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#Ungheria

Human Rights Watch lancia un allarme sui diritti umani in Ungheria sotto il governo di Péter Magyar, evidenziando preoccupazioni riguardo a riforme che potrebbero compromettere lo stato di diritto e la libertà di stampa, e ha portato il dossier al Parlamento europeo per sollecitare un intervento da Bruxelles. #Ungheria #DirittiUmani #HumanRightsWatch

Altro che svolta liberale: Human Rights Watch lancia l’allarme sui diritti nell’Ungheria di Magyar. Il dossier al Parlamento Ue. Quando i leader europei lo definivano un liberatore

Il nuovo premier ungherese Péter Magyar ha avviato una serie di purghe contro il sistema di Viktor Orbán, culminando nell'approvazione di un emendamento per destituire il presidente Tamas Sulyok, definito un fantoccio, e nell'istituzione di un Ufficio per il recupero dei beni sottratti dagli oligarchi del regime, mentre viene previsto un limite di 12 anni di mandato per i deputati e un'età massima di 70 anni per i giudici della Corte Suprema. #Ungheria #ViktorOrban #PéterMagyar

Ungheria, le purghe anti-Orbán colpiscono anche il capo dello Stato: votato un emendamento per destituirlo. Il premier Magyar: “È un fantoccio”
Il Post 6d

Il governo ungherese di Péter Magyar sta cercando di smontare l'eredità semiautoritaria di Viktor Orbán, proponendo un emendamento costituzionale che prevede la rimozione del presidente della Repubblica Tamás Sulyok, accusato di non aver ostacolato la deriva autoritaria del suo predecessore. #Ungheria #PéterMagyar #VictorOrbán

Il sistema di Orbán smontato pezzo dopo pezzo

Ecco come si presenta oggi la TV ungherese: uno sfondo nero ed una scritta: "I media non possono mentire. Ci scusiamo per averlo fatto per così tanti anni". L'era Orban si chiude nella vergogna. Mentire è l'unica cosa che russi e filorussi sanno fare. https://t.co/LqosWSTtLo #Ungheria #Media #Verità

Ungheria, cambiano i vertici della tv pubblica dopo la fine dell'era Orban e il principale canale all-news M1 interrompe le trasmissioni rivolgendo agli spettatori un messaggio su sfondo nero: "Ci scusiamo per avervi mentito per anni. I media statali sono attualmente oggetto di una profonda riorganizzazione affinché possano essere indipendenti e credibili in futuro. Il servizio di informazione è temporaneamente sospeso. Restate sintonizzati!" #Ungheria #Media #Indipendenza

Average salary of a senior engineer with 10 years of experience. Italy last, along with Hungary and Portugal. Engineers are the most important professional category in a country (that doesn't have oil, gas, and abundance of raw materials). The salary of an engineer in Italy is half. (translated)

Average salary of a senior engineer with 10 years of experience. Italy last, along with Hungary and Portugal. Engineers are the most important professional category in a country (that does not have oil, gas, and abundance of raw materials). Why do they pay DOUBLE in the UK? (translated)

Oggi sono più di due anni che Maja si trova in carcere in Ungheria, dopo un’estradizione illegittima e vergognosa dalla Germania💔 In questi lunghi mesi – anni – di sofferenza, c’è chi non ha mai smesso di tenere viva la fiammella della solidarietà e alta l’attenzione sulla sua vicenda. Maja stessə non ha mai ceduto. Nelle sue lettere, nei suoi messaggi, attraverso la sua presenza in tribunale, ha mostrato una straordinaria sensibilità umana, una grande forza d’animo e una dignità fuori dal comune. Le mando un grande abbraccio e tutta la mia vicinanza. Continuiamo a chiedere che Maja possa almeno essere riportata in Germania, vicino ai suoi cari. #FreeMaja #FreeMaja #Solidarietà #DirittiUmani

ITALIA D'ORO NELLA SPADA, BRONZO NELLA SCIABOLA 🥇🥉🇮🇹 Grande giornata per l'Italia agli Europei di scherma di Antony ⚔️💙 🥇 Gli azzurri della spada maschile a squadre - Davide Di Veroli, Matteo Galassi, Simone Mencarelli e Andrea Santarelli - conquistano l'oro dominando la Francia in finale con un netto 45-30 e riportando l'Italia sul tetto d'Europa dopo tre anni. 🥉 Medaglia anche per la sciabola femminile a squadre: Michela Battiston, Manuela Spica, Mariella Viale e Claudia Rotili superano l'Ungheria 45-34 nella finale per il terzo posto e salgono sul podio continentale. Due medaglie, una d'oro e una di bronzo: continua lo spettacolo azzurro ad Antony 👏🇮🇹 #Scherma #Europei #Italia

Virna 4w

Ilaria Salis su tutte le furie per il nuovo regolamento sui rimpatri. Il commento di @MauroMazzaRai in collegamento con @stefaniacav al #tg4 "Non dimenticheremo mai i nomi e i cognomi dei politici italiani che ci hanno fatto questo regalo portando Ilaria Salis al parlamento europeo. È singolare che oggi condanni questo voto che non le piace quando invece ha applaudito a quella stretta maggioranza dello stesso parlamento che l'ha salvata dal processo in Ungheria". #politica #italia #rimpatri

