Del gioielliere fotte sega, parliamo di stipendi, pensioni, sanità, scuola, università, sicurezza, trasporti, lotta alla povertà…tutti argomenti in cui il governo Meloni ha fallito #Politica #Italia #GovernoMeloni
L'articolo critica la destra meloniana per ignorare la questione del lavoro e della povertà, evidenziando come, nel dibattito pubblico, la dignità lavorativa sia diventata una merce rara, mentre le politiche economiche degli ultimi governi hanno favorito il capitale a scapito dei lavoratori, creando un quadro di crescente disuguaglianza sociale. #Lavoro #Povertà #GiustiziaSociale

Il Papa, durante un pranzo a Castel Gandolfo con persone fragili assistite dalla diocesi di Roma, ha espresso il suo desiderio di giustizia e di autentica carità, invitando a rimuovere le cause della povertà e dell'ingiustizia nel mondo. #giustizia #carità #riconciliazione

Fare un figlio causa povertà. L’hanno scritto davvero. Avvenire, quotidiano cattolico. https://t.co/wv6k3r12Z5 #povertà #figlio #avvenire
Il CEO di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, esprime preoccupazione per la povertà di 95.000 bambini in famiglie a basso reddito in Italia, dichiarando che sarebbe imbarazzante pensare a un aumento delle spese per armi piuttosto che investire nel sociale e nell'educazione. #Bambini #Povertà #IntesaSanpaolo

Papa Leone XIV ospiterà domani 200 poveri a pranzo nella sua residenza estiva a Castel Gandolfo, un gesto simbolico di solidarietà che riflette l'opzione preferenziale per gli ultimi del Concilio Vaticano II, rappresentando non solo un aiuto, ma un'opportunità di incontro e condivisione tra le persone. #Papa #Povertà #Solidarietà

Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, ha espresso il proprio imbarazzo riguardo l'aumento della spesa per le armi in un contesto di povertà infantile, sottolineando l'importanza di investire nel sociale e nel supporto all'istruzione dei bambini provenienti da famiglie a basso reddito attraverso il progetto Scelte Future. #IntesaSanpaolo #ScelteFuture #EconomiaSociale

Il Consiglio regionale della Campania ha approvato all'unanimità una mozione per fornire assorbenti e tamponi gratuiti nelle scuole secondarie, promossa da Davide D’Errico, con l'obiettivo di combattere la povertà mestruale e garantire dignità e diritto allo studio, accompagnata dalla provocazione che se il ciclo mestruale riguardasse gli uomini, gli assorbenti sarebbero gratuiti. #AssorbentiGratis #PovertàMestruale #DirittiFemminili

In Piemonte, uno su dieci dei cittadini fatica a pagare le bollette a causa della povertà energetica, con oltre 205mila famiglie colpite, il che rappresenta il 10,1% dei nuclei familiari regionali, mentre i costi delle energie continuano ad aumentare senza un corrispondente aumento degli stipendi. #PovertàEnergetica #Piemonte #CostiEnergetici

Fifty-six Italians out of a hundred rank the cost of living at the top of their fears: this is stated by the latest political survey from the Ixè institute, released yesterday. This means that spending costs more, that salaries are not enough, that well-being is fading away, and families are poorer. (translated)
Federico Quaranta racconta su Facebook la sua esperienza di tentata rapina a Milano, riflettendo su come il furto del suo orologio sia divenuto un simbolo della frattura sociale nella città, dove il lusso e la povertà sembrano sempre più distanti, generando un clima di paura e divisione tra i cittadini. #AggressioneMilano #RiflessioniSociali #FallimentoComunità

