Non riesco a comprendere come Marelli possa affermare che non cambia il giro della palla... 1) non ci vedi? 2) ci vedi ma con problemi di focalizzazione? 3) ci vedi ma non vuoi vedere? #Marelli #girodellapalla #percezione
Non riesco a comprendere come Marelli possa affermare che non cambia il giro della palla... 1) non ci vedi? 2) ci vedi ma con problemi di focalizzazione? 3) ci vedi ma non vuoi vedere? #Marelli #girodellapalla #percezione
🔎 #Napoli, Luca #Marelli non ha dubbi: “Lautaro #Martinez andava espulso, faccio fatica a capire perché #Sozza non sia intervenuto, è stato totalmente graziato” @DAZN_IT https://t.co/Fve475gVUC #Napoli #LautaroMartinez #Calcio
Il VAR è morto. Ne danno il triste, anzi lieto annuncio l’AIA, il designatore Orsato, il centro di Lissone, i difensori del brand e gli esperti arbitrali televisivi. Non fiori ma opere di bene Dopo le sconcezze della prima giornata, ieri altri due episodi ai confini della realtà: il rigore solare negato al Parma al 77’ contro la Juventus e il mancato rosso al boxeur Jimenez della Fiorentina. Nessuno lo dice ma stiamo tornando ai tempi bui dei rigori-non rigori Iuliano-Ronaldo, dei gol-non gol di Muntari, del rosso-non rosso a Pjanic, il tutto con la benedizione del Palazzo Come direbbero i Nomadi, “Il VAR è morto”. E se nel brano firmato da Guccini, “Dio è morto”, si parlava di persone “alla ricerca di qualcosa che non trovano”, anche nella nuova hit dell’estate pallonara la gente, per l’esattezza milioni e milioni di sportivi e tifosi, è alla ricerca di qualcosa che non trova più: il VAR. Parafrasando Guccini: È un VAR che è morto nelle sale di Lissone il VAR è morto nei commenti di Marelli il VAR è morto negli occhi della gente il VAR è morto Canta che ti passa, dice il proverbio. Mi scuserete se di fronte alle ennesime sconcezze del nuovo campionato col verme ho preferito metterla in musica. La verità è che la vergogna cui stiamo assistendo, una vergogna annunciata di cui avevo inutilmente messo in guardia nei giorni che precedevano l’inizio del campionato nell’articolo intitolato “Si stava meglio quando si stava peggio? La Serie A ricomincia con la novità di Orsato, l’arbitro che schifava il VAR, nuovo designatore. Ricordando Pjanic, facciamoci tutti un bel segno di croce”, è talmente palese, lampante e conclamata da far passare a tutti la voglia di assistere a una partita di calcio: made in Italy, s’intende. Sembra incredibile constatarlo, ma dopo i tre inspiegabili ammutinamenti del VAR della prima giornata, e cioè il gol convalidato a DeBruyne del Napoli viziato da un evidente fallo su Vasquez (Genoa), il rigore fatto sparire al Milan per il plateale mani di Vlasic su tiro di Cisse e il gol (il primo) convalidato alla Roma a dispetto di una manata in faccia data da Hermoso a Mastantuono a inizio azione, sono bastate cinque partite della 2^ giornata tuttora in corso per aggiornare l’elenco degli insabbiamenti caldeggiati dal nuovo corso targato Orsato... P.S. L'articolo continua sul mio profilo “Palla Avvelenata” su Substack https://t.co/l4gP5JEXPE Se sei stufo di leggere balle e ti va di avere un po’ di sana contro-informazione, valuta la possibilità di abbonarti: 6 euro l'abbonamento mensile, 60 quello annuale. "Palla Avvelenata" è un best seller di Substack e ha abbonati anche all'estero #VAR #SerieA #Calcio
+ + + ULTIMORA + + + Marelli spiega su DAZN che è Keita che allarga la gamba, quindi Alajbegovic non ha nessuna colpa per averlo colpito e definisce perfetta la decisione di arbitro e VAR di non dare rigore. Poi prende la parola Giaccherini che spiega perchè era rigore, Marelli lo sta a sentire, fa cenno di sì con la testa e non apre bocca. Dal campionato di Serie A “era Orsato” anno I è tutto, linea allo studio. #SerieA #calcio #arbitraggio
Marelli a @DAZN_IT: “La manata di Hermoso su Mastantuono è fallosa. È vero che abbiamo visto una soglia di punibilità alta in questa giornata, ma qui il VAR sarebbe dovuto intervenire” https://t.co/z7KXGshKIK #Calcio #VAR #Sport
Glückwunsch an John Elkann, der nach der teilweisen Zerschlagung oder dem Verkauf von Magneti Marelli, Comau, Iveco, Fiat, Alfa Romeo, Maserati, Lancia, der ‚Scuderia‘ Ferrari, von Juventus FC sowie der Zeitungen ‚La Repubblica‘ und ‚La Stampa‘ nun offenbar auch Ferrari selbst ruinieren will. Und das war nicht einfach.