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#aviazione

Due aerei di linea, un Airbus A321XLR di Iberia e un Boeing 787-9 di Air Europa, si sono avvicinati frontalmente a 36.000 piedi nell'Atlantico, evitando una collisione imminente grazie all'attivazione del sistema anticollisione TCAS, che ha coordinato le manovre dei piloti per ristabilire la distanza di sicurezza. #aviazione #anticollisione #incidenteaereo

Due aerei di linea uno di fronte all'altro a 36.000 piedi, impatto evitato per pochi secondi sull'Atlantico: attivato sistema anticollisione

Il buongiorno oggi ce lo dà la base aerea di Engels, nella regione russa si Saratov 💥 La base ospita i bombardieri strategici russi (come i Tu-95MS e i Tu-160) regolarmente impiegati per lanciare attacchi missilistici contro l'Ucraina. I residenti delle città di Saratov ed Engels hanno riferito di aver sentito il ronzio tipico dei droni a bassa quota seguito da forti esplosioni a partire dalle 4 del mattino. Canali di monitoraggio indipendenti (tra cui Astra) e video pubblicati sui social mostrano un vasto incendio e dense colonne di fumo che si levano dall'area della base. Le prime analisi dei filmati suggeriscono che l'impatto potrebbe aver colpito un deposito di munizioni o un sito di stoccaggio del carburante per aviazione all'interno dell'installazione militare. L'attacco ha provocato blackout elettrici parziali nella città di Engels. A causa della caduta di detriti e dell'attivazione della contraerea russa proprio sopra le aree residenziali, si sono registrati piccoli incendi anche in alcune case private e, secondo fonti locali, alcune famiglie che vivono ridosso dello scalo militare sono state evacuate. #Russia #Ucraina #Militare

Oggi il buongiorno ce lo dà il Polo petrolchimico di Nizhnekamsk in Tatarstan. Qui si trovano due complessi distinti principali. Il complesso TANECO (Tatneft) è una delle raffinerie più grandi e moderne di tutta la Federazione Russa. La sua capacità di raffinazione nominale è di oltre 16 milioni di tonnellate di petrolio greggio all'anno. Produce un'ampia gamma di prodotti che include diesel, carburante per l'aviazione (jet fuel), oli lubrificanti e altre frazioni petrolifere. Il complesso TAIF-NK è un altro impianto industriale strategico, adiacente al polo chimico della città. Processa 7,3 - 8 milioni di tonnellate di greggio e condensati di gas all'anno. Si distingue per un tasso di profondità di raffinazione (refining depth) estremamente elevato (dichiarato superiore al 95%) grazie all'entrata in funzione del complesso di conversione profonda dei residui pesanti (HRCC), che riduce al minimo la produzione di olio combustibile a basso valore (mazut) a favore di carburanti leggeri. Entrambi gli impianti erano stati già attaccati a metà giugno. #Petrolchimico #Raffinazione #Tatarstan

#Ucraina – Fronte di Kostijantinivka Mentre il vecchio signore, ormai con ridotte capacità mentali, inscena la pagliacciata della finta visita al fronte (tra l'altro realizzata malissimo) per cercare di dimostrare le stupidaggini dette, e si scatena la consueta sbandierata russa: tra i materiali diffusi dal "reggimento propaganda-Bolshoy" ci sono doppioni già visti, roba vecchia di almeno qualche settimana e solo qualche filmato inedito. Più interessanti gli airstrike ucraini su alcune posizioni russe, tanto che mi spingo a considerare, in alcune aree, la zona d'infiltrazione come grey. La situazione rimane difficile, ma la parte nord della città resta saldamente sotto controllo ucraino, e l'impiego dell'aviazione mi sembra un elemento interessante. Anche qui i filorussi più idioti (anche se è difficile trovarne di meno idioti) davano la città per caduta entro giugno. Siamo a luglio e, nonostante le pagliacciate di Putin e dei suoi bandierini, Kostijantinivka è ancora piuttosto lontana dal cadere. #Ucraina #Guerra #Fronte