Ultimora.net Jun 16

Il parlamento dell'Ungheria ha approvato a larga maggioranza un emendamento costituzionale che limita a due i mandati dei primi ministri, per un massimo di 8 anni. Il testo è stato formulato in modo da avere effetto retroattivo, impedendo così a Viktor Orbán di tornare al potere dopo 16 anni consecutivi al governo #Ungheria #Politica #Costituzione

Il Post Jun 16

Il parlamento ungherese ha approvato un emendamento costituzionale che limita a 8 anni il mandato del primo ministro, impedendo così a Viktor Orbán, ex leader di estrema destra, di tornare al potere, mentre si prevede anche l'abolizione di un'agenzia governativa controversa creata da Orbán e il ripristino della gestione delle università. #Ungheria #ViktorOrban #PéterMagyar

Il parlamento ungherese ha approvato un emendamento costituzionale che limita a 8 anni il mandato del primo ministro
Il Post Jun 9

L'agenzia anticorruzione ungherese ha stimato che 168 miliardi di euro di fondi pubblici siano stati spesi impropriamente durante il governo di Viktor Orbán, e utilizzerà l'intelligenza artificiale per rintracciarli, mentre il nuovo leader dell'opposizione, Péter Magyar, si impegna a smantellare il sistema clientelare creato da Orbán e a recuperare le risorse distorte. #Corruzione #ViktorOrban #Ungheria

L’Ungheria vuole indietro i fondi pubblici spesi da Orbán per favorire la sua cerchia

Putin ha perso in modo netto le elezioni in Armenia e così il piccolo paese caucasico si somma all’ormai lungo elenco di pezzi che, a causa della folle impresa ucraina, l’impero che Putin sognava di aggiungere, sta invece perdendo. L’impegno di Mosca nella sua criminale aggressione le ha infatti impedito di prendere le parti di Erevan nel breve conflitto che ha riportato il Nagorno Karabakh sotto il controllo dell’Azerbaijan nel settembre 2023. Questo ha di fatto trasformato un allontanamento lento del governo armeno dall’orbita russa, in una crisi insanabile ora culminata con un voto che oggi sancisce la separazione dei destini delle due nazioni. La stessa Baku ha a sua volta preso le distanze dal Cremlino, nonostante le tensioni con l’Armenia, anche a causa di un abbattimento aereo, avvenuto nel dicembre del 2024, del quale la Russia non si è mai pienamente assunta la responsabilità. Il Kazakistan, intanto, pur condividendo con la Russia il confine continuo più lungo del mondo, ha attuato una strategia di "neutralità attiva" che ha irritato Mosca. Astana si è rifiutata di riconoscere le annessioni dei territori ucraini, accoglie centinaia di migliaia di russi in fuga dalla mobilitazione militare, e soprattutto rispetta formalmente le sanzioni occidentali sui beni a duplice uso (dual-use), bloccando i canali di rifornimento tecnologico per l'esercito russo e costringendo Putin a continui viaggi diplomatici per tentare di blindare l'asse finanziario. L’Uzbekistan ha assunto per parte sua una posizione speculare a quella kazaka. Tashkent ha dichiarato esplicitamente il proprio sostegno all'integrità territoriale dell'Ucraina, ha rifiutato la proposta russa di creare una "unione del gas" a guida moscovita (preferendo accordi bilaterali commerciali) e sta diversificando rapidamente i propri partner strategici verso la Cina, l'Europa e la Turchia. La distrazione ucraina ha anche fatto mancare l’aiuto del regime di Putin all’ormai ex dittatore Bashar al Assad, defenestrato dalla guida della Siria, paese fino a quel momento sotto il totale controllo di Mosca, che poteva anche liberamente utilizzare il porto di Tartus. Nel 2019, Assad aveva concesso al colosso russo Stroytransgaz (legato all'oligarca Gennady Timchenko) l'affitto e la gestione commerciale dello scalo per 49 anni. Il nuovo esecutivo siriano ha rescisso il contratto, accusando la società russa di non aver mai effettuato gli investimenti di ammodernamento promessi. La gestione dello scalo commerciale è stata immediatamente riassegnata alla multinazionale DP World di Dubai (Emirati Arabi Uniti), che ha firmato un accordo per investire 800 milioni di dollari nello sviluppo di un nuovo terminal multiuso, tagliando fuori Mosca dai profitti e dal controllo logistico dello scalo. Sempre in Medio Oriente, Mosca ha dovuto assistere inerme alle sanguinose proteste contro il regime iraniane e successivamente alle azioni israeliane e statunitensi, dimostrandosi assolutamente impotente sia sul piano diplomatico che su quello militare ed anzi approfittando cinicamente della crisi di Hormuz per trarre beneficio temporaneo dal rialzo dei prezzi del petrolio. Ma nell’elenco dei paesi usciti dall’orbita russa a causa della guerra va inserita anche l’Ungheria, trascinata su posizioni così estreme ed antieuropee da causare la caduta di Orbàn. Finlandia e Svezia, inoltre hanno archiviato rispettivamente 80 e 200 anni di neutralità e non-allineamento militare. L'ingresso formale nella NATO ha spostato l'intero baricentro della sicurezza del Mar Baltico (ora definito scherzosamente "un lago della NATO") fuori dal controllo russo, raddoppiando i confini diretti tra l'Alleanza Atlantica e la Federazione Russa. In America Latina l’uscita di scena di Maduro ha indebolito i legami col Venezuela, la cui vice presidente è costretta a mantenere rapporti più stretti con l’America di Trump che con la Russia. Mentre l’Ecuador, sotto la presidenza di Daniel Noboa, ha avviato una decisa virata diplomatica verso Washington. All'inizio del 2024, il paese ha accettato di trasferire agli Stati Uniti i suoi vecchi sistemi militari di fabbricazione sovietica (destinati all'Ucraina) in cambio di equipaggiamenti militari moderni americani. La mossa ha scatenato una durissima ritorsione economica da parte di Mosca, che ha temporaneamente bloccato l'importazione di banane ecuadoriane (l'Ecuador copre il 95% del mercato russo) simulando "motivi sanitari". Persino in Mali, affermatasi in questi anni come roccaforte russa, le forze dell’Africa Corps stanno subendo pesanti perdite a causa delle imboscate congiunte dei ribelli Tuareg e dei gruppi jihadisti, incrinando il mito dell'invincibilità russa nella regione. Per quanto Putin si sforzi di organizzare forum economici e continuare a mostrare i muscoli, la verità è che Russia, dissanguata da una guerra che non può vincere, sta subendo come mai prima un isolamento internazionale concomitante con un crollo reputazionale, scontando una sopravvalutazione della propria potenza militare ormai evidente a tutti, che la fa apparire non solo incapace di difendere i propri alleati, ma accecata da un’ideologia tossica e revanscista che antepone a suoi stessi interessi. #Putin #Elezioni #Geopolitica

