justifying the Russian invasion and supporting the occupation of Crimea through subversive activities. (translated)

C’è un aggredito, l’Ucraina, e un aggressore, la Russia. Lo ripeto non per tenere buono qualcuno ma perché c’è chi sconcia la quotidianità di sacrificio e dolore di chi resiste all’invasione. Rispondere alle loro richieste di aiuto è una scelta di principio, non di interesse. #Ucraina #Russia #Solidarietà
Ukrainian military forces have carried out a drone attack that reached 300 miles into Russia, marking the deepest attack so far since the invasion in 2022, with two major gas processing facilities hit in Yamalo-Nenets. (translated)
The dissident Russian director Ilya Khrzhanovsky, in competition with 'Dau' at the Venice Film Festival, expresses his support for Ukraine wishing for peace and success in the war against the Russian invasion. (translated)

💥 "¡Quiero volver sola y borracha a mi casa Irene Montero!¿Por qué no puedo? Tengo miedo y no es subjetivo. Deberíais estar todos presos" Una vecina de Ceuta estalla por la situación que están viviendo tras las invasiones de los días 30 y 31 de julio https://t.co/Wyp3Uz1UqO #Seguridad #DerechosHumanos #Ceuta
The life of NATO soldiers at the borders with Russia is characterized by intense and rigorous training, among moments of fatigue, waiting, and daily experiences, in a context of preparation for a possible Russian invasion, while many in Italy are skeptical about the actual threat. (translated)

Grazie, Carletto Di Marco Travaglio Dobbiamo ringraziare Calenda. Non ridete, non è uno scherzo. Non essendo fra i politici più svegli, il liderino di Azione ha il pregio di dire pubblicamente ciò che quelli che contano si dicono in privato. L’altro giorno, con grave sprezzo del ridicolo, ha chiesto di “attivare la nostra proposta di ‘scudo democratico’” per “rafforzare i poteri di indagine dei servizi di sicurezza e la vigilanza social” sui “traditori al soldo di una potenza nemica”, che “non possono essere parte del normale gioco democratico”. Quindi “vanno isolati e perseguiti a norma di legge”. “In Italia e in Europa”: massì, abbondiamo. E chi sarebbero? “Afd, Fronte Nazionale, Futuro nazionale, Lega Salvini, M5S e il Fatto”: cioè i primi partiti in Germania e in Francia, tre partiti italiani e un quotidiano a caso, che sarebbero “alleati e propagandisti, in alcuni con comprovati legami finanziari, con un dittatore che porta attacchi diretti al cuore dell’Europa”. Ergo vanno spiati, processati e messi fuorilegge per salvare nientemeno che “la democrazia europea”. Come in Russia. Ma anche in Ucraina, dove Zelensky ha bandito gli 11 partiti di opposizione. Non male l’idea di salvare la democrazia abolendola. E non è neppure inedita: nel 2024 la Romania annullò il primo turno delle presidenziali perché aveva vinto il candidato sbagliato, il “sovranista” Georgescu, fermato con accuse ancora in attesa di riscontri. Chi si domanda perché, ogni due per tre, i governi europei lanciano allarmi sulla “guerra ibrida” di Putin a suon di droni, fake news e hackeraggi senza lo straccio di una prova (poi cambiano subito discorso perché nessuno si ricordi di chiederla), deve solo incrociarli con le date e i sondaggi delle elezioni nei Paesi Ue. In Spagna, Sánchez – che peraltro è il meno peggio – tracolla sotto il peso di scandali e migranti. E chi accusa per l’invasione di marocchini a Ceuta? I russi, coprendosi di ridicolo e facendosi smentire dalla sua polizia e persino dalla Ue. In Germania si vota in Sassonia-Anhalt e i sondaggi danno la Cdu di Merz ai minimi termini e l’Afd al 40%. E chi accusa il cancelliere per il drone esplosivo non esploso a Lipsia? I russi, senza prove e senza crederci neppure lui, visto che la furibonda reazione promessa si riduce alla chiusura del centro culturale Casa Russia: un petardo contro una bomba. In Italia Tajani vede i sondaggi calanti delle destre al governo e chi accusa? I russi che – testuale – “potrebbero cercare di influenzare i risultati delle nostre elezioni”. Non si sa quando si vota, con quale legge elettorale, con quali coalizioni, ma lui già sa che sarà tutto truccato da Putin. Uno psichiatra bravo parlerebbe di “proiezione”: il meccanismo primitivo che porta il paziente a scaricare sugli altri quello che vuol fare lui. #politica #democrazia #Europa
In un giorno, Musetti ha avuto un colpo di calore e Auger-Aliassime vertigini e macchie davanti agli occhi. Sono solo gli ultimi episodi di una lunga lista. Ci ricordiamo benissimo Sinner oppure Mensik stramazzato a terra. I malori ci sono sempre stati, lo sappiamo. Il caldo fa parte delle condizioni, come il vento, la pioggia, l’invasione di campo di animali mortali in Australia. Ma l’incidenza comincia ad essere preoccupante, credo sia pericoloso relegarla solo ad una scorretta idratazione o preparazione. Prima che ci scappi la tragedia, bisognerebbe interrogarsi su tutto il sistema: sui parametri delle heat policy, gli orari in cui si gioca, il calendario bulimico, i tempi di recupero. Sul clima che sta cambiando più rapidamente dei regolamenti. Perché mi sembra che stiano chiedendo agli atleti di adattarsi a condizioni a cui, forse, dovrebbe adattarsi per primo il tennis. #tennis #usopen #tennis #salute #clima
'Manca solo l'invasione delle cavallette...'
Manca solo l'invasione delle cavallette...