La strategia ucraina di strangolamento delle filiere logistiche russe sta drasticamente accelerando. Tra i colpi messi a segno questa notte, alcuni sono di straordinaria rilevanza strategica e meritano di essere raccontati. Nel giro di poche ore, sono stati distrutti ben cinque impianti radar in Crimea (Capo Tarkhankut, Severne, Snezhnoye, Portove e Steregushche, località quest’ultima dove è stato distrutto anche l’impianto missilistico OSA, che doveva difenderla), i quali formano una catena continua che sorveglia l'angolo nord-occidentale della penisola, proprio lo specchio di mare che guarda verso l'estuario del Dnipro e Odessa, e che rappresentavano gli occhi della Flotta del Mar Nero e dell'aviazione russa per la caccia ai droni aerei e marini. Al di là del colossale danno economico ed operativo (per la costruzione e la taratura di strumenti di questo tipo possono essere necessari persino anni, tanto più per un paese sotto sanzioni, che ha oggettive difficoltà a reperire la componentistica occidentale necessaria) ora si rischiano conseguenze pesanti per l’intera penisola. Innanzitutto, senza questi 5 radar, la Russia ha perso la capacità di avvistare a lungo raggio i droni di superficie ucraini (Magura V5, Sea Baby), esponendo di fatto tutto il fianco occidentale della Crimea ad attacchi (e potenziali sbarchi) che a questo punto non possono più essere scoperti per tempo. In secondo luogo, con il colpo a Capo Tarkhankut si sono resi inutilizzabili i sistemi missilistici costieri Bastion, che tengono anche sotto tiro città come Odessa, lanciando i pericolosi missili supersonici Oniks. Ma soprattutto il danneggiamento dei radar di Portove e Steregushche, che monitoravano le rotte aeree a bassa quota, comporta la creazione di un "corridoio cieco" nel nord della Crimea. Attraverso questa falla, i droni kamikaze a lungo raggio e i missili ucraini possono volare indisturbati e a bassissima quota per colpire i ponti d'emergenza o i treni merci diretti al mega-hub di Dzhankoi, senza che le batterie contraeree interne ricevano il preavviso radar. Vista la sequenza serrata di questi giorni, non è escluso che quest’ultimo colpo sia finalizzato a neutralizzare le ultime difese rimaste a protezione dell’unico collegamento ancora pienamente funzionante tra la penisola e la parte occupata di Kherson, la linea ferroviaria, senza la quale il traffico pesante sarebbe del tutto interrotto. Tuttavia le cattive notizie per la Russia arrivano anche da Donetsk. Le forze ucraine hanno preso di mira e pesantemente danneggiato il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk a Novoazovsk, la "porta d'ingresso" dell'intero corridoio terrestre russo, a pochissimi chilometri dal confine sovrano della Federazione Russa. Novoazovsk si trova infatti sulla direttrice dell'autostrada M14, l'arteria vitale che i russi utilizzano per far entrare i convogli pesanti su gomma da Rostov sul Don verso Mariupol, Berdiansk e, infine, Melitopol e Kherson. Il ponte sul fiume Hruzkyi Yelanchyk era stato ristrutturato e potenziato dai russi nel 2024 proprio per aumentare la portata dei carichi logistici pesanti e sostenere lo sforzo bellico nel sud. I rapporti sul campo e le immagini satellitari confermano che l'attacco della notte scorsa ha centrato in pieno i camion militari russi che lo stavano attraversando. Il ponte è ora ridotto a una sola corsia agibile, forzando le autorità di occupazione a vietare il transito ai TIR pesanti e a deviare il traffico su strade secondarie e sterrate, allungando drasticamente i tempi di percorrenza. Il fatto che queste azioni di questa portata vengano compiute in pochi giorni o addirittura in poche ore, senza dare alla Russia il tempo di adottare contromisure e seguendo un’unica strategia, rivela la straordinaria capacità di adattamento e di coordinamento delle forze armate ucraine, tanto più rispetto a quelle di Mosca, storicamente afflitte da rigidità e burocrazia e costrette dall’approccio repressivo ad edulcorare i rapporti, impedendo ai vertici militari di conoscere la reale situazione sul campo. Ma soprattutto le capacità raggiunte dai droni ucraini stanno vanificando del tutto i vantaggi che la Russia contava di capitalizzare sul campo: la superiorità demografica, non più sufficiente - vista l’impietosa sproporzione di vittime tra le due parti - e la vastità delle aree conquistate, spacciate spesso anche dai propagandisti nostrani come il metro con cui misurare il trionfo di Putin, ma che, ora che nulla lì è più al sicuro, rischiano invece di diventare un insostenibile Vietnam che, per chi ha scommesso tutto sulla vittoria totale, equivale alla peggiore delle sconfitte. #Ucraina #Geopolitica #Conflitto