ANSA.it Jun 7

Marc Marquez, dopo aver affrontato due interventi chirurgici e una gara difficile al Mugello, ha trionfato nel Gran Premio di Ungheria, ottenendo la centesima vittoria in carriera e risalendo la classifica mondiale grazie a una performance eccezionale, nonostante un'incidente imprevisto tra i suoi avversari. #MotoGP #MarcMarquez #GPUngheria

MotoGp: Marquez padrone in Ungheria, sono cento vittorie

Marc Marquez ha conquistato il Gran Premio di Ungheria di MotoGP, raggiungendo la sua centesima vittoria in carriera, mentre Francesco Bagnaia è giunto terzo e un incidente allo start ha coinvolto diversi piloti, tra cui Bezzecchi e Di Giannantonio. #MotoGP #Marquez #Ungheria

Moto GP, Marquez vince in Ungheria. Bagnaia terzo, incidente al via per Bezzecchi e Di Giannantonio
ANSA.it Jun 7

Marc Marquez ha vinto il Gran Premio d'Ungheria di MotoGp su Ducati, precedendo Pedro Acosta della Red Bull Ktm e Francesco Bagnaia, mentre le Aprilia sono state coinvolte in un incidente al via, e Marquez ha espresso la sua felicità per la vittoria nonostante le difficoltà di questa stagione. #MarcMarquez #Ducati #MotoGP

MotoGp: in Ungheria vince Marc Marquez, seconda la Ktm di Acosta

🚨 È UNA FENICE, È MARC. Sembrava una chimera. Dopo Misano 2025, la vittoria numero 100 era lì, a un passo. Poi arrivò l'incidente, il dolore, l'ennesima battaglia contro un destino che troppe volte ha provato a fermarlo. Molti vedevano la fine di un'epoca. Marc Márquez vedeva soltanto un'altra sfida. Perché i campioni vincono. Le leggende resistono. Marc è una fenice. Ogni caduta è diventata cenere. Ogni infortunio ha alimentato il fuoco della sua rinascita e in Ungheria è tornato a volare più in alto di tutti. 100 vittorie. 166 podi. 104 pole position. Il primo e unico pilota della storia a raggiungere quota 100 nelle tre statistiche che definiscono la grandezza. Non è solo un record. È la prova che certe leggende non muoiono mai. Rinascono, sempre. Lunga vita al Re, lunga vita al Pilota più forte che abbia mai cavalcato una MotoGP. #MotoGP #MarcMárquez #Leggende #Rinascita

Diego Fusaro Jun 7

In these days, Ilaria Salis has joined the party "Sinistra Italiana" of Fratoianni and Bonelli. A deserved tribute to those who brought her to the European Parliament, moreover saving her from the trial that saw her accused in Hungary. The vestal of the left. (translated)

L
lastampa.it Jun 6

L'analisi di Bill Emmott evidenzia come l'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea possa rappresentare una salvezza reciproca in un contesto di difesa e sicurezza, nonostante le resistenze di alcuni Stati membri come Polonia e Ungheria, e l'importanza storica del desiderio ucraino di diventare parte dell'Europa. #Ucraina #UnioneEuropea #DifesaEuropea

L’Ucraina nell’Ue è la nostra salvezza