I morti nel Mediterraneo sono vittime sia di decisioni prese, sia di decisioni mancate: il disinteresse per il bene comune e la corruzione nei luoghi di provenienza, un sistema economico mondiale che genera povertà ed esclusione, la paura che alimenta pregiudizi e disprezzo, l’idea che tali problemi non ci riguardano, i calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui, il lento e difficile passaggio da una mera gestione delle emergenze all’elaborazione di politiche organiche e condivise. #VisitaPastorale #Lampedusa #Mediterraneo #DirittiUmani #Migrazione
The country has problems of every kind, from GDP to poverty to inequalities, and then tax evasion, a healthcare system in disarray, and so on, but for 1 year and 4 months the television schedules have been infested with Garlasco. Thousands of hours taken away from the most pressing problems of the country to (translated)
Consentitemi questa riflessione del lunedì mattina, a proposito delle infinite sequenze di video stranianti postati da giovani russi (per lo più ragazze) in lacrime per le chilometriche file ai distributori, ma che non dicono una sola parola sui missili e i droni che il loro paese spedisce contro case scuole e ospedali ucraini, che è poi la causa di ciò che stanno vivendo. La disperazione per l’auto a secco o le vacanze in Crimea rovinate che provocano lacrime, ma non un briciolo di analisi su come si sia arrivati a vedere colonne di fumo in città, alla chiusura dei social, al rigido controllo di internet, sono il sintomo del successo della propaganda di regime, che in un quarto di secolo di putinismo ha cresciuto intere generazioni di automi, addestrati a ricercare il benessere materiale, e ad ignorare il prezzo reale che loro stessi ed altri pagano per assicurarselo. Nelle lacrime di questi ragazzi c’è rabbia, talvolta paura, ma non c’è traccia di colpa, per ragioni storiche che il regime di Putin ha sfruttato per consolidarsi e conquistare il potere. La più importante di queste è che è mancato nella storia russa un processo di identificazione della colpa, che molti storici riassumono come l'assenza di una "Norimberga russa", la quale avrebbe comportato una vera Vergangenheitsbewältigung (il termine tedesco che indica il "superamento/elaborazione del passato"). Nel 1945, la Germania nazista è stata occupata, rasa al suolo, divisa e costretta a guardare in faccia i propri crimini. Il processo di denazificazione non è stato immediato né perfetto, ma l'umiliazione militare e morale totale ha costretto i tedeschi a ridefinire la propria identità nazionale in opposizione al nazismo. Nel 1991, in Russia, non è successo nulla di tutto ciò. L'Unione Sovietica è crollata su se stessa per implosione economica e strutturale. Ma non ci sono state truppe straniere a Mosca, non ci sono stati processi pubblici per i crimini del gulag o dello stalinismo, e gli archivi del KGB sono stati aperti solo parzialmente per poi essere rapidamente richiusi. Il Cremlino stesso ha gradualmente riscritto i libri di storia, rispolverato simboli del passato, messo al bando ong come Memorial, che cercavano di tenere viva la memoria dei crimini sovietici perché si evitasse di commetterli ancora. Il risultato è che per la popolazione, il crollo dell'URSS non è stato vissuto come la liberazione da un regime oppressivo, ma come una catastrofe geopolitica e sociale che ha portato povertà, caos e perdita di status. La fine della Guerra Fredda è stata percepita come un "incidente della storia" o, peggio, come un tradimento interno e occidentale, e non come il fallimento intrinseco di un modello imperiale e autoritario. Mancando l'elaborazione della colpa storica, lo spazio psicologico lasciato vuoto dal crollo dell'ideologia comunista è stato riempito dal risentimento. Negli ultimi vent'anni, la propaganda del regime ha fatto leva esattamente su questa "volontà di rivalsa sociale", incanalata contro l'Occidente, rappresentato come l’entità che ha umiliato e calpestato il paese approfittando di un suo momento di fragilità. Un approccio revanscista che ha permesso a Putin di stabilire una continuità tra l'impero zarista, l'URSS e la Russia odierna per costruire il mito della "Grande Russia" vittoriosa e perennemente assediata da nemici esterni. Per sostenere questo impianto, il regime ha sostanzialmente esonerato in questi anni il popolo dalla politica. La conduzione dello Stato dipende da una classe dirigente autoproclamatasi tale che ha col popolo un patto sociale, il quale prevede la rinuncia collettiva ai diritti politici, in cambio di relativo benessere. Lo sgomento e le lacrime nascono dal fatto che quel patto è per la prima volta entrato in crisi e le promesse vengono infrante. Il nesso di causa-effetto ("non c'è benzina PERCHÉ stiamo aggredendo un altro Stato e siamo isolati dal mondo") viene attivamente rimosso o ribaltato, incolpando le sanzioni "ingiuste" dell'Occidente cattivo, alimentando ulteriormente quel circolo vizioso di vittimismo e vendetta storica. Sostengo, come altri, che la Russia non abbia mai fatto i conti con i propri mostri del passato e, che finché quel passaggio doloroso ma necessario non avverrà, la tentazione di rifugiarsi nel mito dell'impero e della forza rimarrà purtroppo la bussola di gran parte di quel popolo. Senza un’umiliazione netta, un processo pubblico che immortali e fissi nella storia le colpe di oggi e di ieri, quei giovani in lacrime continueranno a sentirsi non responsabili delle loro disgrazie. E a ritenere che il modello costruito da Vladimir Putin sia la soluzione e non il problema. #Russia #Storia #Propaganda