Del fatto che la situazione in Crimea sia fuori controllo sono ormai consapevoli anche i russi. Secondo le informazioni raccolte da ATESH, i vertici del comando della flotta del Mar Nero di Sebastopoli starebbero già mettendo al sicuro le proprie famiglie a Novorossiysk, nel territorio di Krasnodar, nella Russia continentale. La notizia data dal gruppo partigiano, se confermata, avrebbe del clamoroso, dal momento che il trasloco, che nel comunicato viene descritto come piuttosto frettoloso, starebbe avvenendo senza che siano arrivate direttive in tal senso (e che plausibilmente nemmeno arriveranno), amplificando però l’idea che si tratti di una schettiniana fuga da una nave che affonda. ATESH collega infatti lo spostamento all’attacco sferrato il 27 maggio le Forze di Difesa dell'Ucraina contro il quartier generale dell'aviazione della Flotta del Mar Nero della Federazione Russa in via Gogol a Sebastopoli (l’immagine è di un attacco avvenuto nel settembre 2023). Da allora, i colpi nella penisola soprattutto contro i sistemi di difesa si sono intensificati e la situazione logistica per gli occupanti in Crimea è drasticamente peggiorata. “Secondo informatori militari - si legge - “alcuni ufficiali si stanno già occupando delle questioni pratiche del trasferimento senza attendere ordini ufficiali: stanno trasferendo le loro famiglie, si stanno sbarazzando dei beni che non possono portare con sé e si stanno sistemando in una nuova abitazione a Novorossiysk. All'interno dei vertici della flotta, l'atmosfera è cupa: chi comprende veramente la situazione preferisce non intervenire.” Si tratta di un colpo d'immagine e simbolico devastante. Sebastopoli non è una base qualunque. Per la narrazione del Cremlino è la "città della gloria militare russa" e il cuore pulsante della pretesa storica sulla Crimea (nonché quella dalla quale ebbe inizio l’occupazione illegale del 2014). Ammettere, anche solo nei fatti, che Sebastopoli non è più sicura per i comandi di vertice della Flotta mina la retorica della Russia come potenza dominante nel Mar Nero e l'idea che la Crimea sia "protetta per sempre". Dal punto di vista operativo le conseguenze potrebbero essere altrettanto importanti. Spostare i centri decisionali a oltre 300 chilometri di distanza (in linea d'aria) e separati dallo Stretto di Kerch complica drasticamente la reattività e il coordinamento delle operazioni in tempo reale, specialmente per il supporto aereo e la difesa costiera della Crimea. L'attacco ucraino del 27 maggio ha inoltre fisicamente distrutto o reso inutilizzabili infrastrutture di comunicazione protette. Ricostruirle o adattarle a Novorossiysk richiede tempo, risorse e espone i nuovi siti a problemi di intercettazione o vulnerabilità simili, dato anche che lo stesso porto porto della Russia continentale è stato ugualmente attaccato varie volte da droni aerei e marini. Il fatto che una penisola che Mosca rivendica come propria, tanto da installarvi il comando della Flotta del Mar Nero, si stia trasformando in un avamposto sempre più isolato (con i ponti del nord quasi del tutto compromessi e quello di Kerch sotto costante attacco) da controllare “da remoto” la dice lunga sulla distanza che c’è tra propaganda di Stato e la realtà sul campo. #Crimea #Russia #Ucraina

Majakovsk Jun 6

#ucraina raffinerie in fiamme, centri di comando distrutti, navi colpite, logistica sconvolta con trasporti attaccati sistematicamente. In crimea popolazione non ha già più accesso al carburante. A questo ritmo l'intero gruppo vostok si muoverà a piedi, con difficoltà crescenti anche per il vettovagliamento e le munizioni. Con la distruzione sistematica dell'antiaerea, anche l'aviazione ucraina avrà maggiore libertà di colpire obiettivi di alto livello, prima tra tutti le unità di dronisti rubicon, come è successo ieri a Pokrovsk. La prima linea riveste sempre minore importanza e paradossalmente avrà un tasso di uccisione minore rispetto alle immediate retrovie, completamente saturate dai droni. La guerra ha cambiato i suoi paradigmi senza in realtà cambiare i fondamentali. Per anni la guerra fatta di strike, bombe intelligenti e Sof, ci aveva fatto scordare la base di ogni guerra: Ia capacità d'interrompere la logistica e quella colpire la produzione interna, che restano i cardini dell'azione bellica. Anche il concetto di massa è rimasto lo stesso, ma è diventato una massa di droni, che saturano il cielo e ben presto anche la terra, remotizzando la guerra, che ora può essere combattuta in prima linea a decine e centinaia di km dal fronte. Gli ucraini hanno guidato questa trasformazione per necessità, che d'altra parte è il primo motore delle innovazioni umane. In questi contesto l'avanzata, già lentissima dell'esercito russo, è destinata a fermarsi, e forse solo con una nuova mobilitazione, dai costi sociali ed economici paurosi, riuscirà a mantenere l'attuale lentissimo tasso d'avanzamento. La Russia risponderà nell'unico modo possibile, aumentando attacchi di droni e missili su città ucraine, senza che questo abbia però effetti ne su capacità produttiva ucraina, né sul fronte. Stiamo assistendo ad una rivoluzione che è destinata a cambiare e diminuire il ruolo del tank, ormai diventata costosa artiglieria mobile e snaturato dalle sue funzioni di penetrazione e sfondamento. Rivoluzione che investirà a breve anche l'aeronautica, destinata ad essere soppianta da uav,droni e missili nel prossimo futuro. L'Intera logistica sarà remotizzata con gli ugv che sostituiranno anche gran parte dei blindati. Fino al settore navale, dove le grandi e lente navi, sembrano impotenti davanti ai droni marini ed aerei. Una rivoluzione del warfare è sotto i nostri occhi e non vanno nascosti i lati estremamente inquietanti e pericolosi che ogni cambiamento tecnologico ,nel mondo della guerra, ricopre. Che poi è, probabilmente, la stessa serie d'inquietudini che intere civiltà hanno avuto nel passaggio dalla pietra al bronzo e dal bronzo al ferro e così via. Ps. Mi scuso per eventuali errori ma sto postando da cellulare #Guerra #Droni #Ucraina

