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#SinnerBorges

Recap #SinnerBorges Contro Borges, il dritto di Sinner è come la monetina per il carrello della spesa: sei sicuro di averla e invece no. Non ce l’hai. Sta lì fino a un momento prima, poi sul fondo della borsa si apre uno stargate che conduce all’Atlantide degli spiccetti. Al fosso dei resti. Per due set, Sinner ha frugato inutilmente nelle tasche e si è incaponito coi dritti inside out. Non è una novità, anche in passato lo abbiamo visto intestardirsi con un colpo che non voleva saperne di obbedire. È capitato con le palle corte, coi vincenti lungolinea. In fondo è leone ascendente tigna, quindi sfida la legge dei grandi numeri, il destino e il codice Da Vinci fino a quando le cose non funzionano di nuovo. Il servizio invece è un orologio svizzero. Non smette di stupire che il nemico numero uno di Sinner sia diventato un alleato così potente. Borges dal canto suo gioca una buona partita, ha una bella mano e una bella confidenza. Tra i due, per gran parte del match pare il più propositivo. Va a rete, trova coraggiosamente le righe, prova a mischiare le carte: Sinner in tre. In conferenza stampa Jannik sfiora l’argomento del malessere di Parigi, dice che potrebbe ricapitare, ma sono pronti all’eventualità. Poi si interrompe, e forse è meglio così. Qualunque cosa sia, il nuovo nemico numero uno probabilmente non diventerà un alleato, lo porterà con sé dentro al borsone sperando nello stargate. Ma è sempre leone ascendente tigna, sfiderà la legge dei grandi numeri, il destino e il codice Da Vinci fino a quando le cose non funzioneranno di nuovo. #sinner #janniksinner #tennis #wimbledon #tennis #sinner #wimbledon