Israeli Prime Minister Benjamin Netanyahu expressed doubts about the possibility of an agreement with Iran, calling it a savage game, and discussed with Donald Trump three options to address the Iranian issue, while reports indicate an Iranian plot to assassinate his son Yair in the United States and recent violence in East Jerusalem and Gaza, accompanied by Lebanese accusations against Israel for fires in the region. (translated)

Per chi non si beve tutto. Mentre gran parte del giornalismo italiano si esercita nell’antica arte del copia-incolla da agenzie ONU e comunicati di Hamas, c’è un giornalista in Rai che ha deciso di non farsi dettare la linea da Ramallah. Si chiama Giovan Battista Brunori, e oggi è una rarità: uno che ha ancora la schiena dritta. Capo della sede RAI a Gerusalemme, Brunori ha fatto qualcosa che nel 2025 equivale a un atto di insubordinazione: ha mostrato Gaza da un altro angolo, quello scomodo, quello che smentisce le lacrime facili e la propaganda prefabbricata. Quando il Tg1 ha disturbato la narrazione La settimana scorsa, il suo servizio per il Tg1 ha fatto tremare più tastiere che razzi. Le immagini? Scorte di aiuti umanitari marcite al sole perché “nessuno andava a ritirarle”. La frase? Tagliente come un referto: «Il cibo a Gaza sta avariando perché non ci sono organizzazioni che lo vanno a prendere.» Apriti cielo. Le ONG si sono stracciate le vesti. La sinistra ha invocato la gogna. La Rai? È corsa ai ripari con una replica del Tg3, in pieno stile “scusate il giornalismo”. Ma Brunori non ha indietreggiato. Perché il giornalismo, quello vero, non chiede il permesso prima di disturbare. Sul campo, non su Zoom Giovan Battista Brunori non racconta Gaza da un bar di Ramallah o da un attico romano. Nel 2024 era tra i pochi a documentare l’attacco del 7 ottobre, le infiltrazioni di Hamas, le case distrutte degli israeliani di Netiv HaAsara, a due passi dal confine. Mentre altri parlavano di “resistenza”, lui mostrava famiglie sgozzate, villaggi assaltati, bambini presi in ostaggio. Un crimine? No. Un servizio pubblico. Ma questo oggi basta per finire nella lista nera degli “squilibrati filo-israeliani” (copyright collettivi studenteschi). La colpa di raccontare tutto Brunori non si limita a un copione. Non chiude gli occhi dove serve. Nel caos informativo della guerra Israele-Gaza, è uno dei pochi a non affidarsi alle infografiche dell’UNRWA e ai pianti in slow motion rilanciati da Al Jazeera. E questo lo rende pericoloso. Perché chi racconta tutto, rompe l’incantesimo. Non c’è spazio per i “Mr. Fafo”, i martiri ricorrenti da Instagram, quando si mostra la realtà nuda: tunnel sotto gli ospedali, miliziani travestiti da soccorritori, aiuti bloccati da Hamas per esigenze belliche. Il problema? È difficile smentirlo Brunori ha un curriculum da campo: Afghanistan, Iraq, Libano, Ucraina. Ha vinto il premio Ilaria Alpi (1998), il Premio Feniks (2021) e quello Delio Costanzo (2024). Ma il suo vero trofeo è l’indipendenza. Non lavora per far contenti i partiti. Né le ambasciate. Né le piazze. Parla arabo. Conosce la storia. E quando va in onda, non ha bisogno di urlare per dire cose gravi. In un mondo dove la verità è soggetta al sentiment, Brunori è rimasto fedele alla sostanza. Non piacerà a chi cerca eroi prefabbricati e vittime su commissione. Ma è l’unico in Rai che ancora ti fa cambiare canale perché dice troppo, non perché dice poco. E oggi, questo, è rivoluzionario. Chi non si inginocchia alla propaganda, chi ha ancora fame di giustizia, ti guarda e ti dice: vai avanti. Perché oggi, raccontare la verità è un atto di coraggio. @LuigiGiliberti2 #Giornalismo #Verità #LibertàDiStampa
Five Italians, including four women and one man, are in the Palestinian village of Qusra, besieged by Israeli settlers, and the Foreign Ministry is monitoring the situation through the consulate in Jerusalem and the embassy in Tel Aviv. (translated)

L'attrice #SharonStone: "Vediamo cose terribili in TV su #Israele ma quando arrivi qui capisci che quello che trasmettono non è vero! Israele è un grande e meraviglioso paese! " #Gaza #Israel #Ebrei #jews #gerusalemme #jerusalem #kotel #westernwall https://t.co/CMAZco6o4M #Israel #Gaza #SharonStone
Jordan has called an emergency meeting of Arab and Muslim countries to discuss the risk of a religious war due to the recruitment operations of religious Jews for a new police unit on the Temple Mount, which could lead to an occupation of the Temple Mount and tensions in the Muslim world, with Israeli elections approaching. (translated)

In Gabriele Segre's analysis, it is highlighted that the war between the United States and Iran has transformed into two distinct conflicts, with diverging objectives of the parties involved: while Washington and Jerusalem aim for a strategic change in Iran, Tehran fights for its survival and for control of the Strait of Hormuz, making the situation an existential conflict for both. (translated)

Il ministro israeliano Itamar Ben Gvir ha guidato centinaia di coloni ebrei nella spianata delle moschee a Gerusalemme, violando lo status quo del sito sacro durante la commemorazione di Tisha B’Av, mentre affermava che gli ebrei si sentono a casa e sottolineando la sovranità di Israele sull'area. #Gerusalemme #AlAqsa #TishaBVav

Hitting water and energy. It is the second act of the war #USA in #Iran Here's what is being prepared. Another 30 US tanker planes (63 in total) in #Israel. And #Trump does not meet #Netanyahu @nelloscavo sent to #Jerusalem @Avvenire_Nei https://t.co/tKLz272cPU (translated)
The Italian embassy in Jerusalem calls Gaza and insists that they respond in Italian. No English. On the other end, there are kids who have won a scholarship at an Italian university and have been living under bombs for months, sometimes without electricity. They have to pass an exam of (translated)
Anyone who is authentically Christian CANNOT today refrain from CLEARLY CONDEMNING #ISRAEL for its countless crimes against humanity and, among these, against Christians in Jerusalem and in Lebanon. (translated)
Uno studio condotto dalla Facoltà di Odontoiatria dell'Università Ebraica di Gerusalemme suggerisce che gli anticorpi materni trasmessi durante la gravidanza e l'allattamento possono contribuire a proteggere i neonati dalle malattie gengivali in età adulta, influenzando positivamente lo sviluppo del sistema immunitario orale e riducendo il rischio di parodontite. #AnticorpiMaterni #SaluteOrale #Gravidanza