Un drone iraniano ha colpito ieri il terminal 1 dell'aeroporto internazionale di Kuwait City, causando la morte di una persona, sessanta feriti e ingenti danni alla struttura, temporaneamente chiusa, come documentato dalle immagini delle telecamere di sorveglianza diffuse dalla Direzione generale dell’aviazione civile del Kuwait. #Iran #drone #Kuwait

Il video del momento in cui un drone iraniano colpisce l’aeroporto di Kuwait City: l’impatto è devastante
ANSA.it May 23

Il 23 maggio si celebra il primo 'Fiorenza Day', una giornata nazionale dedicata alla promozione del volo femminile in onore di Fiorenza De Bernardi, la prima donna pilota di linea italiana, scomparsa nel dicembre scorso a pochi mesi dal suo 98° compleanno, la cui eredità ispira le nuove generazioni di donne nel mondo dell'aviazione. #FiorenzaDeBernardi #DonneAviatrici #FiorenzaDay

È il 'Fiorenza Day', si celebra la pioniera delle donne pilota. 'Così raccogliamo la sua eredità'
ANSA.it May 23

Il 'Fiorenza Day' celebra la pioniera delle donne pilota in Italia, Fiorenza De Bernardi, a pochi mesi dalla sua scomparsa e in occasione del suo 98° compleanno, ricordando il suo importante contributo nell'aprire la cabina di pilotaggio alle donne e abbattere pregiudizi di genere nel mondo dell'aviazione. #FiorenzaDeBernardi #donnepilota #pioniera

È il 'Fiorenza Day', si celebra la pioniera delle donne pilota. 'Così raccogliamo la sua eredità'
Il Messaggero May 17

La Cina ha effettuato il primo volo di prova al mondo di un aereo cargo senza pilota alimentato a idrogeno, segnando un passo significativo verso la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili importati e lo sviluppo di una catena tecnologica completa per i motori aeronautici a idrogeno, con l'obiettivo di una diffusione su larga scala entro il 2050. #Cina #idrogeno #aviazione

La Cina testa i primi aerei alimentati a idrogeno: la mossa di Pechino (mentre il mondo si contende il petrolio)
Il Post May 12

Lufthansa ha annunciato che acquisterà il 49% delle azioni di ITA Airways a giugno, diventando così il principale azionista con una partecipazione del 90%, dopo aver esercitato un'opzione di acquisto per 325 milioni di euro, mentre il governo italiano scenderà al 10% e potrà vendere il restante 10% tra il 2028 e il 2033. #Lufthansa #ITAairways #Aviazione

Lufthansa ha detto che eserciterà l’opzione per diventare il principale azionista di ITA Airways
Il Messaggero May 11

Negli ultimi mesi, l'aviazione statunitense ha intensificato i voli militari di ricognizione al largo delle coste di Cuba, effettuando almeno 25 missioni con aerei P-8A Poseidon e droni MQ-4C Triton, in coincidenza con una retorica anti-cubana sempre più accesa da parte dell'amministrazione Trump, suscitando preoccupazioni per un potenziale aumento delle tensioni simili a quelle vissute in precedenti situazioni con il Venezuela e l'Iran. #Cuba #Militari #VoliDiRicognizione

Cuba, voli militari Usa in aumento: aerei Poseidon e droni Triton intorno all'isola. I precedenti del Venezuela e dell'Iran

Il report di Transport & Environment rivela che dal 2005 le emissioni di CO₂ dell'aviazione europea sono aumentate di oltre il 30%, raggiungendo nel 2025 un record di 195 milioni di tonnellate, con Ryanair che emette tanto quanto un intero paese come la Croazia e contribuendo significativamente all'impossibilità di raggiungere gli obiettivi climatici. #AviationEmissions #ClimateChange #SustainableTransport

Il costo climatico dei voli: nella Ue emissioni in rapida crescita